martedì 17 maggio 2016

TEX A PUTTANE

Tex Willer va a puttane sul serio, come in questo inaspettato disegno di Galep, oppure metaforicamente, nel senso che lo spirito delle sue storie si allontana sempre di più da quello del creatore, Gian Luigi Bonelli?

Tanto per iniziare, dovrete sorbirvi la mia elaborata teoria sulla creazione di Tex. 

Tex Willer deriva da Dick Tracy. 

Dick Tracy, sbirro dalla pistola e dal pugno facili, nonché dalla mascella squadrata, nasce nel 1931 come striscia giornaliera dei quotidiani americani. Se vi interessa saperne di più su Dick Tracy e sulle sue connessioni con il genere noir, leggete il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/il-noir-nasce-dai-fumetti.html.



Essendo Dick Tracy uno dei fumetti di maggiore successo nell’America degli anni trenta, dovrebbe essere logico trovare le sue edizioni europee. Infatti, lo vediamo tradotto in francese, nel 1938, nelle pagine del leggendario settimanale “Spirou”.



E in Italia? Sicuramente l’agenzia americana aveva mandato le strisce di Dick Tracy a varie case editrici. Ma da noi bisognava fare i conti con il regime fascista, che era condizionato dalla ferma opposizione dei pedagogisti barbogi. Per loro, già i balloon (le nuvolette con i dialoghi dei personaggi) mettevano in agitazione i bimbi, figuriamoci le scene di violenza estremamente cruda di Dick Tracy. Così nessun editore ebbe il coraggio di pubblicarlo. Però quelle strisce, non tradotte dall’inglese, devono essere rimaste a lungo appoggiate sul tavolo di un certo editore milanese. Se quel personaggio riscuoteva tanto successo in America, perché, dopo un necessario ammorbidimento, non avrebbe potuto averlo anche in Italia?

La casa editrice Vittoria, secondo la mia ben fondata ipotesi, diede incarico al giornalista Vincenzo Baggioli di creare una versione casareccia di Dick Tracy per gli "Albi dell'Audacia": nel 1938, su disegni di Carlo Cossio, nasce così Dick Fulmine.



Almeno sei indizi mi fanno ritenere che Dick Tracy sia confluito in Dick Fulmine.
1) Il nome di battesimo li accomuna: Dick.
2) Sia Dick Tracy sia Dick Fulmine sono agenti in borghese.
3) Entrambi appartengono al corpo della polizia di Chicago (in Dick Tracy la città non viene nominata nelle storie, ma è scritta bella grossa nel copyright che ricorre su ogni striscia: “Chicago Tribune”).
4) Tutti e due hanno il mascellone squadrato.
5) Il fatto che Dick Fulmine esca lo stesso anno, il 1938, nel quale Dick Tracy viene pubblicato in Francia, lascia supporre che le strisce dell'eroe americano siano state presentate in quel periodo anche agli editori italiani.

6) Il disegnatore Carlo Cossio è specializzato nelle versioni nostrane dei personaggi americani: dopo Dick Tracy italianizza Superman, lasciandogli il nome Ciclone con il quale era conosciuto da noi prima della guerra. Anche in questo caso la corporatura del personaggio diventa talmente massiccia da non assomigliare più a quella dell’eroe originale. 

"Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova", Agatha Christie. 

Ragazzi, io di indizi ne ho trovati sei!



Dick Fulmine diventa subito il più popolare personaggio dei fumetti italiani, tanto che Gian Luigi Bonelli, nel 1940, ne fa un clone che chiama Furio Almirante. In questo caso la mia non è solo una ipotesi, ma un fatto evidente per ogni storico del fumetto. Il cognome Almirante rimanda a una famosa (all'epoca) compagnia di attori dalla quale discende Giorgio Almirante, il leader del neofascista Movimento sociale italiano.



Scrive Giada Gentili (chiunque sia questa signora): “Furio diventò ben presto il prototipo del castigamatti, insofferente verso i potenti, i furbi e i politicanti, portato a farsi giustizia da solo (e a farla per i più deboli), in un mondo in cui l'intrallazzo e la prepotenza si fanno costantemente beffe della giustizia”. Chiaramente Furio Almirante non agisce nell’Italia governata dall’ordine fascista, ma nei paesi democratici dominati da plutocrati senza scrupoli. Continua la Gentili: “Ma è soprattutto nel dopoguerra che Bonelli, ormai completamente padrone del mezzo espressivo, infonde nel personaggio quelle caratteristiche psicologiche che, ulteriormente affinate, porteranno al successo pluridecennale di Tex”.



Abbiamo, quindi, i seguenti passaggi:
Dick Tracy/Dick Fulmine/Furio Almirante/Tex Willer.

Se la discendenza di Tex Willer da Dick Tracy può essere controversa, quella da Dick Fulmine è inoppugnabile.

Dalla Chicago trasformata in far west da gangster come Al Capone, si è tornati al far west vero e proprio. Dal poliziotto dai metodi spicci si è arrivati allo squadrista (senza camicia nera) che risolve i problemi a suon di pugni. Questa non vuole essere una critica gratuita a Gian Luigi Bonelli: la grande maggioranza degli italiani era fascista. Fascisti sono stati, per esempio, Hugo Pratt, Giorgio Bocca ed Eugenio Scalfari.


Che ne è oggi di Tex, l'eroe nato nel 1948 negli albetti formato striscia, dopo le storie originali scritte da Gian Luigi Bonelli (1908-2001) e disegnate da Galep (Aurelio Galleppini, 1917-1994)?

Di sicuro non è più rissoso come una volta, quando chiamava gli afroamericani pezzi di carbone trattandoli con paterna condiscendenza (i dialoghi sono sicuramente stati modificati nelle “ristampe”) e prendeva a pugni praticamente chiunque osasse respirare senza il suo consenso. Il che mi dispiace un po’, perché quel Tex aveva comunque un senso, una vitalità che lo rendeva unico. I “giovani” autori di oggi preferiscono rifarsi ai fumetti argentini presentati in Italia da “Lanciostory” e “Skorpio”, rendendo Tex sempre più melanconico e politicamente di estrema sinistra. Da fascio a compagno, si veda il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/lirrazionalismo-della-bonelli.html.



Tutto questo vale fino a un certo punto per il mio autore preferito di Tex: Tito Faraci, forse il migliore sceneggiatore italiano anche se non scrive come vorrei. In genere, elabora solo vagamente una trama nelle storie del pistolero più amato dagli italiani. Certo, Faraci ha il ritmo nel sangue (uno dei pochissimi, tra gli sceneggiatori attuali), ma cade spesso nel virtuosismo.

Rileggiamo insieme l’episodio che si dipana nei numeri 629 (“L’inseguimento”) e 630 (“Lotta senza respiro”) di Tex. Testi di Tito Faraci e disegni di Corrado Mastantuono.


Tex Willer e Tiger Jack (non vi sta sul cazzo il nome "tigre" affibbiato a un pellerossa, anche se il termine in questo caso significa giaguaro?) stanno andando in un trading post che viene rapinato proprio in quel momento.


Comincia la mattanza: Tex entra nell'edificio e ammazza un paio di brutti ceffi, tanto per gradire.


I terzo si infratta, ma viene arrestato da Tex: non lo fredda per pietà? No, con lui vuole giocare al gatto e al topo fino all'ultima pagina.


Alcuni giorni dopo, Tex viene assalito da un puma. Strano, pensavo che questi felini non aggredissero l'uomo, tantomeno a cavallo.
I due si dirigono verso il penitenziario dove è stato rinchiuso il delinquente del trading post.
Ahi! Ahi! Sento odore di pestaggio in assenza di avvocato... Anzi no, Vince Stanton evade stordendo due guardie e un tizio che incontra per strada (pure quello del trading post l'aveva solo stordito). Sarà un pericoloso criminale, però ha un cuore grande così. 

Tex e Tiger intercettano Vince nella notte, ma a sua volta un lupacchiotto intercetta loro (questo animale non attacca in branco?). Basta lo sguardo carismatico del Tigre per farlo scappare con la coda tra le zampe. Mi piace questo nuovo superpotere del muso rosso.
Mentre i due pards, si dice così?, inseguono il buon Vince per farsi condurre dalla sua pericolosa banda, mettiamo altra carne sul fuoco con un branco di pellirosse assetati di sangue.

Nell'economia della storia non c'entrano un cazzo, ma tant'è.
Gli indiani ammazzano entrambi i coniugi, anche se il capo avrebbe voluto prima trombarsi la biondina.

Intanto Vince sfugge fortuitamente dall'inseguimento di Tex.

Però, è bravo 'sto Mastantuono. Del resto arriva da Topolino: chi sa disegnare fumetti umoristici non ha bisogno di ricalcare le foto.

Per raggiungere Vince, Tex deve guadare il fiume. Quivi, un tronco galleggiante gli viene addoso con prepotenza: rifletti, testone, se anche la natura inanimata ti aggredisce deve proprio esserci qualcosa che non va in te.

No, è Faraci che non si lascia sfuggire nessuna occasione per drammatizzare. Poni che Tex entri in un villaggio: un bimbo gli farà sicuramente la pipì in testa dal tetto di una casa.


Così, ad minchiam, gli indiani visti prima fanno prigioniero Vince dal bel faccino.
Diamo il via al tradizionale massacro di musi rossi, con la scusa di fare scappare Vince senza fargli capire che è stato aiutato da loro (!?!).










E ora, da dove escono questi loschi figuri?

Sterminati gli indiani (cosa sempre sana e giusta) subentrano i briganti!



Nuovo albo, nuovo giro di morti ammazzati (da Tex). Questo numero 630 è stato scansito da schifo: un bel puah! ai pirati del web ai quali l'ho piratato a mia volta.



Anche i briganti odiano gli animali, come si evince dal trattamento riservato a questo umile crotalo che si stava limitando a scuotere i sonagli per avvertire lor signori della sua presenza, invitandoli implicitamente ad andarsene fuori dai coglioni con la massima tranquillità.

Non avete ancora visto le formiche rosse di Faraci: se gli girano, divorano un uomo intero insieme al suo cavallo.



Il simpatico Vince, che furfanteggia senza ammazzare mai i buoni, trova un osso duro nella persona del grande vecchio della banda, che invece ammazza con il solo sguardo.


Mentre Vince accompagna i bastardi al tesoro, messo insieme con una rapina fatta senza avvertirli, alcuni della banda scorgono Tex e Jack.





Meno fessi degli indiani, i biancuzzi capiscono al volo quando arriva il momento di telare.



Vince Stanton viene aiutato a scappare da Dio in persona, che interviene con un fulmine ben diretto ('sti cazzi!).


Tex e il suo pard baruffano di nuovo con la banda.




Errore! Una legge non scritta vieta di uccidere due serpenti a sonagli nello stesso episodio.


Alla "Il buono, il brutto e il cattivo", alcuni banditi (non capisco più se della stessa banda o di una concorrente) costringono il povero Vince a disotterrare il tesoro da una tomba.


Per gustarvi la vaga versione a fumetti della famosa scena cinematografica, sparatevi in sottofondo Ennio Morricone: https://www.youtube.com/watch?v=h1PfrmCGFnk.



Nooo! Questo trucchetto fanciullesco nooooo!


Ti pareva che quel becchino di Tex non fiutasse il sangue.



Sa il cazzo come faccia Tex a schivare sempre il piombo di chi gli spara prendendo bene la mira: lui la mira non la prende affatto, va a culo e centra il bersaglio.






Uh-oh! Temo che la nostra scampagnata ad Auschwitz non sia ancora conclusa.

Un morto ammazzato...



Due.


Tre.


Quattro.


Cinque.


Sei.


Sette.


Otto.


Nove.


Dieci.


Undici.


Dodici.


Tredici e quattordici.


Quindici morti ammazzati...

Amen.


'Fanculo Tex.


Subito dopo gli ultimi 15 morti ammazzati abbinati al macabro balletto texano, arriva il finale fiacco con la terza o quarta cattura di Vince, il simpatico bastardo. Ma si poteva continuare il giochetto all'infinito...

In questa storia non c'è uno straccio di trama: come in un film porno dove scopano e basta, qui sparano per uccidere e niente altro.

Per chiudere, diamo un'occhiata ai "Texoni", gli albi giganti pensati per presentare grandi disegnatori che altrimenti non avrebbero potuto realizzare le storie del personaggio a causa del loro stile troppo particolare. Almeno all'inizio era così, ora sembra che il Texone serva proprio per trovare i nuovi disegnatori di Tex. Ci siamo giocati molti artisti, come Gene Colan ambientato in un villaggio western o Sergio Toppi in Messico, ma altri li abbiamo visti all'opera, come Magnus e Joe Kubert. Ovvero la grande occasione mancata, e l'occasione del tutto centrata.

Magnus (1939-1996) è il grande autore del "nero" Kriminal: http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/01/ammazzale-tutte-kriminal.html. Aveva azzeccato certe atmosfere western con i chiaroscuri della storia breve "Lurid Scorpion", scritta da Max Bunker e pubblicata nel 1971 dal numero 50 di Eureka. Eccola per intero (come sempre, cliccare sulle immagini per ingrandirle).











Invece, nel suo Texone del 1996, Magnus esibisce uno stile calligrafico fuori luogo. Mette insieme tante illustrazioni preziose che non servono a nulla, di certo non allo storytelling. Guardiamo in fretta queste finissime immagini di cesello e passiamo oltre, che è meglio.














Di ben diverso spessore fumettistico è il Texone di Joe Kubert (1926-2012), l'autore del Sergente Rock e di Tarzan. Il suo episodio del 2001 non è l'insieme disorganico di illustrazioni laccate per feticisti visto prima: mai nessuno aveva disegnato meglio di lui una storia di Tex. Ammiriamo alcune sequenze da manuale del buon storytelling western. E chi vuole imparare, impari.


























Con Joe Kubert, uno dei geni del passato che non rivedremo mai più sulla faccia della terra, chiudiamo questo post riproponendoci l'inquietante domanda: Tex sta andando a puttane?

