venerdì 4 dicembre 2015

Tomaso: Pratt incontra De Luca?



Stavolta il nostro viceblogger TOMASO PROSPERO TURCHI lascia i tempi cupi della Seconda guerra mondiale per mettere a confronto due dei più grandi autori di fumetti italiani. A modo suo, naturalmente.

Joël Laroche mi riceve nel salotto di casa a braccia aperte: non parliamo dei recenti luttuosi avvenimenti, la strage a Parigi, più di 130 giovani innocenti massacrati a opera di criminali musulmani, integralisti religiosi senza alcuna pietà. Nell’aria, qui ma anche per le strade e piazze della città si avverte che l’atmosfera è cupa. Il Nostro si alza e guarda oltre l’ampia vetrata del soggiorno della sua vecchia abitazione di rue Lepeletier, dove al primo piano c’è anche la tipografia e redazione di sua proprietà, in questo quartiere quasi sconosciuto del 9° distretto parigino, zona alle spalle del vecchio teatro ottocentesco dell’Opera Garnier. Siamo a due passi dalla sinagoga di rue de la Victoire, la più grande di Parigi, dove ieri sera, venerdì, alle ore 19,30 Laroche mi ha accompagnato all'interno dell'edificio religioso per una semplice visita originata dalla mia innocente curiosità. Mentre io (di animo e pensiero laico, non praticante ed osservante) assistevo sinceramente imbarazzato alla cerimonia religiosa della sera.

Tra le mani il mio amico gira e rigira una foto incorniciata d’argento che riproduce alcune persone all’interno di un locale, in piedi vicino allo zinc, intente a sorseggiare  con espressione meditabonda chissà quale liquido, da bicchieri a gambo lungo e sottile, apparentemente in cristallo. Mi mostra silenziosamente la fotografia: perbacco, riconosco Hugo Pratt, Gianni de Luca, Mario Faustinelli, Dino Battaglia, Giorgio Bellavitis e lo stesso Joël, quest’ultimo un poco in penombra. Il gruppo veneziano del famoso “Asso di Picche”, insolitamente insieme a Gianni de Luca, che con gli “americani” dell’’Asso poco o nulla aveva a che fare. Forse non è proprio così, poiché nell’immediato dopoguerra infuriava  inarrestabile una battaglia editoriale nell’ambito del mercato del fumetto che nolenti  o volenti coinvolgeva persone che pur praticando lo stesso mestiere di disegnatori di fumetti fra di loro non si incontravano se non casualmente. Quindi nelle edicole erano esposti fianco a fianco le produzioni Mondadori, Capriotti, Ave eccetera: albi e giornali assai diversi fra di loro, per contenuti e stile di esecuzione. E questo per rimanere solo nell’ambito della produzione italiana, perché se volessimo buttare nella mischia i “veri” americani portati nel bel paese dall’editore Capriotti di Roma con “L’Avventura” e albi relativi e anche il settimanale romano “Robinson” con Tarzan, Dick Tracy, Tartan, Li’l Abner, Agente segreto X9, Principe Valiant, Rip Kirby e così via, di acqua ce ne verrebbe almeno una gamba.

La battaglia degli albi… disegnatori come Gianni de Luca agli esordi e Hugo Pratt, anche lui un esordiente nel mondo delle nuvolette. Poi questi due autori, già genuinamente diversi fra loro, presero strade che più divergenti non potrebbero essere state: il primo sempre pervicacemente attaccato alla sua Roma, con nostalgica rimembranza della natia Calabria, l’altro veneto di origini ma trapiantato da ragazzo in Etiopia e poi da giovane uomo nella remota Argentina.

Laroche sospira: “Tomaso, De Luca che fa negli anni sessanta quando Pratt, inesausto giramondo, approda al Corriere dei Piccoli? A parte la tribolata storia dell'Ultima Atlantide terminata nel 1967, ma pubblicata su Il Giornalino qualche anno dopo?”.

Io sospiro. “Mah, illustra molte cose per Il Messaggero dei Ragazzi, esegue copertine per Il Giornalino e Il Vittorioso, dipinge, scolpisce; non so di preciso, è un periodo misterioso. Si dice che sia stato in Francia, e la fotografia citata a inizio articolo lo dovrebbe dimostrare, ma certezze in pratica non ce ne sono”.

Laroche sorride appagato dalla mia dichiarazione di ignoranza: “Beh, De Luca inizia a agitarsi e in pratica lascia Il Vittorioso: nel 1971 le sue prime storie del Commissario Spada, che in Italia apparivano su Il Giornalino già da un anno, in Francia erano assolutamente sconosciute. Anche se a Lucca alla fine di quello stesso anno il Nostro aveva avuto l’onore di vedere allestita una sua personale e ricevuto l’ambito premio Yellow Kid. In quell’occasione erano presenti moltissimi addetti ai lavori francesi, anche all’interno della stessa giuria. Inoltre, sul numero di Comics collegato alla manifestazione lucchese, Rinaldo Traini scrive un bell’intervento dedicato al Nostro, e viene ristampata a colori la sua storia intitolata Un uomo di fegato”.

Io sorrido e, guardando teneramente il vecchio Joël, gli ricordo: “Però in quello stesso ambito, il festival di Lucca, fra i premiati del 1971 risultava anche  un certo Jöel Laroche. Motivo: l’aver da poco  stampato il primo albo in francese di Corto Maltese by Hugo Pratt, il quale, detto per inciso, faceva parte della giuria”. Una sorta di cerchio, con l’affascinante aura dell’intrigo.

