mercoledì 30 dicembre 2015

I PRIMI 50 EUREKA

Alla fine del 1967 l’editore Andrea Corno e il direttore Luciano Secchi, uniti da parentela perché la sorella del primo ha sposato il secondo, lanciano nelle edicole la rivista mensile "Eureka". L’Editoriale Corno si arricchisce grazie al successo di un tascabile “nero” copiato da Diabolik, Kriminal, e ora cerca di darsi un tono per entrare nella buona società dell'editoria fumettistica con una rivista scopiazzata da "Linus". Se Kriminal è senz’altro migliore dell’originale dal punto di vista creativo, "Eureka" non supererà mai Linus né dal punto di vista qualitativo né per le vendite, ma è pur sempre un mensile interessante. Pubblica soprattutto strisce umoristiche di quotidiani americani e inglesi; queste ultime quasi una rarità per l’Italia. Anche il personaggio di bandiera è inglese: Andy Capp di Reg Smythe.
 


Curiosa la tendenza tutta britannica di realizzare personaggi fannulloni: l’indolente impiegato Bristow (pubblicato in Italia da Linus), l’operaio fancazzista Tommy Wack (che la Corno tenterà di lanciare come personaggio principale di un'altra rivista simile a Eureka) e, appunto, il disoccupato cronico Andy Capp. Presentandolo nella copertina del primo numero, "Eureka" tenta di sfruttarne la notorietà acquisita attraverso la seguitissima "Settimana Enigmistica", dove Andy appare con il nome italianizzato di Carlo. 

La statua di Andy Capp ad Artlepool, città natale di Reg Smythe (1917-1998)
 
Oltre ai personaggi comici fissi, che pure spesso finiscono per essere tolti a vantaggio di serie nuove, "Eureka" presenta una tantum gli eroi delle strisce avventurose. Inoltre, pubblica articoli scritti dal noiosetto e sempre piuttosto vago Carlo Della Corte, e dall’ancora un po’ imbranato Alfredo Castelli, il quale a un certo punto lascerà "Eureka" per collaborare al lancio di riviste pubblicate da altri editori, come "Horror" e "Tilt", purtroppo dalla breve vita.

Quello che oggi i vecchi lettori ricordano maggiormente di "Eureka" sono forse i continui battibecchi, soprattutto nelle pagine della posta, tra il direttore Luciano Secchi (che si firma Max Bunker quando fa lo sceneggiatore) e la sua pupilla, la giovane Maria Grazia Perini. Tempo fa, Andrea Corno mi ha detto che non amava molto la Perini perché in lei non vedeva alcun talento particolare. Alcuni collaboratori dell'Editoriale Corno mi hanno raccontato che era solita fare il malocchio a chi le sbarrava la strada eccetera: insomma, sembra che non fosse miss simpatia. Comunque sia, Mgp era un personaggio ben caratterizzato, che nell'economia della rivista in qualche modo si aggiungeva a quelli immaginari delle strip. I lettori vedevano Luciano Secchi come un tipo un po' borioso che si dava arie da intellettuale e in lei un'arrampicatrice che ironizzava sul proprio arrivismo. In qualche modo, la coppia “mediaticamente” funzionava.

In questo post mi limiterò a esaminare i primi cinquanta numeri di "Eureka", quindi quelli usciti fino agli inizi del 1971. Oltre a essere i primi, sono per me particolarmente significativi perché, da bambino, mi ero impegnato a cercarli in ogni dove dato che nel mio paesello non uscivano, riuscendo a reperirli non di seguito ma in maniera casuale. Random.