Allora, qualcuno mi dia retta, per favore. Roberto Recchioni, il curatore di Dylan Dog, mi ha fatto un culo così per il post dedicato a Ronny Balboa (http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/lanti-bonelli.html). Mi ha scritto su Facebook: “… e Lazarus Ledd te lo sei dimenticato?”. Io, preso dal panico, ho detto, va be’, al massimo sarà uscito qualche mese prima. Recchioni mi ha accusato di essere in “cattiva fede”! Ora però scopro che il primo numero di Lazarus Ledd è datato luglio 1993, mentre Ronny Balboa è uscito nell'aprile 1989! Sapete spiegarmi perché Recchioni si è incazzato tanto? Perché avrei dovuto citare Lazarus Ledd quando è stato pubblicato anni dopo Balboa? Spiegatemelo, o non ci dormo la notte.

All'una e mezza di notte c'è ancora gente che segue il blog.


La giornata di 24 ore considerata dal blog va dalle 2 di notte alle 2 di notte. A mezz'ora dalla fine, le visualizzazioni odierne arrivano a 3.366: un record da capogiro per questo piccolo blog. Le visualizzazioni mensili sono 30.591, ossia una media di mille al giorno.


E ora tutti a cliccare sulle icone dei social media sottostanti.

160 commenti:

  1. Caro Sauro,

    mi stai diventando sempre più una personcina a modo. Concordo dalla prima all'ultima parola del tuo bel post.

    Il tuo lato Yin però sta prendendo il sopravvento. Mi sono letto tutto il post per le puttane e alla fine non ce ne era nemmeno mezza se non quella iniziale. Un barbatrucco bello e buono.


    Della storia di Tex di Faraci/Mastrantuono mi ha colpito come sempre il conservatorismo grafico bonelliano. Ancora quella struttura della gabbia, quegli effetti per gli spari... buona la pioggia, ma che noia... Il disegnatore mi piace ma non in tutte le vignette.

    Proprio ieri sera mi sono sparato "Per qualche dollaro in più" restaurato... che film porcaputtana, che gran film.

    Ma che cos'è Magnus? Tavole stupende! mi ha fregato l'idea: dovessi disegnare un western lo farei così (non ci riuscirei ma nella mia mente quello sarebbe l'effetto :D ), meglio del texone, che pure lessi tempo fa.

    Joe Kubert, un grande, lo conoscevo per i suoi lavori supereroistici e non sapevo avesse disegnato un albo di Tex... che andrò a recuperarmi al più presto.

    Per me Tex a puttane ci è già andato da troppo tempo. Vive di nostagici dell'età di J.D. o giù di lì ... ;) :D

    Se alla Bonelli vogliono rinnovare Tex possono chiedere il mio contatto a Sauro. Sì stamattina mi sono svegliato splendido.
    Augh.

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    1. Ooh La La. Ma Tex non è vecchio, è ancora serializzato!

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    2. E' in coma farmacologico in attesa di eutanasia

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    3. Scherzi a parte,

      la serializzazione di un manga è cosa ben diversa da quella di un fumetto bonelliano e lo sai bene.
      Berserk è un'unica storia ininterrotta, fatta dallo stesso autore (testi e disegni - ok con degli assistenti) e che va avanti da anni tirando ancora moltissimo (vedi i recenti film di animazione).

      E' nato sì nell'89 in giappone, ma in Italia lo si è visto solo dal '97 e il successo grosso si è avuto a cominciare da qualche anno dopo. Tex invece è nato nel Triassico e adesso nessun giovane se lo fila. Vive di nostalgici e puzza.

      Per questo, per una volta che Sauro annunciava di voler trattare di un fumetto indubbiamente più recente e attuale rispetto a quanto si vede di solito sul blog, la tua valutazione di "berserk" come opera vecchia mi sembrava fuori luogo.

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    4. Non era una valutazione, ma una constatazione. Non dicevo "vecchia" in senso negativo, ma temporale.
      Per valutarlo (e l'ho detto), aspetto di leggere qualche albo e il post di Sauro che almeno mi fornirà qualche elemento, perché non ne so nulla.
      Dopodiché lo valuterò, posto che a me, generalizzando, i manga piacciono abbastanza poco.
      Detto questo, trovo abbastanza fastidiosa la schematizzazione Giovane = bello e giusto, e Vecchio = brutto e cattivo.
      Mi da fastidio fin da quando il giovane ero io, mi fa venire in mente l'orrendo termine "matusa". Vedo che oggi è tornata di moda e viene usata molto per esempio per definire la riforma del mercato del lavoro, come se la guerra fosse fra vecchi e giovani e non fra chi si è sempre approfittato e chi si è sempre fatto il culo o, se vogliamo usare schematizzazioni ancora più "vecchie", fra padroni e lavoratori (visto che qui, per svecchiare il mercato, le riforme si fanno sui diritti).
      Schematizzazione fra vecchi e giovani, tra l'altro astutamente proposta da giovani abbastanza finti, perché a 40 anni non sei giovane, o meglio non sei "giovane" solo perché hai quarant'anni. Vabbé, questo c'entra poco.

      PQR i fumetti belli o brutti, volevo solo dire che l'anno di pubblicazione conta poco, ma che te lo dico a fare visto che vuoi leggere lo stendardo bianco?
      Secondo me a un giovane (intendendo un ragazzino, di 10-12 anni) possono ancora piacere storie di Tex del periodo d'oro di GLB, forse meglio se non disegnate da Galep ma magari da Letteri che aveva un segno meno datato. Chessò, "Diablero" o "Il laccio nero". Ma è con chi è venuto dopo Bonelli che Tex non diverte più il ragazzino. Non lo vedi più lanciare un candelotto di dinamite a un finto cieco di colore intopato con il Voodoo dicendo "Ehi, palla di neve, guarda che bel regalo!".

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    5. Appunto, a maggior ragione non capisco perché hai detto "vecchio" riferito a Berserk, e in senso temporale (perché non lo è) e considerando anche il fatto che, da quanto dici, non lo conosci.

      Non ho fatto alcuna schematizzazione giovane = bello, vecchio = brutto, tant'è che i fumetti che sto leggendo adesso non vanno oltre gli anni '70. Al contrario, se dovessi esprimere delle valutazioni potrei quasi suonare conservatore.

      Per me Tex è vecchio nelle strutture e nella grafica. Il western fatto così come lo è in Tex è da rivedere al giorno d'oggi, se lo si vuole rilanciare, ma temo sia un setting che ormai abbia detto già tutto quel che poteva dire.
      E' significativo che tra tutti gli amanti di Tex che conosco non ce ne sia uno sotto ai 40 anni. Ma ovviamente la mia è una statistica personale, magari tu puoi felicemente contraddirmi.

      Poi riguardo al prossimo post su Berserk, aspettati una serie di immagini sadomaso e splatter che poco renderanno giustizia alla profondità dell'opera di Miura.

      Sauro, non farmi mancare lo scontro con Slann.

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    6. Uno spunto interessante.
      No, non lo so se Tex lo leggono sotto i 40 anni, ammetto che non ci avevo mai pensato.
      Ammetto anche di aver definito Berserk "vecchio" in parte perché 27 anni mi sembrano tanti, in parte per reazione alla frase che ho letto "queste cose non fregano a nessuno".

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    7. Sì 27 anni sono moltissimi, anche se ultimamente Miura pubblica un capitolo all'anno se va bene e la serie sembra ben lontana dalla conclusione (Miura datti una mossa!).Credo comunque ci siano manga che abbiano un record ancora maggiore.

      Comunque quella frase non è mia ma di Sam!

      ergo continuerò a divertirmi a farvi sentire dei dinoSauri inside ahah!

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  2. Secondo me Sauro è un demone infernale con problemi piu o meno cultural/psichiatrici: ad esempio si fissa su sue esternazioni nate quasi per caso e poi a posteriori vuole dimostrarne la veridicità con prove documentali.Ma è il nesso fra causa ed effetto che vacilla, come nel caso di voler spacciare Tex Willier come nipotino di Dik Tracy.
    Capisco Sauro perchè in questo campo io sono peggio di lui e più volte anche in mala fede ho sostenuto tesi fumettistiche al limite della camicia di forza.Io però alla fine cerco di metter il tutto sotto una luce farsesco/umoristica, confessando che per cause varie sono ormai"partito".
    Sauro, dai ,fai outing, confessa che ami Tex e Tracy perché sono ,in tutti i sensi, dei "duri".

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  3. Ho da tempo una teoria e devo aver seminato una traccia in rete da qualche parte anni fa perchè ricordo di aver già fatto cenno alla cosa: se due persone prima di interagire a livello prossemico con scambio di informazioni sulla composizione del DNA nell'intento di produrre un terzo individuo ( la sintesi è la mia freccia + precisa, non trovate ? ) guardano una sequenza di vignette con lo stesso personaggio , il nascituro qualcosa del suddetto personaggio avrà, a dispetto di tutto quanto dica la medicina ufficiale.
    Io sono sicuro che i genitori della showgirl Pamela Prati fossero fans di Dick Fulmine.
    I miei - anche se hanno sempre negato - di Yellow Kid. Cattivi.

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  4. La svolta a sinistra - minacciata anche da Totò in Totò e Carolina , credo - di Tex è coeva di saghe come Sangue Navajo in cui il ns raddrizzatorti mette in scena i prodromi di una guerra contro il Gov x costringere gli scaldasedie di Washington ad istituire una commissione di inchiesta che indaghi sulla strage x futili di motivi di alcuni giovini navajos da parte di un paio di ricchi imbecilli che facevano il tiro a segno dal treno. Letta quasi 40 anni fa su di un Oscar Mondadori con le paginette ridotte che oggi non tollererei, ma decisamente moderna ancora oggi.

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    1. Mah, i pellirosse stanno simpatici anche ai fasci per la loro spiritualità, per le loro tradizioni guerriere e perché combattono gli americani. Mentre i ricchi, i "plutocrati", sono avversati dai fasci.

      Il fascismo non è di estrema destra come si dice, perché non è affatto liberista: è statalista. Il fascismo è populista: un frullato di cose di sinistra e di destra.

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    2. GB era un dannunziano. Credo che abbia preso parte anche ad una delle imprese del poeta vate. Letto da qualche parte secoli fa. Tex avrebbe potuto essere un ometto calvo con due baffi curatissimi che dice cose come " il verso è tutto " e Carson avrebbe potuto avere il volto drammatico della Duse. Sarebbe stato un fumetto di culto, ma x pochi intimi. Immagino che Paolo Poli ne avrebbe curato una parodia a teatro.

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    3. Ah... io infatti i pellerossa non li ho mai sopportati. Per questo preferivo lo Zagor di Castelli e Sclavi... dove la loro presenza era marginale.

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  5. Magnus non amava l'idea di disegnare Groucho e così abbiamo un suo Texone e non un suo Dylandogone.

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  6. Peccato comunque che Joe Kubert non abbia disegnato Zagor.

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    1. Se avesse disegnato Zagor come ha disegnato Tarzan, sarebbe stato la morte sua.

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    2. Decisamente d'accordo. Andreucci ha disegnato una saga di Zagor di quelle vagamente bobhowardiche con Andrew Caine ( controparte SBEllica di Salomokon Kane a cui Andreucci appioppa il muso del Conan buscemico ndr ) in cui Pat è posseduto da Damballah (credo ) ed è tale e quale il Tarzan di Kubert.

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  7. Ho detto altre volte in rete che trovo il Tex del Galep della maturità - quello del 1948 è ancora Gary Cooper - una combo dello stesso Galep e di Alberto Sordi ( faccione placido, occhi vicini sopra un naso lungo e triste come una salita, tanto per citare Conte, spalle strette, corporatura non atletica, gambe corte ) e che questo è stato la fortuna di un personaggio che era simultaneamente un bullo con la stella e l'italiano medio.
    Nella prima famosa immagine di questo post con il Tex a braccia conserte davanti ad una signora discinta pare proprio di vedere il mercante d'armi - travet de Finché c'è guerra c'è speranza perplesso davanti ad una prostituta africana che gli è stata inflitta perchè lo spii mentre è preso da altro.
    Albertone Willer regnerà fino all'avvento di Ticci che mascellerà il ns facendone un Dick Tracy meno cartoon.

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  8. Ora che ci penso il Tex che apre questo post ha qualcosa anche di Gianni Morandi. Galep era un genio in senso romantico ovvero arrivava alle sintesi x intuizione e non dopo averci ponzato.
    Tex uno su mille. Ora che ci penso uno dei albi d'antan si chiama uno contro cento. O venti. E' l'istess.

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  9. Potrebbe essere una strada per recuperare Tex che al momento è solo il fumetto italiano + venduto davanti a Dylan Dog e Diabolik.
    Mettere le mani avanti e cercare di aggiornarlo per l'italiano medio del 21mo secolo. Villa potrebbe cominciare a disegnarlo con il muso di Checco Zalone o di Maccio Capatonda.

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  10. Io naturalmente voto x Tex come Pierfrancesco Favino. Cover da Villa a Mastantuono ( è abituato alle covers del west x la sua lunga militanza con Magico Vento ). Naturalmente senza barba. E troverei il modo di inserire altri pards ( si dice così ? ) come un messicano infido alla Ely Wallach che abbia però il muso di Max Gazzè. E Willer dovrebbe essere concupito da una matriarca vedova con volto e chassis della Bette Midler dei primi anni ottanta. Una storia alla Paperone e Brigitta. Faraci potrebbe cavarne qualcosa di buono per la sua lunga militanza in Disney. Lo stramaledetto Kit Willer potrebbe perdere la testa x un clone di Pam Prati e scoprire si tratti di uno sciamano navajo allontanatosi dalla sua tribù in cerca di una illuminazione.
    Vedo già il serial di Sky. E dibattiti su Raitre. Aumento nell'ordine del trenta per cento. Per cominciare. Naturalmente al netto dei lettori con le tempie brizzolate che lascerebbero la testata. Per fare la frittata...