Il vecchio amico francese a sua volta sorride: “Si, certo, io a quel tempo ero direttore del mensile fotografico Zoom Magazine e di fumetti non mi occupavo, ma dopo aver visto le   pagine delle avventure caraibiche di Corto apparse sul settimanale Pif e il paginone sul quotidiano Le Figaro (se non rammento male), chiesi a Hugo di stampargli per l’editrice Publicness (della quale era responsabile ndr), senza però pagargli una lira, un albo del suo personaggio nel formato all’italienne, che in Francia fece molto effetto. Ma fra Hugo Pratt e Gianni De Luca io credo non sia mai corso nessun legame, sia stilistico/espressivo che di vita vissuta”.

“Ah”, faccio io, “però qualcosa in comune questi due artisti certamente ce l’hanno avuto!”. Laroche mi scruta perplesso. “Si”, continuo, “il tempo di appartenenza. Ambedue iniziarono nel 1945 ed ebbero un collega in comune”. Questa  volta Joël appare preso in contropiede e fa per aprire la bocca, poi mi osserva e tace in attesa del seguito. “Eh, trattasi di Giorgio Bellavitis, che dopo il suo esordio sulla serie Albo Uragano, dove iniziarono le avventure dell’Asso di Picche,  passò all’Ave debuttando sugli albi della serie Vitt!  Poi successivamente, nel 1954 mi pare, addirittura lasciò Il Vittorioso per andare a lavorare in Inghilterra. Hugo Pratt, da vero giramondo, da tempo aveva preso il piroscafo per l’Argentina. De Luca invece, da quel che mi risulta, rimase a Roma e non si mosse mai. Comunque molti suoi lavori furono utilizzati dall’Ave per l’editoria portoghese e francese. Inizio anni ’70: Hugo Pratt prende il treno e da Genova va a Parigi, e iniziando a pubblicare su Pif Gadget Corto Maltese a modo e maniera di vedere i suoi personaggi    diffusi in albi. Ma non sarebbe stato possibile fare la stessa cosa per De Luca. Ossia editare suoi albi in Francia?”.

Ride di gusto Laroche: “Ma che dici, Tomaso, non hai presente quale era allora la situazione dell’editoria a fumetti? Gianni lavorava per Il Giornalino, non aveva tempo e forse nemmeno voglia di uscire dal seminato. Poi, a dir il vero, le edizioni San Paolo non si sprecarono in tale senso, poiché del Nostro in riedizione apparve solo una sua storia, L’uomo senza ricordi, nella serie albi del Giornalino n°7 del luglio 1973! Pensa a una sorta di sostituzione fra i nostri due artisti, un gioco dell’immaginario: vedi nel 1971 Gianni De Luca in Irlanda alla ricerca della tomba del poeta Yeats. Non senti la viva voce del Nostro che echeggia fra le pareti?”.

Io la voce la sento riecheggiare nella memoria, ma non mi pare affatto quella del coriaceo De Luca, uomo poco incline ai sentimentalismi. “In una taverna presso Dublino" alcune persone mi guardano interessate, poi un tizio barbuto, con tanto di pipa sbuffante in bocca  e boccale di schiumosa guinnes in mano, si avvicina dicendo: "Gianni, sono io Mortimer, che diavolo fai qui  in Irlanda?". Annuisco e lui: "Era prevedibile". Mi offre da bere e se ne va. Quando poi arrivo a Drunclifte, sulla tomba di Yeats trovo una tale, un certo capitano Blake, che mi saluta, mi riconosce e dice: “Gianni come stai? Quanto tempo è che non ci si rincontrava...", e scompare. Non l'avevo mai visto in vita mia". Sorride Hugo e con aria sorniona  e fa: “Non basta: il primo albo del Commissario Spada, o era Corto  Maltese?  venne pubblicato a Parigi da uno stampatore ebreo cultore d' occultismo, Joel Laroche, in rue Lepelletier allo stesso numero civico dove, nel 1897, Yeats aveva collocato il vecchio alchimista nell’ambito  di un racconto intitolato, guarda caso, Rosa alchemica”.

Laroche sospira “Insomma, un viaggio/indagine fra De Luca  Pratt e Yeats all’interno di un feeling misterioso”. Ma, chiedo io e vi chiederete voi, veramente  Hugo Pratt era il potenziale “doppio” di De Luca? Che scrive a proposito il  Nostro, cioè Pratt: “Io e un altro disegnatore eravamo alla ricerca dei leprechauns. Quei folletti delle antiche storie celtiche, esseri maliziosi: è risaputo che se si lascia fuori dalla porta una giara colma di whisky, di notte arrivano a frotte per scolarselo. Il viaggio del 1971 fu un affare particolarissimo, perché in effetti arrivati a Innesfree, sul lago Gill del Connemara l’amico disegnatore scomparve e io mi ritrovai solo. Tutte le persone che incontravo mi chiedevano se stessi cercando la tomba di Yeats”. Un viaggio che si è svolto come un sogno, e forse lo è stato,   fra le nebbie e le albe azzurrine di quella landa irlandese. Non ne conservo ricordi precisi, mi tornano alla mente bambini danzanti, ragazze dagli occhi verdi e lunghe chiome ramate. Ma non c’è dubbio che lo devo aver fatto, poiché mi rimangono a testimonianza libri, foto e disegni ad acquerello”.

Guardo seriamente Laroche e sbotto: “Bando agli scherzi e ai giochi di parole, non rigiriamo troppo le carte”. Laroche si fa serio: “Beh, nel 1985, quando l’editore Casterman , sulla scia del mensile italiano Corto Maltese della Rizzoli, si lanciò nella mischia con il mensile Corto (clone di quello made in Italy), io fui della partita…”. “Joël, la storia nel complesso non mi è chiara. Forse però è meglio così. Il mistero affascina”.

Fuori piove furiosamente, non vorrei uscire, ma devo andare alla libreria Mona Lisait di boulevard de l’Hôpital, dove mia moglie mi attende scalpitando. 

