giovedì 3 marzo 2016

PAZIENZA È ZANARDI



Al marchese De Sade, che in realtà era conte, piacevano i giochi erotici estremi. Questo lo rendeva ricattabile dalle prostitute che frequentava e gli apriva spesso le porte del carcere. Essendo un nobile, nell'ancien régime aveva diritto a un trattamento di favore in prigioni confortevoli. Era uno dei cinque o sei prigionieri della Bastiglia quando, nel 1789, il popolo parigino decise stranamente di iniziare la Rivoluzione da lì. Durante questo periodo confuso, in cui tutto era permesso, De Sade trovò un editore per pubblicare i suoi libri dal tenore trasgressivo dai quali deriva oggi il termine “sadismo”. De Sade, personalmente apolitico, in quanto ex detenuto della Bastiglia si ritrovò per caso eletto rappresentante di un quartiere parigino. Mentre la ghigliottina tagliava le teste, lui cercava di salvarne il più possibile. Con Napoleone si torna alla normalità e i libri di De Sade vengono sequestrati. Il “marchese” venne internato in un manicomio e lì rimase per tutta la vita. Non ci si trovava malissimo, perché non essendo pazzo gli facevano fare quello che voleva, compreso organizzare feste con la bella gente che arrivava dall’esterno, ma sempre prigioniero restava. Ancora nel 1961, in Italia, venne condannata al rogo tutta la tiratura di un libro di De Sade pubblicata dall'editore Luigi Veronelli, futuro gastronomo.



Se non fosse vissuto nei rivoluzionari anni settanta, Andrea Pazienza non avrebbe potuto realizzare le sue storie trasgressive, esattamente come De Sade. Benché Pazienza venga ancora osannato e la sua opera sia pubblicata in volumi allegati ai più grandi quotidiani, oggi nessun autore oserebbe prendersi le stesse libertà. Le generazioni “post-rivoluzionarie” contestano il diritto a un artista di fare quello che vuole per evitare che possa essere di “cattivo esempio” per il "popolo". Soprattutto per i "giovani". E non pensate ai bambiniiiii?!... che si fottano, i bambini.


Andrea Pazienza (1956-1988) è universalmente considerato un genio. Un autore da mettere accanto ai grandi artisti del Rinascimento, benché la sua opera frammentaria e di livello altalenante renda difficile un suo effettivo successo commerciale anche al giorno di oggi. Lo rende lontano dalla sensibilità contemporanea anche lo stretto legame che aveva con la generazione del Movimento del 1977. La differenza tra il 1968 e il 1977 è che il primo movimento credeva in Marx, Lenin e Mao, mentre il secondo non credeva in niente. Il nichilismo di quel periodo rivoluzionario, dove il pessimismo di Nietzsche aveva sostituito l'ottimismo di Marx, è bene rappresentato nelle opere di Pazienza.


Un aspetto incredibile dell'arte di Pazienza, oltre ai disegni bellissimi e di una modernità irraggiungibile, è la capacità di trasportare le parole di quell’epoca nei dialoghi dei personaggi. Abituati all’estetica del brutto, con gli eroi dei fumetti che si danno un artefatto "voi" invece del comune "lei" (ci avete mai fatto caso leggendo Topolino o Tex?), la libertà di linguaggio di Pazienza è sconvolgente. Uno sceneggiatore contemporaneo a Pazienza poteva pensare che, al massimo, sarebbe potuto diventare il secondo sceneggiatore più bravo d’Italia, perché il primo c’era già ed era semplicemente irraggiungibile. Forse era l’uso della droga, che lo porterà alla morte, a fargli raggiungere quei livelli siderali. Sì, speriamo in uno strano caso di doping, noialtri mediocri. Anche Tiziano Sclavi, dopo avere scritto i primi numeri mostruosamente belli di Dylan Dog, appena ha posato il bicchiere è diventato uno sceneggiatore come tanti. O anche meno degli altri. Ne ha parlato lui in un libro autobiografico e ne parlo io nel post sul post di Dylan Dog e Jack lo squartatore. Con questo non voglio dire che l’alterazione mentale porta alla genialità, quasi sempre impedisce di concentrarsi.