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  11. So che Dave Bonelli , Boss Boselli e tutti gli altri della Stanza Ovale di via Buonarroti leggono le paginette di questo blog come prima cosa al mattino prima di dedicarsi alle loro mansioni e quindi regalo loro con gioia l'ombra di una idea appena abbozzata nel caso siano alla ricerca della combo di western, fantasy e steampunk ante litteram che possa essere lo Zagor dei nativi digitali.
    Zauro " Gas " Gasoline è un meticcio con nasone e baffoni - tra Magnus e Gazzè insomma - sul punto di essere impiccato in un altroquando per cosette come abigeato, poligamìa, furto con destrezza e frode continuata quando è intercettato dall'incantesimo di uno sciamano racketeer di un altroquando nomato Boss Bosillo che vive in una Gomorra steampunk e che aveva lo scopo di esiliare altrove la truce, pingue Sandie Kan, piratessa oversize. Non tutte le frittate riescono e Gas si trova in un mondo nicchia composto dalla summa delle due realtà che hanno deciso il suo destino. Forse sta sognando. Forse ha passato l'ultima porta e quello è quello che aspetta tutti: una rifrittura di quanto sperimentato. Piacerà anche al fandom di Tiz Sclavi. Testi di Semerano. Disegni di Semerano, Genovese e Armando Rossi. Sei numeri b/n x cominciare.

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    1. Bella. Sauro-Tuco mi piace. Miniserie da grabbare al brucio.

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    2. Ora che ci penso potrebbe essere anche una proposta coconica. Spillati come certi albi di Igort di qualche tempo fa. In tricromìa. Grande formato. E con qualche straniero che in SBE difficilmente vedremo , come Blain o Marti, e che sono pane e formaggino x il signor Tuveri.
      Chiedo scusa a Dave Bonelli - scommetto che sta valutando la mia idea con un team di consigliori a rischio di saltare nuovamente la pausa pappa come la volta che gli consigliai di ridurre a ongoing la storia di Calimero come fosse però uno schiavo palla-di-neve angariato da Albertone Willer - ma credo che cederò gratis il mio concept ai ragazzi della Coconino Press. Sarà per la prossima volta.

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  12. Non leggo Tex da una vita, però Mastantuono mi piace.
    Sauro fa vedere Mastantuono e Kubert insieme così, come per caso, ma Mastantuono a mio avviso ha metabolizzato Kubert con un po' di Jorge Zaffino (anche se molti ci vedono Bernet).
    Mi piace perché secondo me non ci sono poi molti italiani Kubertiani.

    Tutte le ipotesi sono belle. Ma il rimando ad Almirante Giorgio per Furio ci potrebbe stare, in quanto se non ricordo male in quegli anni il Giorgio era giornalista. Forse qualche suo articolo comparve anche su "La difesa della Razza", adesso non ricordo bene. Comunque non era uno sconosciuto, era un "nome" che si poteva leggere.

    Mi domando tuttavia a quanta gente potrà mai fregare qualcosa di tutto ciò.

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    1. Zaffino, indubbiamente. Zaf piace anche a Massimo Carnevale al duo Armitano/Furno' ( John Doe - oggi in SBE ).
      Peccato ora disegni x altri committenti, come Kirby e Cooke del resto.
      Mst ha metabolizzato anche Romita sr ( si vedano i suoi Nick Raider ).
      Ci sono pochi kubertiani anche altrove. I due figli Andy ed Adam hanno progressivamente sviluppato uno stile proprio. Direi che è kubertiano Sergio Cariello, ma ha ripreso il tratto senza carpirne lo storytelling.

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  13. Io non sarei così sicuro che i puma non attacchino l'uomo, ho letto di varie persone , in USA, aggredite da questi animali che gironzolano vicino a centri abitati.
    Bello che Sauro mi lodi Faraci e poi distrugga la sua storia pezzo per pezzo ( e sia chiaro, a me Faraci non ha mai fatto impazzire ).
    Lurid Scorpion mi piace, ma chi è il bambino ?
    Perché gli spara, per di più dopo aver prima versato una lacrima per lui e fatto il predicozzo sul cambiar vita ?
    Il figlio di qualche vittima ?
    Il fantasma della sua coscienza ?
    Boh.

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    1. La seconda che hai detto - per citare " Quelo " di Guzzanti - è la più vicina alla soluzione. Max Bunker implica la ciclicità della esperienza umana. Il Lurid Scorpion bimbo che ucciso la sua prima vittima e con questo rito è diventato un killer è avvertito dallo Scorpion a fine pista percè non sprechi la sua vita, ma come quel mitologico serpente che si mangia la coda o - se preferisci - uno scorpione prigioniero in un cappello da cowboy che si punge con il suo stesso veleno, anche il pistolero è destinato ad essere colpito alle spalle dal destino inevitabile. Brr. Una cosa così vent'anni dopo poteva prendere una ventina di pagine di un annual di Dylan Dog a firma Sclavi e Roi.

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  14. Riporto qui le accuse di Roberto Recchioni, redattore della Bonelli, che mi ha lanciato su Facebook riguardo il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/lanti-bonelli.html, e le mie risposte.

    Roberto Recchioni
    Lazarus Ledd te lo sei casualmente scordato? Solo per parlare di almeno uno dei molti bonellidi che Balboa non ha visto nemmeno con il binocolo...

    Sauro Pennacchioli Sì, forse Lazarus Ledd è uscito qualche mese prima. All’epoca c’erano solo questi due bonellidi: poi è arrivato il diluvio. In che senso Balboa non ha visto Lazarus Ledd con il binocolo? Per la diffusione? Io conosco solo quella della ventina di numeri di Ronny che ho scritto io. Se invece il riferimento è ai contenuti, Lazarus Ledd non era certo “antibonelliano”, quindi non mi sorprende che ti sia piaciuto. Comunque non avevo nulla contro Ade Capone, tanto che poco dopo abbiamo lavorato insieme.

    Roberto Recchioni
    Dico che in un pezzo che sembra avere un piglio serio, affermi con serenità i meriti unici di un Balboa quando LL ha fatto molto meglio, nello stesso periodo, per tantissimi anni. E di lui nel pezzo non c'è traccia, anzi ne viene implicitamente negata l'esistenza.

    Sauro Pennacchioli
    Continuo a non capire in che senso Lazarus Ledd ha fatto meglio. Io parlo solo dei Ronny Balba scritti da me: è implicito che sono di parte. A me Lazarus non piaceva, anche perché era un prodotto che poteva fare benissimo la Bonelli. Questo post si intitola "l'anti-bonelli" non a caso. Tra l'altro, in seguito lo stesso Balboa è diventato terribilmente bonelliano (anche se a un livello inferiore).

    Roberto Recchioni
    nel pezzo scrivi che Balboa è una unicità. Non è vero. Non solo non è unico ma ha avuto una vita editoriale molto più breve e meno significativa di LL, che nel pezzo non viene neanche citato.

    Sauro Pennacchioli
    Balboa credo sia durato 81 numeri, non pochi. Ma io parlavo solo dei miei 20 numeri. Parlavo di un personaggio che scritto pensando allo stile brillante di Kriminal, molto diverso da quello della Bonelli. Non volevo fare un pezzo storico, e poi, ripeto, io i meriti di Lazarus non li vedo (certo, anche lui è durato molto, forse più di Balboa: era anche fatto meglio).

    Roberto Recchioni
    Alzo le mani. Dopo averti fatto notare tre volte la faziosità del pezzo, di più non posso fare.

    Roberto Recchioni
    A margine, esiste Google. Non "è durato forse di più", è vissuto 151 numeri, più una quantità infinita di speciali.

    Sauro Pennacchioli
    A me non interessa chi ha avuto più successo: Balboa era diventato talmente brutto che mi meraviglio della sua durata. Ho anche riconosciuto che Lazarus era fatto meglio. Ma il tema del mio pezzo non era questo. Volevo dire che si possono anche fare storie con lo stile di Kriminal, non solo con quello della Bonelli. Dal punto di vista critico non mi importa nulla del successo di un personaggio. Non era questo il tema.

    Roberto Recchioni
    Come ho detto, davanti alla cattiva fede alzo le mani.

    Sauro Pennacchioli
    Io, invece, non ho alcun motivo per offenderti. Non riesci a capire che a me del successo di Lazarus Ledd non importa niente: mi sarebbe importato solo se mi fosse piaciuto. Io impazzivo per i primi numeri di Dylan Dog, ma dei successivi, per quanto venduti, non mi importa niente. Io, in questo blog, parlo solo di quello che mi importa, cioè di quello che considero interessante, indipendentemente da quante copie venda. Non avrei parlato di Lazarus Ledd neanche se avesse venduto un milione di copie. Rispetto chi ama questo personaggio, ma a me non dice niente. In questo blog non parlo mai dei personaggi e degli autori che non considero interessanti. Con tutto il rispetto dovuto, e senza tirare in ballo la cattiva fede. Il tuo comportamento mi lascia allibito. Ne parlerò nei commenti del post di oggi.

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  15. Roberto Recchioni
    Sauro, ci provo l'ultima volta e poi mi arrendo. Se fai un pezzo su un tuo fumetto bonellide e lo qualifichi come l'unico bonellide di successo di quel periodo, uscito in un momento in cui non ce ne erano altri, stai dicendo una cosa, semplicemente, falsa. Perché c'era LL e perché LL è stato di ben maggior successo. Su tutto il resto del discorso che fai non metto becco, ma quelle informazioni che dai in quella parte del tuo scritto, sono o sbagliate per dimenticanza, o sbagliate per malafede. Di fatto però, sono sbagliate.

    Sauro Pennacchioli
    Dubito che quando scrivevo Balboa, la prima ventina di numeri, Lazarus Ledd vendesse molto di più, evidentemente tu hai più informazioni di me. Io penso il contrario, ma non avendo i dati di Lazarus non posso esserne sicuro. Io parlavo solo del periodo iniziale, l'unico che conosco un po'. Del periodo successivo di Balboa non so niente. Lazarus è uscito più a lungo perché è stato scritto sempre la stessa persona. Se vuoi che dica che Lazarus da subito ha venduto più di Balboa, ti posso anche accontentare. Il punto per me non è questo. Lazarus nel discorso che ho fatto non ha importanza, perché è un personaggio bonelliano nell'essenza, anche se pubblicato da un altro editore. Tu enfatizzi troppo la parte in cui dico che Balboa faceva da battistrada ai bonellidi, cosa comunque anche vera, pur essendo uscito qualche mese dopo Lazarus Ledd.

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  16. Non ho letto tutti e 151 numeri di LL e nemmeno tutti gli speciali, ma sono rimasto colpito al tempo dalla duttilità del concetto del personaggio - sulla carta " solo " un tassista e giornalista part time che nasconde un passato da Jason Bourne - per i suoi team ups con personaggi non dei comics come il Lazzaro Santandrea di Andrea G. Pinketts e l'inquisitore Eimerich di Evangelisti. Il Veleno di Biancaneve , per esempio, è una buona storia e Lazzaro è Lazzaro, anche se naturalmente sono stati sacrificati alcuni plus del personaggio che nel romanzo racconta spesso e volentieri in prima persona. Detto questo, LL era un bonellide non dissimile da albi SBEllici che sono arrivati dopo. Buona parte dei cartoonists al lavoro sulla testata si sono riaffacciati in via Buonarroti
    ( Cropera, Raffaele , Simeoni to name a few ). Aveva, a mio modesto modo di valere , il dono della antipatìa, una luccicanza involontaria xchè scommetterei che Ade Capone non lo ha fatto apposta, cresciuto alla scuola di Zagor . Betsy Blues per esempio è un tentativo di fare un albo sclaviano ed anche Subway. LL era un duro muscolare e musone tuffato nel Denim e in un universo " quindici minuti nel futuro ".
    Ho provato a rileggere alcune storie, ma lo trovo davvero legato a quegli anni e con tutto l'affetto che ancora ho x la Star Comics - ogni tanto mi rileggo il primo anno di vita di Prime della Malibu Comics e mi piace ancora - penso che abbia oggi una importanza " storica " appunto xchè cantava fuori dal coro anche se la canzone era + o meno la stessa.
    Mi spiace di leggere che RR e SP - due delle ns colonne contro l'imbarbarimento progressivo che prima o poi ci lascerà tutti mesmerizzati davanti ad un sito con una webcam puntata su mici che giocano a backgammon - siano in disaccordo e spero che riescano a vedere uno le ragioni dell'altro.

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  17. Interessante davvero...

    Ma preferisco fare una considerazione inutile a cui (e stranamente) non avevo mai pensato.
    Con "Lurid Scorpion", (che non mi è mai piaciuto per via del testo insopportabilmente didascalico) ptrebbe darsi che Magnus abbia voluto provare a fare una storia "alla Creepy", con chiaroscuro, mezzatinta e tutto quanto.
    Con esiti molto buoni, direi anche, negli horror della Warren ci sono storie weatern così.
    Anche il riferimento temporale mi pare giusto, solo che alla fine non appare (purtroppo) l'elemento soprannatural-horror.

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    1. Insomma in quel periodo può darsi che un pensierino serio al mercato americano lo avesse fatto, vedi anche la storia presentata a Stan Lee nel 72.

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  18. Didascalico davvero, ma i testi sono di Bunker. Penso che tu abbia ragione sullo esperimento della mezza tinta, ma io vedo un elemento soprannaturale ed anche l'orrore di un universo in cui siamo come topolini che corrono in una ruota dentro una gabbietta. Sempre che abbia ragione Bunker.

    Un Jonah Hex disegnato così ? mm.

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    1. Ma sì, un Jonah Hex con la ghigna del Magnus horror-erotico. Excelsior.

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  19. Sauro Pennacchioli
    Un momento! Sulla Wikipedia leggo che Lazarus Ledd è nato nel 1992, mentre Balboa è del 1988. Siccome non sono un esperto, chiedo a Roberto Recchioni se sbaglia la Wikipedia.

    Anzi, Balboa è uscito nel 1989 (nel 1988 l'ho creato).


    - Quando arriverà la risposta di Recchioni, la pubblicherò.

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  20. Vuoi vedere che dopo il culo che mi ha fatto Recchioni, ha pure detto una minchiata.