Ecco le scansioni fatte appositamente da Tomaso dei primi lavori di Gianni De Luca e Hugo Pratt.

Cominciamo con De Luca. 






Passiamo al primo Hugo Pratt, quando Corto Maltese non esisteva ancora.











E di nuovo Gianni De Luca.




E Sauro ha già pronto il prossimo post...

21 commenti:

  1. Una parola di apprezzamento il sig. Tomaso la merita sempre.
    Io il libro dei Junglemen della Fabbri non so più quante volte l'ho letto, invece L'ultima Atlantide di De Luca è una scoperta! E' una storia che riesce a dare il senso della meraviglia di un mondo scomparso, diverso e "platonicamente" plausibile, senza astronavi, raggi laser, catastrofi nucleari e tutta l'usuale paccottiglia atlantidea alla Yor. Dove potrei recuperarla?. Invece il De Luca a cui sono abituato io è quello dello Spada post-plastica facciale (ma come si fa a fare un "poliziottesco" su un giornale cattolico?), e dei fumetti "teatrali" tipo Romeo e Giulietta, bellissimi da vedere ma obiettivamente pesanti da "digerire". Paulus in questo senso fu l'ultimo colpo. mi veniva voglia di sbianchettare i balloons e lasciare solo i disegni!

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    1. L'albo "L'ultima atlantide" fu stampato dall'Associazione Amici del Vittorioso" dieci o dodici anni fa. Posso chiedere a Piergiorgio Gallinoni di Milano, via Palermo,1 che è non solo il presidente dell'associazione ma anche colui che dovrebbe avere sotto mano l'archivio del materiale stampato, se questo albo è ancora in vendita.
      Sul Commissario Spada, di Gonano e de Luca è stato scritto moltissimo e sul blog di "Corrierino Giornalino " se ne possono trovare in visione gratuita un paio di storie.
      Beh, "Il Giornalino" è il fratello minore di "Famiglia Cristiana", proprietà dei Paolini, i quali sono certamente cattolici praticanti ma non si fanno mettere sotto ai piedi di nessuno. Quindi quando nel 1970 partì la serie del Commissario Spada erano tempi bui, con i terroristi che in Italia ammazzavano perseguendo una logica aberrante, Io penso che l'iniziativa della società San Paolo fu coraggiosa, che il tentativo di presentare ai giovani lettori un aspetto dell'Italia buia con spacchi del suo sociale e pure uno studio antropologico di personaggi rappresentativi della gioventù ribelle di allora ,sia stato un tentativo di far aprire gli occhi ai giovani lettori e non di imbambolarli con prediche e sermoni. Lo dico io che non sono cattolico praticante, che non credo, che penso a Gesù come ad un predicatore sovversivo che fece una brutta fine, quella che i romani abitualmente riservavano ai criminali, cioè la crocifissione.
      Beh, la trilogia shakespeariana disegnata da de Luca va collocata nella natura teatrale delle opere del bardo di Stratford on Avon: se al giorno d'oggi uno di noi si reca a Londra e riesce a prenotare i biglietti per assistere all'interno del ricostruito teatro "The Globe" una delle tragedie del Nostro, ehh, si rende conto che il disegnatore de Luca ha colto lo spirito di quel tempo lontano da noi parecchi secoli.
      Certo, è un approccio colto, ma "Amleto" ( scelgo a caso) non è un lavoro "leggero".
      Finisco con "Paulus", ristampato anche in due albi dalla paoline, una copertina l'avevo scannerizzata per l'occasione, ma Sauro frastornato penso dal trasloco, l'ha dimenticata insieme a quella de "L'isola del tesoro" di Pratt/ Stevenson. Va beh, non cambia nulla. Dicevo, "Paulus" è un fumetto non solo didattico ma anche chiaramente evangelico, visto l'argomento. Personalmente non credo che sia ben centrata la parte futuribile, dove colui che comanda l'universo e che pare simboleggi il Male, appare troppo ingenuo e con debolezze tipicamente umane. Comunque de Luca è bravo nel tratteggiare l'atmosfera, che deve rievocare e nello stesso tempo descrivere un futuro immaginario.Per ora mi fermo.

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    2. Guardando le tavole "esposte" nel qui presente post ne troverete in successione due di formato orizzontale dell'Asso di Picche: la prima ha matite di Pratt e chine di Davide Faustinelli ( autore del fumetto comico "Pompeo Bill", una tavola del quale l'ho postata), la seconda matite e chine di Pratt. vedete la differenza?? Noooo?? Oh popolo di talpe, siete quasi peggio di me!!
      Perché avevo scannerizzato la copertina de "L'isola del tesoro" , romanzo universalmente noto di Stevenson? Perché Pratt disegna tutta la storia in punta di pennino, con grandisima abilità ( ricorda certi illustratori inglesi); credo che l'albo sia stato ristampato alla fine anni 90 dall'editrice " Le mani COMICS", Genova . Editrice che nel catalogo presenta anche altre meraviglie qualiil "Moby Dick di Melville / Battaglia e"Il ragazzo rapito di Stevenson Pratt.
      Permettetemi di versare alcune lacrimuccie di commozione pensando a Dino Battaglia, compagno di avventure fumettistiche in Venezia insieme a Pratt, Bellavitis, Faustinelli e mi pare(??) Ongaro dell'irripetibile vicenda de "L'Asso di picche". Ma e Corto Maltese?? Beh, nato nel 1967 sulla rivista genovese di Ivaldi "Il sergente Kirk" , ha avuto vita baciata dalla fortuna (finanziaria) e le sue molte avventure si trovano ri.ri.ri.ripubblicate e presenti per l'editrice Rizzoli -Lizard in tutte le librerie e fumetterie, che non dormendo pigliano pesci!!
      Facciamo gli auguri a Sauro ( sento il vostro coro di grida festanti e vedo GIovanna che balla in piedi su un tavolino) per il trasloco, affare che comporta da parte di chi lo fa uno sforzo e fatica inumani!!! Almeno. io ne ho fatti tre e sono sopravvissuto per miracolo!!

