lunedì 5 settembre 2016

IL FUMETTISTA ITALIANO PIÙ FAMOSO D’AMERICA



Per leggere questo bellissimo post, su un autore importante ma poco noto, occorre cliccare qui sotto il link del Giornale Pop (dove mi sono trasferito):

http://www.giornalepop.it/fumettista-italiano-piu-famoso-damerica/ 

martedì 2 agosto 2016

LA COPPIA CHE FA SORRIDERE MARVEL E DC


Abbiamo parlato spesso dell'intristimento del fumetto italiano, ma questa tendenza è ben presente anche in quello americano. Se ieri c'era Stan Lee, oggi non c'è nessun sceneggiatore brillante tra gli autori dei comic book. Con una eccezione... o meglio, una duplice eccezione: la coppia Keith Giffen e J.M. DeMatteis.

Keith Giffen (nato nel 1952) lo seguo dai suoi primi fumetti che ha disegnato per le riviste Marvel in bianco e nero a metà degli anni settanta, quando il suo stile era totalmente kirbesco. Poi ha avuto una stravagante sbandata munoziana, della quale abbiamo parlato nell'ultimo post (http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/07/alter-moebius.html), e infine è tornato a Kirby pur mantendo un po' dell'espressionismo di Munoz. Con il tempo è diventato anche sceneggiatore, ma le sue storie sono incomprensibili.

Di J.M. DeMatteis (1953) non mi è mai fregato niente, pur avendo seguito pure lui fin dai primi passi: è uno sceneggiatore triste anche nel suo meglio (vedi "L'ultima caccia di Kraven", una miniserie dell'Uomo Ragno).

Dio solo sa come, ma quando Keith Giffen e J.M. DeMatteis si mettono insieme, nel raro ruolo di co-sceneggiatori, scrivono storie chiarissime e divertentissime. Sì, fumetti allegri... una eresia al giorno d'oggi! (Sono anche inconsistenti, ma la perfezione non è di questo mondo).



Lo possiamo capire, per esempio, leggendo questa miniserie dei Difensori pubblicata tra il 2005 e il 2006. 

Partiamo senza indugi, tenendo presente che Giffen lavora soprattutto al soggetto e DeMatteis ai dialoghi.



Dei Difensori, il gruppo degli eroi più potenti e sfigati della Marvel, ne abbiamo già parlato brevemente nel post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/04/gli-albi-dei-non-supereroi.html.





Un giorno dedicheremo un post intero al Dottor Strange di Steve Ditko, insieme al terribile Incubo, il servizievole Wong, la fidanzata extradimensionale Clea e tutto il resto della combriccola. Del geniale Ditko abbiamo parlato soprattutto a proposito dell'Uomo Ragno, in http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/linattuale-steve-ditko-e-luomo-ragno.html).


Difficile rappresentare il caratterino di Sub-Mariner, il personaggio creato da Bill Everett (al quale abbiamo dedicato il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/03/geppo-horror-picture-show.html): alcuni autori fanno il principe Namor completamente pazzo e altri del tutto savio. La coppia Giffen-DeMatteis, però, riesce benissimo a interpretarlo come si deve.


Il personaggio centrale di questa miniserie è Umar, la sorella troia del fiammeggiante Dormammu: lei ha un nome arabeggiante, lui sumereggiante. Un peccato che Maguire non disegni la testa di Dormammu a capocchia di cerino acceso, come faceva Ditko. E, se non ricordo male, Umar aveva la testa che fumava, mentre qui è inspiegabilmente spenta.

Soprattutto, Ditko trattava Dormammu come la versione marveliana di Satana, mentre in questa storia viene sminuito parecchio, pur acquisendo alcuni tratti interessanti come la megalomania sconfinata e un impulso incestuoso represso. I due fratelli, nemici da sempre, si sono alleati una tantum per conquistare tutte le dimensioni dell'universo. 




Come ai vecchi tempi, i Difensori si incontrano nell'arcano palazzo del Dottor Strange, sito nel Greenwich Village di New York (che è come dire la zona di Brera a Milano).

Tra l'altro, al Village ci abita pure il misterioso Martin Mystère (ne avevo parlato in relazione alle sue storie che avevo scritto io: http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/souvenir-di-martin-mystere.html).

Quando sarò a capo della Marvel, darò al Dottor Strange il lavoro dell'antiquario nello stile di Mort Cinder, trasformando il suo palazzo in una grande bottega. Tutti i supereroi devono avere un lavoro, una seconda identità: Strange non li ha e ogni volta che è iniziata una sua serie, l'hanno dovuta chiudere.