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  21. Ricordo le pubblicità di Balboa sul retro di copertina dei Nuovi Mutanti e di D.P.7 e degli altri albetti che sul finire degli anni ottanta hanno reintrodotto i Marvel Comics ( insieme a quelli della Star Comics e Comic Art e le incursioni dei graphic novel con Elektra, per esempio , sullo zine Corto Maltese )
    Anche senza andare a controllare in rete "so" che Balboa è + vecchio di Ledd che è un prodotto anni novanta in tutto e per tutto.

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  22. Sauro Pennacchioli
    Per la precisione, Balboa è uscito nell'aprile del 1989 e Lazarus Ledd nel luglio del 1993.

    Roberto Recchioni
    A parte che dovresti calcolare l'uscita dello zero di LL ma il punto non cambia. Sempre cose non corrette hai detto. Ma mi arrendo. Sei bravo, bello, hai fatto un bonellide di successo e hai vinto tu.

    Sauro Pennacchioli
    Adesso mi sono seccato, perché diavolo dovevo citare una serie uscita quattro anni dopo?

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  23. Ll numero zero. Se non ricordo male, è disegnato da Sal Velluto ( italiano emigrato negli USA : ha disegnato il Moon Knight di Dixon negli anni in cui il bravo e bello Pensaurus scriveva Balboa e la Pantera Nera di Priest quando LL aveva un lustro sul groppone ) .
    Probabilmente del 1992. Attacco di pigrizia: sarebbe semplice pescare in rete le date esatte. Credo anche di averlo visto da qualche parte, ma non in casa mia. Pazienza.

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  24. A propos di bonellidi di successo, ricordo una intervista di Capone - deve essere anche in rete - in occasione del centesimo numero di LL in cui il papà di Erinni spiegava che LL nel momento di maggior successo vendeva come un albo bonelliano. Immagino non si riferisse a Tex o a Dyd ( che al tempo aveva " una tiratura da paura " cioè 850.000 copie come da striscia nell'angolo in alto a dx della cover di Storia di Nessuno ) quanto alle testate che vivevano bene nelle posizioni di metà classifica come Zagor o Mister No che era stato protagonista di un riuscito rilancio.

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  25. LL poi deve aver smesso di vendere così bene perchè è diventato prima bimestrale e poi è stato sostituito da specials con cadenza annuale.
    La miniserie di quattro numeri Trigger di Capone è stata interrotta dalla Star Comics con il numero due. Al tempo Capone ebbe in rete la solidarietà anche di Recchioni.
    LL è stato parzialmente ristampato da Edizioni If. Capone avrebbe voluto pubblicare con quell'ediitore nuove storie del suo Larry, ma forse i tempi non erano maturi.

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  26. Da lettore super partes ed insegnante di storia del fumetto, posso solo dire che è un peccato che non esistano editori con le spalle tanto larghe da poter produrre bonellidi da opporre a quelli della SBE. Star comics, Play Press e Eura oggi Aurea hanno prodotto qualche albo formato quaderno a 94 tavole ( e non dimentichiamo Gordon Link o l'Insonne )ma Cornelio o Valter Buio o Dr Morgue non sono andati oltre i dodici episodi più o meno previsti e molti dei creativi coinvolti sono poi confluiti in SBE.

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  27. Roberto Recchioni
    Si chiama onestà intellettuale. Ma visto che dici "quattro anni dopo", capisco che tu non sappia di cosa sto parlando. Continua pure a raccontare le tue false verità sul fumetto, Sauro. Ti lascio in pace. Ho capito il tipo.

    Sauro Pennacchioli
    Ma guarda che tipo, si lamenta perché non ho parlato di Lazarus Ledd in un articolo sulla mia ventina di numeri di Balboa: ma che ne avrei parlato a fare, se a quell'epoca Lazarus non esisteva? E poi si permette di insultarmi nuovamente, dicendo che sono disonesto. Una cosa inconcepibile.

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  28. Anche John Doe è arrivato al centesimo numero dopo uno stop-and-go perchè la Eura - che nel frattempo aveva cambiato le zucche nella stanza dei bottoni e del forziere - aveva chiuso la testata che è tornata in edicola per la pressione del fandom.
    Se non consideriamo LL è la testata bonellide - dal punto di vista del formato - che sia andata + in là nella storia recente.
    JD però era meno nel mood SBEllico di quanto non fosse LL.
    L'idea - prendo il concetto anche da una recente intervista di Recchioni - era di avere una specie di Dyd 2.0 aggiornato ai tempi
    ( 2003).

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  29. Ad oggi - scrivo in data diciassette di maggio duemilasedici, chissà che domani la realtà prima non sia cambiata - nessun editore è riuscito a partorire un Dyd per la generazione di nativi digitali nata dopo l'undici settembre o comunque intorno a quella data.
    Non credo sia difficile oggi scrivere e disegnare un bonellide di piccolo cabotaggio con un eroe che sia un Balboa Ledd Doe, mascella giusta e sguardo fiero mentre affronta con piglio kriminale o con ritmo willerico una birba di tizzone di inferno altrimentidetto.
    Molto + difficile far uscire dal sacco un tizio/a che parli al cuore di questi giovani perennemente connessi, con le ginocchia che escono da jeans nuovi e anellini sul labbro inferiore e domopak sull'ultimo tatuaggio che completa il progetto di essere un'opera d'arte di carne e sangue. Cosa pensano ? Cosa temono ? Da quale fiamma sono attirati come falene ? Le generazioni sono semrpe + corte. Non basta leggere i loro libri e giocare con le loro PS e guardare i loro film. Una volta era sufficiente. Sclavi era un trentenne perfettamente sintonizzato con lo spleen del suo pubblico di adolescenti. Spero e credo che Dave Bonelli e la sua posse - so che è lì che ci guarda - sia in giro con il retino da farfalle a caccia del prossimo Bilotta under 30 o della Barbato per la Hunger Games Generation senza contare il Nicola Mari di quelli cresciuti con Skottie Young e Dan Hipp.
    Caro Dave , devi essere implacabile come la Grazia Negro di Lucarelli. Un mastino. Uno squalo. Sei nell'acqua e nuoti e cacci. Senti l'odore della tua preda. La raggiungi, la mordi, la assimili e poi riprendi a cacciare. Mai la fine.

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  30. Non capisco perché Roberto Recchioni ti ha scritto su Facebook invece di scriverti direttamente qui al blog, nel commentario del tuo post "l'anti Bonelli". Sauro, perché continui a traslocarle nel commentario del blog le tue conversazioni su Facebook? I battibecchi fesbuccari ci annoiano.

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  31. Le discussioni su Facebook sono pubbliche come quelle in questo spazio dei commenti.

    A volte le trasferisco qui pensando che possono interessare anche chi non accede a FB.

    Per esempio, La Rue sarà sicuramente interessato a sapere ce Disma ha scritto che: "Non è possibile, ho sempre immaginato Tex come un uomo serio, dalla moralità integra. Ora la mia vita non ha più senso"

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    1. Infatti, è molto interessante.
      Ma non capisco perché non farli sul blog questi commenti.
      C'è una poesia, che in varie versioni gira da milioni di anni:

      In quanto alle donne, non le ha molto amate: /

      ha avuto un’ indiana per due o tre puntate. /

      Un giorno il buon Carson gli chiede curioso: /

      “Com’è che un uomo così generoso /

      non fa mai l’amore, piuttosto s’impicca?” /

      Tex guarda lontano, si accende una cicca: /

      “La vita o mio pard riserva sorprese: /

      io amo da sempre Corto Maltese”.

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    2. Sauro, La Rue: non lasciate che le ragazze vi sfuggano verso piattaforme devianti. Non è bello saperle traviate così pèresto, abbarbicate a fabbricarsi un futuro virtuale.

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  32. Io ricordo benissimo e senza Wikipedia , che Balboa uscì molti anni prima di Lazarus.
    Cmq, Sauro, non preoccuparti: Recchioni è famoso per questi suoi scleri da Primadonna e ancora di più per le sue cantonate pazzesche che evita poi di correggere( il che non sarebbe nulla di che, se non fosse che negli ambienti che contano è considerato un "guru" del fumetto )

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  33. Ma poi, quanto vendeva Balboa quando lo gestivi tu ?

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    1. A me dicevano 30 mila copie, ma chissà se è la verità.

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  34. Bè se a dirtelo era l'editore, è probabile che in realtà vendesse di più che di meno :P
    Sono andato a fare un giro sulla pagina del Recchioni, ma non ho visto la vostra diuscussione.

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    1. Devi scendere nel mio profilo di Facebook fino ad arrivare al link di Ronny Balboa (senza cliccarci sopra): è lì sotto.

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  35. 1) Nei primi diciamo 50 nn di Tex si creano un sacco di situazioni potenzialmente interessanti, e di donne interessanti, quasi tutte malvagie perché secondo GLB la donna si divide in 2 categorie, o Madonnina o Dark Lady.
    Le Madonnine sono scialbe e non contano, con le dark ladies invece viene fuori il lato insopportabile di Tex, basta riguardarsi le scene della morte di Eugenia Moore o di Satania (o di Jane Brent o di quell'altra del Clan dei Cubani, sempre la stessa storia rimasticata).
    Le dark ladies sono di carattere forte e per questo pagano con la vita, ma purtroppo amano il male, non il sesso.
    Persino Loa, che inutilmente speriamo di vedere impegnata in qualche rituale Damballian-orgiastico almeno in stile CDP.
    La mia preferita era Mitla, ma anche lì non c'era trippa per Diableri.
    Si è dibattuto per millenni sulla misoginia di Tex, forse è stato anche per via dell'MG, che non è un fucile automatico ma il comics code de noantri, ma tutto sommato credo sia nel carattere del personaggio.
    Se un giorno si farà per Tex (o si è fatto o si sta facendo, non lo so) qualcosa in stile giovinezza di Blueberry si potrà forse modificare in parte il suo lato misogino, facendogli venire l'uzzolo di domare ben altro che il cavallo Dinamite.

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    1. Le fatalone che vogliono trombarsi l'eroe recalcitrante è una tradizione che parte almeno dai personaggi di Burroughs: Tarzan e John Carter di Marte (imitato da Flash Gordon).

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    2. Questo è vero per Gordon, ma il guaio è che le dark ladies bonelliane il Tex non vogliono trombarselo, semmai frustarlo nel caso di Manuela Guzman, che si eccitava solo coi coccodrilli.
      Mi ricordo solo Mary Gold che aveva fatto un blando tentativo, subito frustrato dal gelido Willer.
      E forse qualche altra onesta figlia di papà medico che nei primissimi numeri piange perché Tex deve cavalcare nel tramonto.
      Ma da Satania in poi le cattivone non vogliono possedere il maschio, ma ucciderlo e stop. Sono femministe ante litteram, castigate dal Macho Man Willer.

      Per Tarzan è diverso: è un tipo molto ammodo, un Lord, bello gentile e glabro, un salutista.
      Però ha un problema: tutte lo vogliono, ma lui è già sposato(errore di gioventù)!
      La sacerdotessa La non vuole trombarlo, vuole sposarlo.
      Per forza, gli uomini di Opar hanno tutti la faccia di Ron Jeremy, probabilmente però solo quella.
      Sono dei bruti pelosi, bevono, fumano, guardano la partita tutto il giorno, grugniscono e cantano a squarciagola "Vedi Opar quant'è bella / Spira tanto sentimento"
      La è una ragazza sfortunata. Oltre ai problemi con gli uomini, ha quello del nome: Dov'è La sacerdotessa La? L'avevo vista Qua. Sì, prima La era Qua, ma ora è andata di La, Tra La La, eccetera.
      Opar è una città carina, ma quando Greystoke si accorge delle mire di La, va immediatamente via da La.
      Anche se gira nudo nella giungla, Tarzan ha una moralità talmente integra da poter ridare un senso alla vita di Disma.
      A meno che non spunti un disegno di Kubert con lui sorpreso da Jane mentre si riveste (vabbé...) in compagnia di una grande scimmia.

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  36. 2)Una notevole eccezione al genere "Madonnine" scialbe da proteggere è rappresentato dalla messicana Lupe.
    Non è malvagia (anzi è bona), non è debole e non è madonnina.
    Niente di speciale come cervello, ma non si può avere tutto. Poteva essere un bel sidekick.
    Non è stata sfruttata a dovere, vittima della misoginia bonelliana che vedeva le donne come ingombro sulla pista di Tex, e questo ci porta a Lilith (dove mai avrà preso sto cazzo di nome?).
    E' stato detto che Tex non "poteva" trasformarsi in un eroe "pantofolaio" con moglie, figlio e cane. Perciò Satan (il cane) e Lilith dovevano tirare le cuoia. Poi lui può strepitare quanto vuole sulla tomba (ma senza piangere!), però intanto l'ostacolo è rimosso.
    Io ho una mia opinione (indegnamente faccio ipotesi come Sauro) che coinvolge quel poco che so della vita personale di GLB e l'identificazione che ha sempre rivendicato col personaggio Tex. Insomma non sottovalutiamo la funzione "catartica", direbbe il divino Otelma, dell'eliminazione (su carta) di una squaw ingombrante.
    Lilith: la "nemica"

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  37. 3) Tex a puttane, ovvero come snaturare il carattere dei personaggi.
    Secondo me, ci ha pensato Nizzi e c'è riuscito benissimo (tanti non saranno d'accordo). Boselli e altri hanno recuperato in parte, poi ultimamente non so, è dai primi anni 2000 che non lo leggo.

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  38. Roberto Recchioni lo conosco fin dalla nascita di suo nonno, e vi posso assicurae che è fratello siamese di Sauro: da questo fatto sono nati fin dalla più tenera età contrasti e battibecchi.Poi diventati giovinetti hanno avuto molte fidanzate in comune, cosa possibile perchè i due gemelli sono uniti per i rispettivi mignoli, di tutte e due le mani, una cosa oggetivamente intricata. Vah beneee,cambio registro.Sauro non lo vuole far sapere, ma ha frequentato con profitto il liceo artistico e inizialmente disegnava fumetti: l'ho scoperto indagando nella sua vita segreta, quella nella quale lui entra spesso in una cabina telefonica ed esce con un'altra sua identità segreta.Ma quante identità ha??? mah? Ha ridisegnato lo skyline di Londra. Ricoperto di vetro per tutti i suoi 310 metri d’altezza, il grattacielo progettato da Renzo Piano, The Shard, infilza, come una spada di ghiaccio spezzata sulla punta, le nuvole più alte. La sua lunga e snella ombra si staglia sulle case, laggiù, sul quartiere di Southwark.