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    3. L'ultima volta che vidi Hugo fu a Parigi all'inizio degli anni '90. Mi disse che stare in Svizzera non gli piaceva tanto, ma che era comodo perché poteva andare sia a Milano che in Francia senza grandi difficoltà. Con lui c'era Dominique Petitfaux, un insegnante di inglese in un liceo parigino, appassionato di fumetti, che da anni intervistava il Nostro mettendo insieme a pezzi e a bocconi un insieme di appunti scritti e registrati.
      Eravamo in una vecchia libreria , Dupuis, sita all'angolo di rue Saint Jacques con il boulevard Saint-Germain. Io Conoscevo Petitfaux da quattro o cinque anni: ci eravamo incontrati ad una mostra che si teneva - mi sembra- dalle parti del teatro dell'Odeon e che esponeva tavole di illustrazioni libresche, specialmente di favole. Fra le tante mi stupì trovarne alcune di Jacovitti relative ad "Alice nel paese delle meraviglie" e una di Sebastiano Craveri tratta da "Il carro di Trespoli".
      Mah, mi sembra tutto un sogno.
      Qualcuno mi chiede qualche monetina per andare a bere un caffè. Saluto Petitfaux e guardo il questuante: cribbio, ma è
      Rabadan!! Si tratta proprio di lui, un povero fachiro da due soldi che per campare si arrabatta con piccoli trucchi, di nuovo libero dopo aver scontato la sua ultima pena: furto di frittata alla comare Giuseppina, vecchia nullatenente che vive con la pensione del defunto (?) capitano Barabomba, disperso ( si dice) durante una spedizione nautico sommergibilistica sul fiume Bramaputra, alla ricerca della famosa perla nera custodita, da fanatici adoratori della sanguinaria dea Kali, in una misteriosa pagoda allagata e sommersa dall'incombente avanzare della Jungla.
      Si dice‚ altri pensano - ma non dicono - che Barabomba si sia fermato dalle parti di Calcutta e acquistato con i pochi risparmi un negozio di cianfrusaglie viva coccolato, adorato e vezzeggiato da uno stuolo di vocianti vedove. Mah, solo il grande prestigiatore Sebastian Kraweroskjj ( nome d'arte) che attualmente sbarca il lunario al Luna Park di Place de la Nazion , potrebbe dirci come veramente stanno le cose.
      Comunque, per quanto mi consta, il nostro fachiro straccione Rabadan attualmente sopravvive commerciando in fumetti usati: tiene un banchetto itinerante che sposta lungo il quai di Branly, a pochi passi dal museo omonimo di recente costruzione sotto l'ombra della torre Eiffel.
      Questo in estate, nei mesi più freddi vende caldarroste su e giù per le gradinate del Trocadero. Va beh, lo devo incontrare proprio oggi nell'atrio della Gare St. Lazare perchè mi deve consegnare quello che lui ha definito un prezioso cimelio: trattasi delle tavole originali di una storia breve degli animali dello Zoo di craveriana memoria disegnata nientemeno che da Luca Salvagno!!
      Quindi è per questo che son qui che aspetto da più di un’ora: fuori piove con inusitata insistenza per il mese di Giugno, e dall'Alantico insieme alla pioggia arriva un vento impetuoso che a scatti mi fa quasi volare via il berretto di tela blu con lunga visiera che calcato sulla testa mi protegge dalle intemperie.
      Una voce al mio fianco mi fa sobbalzare:" ehi, pollo, sei tu quello che aspetta il fachiro diplomato??".

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    4. Coomeee? è arrivato un nuovo post su Steranko??
      Va beh, volevo intervistare Petitfaux relativamente alle sue di interviste, quelle fatte a Pratt e poi assemblate in un bel librone edito da Casterman, intitolato " De l'autre coté de Corto", ma sarà per un'altra volta!

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    5. Ma dai, intervistalo: il nuovo post pompa il precedente.

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  2. Beh, quando Hugo Pratt morì a Losanna nell'autunno 1995, Petitfaux che non immaginava una fine così repentina, si trovava a LOndra proprio su preghiera dello stesso Pratt: doveva rintracciare alla Nuova BibliotecaNazionale ( quella in pietra rossa vicina alla stazione ferroviaria di Sant, Pancras) le strisce e pagine di un fumetto disegnato da Colin Merritt dal 1936 al 39, ossia "Chang the Yellow pirate", apparso sull'ebdomadario "The Joker"..
    Perché poi?? Lo chiedo a Petitfaux con il quale sono in contatto trascendentale.< Ohhh, Tomas, sei ancora vivo nonostante gli acciacchi??> . Ehh, Dominique a furia di parlare in inglese ha assunto anche il senso dell'umorismo macabro tipico degli anglosassoni. Petitfaux indovina quello che penso e sorride compiaciuto, si toglie gli occhiali dalla pesante montatuta di tartaruga delle Galapagos ( specie protetta in via di quasi estinzione), estrae dal borsello di pelle di coccodrillo nano del rio delle Amazzoni la pipa di radica sarda ( Monti dell'orgolosano), la carica con quello strano tabacco aromizzato al whiskey irlandese della distilleria di Galway, accende il tutto, sbuffa fumo, e mi dice tossendo come un tisico:" . Tossisce ancora, non riesce stare in piedi e si sdraia sul pavimento ansimando. Porcaccia miseria, sono costretto a fargli la respirazione bocca a bocca!! Chiamo il pronto soccorso e attendo l'arrivo delle autoambulenze ( ehh, ne arrivano sempre due o tre!). Ecco, Petitfaux è partito per il locale Hopital de la Salpetriere e non posso continuare l'intervista!! Sorry, my dear Sauro!!
    Speriamo che Dominique se la cavi!!