  

Andrea Pazienza inizia a pubblicare nel 1977 su “Alter Alter”, la rivista gemella di “Linus”, con “Le straordinarie avventure di Pentothal”, nello stile ermetico di Moebius allora in voga. In seguito Pazienza capisce che realizzare fumetti solo con bei disegni, senza un vero racconto, lo farebbe sparire dal mercato nel giro di poco tempo. Così inizia a scrivere una storia più bella dell’altra, oltre a realizzare vignette sparse. È uno dei fondatori di “Cannibale”, la rivista del 1977 che si può definire in qualche modo rappresentante di quel movimento, come “Il Manifesto” lo era del ’68. Rivista con molti fumetti bellissimi, peraltro. L’anno dopo Pazienza fa parte della redazione del settimanale satirico “Il Male”, che per un certo periodo ha un grandissimo successo. Ma i giornali contenitori di vignette hanno poco senso e “Il Male” finisce per chiudere, lo stesso prima o poi accadrà anche al francese “Charlie Hebdo”. Nel 1980 è tra i cofondatori del mensile “Frigidaire”, una rivista più giornalistica che fumettistica, dedicata al pubblico snob post-settantasettino. Qui fa la comparsa Zanardi, il principale personaggio di Andrea Pazienza.
Il primo episodio è "Giallo scolastico", presentato originariamente in bianco e nero su "Frigidaire" n. 5 del 1981. Si svolge in una scuola dove tutti, dalla preside al bidello, sono la fotografia esatta dei personaggi che coprivano quei ruoli. Se uno vuole capire come era la scuola italiana, nessuno meglio di questo fumetto glielo spiega. 

Zanardi e i suoi amici hanno preso il gatto della preside per sventrarlo. Tema assolutamente improponibile nelle storie di oggi, dove si accetterebbe lo sventramento di un uomo vivo, mai quello di un pooovero micio. Un po' come nella Germania di Hitler, dove la vivisezione era stata proibita sugli animali e praticata sui prigionieri umani.

Zanardi vuole vendicarsi della preside che minaccia rappresaglie contro di lui, ma le cose prendono una brutta piega e la donna viene strozzota. Era il tempo del terrorismo, la vita umana non aveva molto significato. Come quella dei gatti, del resto.

Se "Giallo scolastico", per i dialoghi assolutamente in sintonia con i personaggi e i tempi, è il capolavoro assoluto di Andrea Pazienza, "Notte di Carnevale" è un sogno colorato uscito nei numeri 18, 20 e 23 di "Frigidaire" del 1982.





Ogni rivoluzionario che si rispetti deve essere iconoclasta: in questo caso a essere presa di mira è la mamma. Anzi, a essere presa e basta.

La storia è stata pubblicata da "Comic Art" n. 28 del 1986. Perché Pazienza smette di pubblicare nella "sua" Frigidaire? Forse la rivista era in crisi e non poteva pagarlo bene? Di certo l'ha fatto per soldi, facendo incazzare quelli di "Frigidaire": senza Pazienza la rivista avrebbe perso molti altri lettori ancora. Forse è più comprensibile il fatto che la storia non esca su "Alter Alter": dopo la fuoriuscita di Oreste Del Buono, la redazione di "Linus" era in mano alle femministe. Tra le donne e i religiosi osservanti, in certe questioni, non c'è differenza. Già Paulette di Wolinski e Pichard era stata cancellata a metà avventura da "Alter Alter" perché faceva vedere troppo la figa. Più recentemente, i fondamentalisti islamici hanno agito in maniera radicale uccidendo Wolinski insieme agli altri di Charlie. D'accordo, le femministe non ammazzano.



Dopo "Giallo scolastico", Pazienza sfiora il capolavoro con il personaggio di Zanardi nella storia "Cenerentola 1987" (nei numeri 29, 30 e 31 di "Comic Art" del 1987).

Anche qui, tutti i protagonisti e le comparse sono perfetti. La cosa inconcepibile, dobbiamo ripeterlo, è che Pazienza è un genio sia come disegnatore sia come sceneggiatore.





Negli episodi di Zanardi ci sono anche intermezzi meno impegnativi, come "La logica del fast-food" (uscito su "Comic Art" n. 41 del 1988, l'anno della morte di Andrea Pazienza per overdose). C'è chi lo definisce un porno... perché, non ci sono dei porno scritti bene?




Andrea Pazienza è stato un maestro di tante cose, dal disegno al linguaggio (quasi ai livelli di Totò). Purtroppo non ha lasciato eredi.



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53 commenti:

  1. "Come abbiamo visto negli stessi commenti di questo blog, le generazioni “post-rivoluzionarie” di oggi contestano il diritto a un artista di fare quello che vuole, nel "nobile" intendo di evitare che possa essere di “cattivo esempio” per il "popolo"."

    Quando è successo? La mia memoria va sempre peggio...