Adesso sfogliamo con particolare attenzione il primo numero. I fumetti iniziano con le strisce di Andy Capp, alle quali seguono le vignette domenicali. Vediamo solo queste ultime, che saranno successivamente soppresse dal "Daily Mirror", il quotidiano che le pubblicava.
Segue una strip poco nota, Chief, che non durerà molto nelle pagine di "Eureka". Come si accenna nella nota introduttiva della rivista, siamo nell'estetica del segno "semplificato" di Schulz, rielaborato come segno "grezzo" da Hart. Un tipo di disegno che si diffonde all'inizio degli anni sessanta e che oggi ha praticamente monopolizzato le strisce americane, anche perché difficilmente uno sceneggiatore è anche un buon disegnatore, e viceversa.
Sniffy non mi ha mai fatto ridere, per fortuna neppure questa striscia è durata a lungo.
Soliloquy è realizzata nello stile di Feiffer, ma in peggio. Pure dalla breve vita.
Le strisce non autoconclusive, come l'inglese Cringe Detective, venivano pubblicate con molte pagine per presentare le storie complete. D'altra parte, venivano alternate con molti altri personaggi.
Sordello è l'unica striscia italiana, di breve durata. Per fortuna.
Il mio personaggio preferito, stando ai sondaggi di Eureka non piaceva a nessun altro: il bel disegno e l'umorismo ben confezionato facevano schifo a quelli degli anni sessanta. Accusavano McManus di essere un "matusa", 'sti stronzetti.
Mel Lazarus, famoso anche per la striscia di Momma (pubblicata più tardi, in Italia, dalla gigantesca rivista mondadoriana "Il Mago"), propone Miss Peach. Stan Lee cercò di imitarne lo stile, in uno dei suoi tanti infruttuosi tentativi di sfondare come autore di strip negli anni cinquanta.
Altra striscia che mi piaceva era Piccolo Re di Soglow, ex vignettista del "New Yorker". Pure questa marchiata come vecchiume dai lettori di "Eureka".
La striscia avventurosa prende sempre molte pagine. Questa, una tantum, è l'inglese Garth, non nella più famosa versione di Bellamy.
Tranne Andy Capp, tutti i personaggi del primo numero di Eureka verranno soppressi per lo scarso interesse dimostrato nei loro confronti dal pubblico. La selezione della redazione, quindi, è stata pessima. 

Nel numero 4 di Eureka, arriva Colt di Tom K. Ryan, e la qualità comincia ad alzarsi.


Grande sorpresa nel numero 5: esordisce l'irresistibile saga di Maxmagnus, il primo riuscito tentativo della coppia Bunker e Magnus in campo umoristico.


Nel numero 6 vengono presentati i risultati del sondaggio tra i lettori, segue il solito articolo fumettologico di Alfredo Castelli.



Il primo articolo di Maria Grazia Paerini credo sia questo, uscito nel numero 10. L'esile tema sono le caricature dei candidati alla presidenza americana realizzate da quel cagnaccio di Bob Kane, l'uomo che rubò a Bill Finger l'idea di Batman.







Mr. Mum prende avvio dal numero 13. Tema suggestivo quello del mondo bizzarro in cui si muove, ma non sempre ben risolto dall'autore.

Alley Oop di Hamlin c'è dall'inizio di Eureka, ma solo nel numero 15 viene presentata una vecchia storia. Tra le sue, si tratta di una delle più divertenti in assoluto: ne pubblico una grossa porzione per rendervi felici. Dite voi se non sembra scritta da Al Capp, l'autore di Li'l Abner.























I risultati del secondo sondaggio escono nel numero 16.
The Spirit del grande Will Eisner diventa una presenza fissa a partire dal diciasettesimo numero di "Eureka".





La prima storia di Spirit viene proposta in una versione rifatta ex novo da Eisner all'inizio degli anni sessanta.







Ecco la prima pagina di una delle vecchie storie di Spirit, pubblicata nello stesso numero. Ah, quando gli eroi avevano ancora il coraggio di sculacciare le smorfiosette. Se ne volete vedere un altro, andate all'inizio del post intitolato "Phantom è un plagio?": http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/rileggendo-luomo-mascherato-phantom.html. Adesso non lo si può più fare, anche perché è stato stabilito scientificamente che il fondoschiena della femmina è altamente erogeno (allora le piaceva!).
Il numero 18 presenta alcune strisce di Tommy per promuovere l'omonima rivista già in crisi. Chiuderà a breve e i suoi personaggi, elencati sotto, fluiranno quasi tutti su Eureka. A partire da Tommy Wack.