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  3. Il tabacco aromatizzato, naturalmente!!
    Ah, mi comunicano dall'Hopital che l'Amico Petitfaux è fuori pericolo, ma che sarà ricoverato per accertamenti e che non deve essere disturbato per almeno una settimana.Peccato, volevo anche chiedergli che cosa pensa di "Capitan America" e soprattutto degli "XMen" disegnati da Steranko. Va beh, pazienza.

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  4. Sauro ,ti passo Petitfaux che, fuggito da "L'Opital de la Salpetriere" si è rifugiato in un bistrot di Place de l'Italie." Sauro mom ami, ici je suis! Jacques Dutrey était particulièrement ami avec Harvey Kurtzman (il a étudié en détail les épisodes de « Little Annie Fanny » dans le Collectionneur de bandes dessinées (CBD n° 56 et suivants), et avait travaillé à l’exposition qui lui avait été consacrée au Salon de Grenoble en 1989. Il avait réussi à établir une bibliographie de Pierre Joubert (« Essai de bibliographie de Pierre Joubert », aux éditions Alain Gout, en 2000, puis le fanzine Joubertomania). Dans le domaine de la BD franco-belge, Jacques Dutrey s’intéressait donc particulièrement à Jijé, et lui avait notamment consacré un n° spécial de Hop ! (n° 40) ou découvert sa collaboration aux fascicules publicitaires Bonux Boy (voir CBD n° 49 et 43). Il écrivait régulièrement dans Hop ! sur l’actualité de la bande dessinée aux États-Unis (il fut d’ailleurs, longtemps, le correspondant en France du Comics Journal). Il avait été professeur d’anglais à Aire-sur-l’Adour. Également collaborateur à Papiers Nickelés, c’était un esprit fin et caustique, très fidèle en amitié.

    L'ami Jacques...

    Dominique PETITFAUX

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  5. Sono stato contattato dall'Ospedale La Salpetriere, mi chiedono se dopo il trasloco hai bisogno di cure.




    L’hôpital de la Pitié Salpêtrière est reconnu pour ses activités de référence telles que :
    • la prise en charge des pathologies cardio-vasculaires et métaboliques,
    • la chirurgie : gynécologie, urologie, ophtalmologie, neurochirurgie, chirurgie cardiaque, chirurgie vasculaire, chirurgie orthopédique et traumatologique, chirurgie digestive,
    • la cancérologie et l’oncologie : hématologie, oncologie, radiothérapie, médecine nucléaire,
    • la prise en charge des affections du système nerveux et des pathologies mentales,
    • la greffe d’organes et de moelle osseuse,
    • la prise en charge des pathologies infectieuses et immunitaires complexes,
    • la prise en charge des urgences,
    • la périnatalité,
    • la prise en charge de la personne âgée malade et dépendante,
    • un plateau médico-technique complet et de très haut niveau.

    Un centre intégré et 7 centres experts (digestif, thyroïde, hématologie, neuro-oncologie, urologie, maxillo-facial et gynécologie) assurent aux patients atteints de cancer une prise en charge remarquable.
    Le groupe hospitalier accueille aussi 11 centres de référence des maladies rares sur son site. 16 autres centres de références de maladies rares sont associés à l’hôpital.

    L’enseignement
    Le groupe hospitalier est associé à la faculté de médecine Pierre et Marie Curie (Paris 6), et est en relations étroites avec 8 écoles paramédicales situées dans son enceinte, dont il reçoit les étudiants.

    La recherche
    La recherche fondamentale et la recherche clinique sont faites en partenariat avec les laboratoires de l’Inserm, du CNRS et des Universités.
    La Pitié Salpêtrière accueille également 3 centres d’investigations cliniques, une unité de recherche clinique, un centre d’investigation biomédicale et plusieurs unités de collections biologiques.
    L’ouverture de l’institut du cerveau et de la moelle épinière -ICM- a augmenté le potentiel d’investigation neurologique en réunissant de nombreux chercheurs en neurologie.

    A l’issue de l’appel à projets lancé par les pouvoirs publics en 2011, deux IHU (Institut Hospitalo Universitaire) se sont créés à La Pitié Salpêtrière :
    • L’Institut de cardio métabolisme et nutrition L’Institut neurosciences
    • Deux départements hospitalo-universitaires ont été labellisés :
    • Le DHU, Inflammation, immunopathologie et biothérapies : des maladies rares aux maladies communes Le DHU, Vision et Handicaps : vigilances, prévention et innovations thérapeutiques .
    Avec 1 921 parutions scientifiques dans les publications les plus prestigieuses, le groupe hospitalier se classe premier de l’AP-HP et comme l’un des plus performants d’Europe.