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    1. Purtroppo anche la mia.

      E poi tu non fai parte delle nuove generazioni.

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    2. Sfreghi sale sulla piaga, eh? ... :P

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    3. Sì, grazie del plurale maiestatis, perché visto che CREPASCOLO è nato prima che sprofondasse Atlantide "le generazioni post-rivoluzionarie" sarei io.

      Avesse capito il mio pensiero, ma soprattutto avessi tutte le certezze sul mondo che ha Sauro.

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  2. " Andrea Pazienza è stato un maestro di tante cose, dal disegno al linguaggio (in quest'ultimo settore quasi ai livelli di Totò). Purtroppo non ha lasciato discepoli."

    Ha una serie di fans ed ex allievi che hanno avuto il puro buon senso, come direbbe Tex Willer, di non tentare di imitarlo e quindi Gipi ed Enoch sono Gipi ed Enoch e Francesca Ghermandi fa rima solo con Francesca Ghermandi.
    Il mio buon amico ed ex allievo Ted McKeever ha detto in una intervista che ha capito di dover trovare la sua strada dopo aver visto i lavori di Kirby e Corben ( davvero cartoonists lontanissimi x sensibilità ) perchè attraverso i loro fumetti quegli autori gli stavano dicendo di non aver paura di esser originale.
    Kirby disse una cosa del genere a Jeph Loeb e Tim Sale - non attraverso una tavola, ma nel corso di una conversazione - in occasione della presentazione della loro versione dei "suoi" Challs of The Unknown ( 1991 ).

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  3. Paz era un ottimno sceneggiatore, istintivo più che cerebrale, e sono sicuro che sarebbe stato anche meglio, se non avesse assunto droghe, ma era "solo" Paz, ovvero uno dei migliori disegnatori della sua generaz e di molte altre e con la luccicanza x i dialoghi ed il plot , ma il genio della sua generaz e di molte altre era Stefano
    " Tamburo" Tamburini.
    Un genio del Male e molto + pericoloso di De Sade perchè il suo Snake Agent rimette in discussione tutti i fumetti usciti prima e tutti quelli dopo. Cattivo.

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    1. Non esageriamo!!Paz è stato l'uomo giusto almomento giusto. Però questo era anche un limite, perchè il suo mondo lo esprimeva in modo monocorde.
      Il figlio di mio cognato, che ha 48 anni ne andava e ne va ancora pazzo.Gli ho regalato tutto quanto avevo su Pazienza: un bel pò di roba.

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    2. Io cerco di non commettere mai l'errore di regalare i fumetti cui tengo.

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  4. Io sono nato due minuti prima della lezione tenuta dal monolito nero ad una scimmietta con margini di miglioramento, ma mi sento molto + vecchio quando coccolo il mio cucciolo perchè prenda sonno e mi addormento due minuti dopo di lui.

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  5. Quasi sicuramente Pazienza passò alla Comic Art per una questione economica dopo che la pubblicazione di Pompeo venne sospesa su Alter per la spinosità degli argomenti trattati e dopo che Pratt volle allontanarlo da Corto Maltese. Questo, almeno, è quanto si può ricostruire da questa intervista a Rinaldo Traini: http://fumettodautore.com/magazine/autori-e-anteprime/4940-lintervista-r-pratt-manara-pazienza-a-co-vizi-e-virtu-del-fumetto-italiano-nei-ricordi-di-rinaldo-traini
    Ricordo anche la vignetta di Scozzari con Petrilli e Zanardi in cui Pazienza veniva paragonato a Giuda e Vincenzo Sparagna in “Snork!” diceva che furono i “mercanti di Comic Art” a distogliere Pazienza dalla sua vocazione approfittando della sua debolezza in fatto di “soldi e spese”.

    Oscar Cosulich ha rivelato nell’introduzione a uno dei due Best Comics di Pazienza che le immagini della sodomia incestuosa erano state fatte censurare: il personaggio con la maglietta con le stelle che copre la visuale venne aggiunto alle tavole originali per coprire le scena. Ma forse lo sapevi già.
    È verissimo che oggi per certi aspetti e certi argomenti si è meno liberi di una volta, io ho evitato di comprare la ristampa del PazEroticus proprio per evitare di ritrovarmi con una edizione mutilata delle parti più rischiose agli occhi contemporanei.

    Per Jack lo Squartatore: From Hell di Moore e Campbell e I Mille Volti di Jack lo Squartatore di Segura (credo) e Ortiz, oltre ovviamente a uno dei primi episodi di Dylan Dog.