Una delle mie strisce preferite è l'inglese Perkins, per il suo piacevole surrealismo. Naturalmente i lettori di Eureka non la potevano sopportare. Le strisce sotto sono tratte dal numero 24, nel quale prende avvio la rubrica Cartoons curata da Alfredo Castelli, e troviamo pure Pixies, una serie di originali vignette... tipografiche.







Per quanto non fosse ancora particolarmente famoso, nel numero 29 il veneziano Hugo Pratt viene intervistato dal concittadino Carlo Della Corte.



Due pagine di pubblicità...


Numero 32: arrivano le tavole di Mister Breger.

Con il numero 33, "Eureka" diventa quattordicinale (periodicità inedita per questo tipo di riviste). La copertina è dedicata a Don Martin, il grottesco autore di "Mad" spesso presente all'interno.


Da diverso tempo "Eureka" pubblica le avventure della psicanalista Virus Psik, l'episodio che abbiamo scelto esce nel numero 34. Max Bunker è ai testi e Giampaolo Chies ai disegni. Chies funziona meglio come illustratore, più che come fumettista. Si dice sia morto, eppure io credo di riconoscere il suo stile in alcune illustrazioni della rivista "Civiltà Enigmistica"...

Nelle tre tavole della storia che pubblico si noti il tentativo di Secchi di scrivere un fumetto "intellettuale", in parte riuscito. E quello di Chies di rendere Virus Psik provocante, sforzo per niente riusciuto nella prima pagina a causa dell'eccessiva fedeltà alle foto della modella. Con il tempo, però, Chies migliorerà.


Da alcuni numeri vengono pubblicate le storie autoconclusive che in America uscivano in appendice al comic book di Silver Surfer. Sono nuove versioni di episodi usciti alla fine nei primi anni sessanta nelle riviste dei mostri premarveliani (vedi il post "Godzilla ha creato la Marvel": http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/godzilla-ha-creato-la-marvel.html). Le storie sono state ridisegnate un po' allungate rispetto alle originali, ed è stato aggiunto l'Osservatore come voce narrante. Questo episodio è uscito nel numero 48 di "Eureka".









Nello stesso numero inizia la pubblicazione delle storie di Luca Novelli, uno dei rari autori satirici del periodo non proveniente dallo schieramento politico di sinistra.


Nel fatidico numero 50 due sorprese: una delle rare storie autoconclusive di Bunker e Magnus...


... e Gummer Street di Phil Krohn, una striscia di alto livello purtroppo passata quasi inosservata.

Va a onore di "Eureka" averla scelta e valorizzata, pubblicandola fino alla troppo rapida chiusura.



Eureka cesserà di uscire nel 1984, dopo un tentativo di Alfredo Castelli di rilanciarla alla fine della lunga gestione di Luciano Secchi (che per un certo periodo aveva messo alla direzione la pupilla Maria Grazia Perini). 

Andrea Corno non conserverà nemmeno una copia di "Eureka", né delle altre pubblicazioni della casa editrice. Come ricordo di quell’epoca terrà nello studio solo un disegno di Andy Capp autografato da Reg Smythe. Ma quando, a metà anni novanta, portavo nel suo ufficio le copie di "Eureka", me le toglieva di mano per sfogliarle avidamente.

Il seguito, con i numeri di "Eureka" dal 51 al 150, lo trovate nel post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/03/eureka-gli-anni-doro.html.

Mentre in questo post parlo dei manga pubblicati da "Eureka": http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/01/i-manga-non-li-volevano-nessuno.html. 

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