    Les 10 pôles
    • Chirurgie
    • Pneumologie, réanimation anesthésie, gériatrie, urgences, explorations fonctionnelles respiratoires, sommeil
    • Maladies du système nerveux
    • Chirurgie neuro-sensorielle
    • Cœur-Métabolisme
    • Biologie médicale et pathologies
    • Infection, inflammations, immunité
    • Imagerie
    • Santé publique, évaluation des produits de santé
    • Oncologie, radiothérapie, soins palliatifs, hématologie

    Les chiffres clés

    1 663 lits
    156 377 hospitalisations (65 035 en hospitalisation complète et 91 342 en hospitalisation ambulatoire)
    552 550 consultations
    109 565 passages aux urgences
    2 393 naissances
    363 transplantations
    1 219 médecins
    6 576 paramédicaux

    L’hôpital de la Pitié-Salpêtrière appartient aux hôpitaux universitaires Pitié-Salpêtrière – Charles Foix

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  6. Sauro, abbiamo messo in moto un meccanismo infernale: Dominique ha contattato Jacques Tardi che poi mi ha telefonato. Allora, se entra in ballo Tardi sei obbligato a dedicare un post tutto a lui, mi sembra il minimo che si possa fare. Quindi, selezioniamo due suoi personaggi: 1) Il detective Nestor Burma, tratto dai romanzi dello scrittore Leo Malet." 2) la tua prediletta Adele Blanc-Sec.
    Hai il volume della Milano libridell'ottobre 1981 intitolato "Adele Blanc-Sec, i nuovi misteri di Parigi?? Grande formato, pagine leggibilissime, colori appropriati! Contiene le prime due avventure, "Adele e la bestia" e " Il demonio della tour Eiffel".
    Dunque, quale è il problema con Dominique?? Ehh, ha affittato sotto falso nome ( Il tuo) un appartamento vicino alla salpetriere, ma è a due posti, non vuole pagare tutto lui.Giustamente Tardi mi ha detto:" ma io che c'entro?? che ci pensi Pennacchioli che ha soldi a badilate!!". Che Facciamo??
    Situato a Parigi, a 15 minuti a piedi dai Giardini del Lussemburgo, il Gobelins One Bedroom Apartment (390) offre un appartamento con 1 camera da letto, pavimenti in parquet, travi a vista e Wi-Fi gratuita.

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    Appartamento: 2 persone

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  7. Caro Toma,

    solo ora posso rispondere alle tue domande.

    Non ho messo le copertine delle storie più recenti dato che, secondo me, stonano con gli altri fumetti, più antichi. Sarebbe più logico, allora, mettere alcune tavole interne per far vedere di cosa si tratta.

    Sì, ho il libro di Adele di Tardi. Quando lessi la storia a puntate su Alter mi parve bella perché da un mese all’altro dimenticavo la puntata precedente. Dopo averla letta tutta insieme mi è sembrata una vaccata, quasi come il film che ne hanno fatto.

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  8. Sui gusti non si discute, sulle opinioni.....forse. La storia disegnata da Pratt " apparve a puntate una prima volta su "Il Corriere dei Piccoli" ancora a grande formato, quindi "L'Isola del tesoro" sarà un poco prima del 1968, anno della metamorfosi del C.d.P. Non ricordo nemmeno se la prima edizione a puntate era a colori o no. Questo materiale non l'ho mai avuto, qualcosa ho visto alle mostre mercato ( ora non ci vado più), ma non rammento questo particolare.
    Comunque la copertina che ti ho mandato dovrebbe essere del 1980, tratta dall'omonimo volume edito da Fabbri editori in quello stesso anno. Nell'ambito della collana "Avventura e Storia" che ebbe all'attivo circa 15 volumi ( cito a memoria), diretta da Florenzo Ivaldi e con delle belle introduzioni del grande Claudio Bertieri.
    Mi sembrava un omaggio doveroso.
    Va beh, non cambia nulla, il mondo e l'universo intero continuano ad andare avanti.
    L'altra copertina, quella di De LUca , appartiene ad un volume, il primo, che ripropone la storia di San Paolo sdoppiata fra futuro assai remoto e passato storico. Essendo il volume in questione e quello successivo che completa la storia, uscito nel 2008 mentre De Luca morì nel 1991, la copertina è stata ricavata utilizzando parte di una vignetta della storia stessa.
    Insomma, le avevo inserite per completare il tragitto, avendo anche dovuto tener conto che per le edizione dei Paolini/ Il Giornalino, a pagina 4 c'è scritto in caratteri grandi che nessuna parte del volume può essere riprodotta senza l'autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti d'autore..... quindi giù le mani dalla storia!
    NOn parliamo poi di Corto Maltese, Le edizioni Rizzoli, Lizard, Casterman ecc, sono delle belve in agguato per quanto riguarda i diritti d'autore.
    .Va beh, questa volta è andata così.Pazienza.

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  9. Sui gusti non si discute, sulle opinioni.....forse. La storia disegnata da Pratt " apparve a puntate una prima volta su "Il Corriere dei Piccoli" ancora a grande formato, quindi "L'Isola del tesoro" sarà un poco prima del 1968, anno della metamorfosi del C.d.P. Non ricordo nemmeno se la prima edizione a puntate era a colori o no. Questo materiale non l'ho mai avuto, qualcosa ho visto alle mostre mercato ( ora non ci vado più), ma non rammento questo particolare.
    Comunque la copertina che ti ho mandato dovrebbe essere del 1980, tratta dall'omonimo volume edito da Fabbri editori in quello stesso anno. Nell'ambito della collana "Avventura e Storia" che ebbe all'attivo circa 15 volumi ( cito a memoria), diretta da Florenzo Ivaldi e con delle belle introduzioni del grande Claudio Bertieri.
    Mi sembrava un omaggio doveroso.
    Va beh, non cambia nulla, il mondo e l'universo intero continuano ad andare avanti.
    L'altra copertina, quella di De LUca , appartiene ad un volume, il primo, che ripropone la storia di San Paolo sdoppiata fra futuro assai remoto e passato storico. Essendo il volume in questione e quello successivo che completa la storia, uscito nel 2008 mentre De Luca morì nel 1991, la copertina è stata ricavata utilizzando parte di una vignetta della storia stessa.
    Insomma, le avevo inserite per completare il tragitto, avendo anche dovuto tener conto che per le edizione dei Paolini/ Il Giornalino, a pagina 4 c'è scritto in caratteri grandi che nessuna parte del volume può essere riprodotta senza l'autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti d'autore..... quindi giù le mani dalla storia!
    NOn parliamo poi di Corto Maltese, Le edizioni Rizzoli, Lizard, Casterman ecc, sono delle belve in agguato per quanto riguarda i diritti d'autore.
    .Va beh, questa volta è andata così.Pazienza.