    Per “l’elenco degli argomenti” credo che basti mettere il gadget “etichette” in quello che io visualizzo come “footer”. Clicca su “Layout” sulla barra a sinistra e vedrai che ti sarà tutto chiaro.

    “Tiziano Sclavi, dopo avere scritto i primi numeri assolutamente geniali di Dylan Dog, appena ha smesso di bere si è trasformato nell’ultimo degli sceneggiatori cani.” Preparati alla lapidazione. Immagino che se non lo hai rivelato nel post non ci dirai qual era l’episodio di Dylan Dog incriminato.

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    1. Luca, che non a caso ha un vero blog (non la roba strana che ho io), ci dà come al solito una lezione di giornalismo fummettologico. Meno male che qualcuno qui dice cose sensate.

      Non volevo fare il misterioso, semplicemente non ricordo quel Dylan Dog. Credo che sia il primo scritto da Castelli, anzi, ne sono sicuro (forse è anche l'unico).

      Su Sclavi scherzavo. E' un autore importantissimo.

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    2. Sarà quello, sono troppo pigro per controllare.

      Senti, Daniele, dato che sei archeologo e seguace di Odino, che te ne pare della mia teoria etimologica di Antonino/Wotan che ho espresso nei commenti del post sottostante?

      http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/01/4-arbitri-di-eleganza.html

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  6. Mi sembra che Zanardi fotografi molto bene gli anni 80, con questi ragazzi che armano tutti 'sti casini solo per fottere e far del male al prossimo per il puro gusto di farlo.
    Concetto banale lo so, c'è gente che ha trovato 3-4 livelli simbolici, significati e chiavi di lettura ecc ecc., ma che volete, io Pazienza lo conosco poco, dai libri, perché nel 77 avevo 10 anni e certo non leggevo Cannibale, poi negli 80 non ero attratto da Frigidaire, Totem e simili. Sono un borghese rivoluzionario!

    Se non gli do questa chiave di "fotografia" di un'epoca (ma più che un'epoca, un tipo umano), non riesco a non dire che la storia della mamma (ad esempio) è un fumettino brutto e banale.

    Ancora una volta, si torna a dire che se fosse disegnato in chiave realistica, sarebbe un Barbieri da due soldi, così come quello della sorella ("mamma" sarebbe un Lando, "sorella" un Attualità Nera).

    A me stupisce che uno che aveva fatto Pentothal e Pippo Sballato (che non sarà la sua storia migliore, ma è la mia preferita) possa fare Zanardi, ma si vede che seguiva i tempi. Forse era bravo per quello, ma dove sarebbe finito se si fosse fatto gli anni 90 e 2000?

    Miglior sceneggiatore di tutti i tempi? Non lo so. Molto bravo di sicuro, e comunque artista mostruoso, per cui vale la regola di Picasso (prima fai l'Arlecchino, poi con tanto lavoro, puoi arrivare agli "scarabocchi").

    Ultima nota a margine: da piccolo guardavo gli Alter a casa di mio zio, li guardavo ma non li leggevo perché mi facevano ribrezzo, schifo e repulsione. Pensavo fosse dovuto all'età troppo acerba e recentemente ne ho recuperato qualche numero, e devo dirlo: per me non c'è nulla di più spocchioso, pretenzioso e modaiolo (moda morta e sepolta s'intende) dell'Alter di Achabino nel 77-78.
    Tolto l'Agnone di Buzzelli (più per il disegno) e poco altro nei numeri che ho preso non c'è niente o quasi. Come si fa oggi come allora a leggere Alessio? Immagino e condivido lo sconcerto di uno della generaz "postrivoluzionaria" di fronte a quelle pagine. Persino Den ha la faccia da cretino su Alter!

    Opinione personale si intende!






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    1. Nel suo blog Igort racconta che le storiacce di Zanardi erano ispirate ai resoconti di quello che succedeva nel liceo frequentato dal fratello minore di Elisabetta Pellerano, all'epoca compagna di Pazienza.
      Ho un sacco di Alter degli anni che citi e non mi sembrano poi così tremendi... c'era tanto velleitarismo post-Metal Hurlant ma anche le professionalità di Maroto e Fernando Fernandez, per dire.
      Fermo restando che le tue opinioni per me sono sempre giuste, soprattutto se riesci a trovarmi un alloggio per Lucca.

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    2. Luca l'adulazione non ti porterà a nulla!