    L’ultima volta in cui siamo stati a Londra, la Scheggia sarebbe stata inaugurata di lì a un paio di mesi. Così abbiamo deciso che saremmo tornati apposta, il giorno del mio compleanno, per goderci un tramonto sulla città dalla costruzione più alta dell’Unione Europea (la seconda in Europa, dopo la Mercury City Tower di Mosca).

    Le grandi vetrate dello Shard Londra


    Come vi ho raccontato, la mia tappa fissa a Londra per vedere come si è modificata l’architettura della città da una volta all’altra è sempre stata il London Eye. Quando vedrete la ruota panoramica dalla cima della Scheggia vi sembrerà piccolissima. The Shard of Glass, la scheggia di vetro, ha una forma piramidale irregolare e sembra fatta di ghiaccio. La cima è spezzata e all’ultimo piano, l’87esimo, manca una parte di soffitto. Guarderete, quindi, direttamente il sole o le stelle, le nuvole o la pioggia. La vista spazia fino a 65 chilometri a 360°.

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  39. Che confusione, sono partito dall'ottava parte, l'ultima della saga di Sauro a Londra.
    Va beh, ora posta la penultima parte, poi se avrò il sostegno dei lettori continuerò andando a ritroso, per arrivare all'inizio.

    Dunque va detto che nel 1975 e 76, a quel tempo Sauro ha 15/16 anni e già ha chiare tendenze di protagonismo se si aggira per la città vestito da Tex dicendo a tutti che quel personaggio l’ha inventato lui, sul “Giornalino” Gianni de Luca ha l’occasione di disegnare in successione tre storie del bardo di Stratford on Avon, ridotte ed adattate da Raul Traverso: è qui, in questo momento che dura due anni che De Luca dà stura alle sue ambizioni creative per fissare sulla carta le opere teatrali di Amleto, La Tempesta e Romeo e Giulietta ( che fa Sauro contemporaneamente??Boh?? ) .
    Lo può fare perché alla base non c’è la realtà da piegare e ridurre a tavola bidimensionale disegnata, ma una finzione recitativa che si snoda nei limiti ben definiti di un piccolo teatro originariamente londinese, The Globe, distrutto dal passare dei secoli ma ora risorto tale e quale nel south bank londinese nel contesto di un rinnovamento urbanistico che procede da decenni e che ha trasformato tutto il quartiere che si trova a sud del Tamigi. Avete presente “La scheggia”?? Il grattacielo progettato da Renzo Piano, un quasi architetto che fu mio allievo quando lavoravo a Genova????? Ora passo la parola al sito “Valigia a due piazze”: ha ridisegnato lo skyline di Londra. Ricoperto di vetro per tutti i suoi 310 metri d’altezza, il grattacielo progettato da Renzo Piano, The Shard, infilza, come una spada di ghiaccio spezzata sulla punta, le nuvole più alte. La sua lunga e snella ombra si staglia sulle case, laggiù, sul quartiere di Southwark.
    L’ultima volta che io e mia moglie siamo stati a Londra, la Scheggia sarebbe stata inaugurata di lì a un paio di giorni, così abbiamo deciso di bivaccare ancora un paio di notti nel Regents park a ridosso dello zoo, vicino alla voliera dove crescono cespugli rigogliosissimi sotto ai quali coperti di foglie si sopravvive benissimo .
    Sauro invece astutamente vive all’interno dello zoo, travestito da upupa, sopravvivendo cibandosi del becchime per uccelli che ovviamente in quel luogo abbonda sempre.



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  40. Mi piacerebbe leggere "Il bianco stendardo" di Caprioli, credo sul numero 14 del Vittorioso del '58. Se qualcuno avesse gli scan da passarmi gliene sarei grato e ricambierei con boccale di birra alla prima occasione

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    1. http://www.amicidelfumetto.it/files/amicidelfumetto.it/Bianco%20stendardo.pdf

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  41. Advent: ti ho risposto via mail tempo fa, mi ripeto qui.
    "Bianco stendardo" è una storia a fumetti di Belloni/Caprioli formata di ben trenta grandi tavole a colori, distribuite a partire da "Il Vittorioso"n° 8 al n°15 del 1958.
    In pratica la storia di Giovanna d'Arco , la pulzella di Orleans!
    Bravo Caprioli, lavorava con grande puntiglio alle sue tavole, usando il tratteggio per gli sfondi e i panneggi e il puntinato per volti, mani e braccia ecc. La pagina del Vitt in questione è 39X28 circa, con divisione solitamente in 4 strisce, non esattamente regolari, quindi dovendo dividere in due nel senso dell'altezza ci sono difficoltà.Io ho poi l'annata rilegata fino al numero 30, gli altri numeri sciolti mi pare perché qualcuno alla quale prestai il tutto tolse delle pagine centrali.Quandi mi riconsegnò l'annata- un vecchio amico, amante del Vittorioso, io non controllai.Del fattaccio me ne accorsi circa dieci anni dopo quando per scrivere non so più cosa consultai quel materiale.
    Comunque proverò a scannerizzare, ma non subito perchè non riesco a stare seduto davanti al computer, per evitare dolori devo stare in piedi, oppure in ginocchio....
    Comunque Venerdì prossimo ho la visita chirurgica di pomeriggio, così saprò la mia sorte.
    L'anno successivo il buon Caprioli ricevette l'ordine di smettere il puntinato: da chi? da qualche imbecille altolocato, casomai in toga e mitria!!
    Mah, poveretto, si dovette adattare ad usare inizialmente un rude tratteggio, che certo non gli era del tutto congeniale.

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    1. Grazie Tomaso, proprio perché non volevo disturbare te ho chiesto qui, ho provato anche a cercare quel numero su ebay ma non l'ho trovato.

      Non ho nessuna fretta e non voglio certo causarti disagi per una scansione che magari qualcuno ha già!

      Io ti suggerirei l'adamantio per la schiena, fanno miracoli al giorno d'oggi :) scherzi a parte ti faccio tanti auguri di buona guarigione

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  42. C'è un passaggio che non mi è chiaro nella disamina: premetto che parlo da mero fruitore di fumetti (per quanto da piccolo fosse il mio sogno diventare "autore" a tutto tondo, testi e disegni per intenderci) e che nel mio "archivio" le serie seguite non sono numerose, e fra le lacune vi è sia Tex Willer sia Dick Tracy.

    Ora, mi era nota la "originale" avversione alle nuvolette durante il fascismo, anche se non ne ho mai bene capito il motivo (già col Corriere dei Piccoli anche le produzioni estere erano private di queste, penso a Bibì e Bibò o a Arcibaldo e Petronilla - che credevano fossero "a quadretti rimati" anche in originale - e anche all'estero esistevano "fumetti a didascalia") ma ignoravo che vi fosse un'avversione pure per le immagini troppo violente. Da qui nascono i miei dubbi:
    a) in un regime che voleva creare l'"italiano soldato senza paura" ci si preoccupava se in tenere età i balilla fossero turbati da immagini di scazzottate o peggio?
    b) se Dick Tracy era per tale motivo "non gradito", come mai poi è surrogato da Dick Fulmine? Da quel che qui vedo, non mi pare che lesinasse fra frustrate, calci e pugni (o Dick Tracy era ancora più "crudo"?) e... con tanto di nuvolette!

    A margine, per bizzarri motivi, sempre da piccolo ero convintissimo che Furio Almirante dovesse il suo cognome come omaggio a Giorgio (che immaginavo attivo già durante l'EF): grazie alla tua disamina, scopro che forse forse non ero poi tanto lontano dalla realtà.

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    1. Provo a rispondere io : Per quanto riguarda "Il Corriere dei Piccoli" nato nel 1908, la pregiudiziale contro "la nuvoletta" era verosimilmente di carattere pedagogico e più generalmente culturale. Si pensava che le storie umoristiche per bambini basate sulla sequenza di quadretti disegnati dovessero solo essere viste come immagini e che la spiegazione degli avvenimenti dovessero essere riportate entro didascalie, come illustrazioni di un libro.
      Dick Tracy nell'anteguerra non mi pare sia stato pubblicato in Italia, quindi il personaggio di Fulmine che inizia ad essere pubblicato nel 1938 nacque da una intuizione di Baggioli/Cossio: non era un fascista picchiatore in camicia nera, come ho più di una volta letto, ma portava sempre una camicia bianca ed era un omaggio alla fisicità del campione del mondo di boxe Carnera, allora famosissimo.Fulmine parte come italo /americano, ma presto diventa solo italiano e il nome Dick sparisce.Le sue sono storie avventurose, un gigante in giro per il mondo alle prese con dei dei malvimventi a loro volta forzuti pure loro, come Zambo o Barreira.
      Nei giornali a fumetti italiani, come "L'Avventuroso, Topolino, L'Intrepido, Il Vittorioso ,?Audace ecc,ecc, le nuvolette ci sono fino alla fine del 1941, poi con la dichiarazione di guerra dell'Italia e della Germania agli Stati Uniti, il Ministero della cultura popolare ne ordinò l'abolizione perchè non di origine italiana ma americana: una coglionata !!!
      Ma non tutti gli editori obbedirono.

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    2. Rado il Figo, ti rispondo più in basso.

      Nessun paese occidentale, per quanto dittatoriale e guerrafondaio, permetteva ai ragazzini di leggere storie violente.

      Anche nella Germania nazista si vigilava sulle letture dei ragazzi: alla gioventù hitleriana venivano vietati i giornali fortmente antisemiti come "Der Stürmer".

      Non bisogna avere una immagine caricaturale di quest regimi.

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    3. Se non ricordo male lo Sturmer faceva schifo persino alle SS non perché antisemita, ma proprio perché lurido, una specie di Libero estremizzato, se vogliamo.
      Veniva tollerato solo perché Streicher era un alte kampfer veterano del putsch di Monaco.

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    4. Appunto, esprimeva un antisemitismo volgare e violento.

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    5. Eh! Invece... l'antisemitismo elegante e gentile... è tutt'altra cosa. Voglio dire: se esprimi un antisemitismo elegante e gentile, poi quando gli ebrei muoiono non vanno mica a marcire nella melma nooo! Salgono, salgono in cielo... salgono su in spire di fumo... è moooolto più poetico. Piantala, lurido verme pelato. Tu e quel lurido spaccapalle di La Rue. 3366 visualizzazioni non vi bastano?

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    6. Glissiamo sui tuoi insulti.

      I nazisti gli ebrei li sterminavano in segreto. Nei loro mass media gli ebrei dovevano apparire pericolosi, non osceni. E gli "ariani" delle vittime, non dei persecutori.

      Un conto è la verità (lo sterminio degli ebrei) un altro è l'immagine "civile" che i nazisti (salvo il sincero Streicher) volevano dare dell'antisemitismo.

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    7. E allora glissiamo sui mass media! Anzi no, quelli sono superati. Glissiamo sui networks! Okkome mi piace glissare!
      Ma quali insulti? Qui non si può dire verme? Qui si può mandare Tex a puttane ma dire verme no: è un insulto! E allora glissiamo anche sui vermi, povere bestie. Ekkekkappero!
      Glissiamo anche sui capperi e viva i sott'aceti e pubblicità e buona notte. Elimina commento e ciao.

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    8. E' fantastico.
      Qualche anno fa lavoravo in una certa biblioteca comunale dove avevano fatto lo "scaffale della memoria", cioè Olocausto e Foibe (sì, da quando hanno sdoganato i fasci vanno tantissimo ste cazzo di Foibe, le frequentano anche i vampiri, e tutti dicono "e allora le Foibe?" mentre nessuno parla mai della Risiera di San Sabba, per esempio, ma glisson).

      Allora proposi l'acquisto di un'edizione critica del Mein Kampf e dei Protocolli dei savi di Sion, così almeno gli stronzetti che facevano finta di studiare lì avrebbero saputo di cosa si parlava, quale merda si era scritta.
      Non potete immaginare gli insulti che mi fece la responsabile degli acquisti, secondo lei mi dovevo "vergognare" e "quella roba lì in biblioteca non entrerà mai".
      Io e Sauro siamo due nazisti, certo, lui poi somiglia pure al baron von Strucker.
      Ti amo Stefy, mi piace tanto quando le donne mi insultano. Continua.

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    9. Il tuo masochismo erotico è mal riposto, La Rue.

      Come te lo devo dire che Stefy/Piercarlo/Pablomaria/Giovanna/eccetera è un villoso omaccione?

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    10. Tutti 'sti nomi? E poi sarei io lo spaccapalle?

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    11. Pedagogisti! State diventando due pedagogisti, di regime!
      Ma che li redigi a fare gli elenchi dei nicknames Sauro, che te ne fai? Perché non vai sul sito della Bonelli a cliccare su "anni ’40-Furio", invece di citare le signore Gentili (che quando firmano quel che hanno copiato si dimenticano persino di metterci le virgolette)? Tu stai sostenendo la validità del copincolla a cazzo! Come tutti i pedagogisti di regime!
      E anche tu La Rue, che devii il tiro sui nazi e le SS e pinkeppalle, ma qui stiamo parlando di Tex! E Tex a puttane non ci va! E tu invece devii il tiro, come tutti i pedagogisti di regime che vogliono convincerci che a puttane ci vanno tutti e che i blog devono evolversi mooolto più in glamour (come i webquotidiani!) che così i fumetti diventano palloncini di nicchia colorata e Advent Child se li legge meglio: nelle case chiuse!


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    12. "Stefy", se continui a insultare le persone mi chiederanno di bannarti e io lo farò.

      Cerca di intervenire in maniera più serena. Sta' serena.

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    13. Io non insulto nessuno. Non c'è bisogno che tu mi banni. Mi banno da sola.

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  43. Non sono un grande esperto di Dick Fulmine, ma non mi risulta fosse poi così violento (era piuttosto una sorta di antesignano di Bud Spencer).
    DIck Tracy era molto più violento, ma c'erano fumetti italiani non certo più gentili (penso al Petrosino di Vichi).