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  10. La nuova avventure del romantico “gentiluomo di fortuna” a 20 anni dalla morte del grande autore italiano: il titolo alla fine.

    Di nuovo sull’onda dell’avventura, come ai bei tempi.
    A vent’anni dalla morte del suo creatore, Corto Maltese tornerà a solcare i mari dell’avventura fantastica. L’editore belga Casterman ha annunciato per il 2015 la pubblicazione di un nuovo albo a fumetti del celebre marinaio nato dalla mente del colto e multiforme Hugo Pratt. L’ultima avventura,”MU”, è datata 1992 ed ora la lìattesa notizia: “Era un desiderio dello stesso Pratt, il quale auspicava che il suo marinaio dall’aura romantica continuasse le sue avventure”, racconta al quotidiano francese Le Figaro il direttore editoriale. Anche l’affascinante e zingaresca : traggo queste impressioni da alcune fotografie giovanili che la ritraggono in giro per il mondo. Patrizia Zanotti, amica fin da bambinetta ( abitava a Milano nello stesso palazzo dove saltuariamente viveva il giramondo Pratt, molto impegnato allora a rincorrere pulzelle sparse per l’intero globo terracqueo, al piano terreno del quale il padre gestiva un’agenzia turistica[ ma in realtà i due si erano già incontrati in Argentina, quando entrambi lavoravano come attori negli stessi fotoromanzi]) del grande fumettista , ha ribadito: “Hugo mi aveva confidato che voleva vedere Corto continuare le sue avventure anche dopo la sua morte e più volte mi indicò Tomaso Turchi ( ahh, son proprio io) come il solo degno di continuare l’epopea di Corto, affiancato dal suo nume tutelare mentore Sauro Lo Pennacchio”.
    Aggiunge Walter Pellegrini, giornalista a tutti noi noto :<L' annuncio è di Patrizia Zanotti, colorista e per 20 anni collaboratrice del celebre fumettista. Secondo quanto la Zanotti disse già anni or sono a “Le Figaro”, due disegnatori - dall' identità allora sconosciuta - starebbero già stati al lavoro in vista di prossimo albo che sarebbe potuto uscire nell’arco di un paio d' anni. Una scadenza che fu confermata dall' editore Louis Delas di Casterman. "Hugo mi ha confidato spesso che avrebbe voluto che le avventure di Corto continuassero anche dopo la sua morte", dice ancora Patrizia Zanotti che con l' artista ha fondato la casa editrice Lizard. Sono "diversi anni" che Patrizia Zanotti sta riflettendo "a come far rivivere il caro Corto ( ma insomma, sarebbe più sincero dire che si aspettava il momento più favorevole per spremere il limone già ampiamente strizzato ndt)" che a luglio del 2017 compirà 50 anni. Il progetto prese seriamente corpo nel 2005, a Siena, in occasione della grande mostra “Il periplo immaginario”, lavoro apparso in occasione del decimo anniversario della morte di Pratt. La "calorosa accoglienza" di quella mostra aprì gli occhi a Pietro Gerosa ( fino allora evidentemente affetto da deficit visivo), direttore generale della società Cong. "Ci è improvvisamente apparso logico e naturale che un personaggio come lui, che trascende il tempo e le culture, potesse riprendere servizio. Resta da vedere come e in che condizioni", ha dichiarato lo stesso di nuovo vedente Gerosa. Qualche idea già c'é. Infatti, due disegnatori avrebbero già realizzato degli schizzi del nuovo Corto. Per Patrizia Zanotti si tratta di una "sfida che richiede molto coraggio ( si tratta,insomma, di rischiare della pecunia, cosa alla quale tutti questi idealisti innamorati di Corto Maltese, tengono molto)". Si è allora "reimmersa” (mah??) nell' opera di Hugo. Tutte le risposte alle mie domande si trovavano già nel suo lavoro e negli schizzi che ha lasciato", racconta l' editrice. Alcuni di questi schizzi Hugo Pratt li aveva disegnati quando abitava a Parigi, in rue Le Regrattier (1983) nel cuore della città, sull' Ile-Saint-Louis. "Voleva disegnare un Corto a Parigi, dove mescolare esoterismo e catacombe - rivela la Zanotti - poi voleva far tornare Corto a Venezia e fargli vivere avventure legate al mondo degli ebrei".