      Ma tu a Lucca pensi di venire da solo?
      Avrei trovato un posto in pieno centro storico per 140 a notte.
      Dove sarebbe la convenienza? è un mini-appartamento non tanto mini, con 5 posti letto, bagno e cucina, per cui se vieni con altri potete dividere la spesa, ecco.
      Stanno finendo ora di ristrutturarlo e per fine marzo sarà operativo, quindi entreranno nel business a primavera-estate e per i comics la faccenda sarà abbastanza rodata. E ovviamente non è ancora prenotata per ottobre.
      Purtroppo questo è il meglio che sono riuscito a trovare (almeno per ora)!
      Se ti dovesse interessare lasciami un numero di telefono o una mail che ti faccio spiegare bene le cose da chi-di-dovere.

      Su Alter: si vede che ho beccato proprio quei 4-5 numeri "scarsi". Ma forse è che proprio non mi piace...

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    3. Negli ultimi anni Alter era illegibile: bei disegni, ma niente storie.

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    4. Grazie mille, J_D, ho già cominciato a spargere la notizia per trovare accompagnatori/trici!

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  7. A costo di essere crocifisso , a me Pazienza, come molti suoi epigoni, mi da l'idea di un paninaro del fumetto, un post-moderno già vecchio.
    Capisco le ragioni del suo successo, il suo essere riuscito a catturare il zeitgeist del suo tempo, la sua grande abilità grafica ( anche se spesso alcuni sue tavole erano tirate vie ) e le doti di soggettista; però non ci vado pazzo, evidentemente perché sono di un altra generazione.
    Il numero di CA che contiene la storia " la logica del fast food" ce l'ho ( lo comprai perché dentro c'era una storia di "Neve", se non ricordo male) e lo segnalo per un intervista a Ray Harryausen in cui si scagliava contro i gay, Boy George, la violenza e il sesso dilaganti nei fumetti e nella società indici diel decadimento morale nella gioventù americana.
    E quelli di Comic Art spaventati di quello che penserà il buon (?) Ray una volta che avrà avuto in mano una copia omaggio della rivista.
    Perchè le generazioni "post -rivoluzionarie " di oggi romperanno le balotas, ma pure quelle "pre" di una volta mica scherzavano.

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  8. Mi inserisco velocemente per segnalare un link su Jack the Ripper a fumetti...

    http://www.spookyisles.com/2013/11/5-jack-the-ripper-comic-books/

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    1. ...altro link...

      http://blog.mohawkmedia.co.uk/2015/10/31/dracula-lord-lucan-jack-the-ripper-bram-stoker-form-new-comic-book-horror-team/

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    2. E questo..

      http://samquixote.blogspot.it/2015/12/billy-kids-old-timey-oddities-volume-2.html

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    3. ancora uno , suvvia...

      https://www.darkhorse.com/Books/24-963/Jack-the-Ripper-HC

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    4. ..l'ultimo...

      https://en.m.wikipedia.org/wiki/Wonder_Woman:_Amazonia

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    5. e per finire la versione Zenescope da Wonderland ..

      http://gftwonderland.wikia.com/wiki/Jack_the_Ripper

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    6. Poi controllo.

      L'unico che lavora qui sei tu.

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    7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Uno mi ha scritto questo su Facebook:

    Lino Terlati: Sauro ma come cavolo si fa a mettere un commento nel tuo blog c'ho provato tante volte e mi dice metti profilo boh


    Cosa gli rispondo? Voi come fate?

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    1. Dunque , deve utilizzare un profilo gia esistente, se ce l ha, tra quelli proposti dalla tendina a fianco rispondi come.. oppure ne crea uno nuovo su google + ...

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  10. Tenuto conto che ognuno ha le proprie idee e i propri gusti (che io comunque non è che rispetti "a prescindere", cioè se uno ha dei gusti di merda, c'ha dei gusti di merda) criticare Paz a quasi 30 anni dalla morte per me è un po' come criticare la Commedia perché è ingenua e ha un italiano ridondante.
    Non voglio dire che bisogna per forza "esserci stati" per dire, criticare e avere un'opinione, ma per carità, però quest'opinione se uno/a se la fa dopo aver storicizzato, contestualizzato, confrontato e aver anche un po' visto cosa c'era intorno e qual era la situazione all'epoca, magari quell'opinione ha un po' più di valore. Se no è "mi piace/non mi piace" di facebook.
    Spezzo anche una lancia in favore di Alter Alter, che avercene adesso! Poi, certo, in certi periodi ha avuto una gestione criticabile, ci mancherebbe: tutto è perfettibile! Per me comunque segnate un altro "mi piace" anche per Alter Alter.
    Saluti.