Kevin Maguire viene spesso scelto come disegnatore da Giffen e DeMatteis perché bravisismo nel rappresentare le espressioni (fondamentali nelle storie brillanti, come so bene dato che raramente me ne hanno dati con questa caratteristica). Però Maguire, anche se regge l'ambientazione fantastica perché non è un fotografaro, è privo di fantasia: questi ciclopoidi, per esempio, Ditko li disegnava in maniera assai più efficace. E la dimensione in cui alberga Dormammu, che al giorno d'oggi defineremmo virtuale, neppure Salvador Dalì l'avrebbe disegnata meglio di Ditko (andate a rivedervi il post su di lui che ho citato prima). 

L'alieno Silver Surfer era pure tra i primi Difensori. Personaggio difficilissimo, creato da Jack Kirby con il contributo di Stan Lee, Silver Surfer non è mai stato delineato come si deve. In questo caso, neppure Giffen-DeMatteis, i Mogol-Battisti dei comic book contemporanei, ci riescono. Per non dire della eccessivamente stilizzata resa di Maguire.

Quello che manca pure a Silver è l'identità segreta e un lavoro che lo metta a stretto contatto con la gente normale. Quando, a breve, sarò capo della Marvel gli darò la capacità di tornare a essere Norrin Radd: pelatone pure lui, ma con la pelle rosea. Il mio Norrin lavorerà in un dipartimento speciale della Nasa che monitora le presenza degli alieni, una roba tra "X-Files" e "Men in Black". Norrin vorrebbe rimanere una persona normale ma, quando arriva il pericolo, dallo spazio scende la sua asse e lui balzandoci sopra, al contatto, si ricopre d'argento e di potenza. 














Vorrete mica leggervi tutta la miniserie gratis?
Saltiamo la scontro dei ciclopoidi con i Difensori e torniamo a Dormammu e Umar, la quale, per fare salire la tensione incestuosa, sta facendo la doccia (con un bikini probabilmente non previsto da Maguire e inserito in seguito).


Dormammu si unisce nella lotta contro i Difensori, ma noi rimaniamo con Umar che si rimira quel fustacchione di Hulk, pietrificato dal fratello.









Adesso Giffen-DeMatteis esagerano! Uccidere Eternità: l'entità più simile al dio onnipotente, sebbene non demiurgico, dell'universo ditkomarveliano!


Che poi non capisco come ci siano riusciti, dalla pagina precedente a questa.

Solo con l'occhio di Agamotto ciulato a Strange?








Umar ha cose ben più importanti da fare.



Giffen-DeMatteis ci danno per la prima volta due elementi chiave per capire la fino ad ora inesplorata sessualità di Hulk: ha un membro enorme (non piccolo come sostenevano taluni), anche se rimane da dirimire la vecchia diatriba su chi ce l'abbia più grosso tra lui e la Cosa, ed è un eiaculatore precoce. In fondo, entrambe le cose erano scontate.







Intanto, la Terra è stata dormammuzzata sino in fondo...




... come pure i suoi eroi, salvo i Difensori.




Dopo le consuete botte da orbi...





Arriviamo così al finale tutto pizza e mandolino.









Storia un po' lenta, tenuto conto che si dipana in cinque albi. Quando Keith Giffen, J.M. DeMatteis e Kevin Maguire avevano iniziato la loro carriera si usava ancora scrivere una storia per albo. E vediamo, quindi, uno dei primi comic book del trio, quando anche i colori erano stampati in maniera netta apposta per i fumetti. Torniamo nel 1987, per leggere l'intera storia autoconclusiva del numero 1 della Lega della Giustizia (nell'epoca dopo-Crisis la Dc Comics aveva azzerato diverse serie).

Dicevo che negli anni ottanta non si scriveva ancora per l'edizione nel formato libro, nata peraltro in quel decennio, ma per vendere ogni singolo comic book: come aveva saggiamente insegnato negli anni precedenti Jim Shooter alla Marvel (http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/06/i-fantastici-4-di-recchioni.html). Tra parentesi, il rilancio della Dc nel periodo dopo-Crisis è un totale omaggio alla concezione shooteriana del fumetto. Basti pensare che in breve tempo vengono disinnescati gli antishooteriani di ferro, come i pessimi sceneggiatori Roy Thomas, Len Wein, Gerry Conway e Dough Moench, oltre all'altalenante Marv Wolfman: tutti presuntuosi transfughi dalla Marvel miracolata da Shooter.