    Il Fascismo avversava le nuvolette solo come scusa per avversare il fumetto avventuroso americano in generale.

    Qualunque dittatura, se vuole controllare la società di domani, deve indottrinare la gioventù di oggi e i fumetti americani, arrivati a diluvio intorno al 1934, erano visti (non a torto) come non fascisti e perturbatori dell'educazione fascista (ricordiamo che, nonostante il Concordato, persino le associazioni cattoliche vennero messe in un angolo).

    Poi ci si incastra con la storica antipatia della cultura accademica verso il fumetto, dovuta alla nostra provinciale esaltazione della parola contro l'immagine (sempre lungimiranti gli italioti).

    Pensiamo che il modello Corrierino (brevi storielle, umoristiche, senza nuvolette e con dide a filastrocca) si affermò e resistette per un quarto di secolo, sfruttando anche personaggi stranieri, ma riadattandoli alla sua formula (The Katzenjammer Kids è un fumetto "normale", ovvero senza dide in rima, ma quando vieni trasposto in Italiano diventa Bibì e Bibò con la solita filastrocca in calce ai disegni).

    Anche Il Balilla (giornale per la gioventù di netta ispirazione fascista), segue il modello Corrierino, ma, quando si cerca di realizzare un giornalino d'avventure all'americana, ma allineato al Fascio, con Argentovivo!, nonostante delle interessanti premesse, si fa un bel fiasco (meglio andrà alla Chiesa con Il Vittorioso).

    I due giornalini nati da schieramenti differenti per colpire il predominio dei fumetti americani furono, non a caso, praticamente coetanei.

    Argentovivo! vive per il solo 1937, ma, l'anno dopo, il problema per il Fascio è risolto alla radice con la stretta censoria del MinCulPop.

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  44. Ma pensa... Io credevo che il fascismo avesse proibito le nuvolette perché non gli andava che la gente parlasse, pensasse e rifiatasse da sé.

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  45. …naturalmente risolto all'Italiana, ovvero in modo inefficiente, con norme che si applicano pure a fascisti convinti della prima ora (come Nerbini), ma con eccezioni fatte per gli amici, fascisti solo per interesse (come Mondadori).

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    1. Si, del MinCulpop ne ho sentito parlare. Però non sapevo di Nerbini, credevo fosse repubblicano.

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  46. Nerbini vecchio editore popolare con libri e le famose dispense o pulp italiane ( Non so con che polpa di legno si fabbricasse le carta da stampa per Nerbini), inizialmente socialista, poi con l'avvento del fascismo vestì la camicia nera. Non so se nel 1800 Nerbini bisnonno fosse mazziniano, casomai garibaldino, oppure ligio al granduca di Toscana!

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  47. Da parecchie ore non riesco a entrare nella posta di Libero, la quale si scusa per l'incoveniente "momentaneo". Qualcuno sa cosa devo fare?

    Tomaso, riguardo alla circolare che vietava le nuvolette all'entrata in guerra con l'America, dove si può trovarne il testo? Non si tratta di una leggenda urbana, per caso?

    I fascisti riguardo alla violenza nei fumetti si comportavano come tutti i regimi autoritari, tendevano a vietarla (anche perché all'epoca i fumetti erano indirizzati unicamente ai bambini). I balilla assomigliavano ai boy scout, di certo i fascisti non gli consiglivano di leggere fumetti violenti.

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    1. Scrivi qui, no? Cosa ci vai a fare nella posta di Libero?... che ci ha pure gli inconvenienti momentanei!

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  48. A parte le facezio, il "vecchio" Nerbini ex edicolante attivo già come tale nel 1880, era veramente considerato "repubblicano", non saprei però dire in quale accezione del termine.
    Dai Sauro, uomo di kultura, dacci la lucce!!

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    1. Tomaso, la circolare dov'è? Dove si può leggerne il testo?

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    2. Tomasoooo! Rispondigli, dai, presto! Ha già mandato Tex a puttane!

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  49. Io leggo a pagina 316 del saggio "Eccetto Topolino" che la circolare della quale chiedi è quella del 5 Dicemmbre 1941 :
    non mi pare che ci sia la riproduzione di detta circolare.Fortunato, tu sai dove eventualmente è stata riprodotta??

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    1. Hai ragione, il libro ce l'ho pure io e avevo sottolineato questo passaggio.

      Pearl Harbor, però, viene bombordata due giorni dopo.

      Mi rimane il dubbio, quindi, che la decisione sia stata presa a causa delle pressioni dei pedagogisti (il fascismo valorizzava gli esperti) più che per antiamericanismo, dato che gli Usa erano ancora neutrali.

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  50. 1941?
    Di che circolare parlate.
    Nel 1941, la crociata anti-fumetto è già partita da tempo e si è pure conclusa.
    Per capirsi, iIl ministro Dino Alfieri comunica, il 19 luglio 1938, a Nerbini che entro 3 mesi dovrà far scomparire tutti i fumetti americani, pena la soppressione delle sue pubblicazioni.

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  51. Parliamo della circolare riportata in parte a pagina 316 di "Eccetto Topolino".

    Comunque la datazione del 1938 renderebbe ancora meno antiamericana questa decisione.

    Ci sono un sacco di articoli di pedagogisti italiani contro le nuvolotte in quegli anni.

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  52. Ma va! E che sto dicendo? La crociata antifumetto era partita molto prima del 1941 (quella è la stretta finale).
    I Fascisti avevano cominciato a guardare di cattivo occhio gli "americanismi" sulle pubblicazioni per l'infanzia già nel 1935 e i pedagogisti, per altri motivi, avevano cominciato a lamentarsi dal 1933.
    Mi sa che ti conviene rileggerlo tutto, "Eccetto Topolino"...

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  53. Credo che i fascisti agissero perché spinti dai pedagogisti: l'antiamericanismo è solo un pretesto dialettico, un dettaglio in più.

    Però Nerbini, per esempio, quando mette le didascalie al posto dei fumetti, nel 1938 o nel 1941?

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  54. Minchia, quante pagine ha "Eccetto Topolino". Va be', la scomparsa dei fumetti è progressiva, va avanti per anni da quello che capisco.

    Stavano meglio in Francia, dove i nazisti non avevano vietato nulla in fatto di fumetti.

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  55. Sai che la tua abitudine di sparare a casaccio sperando che qualcun altro ti fornisca le prove è fastidiosa?
    Su Eccetto Topolino trovi tutto quello che serve per capire gli avvenimenti, quindi leggilo tutto e non ti aspettare che ti faccia un sunto io perché poi tu non lo prenda in considerazione o lo contesti.

    La situazione è esattamente il contrario di quel che sostieni.
    La soppressione delle nuvolette (e dei riquadri delle vignette) è un dettaglio per strizzare l'occhio ai pedagogisti.

    Il vero bersaglio è il controllo dei contenuti, semi-mascherato da controllo della forma.

    Che gliene poteva fregare a Mussolini se si facevano fumetti con didascalie o con nuvolette? L'importante era che i fumetti veicolassero valori fascisti.

    Per evitare contenuti sgraditi la cosa più semplice era vietare tutto in blocco, sopprimendo le importazioni americane (ma sarebbero state vietate anche quelle tailandesi, se ci fosse stata un'industria del Fumetto da esportazione tailandese).

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    1. "La soppressione delle nuvolette (e dei riquadri delle vignette) è un dettaglio per strizzare l'occhio ai pedagogisti". Giusto. L’Asino l’avevano sospeso già nel ’21 e chiuso nel '25: Galantara era un caricaturista. I pedagogisti entrarono in ballo dopo.

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    2. Pablomaria, questo è un altro discorso.

      Galantara è stata perseguitato perché antifascista.

      La satira disegnata sotto il fascismo fu florida, purché allineata o comunque non in opposizione al regime.

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    3. Interessante la tua idea di satira florida, allineata al regime...

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    4. La satira era florida nel senso che c'erano diverse riviste che vendevano molte copie: una floridezza quantitativa.

      I pedagogisti non c'entrano con le riviste satiriche perché queste venivano lette dagli adulti, non dai bambini.

      In questo caso si faceva sentire l'opposizione del Vaticano verso le donne scollacciate tipiche, per esempio, della rivista "Grandi firme" di Pitigrilli.

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  56. Oh, su "Il Vittorioso" i fumetti ,la nuvoletta, sparisce dal primo numero 1942,Le storie disegnate nel 1941 con nuvolette furono rimaneggiate e furono tolte le nuvolette e messe le didascalie.
    Insomma, di questo sono sicuro!! Cacchio!!

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  57. Conosco molto meglio il fascismo dei fumetti sotto il fascismo.

    L'influenza degli intellettuali era effettiva, secondo me Mussolini manco ha pensato mai ai fumetti (anche se gli piacevano i cartoni Disney).

    Verissimo, comunque, che il protezionismo ha giocato un grosso ruolo: importare fumetti faceva uscire valuta italiana dai confini.

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  58. Ehi, ma questo post è già al primo posto nel colonnino dei più visti del mese! Ha superato anche l’intervista erotica che ti ha fatto Alessandro Baggi!! Di’ la verità, un po’ ti scoccia eh?

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  59. Stefy, se tu fossi veramente una femminuccia ti sculaccerei, ma dato che sei un maschiaccio me ne guardo bene.

    Ormai "Tex a puttane" è il primo anche in assoluto, con ben 2.800 visualizzazioni, mentre "Zagor ovvero Maskar" è al secondo posto con poco più di 2.600. Secondo me "Tex a puttane" sfonda le 3.000 visualizzazioni entro domani.

    Il post con l'intervista che mi ha fatto quel bastardo di Baggi è abbinato a un porno minore di Magnus: mi secca che sia addirittura al terzo posto assoluto, con 2.200 visualizzazioni: troppa grazia per quelle minchiate.

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  60. Se Mussolini si fosse pronunciato sui fumetti, avrebbe detto: "Facciamo come con il cinema, roba per divertirsi senza impegno. La lezione fascista ai bambini la impartiamo quando sono in divisa da balilla".

    I fumetti didattici e patriottici, per di più senza nuvolotte, sono una idea dei pedagogisti e dei funzionari del ministero.

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  61. In relazione alle decisioni da prendere sul fumetto, nell’intervista pubblicata nel n. 120 di “Eureka”, che ho pubblicato integralmente nel post https://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/03/eureka-gli-anni-doro.html, un ex alto funzionario del Minculpop dice esplicitamente che il partito fascista non aveva alcuna posizione in proposito. I fascisti si limitavano a delegare uno di loro, conferendogli pieni poteri. Questo delegato doveva confrontarsi con le commissioni formate da pedagogisti del ministero e la conseguenza inevitabile è che se ne faceva portavoce.

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  62. Caro Sauro, il nostro pezzo sullo stop della nuova serie di Kriminal ha avuto oltre 5.000 visualizzazioni! Grazie a Gipi e ai suoi consigli sul benessere fisico dopo avere condiviso il nostro post sul suo profilo. A cosa servono i fanboy altrimenti?

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  63. Il Ministero della cultura popolare, miniculpop, era ovviamente composto da fascisti, o almeno da persone con la tessera del partito fascista.I pedagoghi del tempo non erano marinettiani, amanti della forza e dell'azione, ma pantofolai che vivevano in un mondo ottocentesco dove i bambini erano cattivi, ignoranti e stupidi se non leggevano "Cuore".Lo scrittore Emilio Salgari era fortemente avversato, Manzoni altrettanto fortemente consigliato se non imposto.
    Questa orda di trogloditi culturali, i pedagogisti, odiavano "tutti" i giornali a fumetti perché distoglievano i ragazzi dalle probe letture
    L'odio per i fumetti era trasversale, quindi non era un fenomeno prettamente fascista.
    Tanto è vero che a guerra finita, la campagna anti fumetto continuò, con i pedagogisti all'attacco dei fumetti, accusati anche di traviare i ragazzi e di spingerli alla violenza.I pedagogisti erano fondamentalmente dei poveri coglioni.
    Categoria ancor oggi sulla breccia.

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    1. Ecco questo tuo intervento lo incornicerei, da appendere sul muro.

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  64. Nella seconda metà degli anni settanta i pedagogisti si sono scagliati contro Goldrake Atlas Ufo Robot trasmesso dalla Rai, accusandolo di imporre i valori giapponesi ai bambini italiani. Sentiti i pedagogisti, la Rai ha smesso di trasmettere i cartoni giapponesi malgrado il loro succsso sbalorditivo.

    Per fortuna in quegli anni sono nate le televisioni private che pensavono solo a fare soldi, inondando i teleschermi di cartoni giapponesi.

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  65. @Fortunato

    "Sai che la tua abitudine di sparare a casaccio sperando che qualcun altro ti fornisca le prove è fastidiosa?".

    Io leggo e mi faccio delle idee, poi dimentico quello che ho letto ma mi rimangono le idee in proposito.

    Faccio le domande per capire come mi sono venute quelle idee.

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  66. Bè no Sauro, la Rai non smise di trasmettere gli anime per via dei pedagogisti , e ancora meno Goldrake, che non fu trasmesso tutto in una volta ma in 3 trance e venne replicato fino al 1985 sulal Rai prima di emigrare sulle private.
    Diciamo che a un certo punto smisero di importare serie robotiche per via dei polverone che avevano sollevato, ma gli anime continuarono a importarli e anzi, avviarono pure delle co-produzioni col Giappone.
    La cosa divertente, è che robotici come Mazinga Z, Goldrake o Astrorobot della Rai, erano molto meno "problematici" di altri anime che la Rai importò senza che i moralisti si inalberassero.
    Tipo Bander Book che faceva vedere scene di nudo come questa ( da 1:34 in poi)

    https://www.youtube.com/watch?v=Q9Uk7JC9zJg e che in un altra scena mostrava uno stupro da parte di un cavernicolo su una sua contemporanea che poi lo decapitava e mangiava ( la scena era disegnata in maniera comica , ma sempre un pò macabra è).
    E tutto ciò fu trasmesso in Italia nel 1980.
    Mi sa che eravamo gli unici al Mondo, Giappone a parte, mandare cose simili in tv.