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    1. Per fortuna in questo commentario nessuno ha osato criticare Pazienza.

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  11. A distanza di tanti anni dalla sua scomparsa - nel crepascolaverso, Paz si è dato per evitare di pagare antichi debiti dopo aver chiesto a destra e manca ( Staino per la manca ) dindi sonanti - il cartoonist è ancora l'unica rockstar del ns comicdom.
    Criticarlo , secondo alcuni, è come dire che il Vasco nazionale può riempire il Meazza x due settimane di seguito e senza aver un nuovo lavoro da produrre, ma con il microfono rivolto al suo pubblico che canta in coro le sue canzoni al suo posto.

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  12. Mau Manfredi chiede ai suoi compagni di classe di liceo se sarebbero interessati ad accompagnarlo ad una session di presentaz del corso Zio Feininger, ma MM è considerato un matusa senza speranza e gli studenlinquenti se ne vanno tutti in balera a bere spuma e brancicarsi birichini nella penombra.
    MM frigna come un micio su cui Platinette abbia parcheggiato per errore un tacco tredici e raggiunge la sala dove si terrà la conferenza. Seduto nel buio guarda gli insegnanti spiegare cosa è un fumetto e non si accorge del Paz radioattivo che, per celiare, si è seduto alle sue spalle e lo guarda ghignando ed improvvisamente lo morde.
    La vita di Mau Manfredi non sarà più la stessa. Un altro Manfredi che si è dato anima e core al fumetto.
    Non che i due fratelli siano simili. Non avremo quindi mai qualcosa come un Magico Vento Superanarchico. Pazienza. Non nel senso di Andrea.

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  13. Ciao, per quanto riguarda Jack lo Squartatore ne ho lette pochissime, ma a mio parere la piu bella in assoluto è la versione di Ortiz e Segura. Ho l'albo della collana Mostri e Company ( Acme Comics ) il numero 1 del 1991. E Pazienza ?...non mi è mai piaciuto o interessato. Sorry ;)

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    1. Io insieme a Linus ho collezionato tutti i vari supplementi,alter ego e moltiplicazione per scissioni amebiche varie.
      Già, ce ne fossero ancora in giro di pubblicazioni di quel tipo!!
      Però anch'io ho goduto poco le storie di Pazienza, pur ammirando la sua disinvoltura nell'usare le tecniche esecutive nell'ambito del medium fumetto che forse richiederebbero più coerenza di tipo strettamente specifico: poi, se il disegnatore vuol saltare dalla china nera ai pennarelli fosforescenti, dalla tempera acrilica ai pastelli colorati può certamente farlo .
      Però una tavola a fumetti non è una tela pittorica che può anche essere espressiva con messaggio comunicativo ambiguo e talmente autoreferenziale da risultare difficilmente interpretabile rimanendo in linea con le intenzioni dell'esecutore. Lo dico io, che da decenni vedo storcere il naso a chi guarda le mie tele perché non sono legate alla logica dell'immagine fotografica.
      Se Nestore del Boccio fosse in ascolto mi capirebbe di certo, Sauro non lo so, poiché ancora non saprei dire nemmeno con approssimazione quali siano i suoi gusti in fatto di pittura.
      In fatto di fumetti siamo piuttosto distanti, ma, si sa, che la lontananza è concetto assai relativo.
      Spero di essere stato confuso nell'esprimermi, così da invogliare qualche amante della chiarezza a darmi una salutare strigliatina!!

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    2. Per me non conta l'aspetto tecnico, ma l'efficacia del risultato.

      Non è nemmeno fondamentale avere una perfetta conoscenza dell'anatomia e della prospettiva.

      Lucio Battisti era stonato, ma è stato il più grande cantante italiano.

      Chiaramente non è il caso di Pazienza, che era tecnicamente ineccepibile.

      Mi pare che l'accusa di essere stato un eclettico sia piuttosto debole, tenuto conto del fatto che, appunto, Pazienza metteva la tecnica al servizio del risulatto finale.

      Che era sempre coerente, malgrado gli sbalzi qualitativi.