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  11. L' idea non è di "copiare meccanicamente lo stile di Pratt - ha spiegato - vogliamo invece che i nuovi disegnatori seguano le orme di Hugo e che abbiano la capacità di riprodurre un' atmosfera".
    Ma come l'avrebbe presa Hugo Pratt? Probabilmente bene, visto che «Hugo mi ha confidato che avrebbe voluto che le avventure di Corto continuassero anche dopo la sua morte». Tutt'altro che geloso, insomma, della sua creatura, a differenza di altri autori celebri
    Un poco come Jacovitti, che già a partire dagli anni ’80 si faceva aiutare( la sua salute iniziava a vacillare) da aiutanti vari, prima per cose di valore marginale, poi per tutto quanto ( non me ne vogliano gli appassionati di Jac lisca di pesce, la vita non è sempre tutta rose e fiori). E poi c'è un precedente: la continuazione, ad opera di Pierre Wazem, della saga prattiana de Gli Scorpioni del deserto. Del resto, la decisione di dar vita a un Corto Maltese «post-Pratt» spetta- ci dobbiamo fidare?- ai detentori dei diritti, in questo caso la società Cong, diretta da Pietro Gerosa che ha pragmaticamente commentato: «Nel mondo d'oggi, dove tutto si consuma in fretta, se non si fa niente, si rischia l'oblio, il museo, e la polvere...». E tra le carte un po' polverose dello sterminato archivio del maestro veneziano ha lavorato a lungo Zanotti, ritrovando una serie di schizzi, disegnati da Pratt, quando abitava a Parigi, in rue Le Regrattier, nella centralissima Ile Saint-Louis. «Voleva disegnare - ha detto Patrizia Zanotti - un Corto a Parigi, tra esoterismo e catacombe e poi farlo ritornare nella sua Venezia e fargli vivere avventure legate al mondo ebraico, facendo intervenire degli automi». Cabala, esoterismo, logge massoniche, golem ed automi: insomma una buona fetta della cultura e dell'immaginario di Hugo Pratt, più volte non solo rivelata in interviste ma esplicitata in molte storie di Corto Maltese, ad iniziare da “ Un mattino di mezzo inverno” , apparsa sul settimanale francese per ragazzi “Pif-Gadget già nel remoto 1973 ( mi pare).Ed è stata lei ancora e sempre lei, ma a dir il vero tutti i fans del Nostro lo avevano naturalmente già notato( non ci voleva molto!!), lavorando sulla cronologia degli album, a mettere in evidenza una cesura narrativa tra gli anni 1905 e 1915.

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  12. Ce ne vuole di pazienza per postare un pezzo lungo!!
    Ecco l'ultima parte con il sospirato tutolo della nuova avventure di Corto Maltese, disegnata da Pellejro!!
    Ne La giovinezza Corto ( un prequel datato 1981 e pubblicato in anteprima sul quotidiano francese “Le Matin”, che per una serie di ragioni collegate con la promessa fatta ma mai mantenuta, di iniziare a pubblicare la storia anche la domenica su un inserto tutto a colori, vide come protagonista Raspatine Non Corto) il Nostro ha 18 anni e in Una ballata del mare salato ( la sua prima storia pubblicata sul mensile edito dal genovese Ivaldi a partire dal 1967) appare già adulto: ” Il compito quasi impossibile di raccontare e disegnare il nuovo capitolo delle sue avventure è stato affidato a due italiani dei quali riporto di seguito gli pseudonomi: lo sceneggiatore Juan Toto Diaz Canales e l’esperto disegnatore Ruben Tomas Pallejero detto “el loco” per le sue stravaganze narrative e relaticìvi disegni. Lo sviluppo e diffusione del volume spetta poi a Casterman, in collaborazione con altri due editori, l’italiana Lizard (gruppo Rizzoli) e la spagnola Norma Editorial. La data prevista per la presentazione ufficiale è l’8 ottobre 2015, alla prossima apertura della Fiera del libro di Francoforte. Si punta da una tiratura di almeno 150 milioni di esemplari.
    La vendita vera e propria inizierà in piazza Saint Sulpice a Parigi ai primi di Novembre, luogo nel quale l’editrice Casterman ha in progetto di edificare una sorta di libreria mobile, sull’esempio dello storico carro di Tespi.
    Alla guida dell’inusitato veicolo verrà chiamato il noto critico e storico del fumetto Luc lo Bosco, che già in passato si è esibito in spericolate operazioni di merchandising!
    Il manifesto relativo alla manifestazione è già stato disegnato nel solo bianco e nero con genio visionario dal noto artista Tomaso Turchi, che ha già provveduto ad inviarne copia ai suoi più stretti collaboratori. Attualmente, Dicembre 2015, l’albo è da tempo uscito:”Sotto il sole di mezzanotte”, una sorta di luna di Miele fra corto e Rasputin ancora imberbi (beh,,,) inìmpegnati ( si, non impegnati) in una avventura naturalistico ecologica fra la natura incontaminata: mah??
    Saluti ed abbracci, Amarone e gnocco fritto!!


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  13. post stupendo. Grazie Tommaso, ma come fare a trovare L'ultima atlantide?

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  14. The Passenger: "L'ultima atlantide" apparve originariamente a puntate su "Il Giornalino" nel 1967 dal n°14 al 26 per un totale di 26 tavole a colori. Ma in questa veste non l'ho mai vista,
    Poi questa storia disegnata da De Luca, fu ristampata in bianco e nero come inserto del mensile n°10 del Maggio 1974 di "Comics", bella rivista che usciva in concomitanza con la mostra mercato di Lucca.
    Poi c'è la ristampa in bianco e nero ( quella usata nel post ) a supplemento di "InformaVitt" n°23 del Maggio 1997 , stampata dall'"Associazione Amici del Vittorioso", attualmente esaurita! a JD de La Rue che interviene nel blog di Sauro e che mi aveva chiesto come ritrovare questi albo, ho dato le stesse risposte. Poi ho chiesto in redazione di "Vitt&Dintorni", quadrimestrale dell'associazione Amici del Vittorioso" se rovistando in archivio poteva saltare fuori una copia e se sì, di mandarla per favore al nostro amico de la Rue, del quale poi io non conosco il vero nome e nemmeno l'indirizzo. Poi ho avvisato su un post di questo blog de la Rue di scrivere alla redazione una mail e comunicare a loro il suo recapito.
    Non ho poi idea di come sia finita la cosa.
    Mah, che tormentone!!
    Casomai puoi chiedere a de La rue attraverso l'ultimo post apparso oggi.
    Io non lo faccio per non passare per un ficcanaso.

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  15. Oppure lo chiedo, tanto non si tratta di cose disdicevoli! Occorre quindi sempre riferirsi all'ultimo post, anxhe a costo di uscire dal seminato!

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  16. Tommaso, sei una miniera....grazie mille. Ora posso fare una ricerca anche io.

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