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    1. No, la Rai ascoltò i pedagogisti e non presentò più cartoni giapponesi (salvo eccezioi spiegabili).

      Goldrake lo trasmisero tutto perché ormai l'avevano comprato.

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    2. Cioè la Rai non presentò più robottoni e cartoni simili.

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    3. Ero bimbo e davvero sensibile alle novità tenniche del signor Go Nagai. La generaz di Crepascolino si sente onnipotente dietro il controller della PS quando tira i fili dei suoi supereroi o brucetimmici o in versione Lego in una Nuova York iperrealista, ma noi nati alla fine dei sessanta non avevamo mai visto cartoni animati in cui era lo switch di ripresa per seguire il calcio volante del robottone buono che raggiungeva il muso di quello cattivo. Ricordo anch'io le polemiche ed almeno una voce fuori dal coro - una pedagoga che immagino lontanissima dalla Lombroso nella stanza dei bottoni del Corrierino di giusto settanta anni prima - a spiegare che la violenza di Goldrake era meno pericolosa di quella di Tom & Jerry, considerato che in casa è + facile trovare coltelli e martelli e qualche volta i ferri del camino e meno imbattersi in una alabarda spaziale.
      Io posso dire che dopo una overdose di Go Nagai - mio fratello che è sempre stato quello brillante aveva capito molto prima di me che era molto meglio la ironia di Daitan III- non sono diventato un individuo violento e che non sono oggi come ieri un fan del topino Jerry.

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  67. Concordo invece con tutti coloro che trovano la Play Station pericolosa xchè induce nevrosi. La letttura per esempio di Tex - al di là del fatto che in questo blog ci si chieda se non abbia preso le distanze dal concetto originale - ha qualcosa della messa cantata per tutti coloro che ogni mese lo ritrovano sempre in sella dopo un bivacco allietato dal micidiale caffè di Carson e pronto ad affrontare l'ennesimo ceffo.

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    1. Crepascolo non mi confondere la strada con il mezzo che usi per andarci sopra.

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  68. La Play Station è come un caffè ristretto ed amaro bevuto all'alba dopo una notte passata sotto le stelle sul terreno duro ed ineguale con un tizio che ti guarda e ti dice che è già ora di sellare il cavallo e partire a caccia di una posse di meticci assassini e spietati.

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  69. Potrei sostituire la PS con concerti di musica atonale e la lettura di un saggio sulle onde di Hokusai.

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  70. In realtà alla Rai quello che diede fastidio è che a parte Goldrake , le altre serie robotiche acquistete non ebbero lo stesso successo a livello di licenze e quindi chiusero il rubinetto.
    Non credo ascoltessero più di tanto i pedagogisti, visto che dopo il casino di Goldrake, per tutti gli anni 80 acquistarono serie come Harlock o i vari film di Tezuka pieni di culi e violenza.
    O serie francesi come i " C'era una volta ... l'uomo" di Barille con i matrimoni spartani a base di stupri.
    Comprarono pure il film d'animazione di Technopolice 21, incentrato su una polizia del futuro che utilizza robot di supporto e via così.
    Il vero blocco delle serie nipponiche avvenne dal 91 in poi , dove a parte Heidi e Anna dai capelli rossi, non trasmisero più nulla, fino al 1999 con Sei in Arresto ( di cui trasmisero solo 7-8 delle 52 previste. Questo per dire che alla Rai non frega nulla di trasmettere una serie anche dopo averla pagata).

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    1. Non ricordo altre serie di robottoni alla Rai, dopo Goldrake.

      Allora abbiamo avuto uno stop parziale alla fine degli anni settanta e uno quasi totale dal 1991.

      In ogni caso la Rai, come il Minculpop e qualsiasi altro ente pubblico che si rivolge (anche) ai giovani, i pedagogisti li deve sentire per forza, ci sono anche delle commissioni apposite.

      E se i pedagogisti continuano a opporsi, l'ente pubbico, sia la Rai sia il Minculpop, alla fine deve adeguarsi.

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    2. Chi volesse approfondire l'argomento ostracismo a Goldrake-primi anime giapponesi-da parte della stampa segnalo:

      http://imagorecensio.blogspot.it/2015/12/indice-degli-articoli-della-emeroteca.html

      La storia di come è stata affrontata la prima "invasione" degli anime da parte della stampa italiana è interessantissima.

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    3. "Non ricordo altre serie di robottoni alla Rai, dopo Goldrake."

      Mazinga Z, Astrorobot. Non propriamente le migliori del mazzo. Le migliori erano in mano alle TV private, la Rai si era fatta scappare Jeeg e Grande Mazinga, tanto per restare in famiglia. La Rai non credeva molto nei robottoni nonostante Goldrake, preferì puntare su Leiji Matsumoto e Tezuka (Harlock, Galaxy e Astroboy) e stranamente su Capitan Futuro. Anche per questo le serie robotiche vennero sottostimate negli articoli sui giornali.

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    4. Allora la mia memoria vacilla. Io ricordo i dirigenti della Rai che promettevano "più attenzione" nelle scelte dei cartoni animati.

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    5. La Rai acquistò Goldrake non dal Giappone ma dalla Francia, dove per altro il titolare dei diritti millantava di averne i diritti in esclusiva per l'Europa ( e non era vero), tanto che infatti i film cinematografici dove Goldrake si scontrava con mazinga e co. la Rai manco sapeva che esistessero e vennero comprati direttamente dal Giappone dalla Cinestampa internazionale che poi venne denunciata dalla Rai che pensava di avere l'esclusiva sul robot.
      Il problema della Rai è che agli inizi non comprò direttamente dal Giappone , ma da emittenti europee che già avevano importato degli anime, e questo la penalizzò molto.
      Poi ripeto, la Rai non trasmise più robot, ma continuò a trasmettere qui e là anime con scene non proprio per bambini e nessun pedagogista sembrava accorgersene ( come la scena di Bandar postata sopra).

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  71. Una idea x Boss Boselli - che da quello che so ha provato a cantare fuori del coro dai tempi dei toni horror di una vecchia storia di Tex contro una posse da Venerdì 13 e x questo è stato anche criticato da Nizzi x il suo scrivere in modo non texocentrico ( in rete nel blog di UBC Fumetti ) - che potrebbe contrapporre Willer ad un mastermind di origine inglese che parla come lo Henry Wotton di Wilde, o come Wilde stesso, e che beve solo caffè lungo o tea verde e che arriccia la chioma e che si esprime x aforismi. Detesta la violenza e nel suo studio nerowolfico ha una alabarda, ma solo x il suo amore x la opera di Shakespeare . Deplora il modus operandi dei suoi subordinati, come per esempio l'apollineo ronin N'Gai e l'apolide gunman Rus e detesta quando riferiscono i dettagli delle loro operazioni. Spietato quanto raffinato. Disegni di Venturi.

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  72. Potrebbe avere anche una concubina dallo sguardo di sfinge senza segreti, tanto x citare Wilde. Ed un treno privato arredato come il Vittoriale. Potrebbe portare ad una miniserie come spin-off. Con un tono da 2000 AD in modalità Alan Grant e Pat Mills incontra il Greystorm di via Buonarroti. Potrebbe chiamarsi Roderick Mills. Ed avere un luogotenente con i favoriti chiamato dai suoi schiavi nubiani Boss Grant o Massa Grant. Disegni di Piccatto o di Casini.

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  73. Massa Grant era al seguito di una spedizione diplomatico internazionale che aveva lo scopo di mediare con le istanze di una combo di Nemo e Sandokan, ma questo cozzava con la sua idea che un Impero che fosse alive & kicking proprio x il suo contrapporsi alle anche giuste istanze di ribelli onde x cui sparò nella schiena di Sandonemo provocando una sanguinosa ritorsione. Mills vide in quel piccolo armageddon la stessa purezza che il Kurtz di Brando vide nei vietnamiti che tagliarono i braccini vaccinati ai loro bimbi e lo arruolò.

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  74. A Tex affiancherei un pard chiamato Kai Ventura ovvero un orientale eunuco che cerca Massa Grant per le ferite inflitte. Ventura non sente l'orrore x quello che Grant ha fatto alla sua gente , ma x la tortura che ha subito in prima persona e non teme di dover sacrificare anche innocenti x ottenere quello che gli preme.

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  75. E la Sfinge Senza Segreti risulterebbe essere un undercover agent di potenze interessate a restituire Mills al suo ruolo di catalizzatore di processi che cementifichino lo statu quo antea. Il suo compito sarà quindi di tenerlo fuori dalla portata della colt di Tex e nel contempo di tenerlo esercitato in quanto sa fare meglio ovvero tramare.

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  76. Ma si, potrebbe persino chiamarsi Tex Revolver.Testo e disegni di Jacovitti, oppure Pete lo sceriffo, lo sceriffo motorizzato del 1943, sempre testo e disegni di Jacovitti.Si, con il verbo "potrebbe" si può andare avanti all'infinito,ma è solo una condizione ipotetica.Io lo useri sempre e solo come eccezione che conferma la regola. Quindi preferisco non usare il verbo coniugato al condizionale.Evviva il presente indicativo, casomai prima persona singolare!
    IO SONO.Ma anche, TEX E'.
    Va beh, mi voglio rovinare: TEX ERA!

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    1. Siamo in piena Era Tex. La congiuntura internazionale. Il costo della vita. L'incertezza x il futuro. Abbiamo bisogno di un tizio rassicurante senza dubbi che ci difenda dalle continue aggressioni di questa realtà cupa.
      A me Tex Revolver piacque quando lo lessi la prima volta.

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  77. Il pedagogo voltagabbana: Professore
    Luigi Volpicelli compì gli studi a Roma, laureandosi nel 1921 in giurisprudenza e nel 1927 in Lettere e fiolosofia con Giovanni Gentile. Docente di liceo prima e poi assistente universitario, pubblicò studi, saggi, critiche letterarie. Negli anni Trenta aderì al fascismo e nel 1935 partì volontario per la campagna etiopica. Al rientro collaborò con Civiltà fascista e dal 1936 al 1943 diresse con Annibale Tona la rivista I Diritti della scuola; venne chiamato da Giuseppe Bottai a far parte della Commissione che elaborava i programmi della Carta della scuola del 1939, anno in cui successe a Giuseppe Lombardo-Radice alla direzione dell'Istituto di Pedagogia della Facoltà di Magistero di Roma. Accanito avversario della produzione a fumetti nel corso del 1941 contribuì alla scomparsa delle "nuvolette" nemiche a suo dire della "letterialità". Se ne parla sul saggio "Eccetto Topolino " a pagina 318. Negli anni Cinquanta entrò a far parte del Comitato direttivo dell'ente Le Scuole per i contadini - di cui nel 1964 venne nominato presidente - e fondò una collana, I problemi della pedagogia, e un'omonima rivista. I suoi molteplici interessi culturali si rifletterono nelle iniziative universitarie e nei suoi numerosi scritti. Amico di Umberto eco divenne difensore degli albi e giornali a fumetti. Nato 1900, morto nel 198o.

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  78. Come cigliegina sulla torta va detto che, caduto il 25 Luglio 1943 il governo Mussolini e il fascismo, nei successivi famosi 45 giorni de " Il governo Badoglio, antifascista ma di fatto una dittatura monarchico/militare, il ministero della cultura popolare epurato dalla componente più platealmente fascista, condannò con veemenza il fumetto specialmente se di impostazione americana, confermando tutti i divieti, compreso quello che vietava la pubblicazione dei romanzi gialli o polizieschi in genere. Poi dopo l'0tto settembre, le truppe alleate già a Napoli e nel giugno 1944 a Roma, il fumetto fascista continua- fra gli altri- a nord con "le nuvolette" (!!!), Fulmine dell'editrice Cremona. Nel mentre a Roma si riparte lentamente con "Il Vittorioso", poi con la nuova testata di Capriotti "L'Avventura" che ripartiva con Gordon, Mandrake, l'Uomo Mascherato, Cino e Franco, proprio dal momento preciso nel quale tali storie di erano interrotte su "L'Avventuroso" nerbiniano: evidentemente chi distribuiva in Italia questi fumetti (Emanuel?? pare di si) optò per l'editore romano Capriotti buggerando in tal modo sia Nerbini che Mondadori. Va ricordato che FIrenze fu liberata a fine agosto 1944, quindi Nerbini avrebbe potuto ripartire, se ne avesse avuto modo, anche se la testata "L'Avventuroso" era stata venduta a Mondadori l'anno precedente. Mondadori era fuggito in Svizzera e ripartirà con "Topolino" come se nulla fosse accaduto a fine 1945, ma solo con Gordon giornaliero di Briggs e naturalmente con il topo disneyano con la storia inedita"Topolino e il boscaiolo:il trionfo delle nuvolette!!!

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  79. Lo so che alla stragrande maggioranza dei lettori interessa Tex e le sue presunte intemperanze sessuali, ma la storia del fumetto non può essere trascurata, anche perché Tex ne fa parte e Bonelli arriva a questo personaggio quasi per caso dopo l'esperienza precedente dell'Albogiornale Audace, chiuso nel 1944 per cause belliche e al suo ritorno a conflitto concluso riprende a collaborare come scrittore con la casa editrice della ex moglie.
    Insomma, la storia del fumetto deve essere per prima cosa studiata nella sua visione generale, poi all'interno di tale contesto se ne possono esaminare i singoli elementi.
    Studiate, leggete, anime dannate!!
    Bonelli era andato pure lui in Svizzera nel 1944, certo, come mai??

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    1. Immagino che Gian Luigi Bonelli sia scappato in Svizzera per non essere arruolato, lo stesso dicasi per il padre di Berlusocni, Giorgio Strehler e molti altri.

      Gli svizzeri, con i soldi dati dagli italiani dopo la guerra come parziale risarcimento per avere sfamato i nostri connazionali, si sono costruiti un piccolo grattacielo in piazza Cavour, a Milano.