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  14. Io penso che Pazienza sia un grande artista, in assonanza con i suoi tempi e il suo mondo fatto di giovani e le loro problematiche esistenziali.
    Aveva una mano formidabile e un cervello fino.Ma non era un fumettaro canonico e come tale non aveva un successo plebiscitario in quello specifico campo.
    Il discorso relativo all'importanza dell'aspetto tecnico di una tela o di una tavola dipinta o disegnata non ha senso se estrapolato dal risultato finale dell'opera; io credo che tecnica e l' espressività siano le due facce della stessa medaglia, in ambito pittorico.
    Poi , lo penso sempre io ( quindi ....) alla fine l'opera d'arte è unitaria, velletario cercare di disunirla separandone i vari aspetti come se si trattasse di fare l'autopsia ad un cadavere.
    Ma il fumetto , lo ripeto, non è una tela dipinta, è espressione artistica mirata a uno scopo differente e ben preciso. In questo campo trovo Pazienza molto concentrato ad esprimere il suo mondo, forse meno teso a tener conto delle caratteristiche percettive e di attesa dei lettori medi del medium fumetto: per questo piace e non piace. Sinceramente devo dire che le mie attese in fatto di lettura dei fumetti non erano e non sono in sintonia con i comics di Pazienza.
    Certo demerito mio che sono una testa di coccio!

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    1. Capisco che Pazienza sia lontano dai tuoi gusti.

      Ma tu lo dici e amen.

      Invece in una delle pagine Facebook dove ho postato il link di questo post, stiamo discutendo da mezza giornata se è più bravo Hugo Pratt o Andrea Pazienza.

      Che palle.

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  15. quando a furia di sentire pazienza qui pazienza la
    alla fine comprai qualcosa di suo
    francamente pensai leggendo:
    -ma cosa ci vedono in lui-

    ho controllato sul computer e ho visto che ho ben sette titoli ma dubito di averli letti tutti.
    quello su Pippo mi pare che non lo finii manco di leggerlo.
    se per i disegni, che fa senza “foto” (?) si può appezzarlo, i colori sono “allucinati”
    le storie...
    DETESTO quelle violente!
    un conto fare un fumetto denuncia
    un altro per soddisfare la morbosità del lettore

    fumetto che rispecchia la vita di tutti i giorni?
    fatemi capire, devo pagare, e caro!
    per leggere quello che vedo uscendo di casa
    o peggio, le liti che si possono avere in casa con i parenti stronzi?

    ma ci mancherebbe!

    il Fumetto è altra cosa!

    l’unica cosa che ho “apprezzato” di Pazienza è quando prese per culo un editore;
    lessi da qualche parte che quando gli editori cominciarono a fargli la corte
    mentre prima non se lo cacava nessuno
    un giorno si presenta a uno di questi con un fumetto fatto apposta da cani per farselo rifiutare...
    l’editore senza battere ciglio lo brancò!

    beh! , mi ha scocciato un pò che lui lo abbia lasciato fare,
    anche perchè poi di certo è rimasto così anche nelle ristampe,
    ma se ci sono editori stronzi, e lettori che leggono pure la carta igienica,
    dopo averla usata,
    non gli si può dare la colpa.
    ...
    prima di vedere che ho ben sette titoli di Pazienza stavo per dire che -quando torno a casa andrò a visionare i comic art- ma ora dubito che lo farò.

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    1. p.s.
      in alcune vignette ho notato somiglianze col fumetto Ciacci
      e in alcune anche con quelli di Magnus (Bob Rock)

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  16. Sauro, visto che ti piace il marchese de Sade guardati stò film ( sempre se non lo conosci già)

    https://www.youtube.com/watch?v=ss1g6NINiWM

    "Marquise" ( 1989 , Francia ) di Henri Xhonneux & Roland Topor ( si, quel Topor) film sulla vita de marchese /conte all' interno della bastiglia , avente come unico confidente il suo pene parlante Colin ( 30 cm di simpatia )
    I personaggi sono in versione animali antropomorfi ( interpretati da attori veri che indossono maschere create da Topor stesso).
    In francese con sub spagnoli .
    Ne lessi anni fa un articolo su un numero di Comi Art ( o era l'Eternauta ?) , che pubblicava Pazienza, di cui poi tu hai scritto l'articolo iniziando da de Sade.
    Incredibile come tutto si ricolleghi, vero ?

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  17. TOMASO, hai sentito Sam? Topor!

    E dire che a me De Sade fa letteralmente schifo.

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  18. Immagino che Tomaso avrà visto anche il film d' animazione "il pianeta selvaggio" col character design di Topor ( e che secondo me, è servisto da ispirazione per il manga " l'attacco dei giganti" ), o no ?

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    1. Se Topor l'ha fatto, Tomaso l'ha visto.

      Io, invece, sono appassionato di Topar.

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    2. Ah, qui non siamo su FB...

      Mi aspettavo una valanga di "mi piace".