In Italia, l'episodio è stato pubblicato dalla Play Press tre anni dopo, nel 1990. Questa Lega della Giustizia era una delle serie che ero riuscito a far opzionare dall'editore, quando i diritti italiani della Dc erano ancora in mano alla Rizzoli che ormai pubblicava solo Batman.




Il personaggio cool di questa nuova versione del gruppo è senz'altro Guy Gardner, la più spettacolare incarnazione delle Lanterne Verdi terrestri. Tamarro rambista veniva definito all'epoca, mentre oggi lo si direbbe un trumpiano. Peccato che dopo Giffen-DeMatteis nessuno l'abbia valorizzato come si deve: se il Lanterna Verde del film fosse stato lui non avrebbe fatto tanto schifo.
Grande sconcerto, invece, per la versione orridamente femminista di Black Canary. Certo, una femminista è perfetta come contraltare di Guy, perché i copratogonisti devono essere sempre degli opposti. Il muscoloso Zagor e il ciccione Cico, il razionale Topolino e il pazzoide Pippo... mentre al rozzo Gambadilegno andava data come compagna una donna bella e intelligente, non l'altrettanto trucida Trudy (i personaggi disneyani ideati dagli italiani sono tutti sbagliati).

Contesto solo che il ruolo della femminista venga ricoperto proprio da Black Canary, che sin da quando è nata nel 1947 (grazie a Robert Kanigher e Carmine Infantino) aveva come unico superpotere quello di essere un puttanone in calze a rete. E Neal Adams, pur nell'inutilità del personaggio nelle storie di Denny O'Neill, l'aveva esaltata graficamente come magnifica zoccola durante la saga di Lanterna Verde & Freccia Verde. Qui, invece, è ridotta a una povera sciacquetta anni ottanta, con tanto di fascia alla testa... ma per carità! L'altezzosa Wonder Woman sarebbe stata invece perfetta, come lesbica e femminista.

Mister Miracle, del quale abbiamo letto il primo episodio nel post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/07/il-supereroe-con-i-rari-kirby-e-ditko.html, pur passando generalmente per figo è uno dei personaggi più insulsi di Jack Kirby (che invece avrebbe dovuto mettere in primo piano la sua trombabilissima moglie Big Barda). Il piccolo e inane Oberon è il suo impresario. 

Interessante la partecipazione di Capitan Marvel, che essendo un bambino trasformato in adulto parla in maniera infantile, ma sarebbe stato meglio metterlo in continuo imbarazzo con donne infoiate di lui.

Tutti i personaggi sono fortemente caratterizzati psicologicamente in modo da contrapporsi gli uni agli altri, come in ogni squadra affiatata che si rispetti.




Naturalmente anche i supercriminali sono personaggi centrali. Maxwell Lord, praticamente un clone del kirbyano Morgan Edge, è un uomo d'affari che ne combina di cotte e di crude senza mai esporsi, ma il suo ruolo non prenderà mai reale consistenza, come, alla lunga, non prenderà consistenza tutta la saga di questa Lega della Giustiza. È mancata l'elaborazione di un progetto iniziale da parte di Keith Giffen, il soggettista: come abbiamo detto altre volte, quando si improvvisa si finisce sempre in vacca.




Batman, qui in versione particolarmente tetra e torva, è l'altro personaggio chiave di questa versione della Lega. Il suo ruolo è quello di Capitan America nei Vendicatori dopo l'uscita dei fondatori: capo senza superpoteri, ma carismatico.



















Va be', la storia è tenuta su con lo squirting, ma non è che si può avere in sole 22 pagine la formazione di un nuovo gruppo e una trama della madonna. Che poi trame della madonna Giffen e DeMatteis non siano capaci di metterle insieme neppure per sbaglio, è tutto un altro discorso.

A questo punto ai più avvertiti sorge spontanea una domanda: qual è l'autore che rappresenta validamente il duo Giffen-DeMatteis in Italia, per lo stile brillante e la vivacità di contenuti delle storie?

C'è da chiederlo? Naturalmente sono io!

Per rinfrescavi la memoria vi rimando a una mia storia di "Zona X" pubblicata qui: http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/godzilla-ha-creato-la-marvel.html.

Volete di più? Allora siete proprio ingordi! Ecco un episodio intero nel mio rinomato stile "alla Kriminal": http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/lanti-bonelli.html.

E per la serie "sei senza vergogna", addirittura un mio vecchio fumetto paninaro: http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/adesso-il-responsabile-sarei-io.html.

Ehi, ricordo a tutti che il primo settembre esce il nuovo quotidiano web che piacerà a grandi e piccini!








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