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  19. Oggi pioggia a catinelle e allagamenti sparsi, sono rimasto due ore ad aspettere che cessasse la pioggia e sono arrivato a casa alle 20.00. Io giro a piedi e nonostante gli scarponi ero inzuppato fino agli alluci .
    Topor ha lavorato in campi differenziati, compresa l'animazione, anche se non animava di certo lui."Il pianeta selvaggio" mi pare sia dell'inizio anni '70: un "cartone" non rivolto ai bambini, un poco truce, ma fatto con il cuore. Anche allora ogni botte dava il vino che conteneva.
    "L'attacco dei giganti" ha qualcosa in comune, ma per il resto mi pare di ricordare qualcosa di tipicamente giapponese.
    Però non sono assolutamente un esperto del genere.

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  20. Si, ho controllato: il film in questione fu distribuito nel 1973.Ho anche visionato un ponderoso catalogo relativo ad una mostra milanese di Topor che contiene fra le altre cose una serie di disegni del Nostro relativi a "Il pianeta selvaggio", tutti firmati 1971.
    Quindi l'anno precedente alle illustrazioni per il libro "Pinocchio", che appunto la ditta Olivetti fece stampare nel 72 e distribuì ad una schiera di eletti. Su "Linus" apparve in contemporanea o quasi, nell'inserto dedicato ai libri la sua pubblicità con relativa recensioncina ( diminutivo/vezzeggiativo) e mini pubblicazione di una illustrazione che mi fece sbavare parecchio. Sbavai a vuoto, perché quel volume era introvabile, a meno di essere di sangue blu !!!
    Sauro ne ricevette di certo almeno una decina, ma avendo allora lui sui 12 anni di età ( se ho calcolato giusto), certamente li cedette a libidinose compagne di classe in cambio di merce in natura!! Beato lui.

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  22. Dunque: io il lavoro di Pazienza l'ho purtroppo conosciuto quando è morto, cioè nell'88.
    Ho ancora Il numero di Frigidaire in cui si piangeva la sua scomparsa e dentro c'è la storia Il partigiano, che mi piacque abbastanza soprattutto per la grande verve umoristica e per il linguaggio adottato, pure dialettale... io non essendo meridionale come lui faticavo a capire, ma il fumetto era bello e divertente, con continue variazioni sul tema anche del titolo (Io ancora non sapevo che la cosa era di derivazione Moebiusiana, dal Garage ermetico - ma era comunque una derivazione geniale, reinterpretata in chiave comica e consona alla storia). Da lì ho recuperato altre cose, in 2 volumi comic art e poi in altri libri.

    La cosa che mi ha colpito di più di Pazienza, oltre alla sua incredibile versatilità e abilità grafica, è il fatto che nei testi era in grado di essere a volte molto poetico, a volte greve, altre volte sardonico, altre cartoon e spesse volte tutte queste cose assieme... inoltre nelle sue storie è come se i personaggi fossero vivi, traspaiono le emozioni e traspare pure l'autore e la sua, di vita, e le sue di emozioni e non è una cosa da poco.

    Questo è ciò che ha colpito altri che poi son divenuti autori a loro volta, come Gipi, Enoch, ma non solo...la grafica di Paz poi varia appunto a seconda di quel che vuole esprimere all'interno della storia stessa, per esprimere ancora meglio le emozioni dei personaggi, per cui ci sta, anche perchè lui pur cambiando stile faceva quasi sempre un lavoro egregio (e quando non era perfetto era perchè era fatto volutamente di getto).

    Non si tratta quindi "solo" di raccontare bene una storia, nel suo caso, ma di esprimersi compiutamente, anche perchè quella aveva scelto come forma d'arte: il fumetto.

    Altra cosa che vorrei dire è che pure Tamburini era un geniaccio, anche lui morto giovane, creativo e autore di storie interessanti, e pure più commerciabili di quele di Paz, ma mi chiedo sempre cosa si sarebbe inventato dopo Snake agent, dopo Ranxerox ecc... a tal proposito ho un bel libro con sceneggiatura di Ranx,e schizzi di Tanino, ma anche altre cose che Tamburini doveva fare con Liberatore ma che purtroppo non hanno mai visto la luce...

    Insomma, due geniacci che avevano già cambiato il fumetto italiano e chissà cosa avrebbero combinato dopo... a guardare ora, stiam messi maluccio in quanto a reale inventiva e la stessa nostra zeitgeist è a dire il vero piuttosto deprimente, quindi anche quando la si cogliesse sarebbe roba davvero noiosa.

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