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  80. non ci credo, sono riuscito a fare tutta una tirata.
    “-Disma ha scritto che: "Non è possibile, ho sempre immaginato Tex come un uomo serio, dalla moralità integra. Ora la mia vita non ha più senso"-”

    da piccolo leggevo tutto quello che mi capitava a tiro,
    quindi conoscevo pure Tex, ma i primi li comprai dopo la chiusura della Corno...
    e per “fortuna” che la storia che mi fece di smettere di leggerlo mi capitò prima di aver avviato la ricerca degli “arretrati”.
    : in quella storia Tex prima da la parola a un fuorilegge che lo avrebbe lasciato andare in cambio di ingormazioni,
    poi, ottenuto quello che voleva, lo arrestò lo stesso; e al fuorilegge che gli rammentò della sua parola, rispose:
    la parola data a un criminale non ha valore!
    dopo questo considerai Tex un CRIMINALE Dritto!
    dritto nel senso che era arrivato alla logica deduzione, dato che il crimine non rende,
    allora meglio passare dalla parte della legge,
    e fare, dietro a una stella, quello che se fatto da un criminale avrebbe attirato i tutori della Legge.
    poi scoprii che addirittura Tex naqque come fuorilegge!
    quindi non mi sbagliavo.
    quando uscì -Tex nuova ristampa- decisi di comprare... dall’usato, i numeri scritti da Bonelli,
    che comunque non ho avuto tempo di leggere.
    ...
    la storia postata da Sauro conferma che oggi Tex ha pure smesso di nascondersi,
    e che, non potendo più fumare, si sfoga facendo -fumare- il revolver !!!!!!!!
    .
    e come dice Sauro “Diamo il via al tradizionale massacro di musi rossi, con la scusa di fare scappare Vince senza fargli capire che è stato aiutato da loro (!?!).”
    musi rossi che mi sembra abbiano commesso il crimine “di essere un muso rosso”

    @La Rue
    “Si è dibattuto per millenni sulla misoginia di Tex”

    o quella o ... impotenza e, perchè no?, omosessualità.
    non capirò mai perche un personaggio possa uccidere liberamente ma non baciare o fare, far sapere che fa sesso, o che genere gli piaccia!
    “.. e questo ci porta a Lilith (dove mai avrà preso sto cazzo di nome?)”
    se davvero non lo sai, Lilith è la prima mo... la prima femminista, documentata della storia!
    era la prima moglia di Adamo, che si rifiutò di “giacere” -sotto- di lui.
    stavo per dire : di fare sesso, ma poi mi è venuto in mente quel giacere che devo aver letto da qualche parte.
    ma a quei tempi non cerà il Kama Sutra? avrebbe potuto provare a stare sopra no?

    @Sauro
    “Tex viene assalito da un puma. Strano, pensavo che questi felini non aggredissero l'uomo, tantomeno a cavallo”
    e @Sam
    “Io non sarei così sicuro che i puma non attacchino l'uomo, ho letto di varie persone , in USA, aggredite da questi animali che gironzolano vicino a centri abitati”

    i puma attaccano solo dall’alto, e, se ricordo bene, animali non più grandi di loro,
    quindi se alla stazza di un uomo aggiungiamo il cavallo sotto
    ecco che se ne guadano.
    i casi che cita Sam di certo si riferiscono ad oggi,
    quindi non del tempo di Tex:
    l’uomo sottraendo Natura alle fiere li spinge a modificare le loro abitudini, comprese quelle alimentari.
    poi c’è da vedere che “tipo” di puma fosse:
    le tigri mangia-uomini di cui si ha notizia in realtà erano... invalide!

    @ Advent
    “Per me Tex è vecchio nelle strutture e nella grafica. Il western fatto così come lo è in Tex è da rivedere al giorno d'oggi, se lo si vuole rilanciare, ma temo sia un setting che ormai abbia detto già tutto quel che poteva dire”
    in realtà quello che non va in Tex è propri l’aver ABBANDONATO “(il) Tex .. vecchio nelle strutture e nella grafica”
    si dovrebbe tornare alle storie di un tempo, ma pochi scrittori ne sono in grado e nessuno, di quelli che lavorano per SBE lavora su Tex
    forse qualcuno che lavorava su mister No...

    per quanto riguarda gli “avi” di Tex, e i Tex USA?
    i Tex US erano coevi, precedenti o posteriori al Tex italiano?

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  81. parte 2-
    @CREPASCOLO
    John Doe, L'idea - prendo il concetto anche da una recente intervista di Recchioni - era di avere una specie di Dyd 2.0 aggiornato ai tempi

    non vedo nessun DD in JD.
    di JD lessi solo alcuni numeri: scadente
    ben presto notai un sacco di falle nel concetto di base: far morire le persone in un certo modo.
    o meglio nella realizzazione di tale pratica:
    il tal tizio deve morire colpito da un martello che cade da un’impalcatura di cantire...
    peccato che ne lo scrittore, ne il disegnatore si degnarono di andar a vedere come sia, era, fatta un’impalcatura!
    la loro era priva di batti tacco, e la rete di protezione che l avvolgeva era più una vela ...
    si vede che un martello, appoggiato pure a terra, colpito dalla scarpa, cade e va a finire in testa al passante.
    ???a parte il fatto che non era chiaro come avesse attraverso la rete, come poteva prendere lo “slancio” per finire in testa a quello? capirei se a un operaio gli fosse sfuggito di mano dopo aver “inciampato” , ma resta comunque la rete.
    scrissi alla loro posta, nessuna risposta;
    lo incontrai a Rimini: “ancora non questa storia”
    rispose

    CREPASTOLO
    “Non credo sia difficile oggi scrivere e disegnare un bonellide di piccolo cabotaggio con un eroe che sia un Balboa Ledd Doe, mascella giusta e sguardo fiero mentre affronta con piglio kriminale o con ritmo willerico una birba di tizzone di inferno altrimentidetto”

    FERMI TUTTI HO UN’IDEA:
    IL GRANDE FRATELLO!!!
    è questo che vogliono i giovani oggi.

    Tex di Magnus:
    i texoni, come viene ricordato, erano per autori non pubblicabili sul mensile.
    non ricordo bene, ma non mi pare che i suoi disegni mi infastidirono, ma la storia si, mi pare di ricordare qualcosa della storia che non filava...
    e si, a volte non fila per la non corrispondenza coi disegni...
    ma mentre leggevo di Magnus mi è tornato in mente un disegnatore mi-sconosciuto-conosciuto un 25 anni fà.
    da quantè che Magnus cominciò ad usare quello stile elaborato?
    quel disegnatore a quei tempi stava sperimentando uno stile nuovo, parecchio elaboratto, fatto praticamente con trattini di rapidograph...
    peccato che commise un errore grossolano: usava un’inchiostrazione differente per le persone!!!!!!!!!!!!!!!
    un pugno nell’occhio.
    non ricordo se gliene parlai, e non avendolo più visto, non sò che ha combinato.
    abitava in un paese etrusco vicino Roma, e principalmente aveva fatto porno..
    e ... forse ha pure disegnato un Balboa, o simile.

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  82. parte 3-
    @NUVOLETTE ...
    Sauro:
    “Fascismo avversava le nuvolette solo come scusa per avversare il fumetto avventuroso americano in generale”
    + “riguardo alla circolare che vietava le nuvolette all'entrata in guerra con l'America, dove si può trovarne il testo? Non si tratta di una leggenda urbana, per caso?”

    ai tempi del Sole, non il Re ma le “ORE”
    già segnalai, a proposito di questa “leggenda” , che non Solo in Italia si usava fare fumetti didascalici;
    e ultimamente ho scoperto che in tutta Europa si misero a fare fumetti senza “fumetti”.

    quindi non solo non è del fascismo, come su detto, ma nemmeno un caso isolato.

    e aggiungo, ma non centra con le nuvolette, ma con i regimi,
    ho letto che i tedeschi in alcuni casi hanno vietato l’importazione delle strip USA e così alcuni editori europei li hanno fatti disegnare da artisti locali per poter continuare a pubblicarli.
    forse ne ha parlato pure Sauro,
    ma oro vorrei saper che fine hanno fatto quelle storie apocrife.
    sono state riproposte o messe fuori legge?
    .
    ROBOTTONI
    @ SAM
    “La Rai acquistò Goldrake non dal Giappone ma dalla Francia, dove per altro il titolare dei diritti millantava di averne i diritti in esclusiva per l'Europa”

    lessi che i giapponesi non vollero avere a che fare con gli italiani per via di diritti non pagati.
    ora Sam parla della Rai, non ricordo cosa lessi sui cartoni animati, ma quanto riportato equivale a un mancato pagamento dei diritti visto che la ditta francese non andò di certo a pagarli.

    e anche i primi manga arrivarono non dal Giappone ma dagli US.
    in questo caso la cosa non era illegale... ma come funzionano sti diritti!
    come può un editore vendere i diritti sulla sua edizione ad un altro Paese?
    se ciò che pubblichi non è tuo?

    ve la siete "cercata"
    ho dovuto frammentarlo ma lo mando tutto sto post

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  83. e, giacchè ci sono:
    come si chiama, o meglio, come si chiamava in Francia il formato pocket?
    ho letto, ma in inglese, dei pocket-sized
    ...
    riferito a Super Boy
    ora, siccome si dice che le Giussani abbiano inventato il formato Diabolik
    e visto che
    "In 1949, Bagage launched 'Super Boy', one of the first pocket-sized comic books in France.
    The lead stories were drawn by Felix Molinari and written by Bagage"

    quindi precedente al 1962 di DK

    ...cosa strana
    (... mentre scrivo ho trovato finalmente il nome "Petit Formats")
    "for the so-called "Petit Formats" (pocket books) published by Impéria, Félix Molinari created such serials as... the superhero 'Super Boy' (1958-86)"

    i dati dello scrittore e del disegnatore non coincidono!!

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  84. è nello stesso periodo nei Paesi Bassi
    "Praamsma published 'De Tweede Pimpernel', a series of "picture novels", or "beeldromans" (a word coined by him"

    qui si parla invece di -termine coniato da lui-
    quindi il formato era già presente?
    sul GCD non vi è traccia di questo e dell'altro non riporta il formato
    le foto di questo mostrano che in ogni pagina c'è solo una vignetta
    più alta del solito ma una.

    tra l'altro,
    cosa intendono con "picture novels" ?
    non è che alla fine Eisner non ha nemmeno inventato il termine delle GN?
    vabbhè
    è picture e non graphic, ma è la stessa cosa, no?

    RispondiElimina
  85. Tex non è il solo eroe avventuroso che svolge meglio le sue azioni senza donne fra i piedi.Si tratta dell' eredità di una convenzione letteraria ottocentesca: gli eroi salgariani di sesso maschile sono tutti virilissimi, si innamorano di bellissime fanciulle giovanissime:la bella Marianna amata da Sandokan resiste solo nel primo romanzo della saga, nel secondo Sandokan è già libero di andare dove vuole perchè Marianna pur solo sedicenne è già morta di una malattia infettiva tropicale.Bonelli vuole Tex libero, per questo diventa subito vedovo.
    Chi spera che questi virili eroi misogeni per forza in realtà fossero omosessuali, probabilmente proietta un suo desiderio forse inconscio, oppure?? Io posso pensare con libidine a Pantera Bionda, se qualche follower maschio sogna il membro virile di Tex, fatti suoi!!!

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  86. vero, senza donna tra i piedi si svolge meglio il proprio lavoro,
    tra l'altro anche i marinai lo "sapevano" solo che loro la giravano sulla -sfortuna-
    dicevano che avere una donna a bordo portasse sfortuna.
    ma in realtà era perché "tirava fuori" la parte maschia degli uomini,
    e quindi la rivalità tra loro per accaparrarsi le sue "grazie".

    però il problema con una serie (specie dalla vita così lunga) è che non si può estromettere una parte della vita della persona per concentrarsi solo su "poche ore"

    alla lunga il risultato è quello della storia qui postata:
    "PORNO"GRAFIA.
    di violenza gratuita.
    è stato giustamente paragonato a quei film porno dove si scopa dall'inizio alla fine.
    film fatti pensando di fare qualcosa di eccezionale...
    probabilmente per soddisfare una propria fantasia sessuale:
    scopare per ore e ore!

    e questo porta ad un'altra considerazione:
    la mancanza di donne,
    il "negare" al protagonista anche solo un suo sorriso,
    in pratica, un flirt, è più probabile che sia per l'educazione moralmente-repressiva avuta nel passato,
    una delle cui regole era: fare ma non dire.

    e ora un "extra":
    anche oggi ci sono dei dongiovanni che sbandiera questa o quella IMPRESA sessuale,
    ma se gli chiedi i particolati, anche solo: quando la baci, come è la sua bocca.
    diventano ROSSI.

    anche Dylan Dog, che cambia donna ogni mese è alla fine noioso e monotematico
    oltre ad essere DEPRIMENTE !!!
    : mai che faccia una battuta.
    nessuno al mondo è così STERILE.

    non c'è da meravigliarsi se poi cominciano a girare voci su una possibile omosessualità, e non certo messa in giro dai lettori a cui il protagonista fa venire il prurito,
    quelli semmai chiedono che vengano fatte delle storie "esplicite"
    come lessi da qualche parte a proposito di Magico Vento.
    gli altri si limitano a prendere atto della situazione:
    Zagor e Cico, sempre soli nella foresta,
    Zagor che quando vede una donna o la "picchia" o scappa via.
    è ovvio che si pensi che adotti alternativa, tanto più la vicinanza con una persona porta all'effetto-branco:
    a un'intimità sempre maggiore!

    in tempi recenti hanno tirato fuori la definizione "sindrome di Stoccolma"
    per indicare che dei rapiti, che stanno a lungo coi loro rapitori, "sposano" la loro "causa".
    BALLE !
    quello è in realtà l'effett... la Sindrome-da-BRANCO !
    : l'homo sapiens è gregario, e sente la necessità-bisogno di appartenere ad un "branco"
    è una cosa inconscia. che pochi riescono a tener a freno.
    specie se non si è un "leader": non sposano la loro causa ma si sottomettono al capo-branco.

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  87. Nelle storie a fumetti c'è solo quello che viene disegnato e scritto: le coppie maschili, l'eroe e la spalla, sono uno stereotipo narrativo-Anche nella cinematografia accade spesso la stessa cosa.
    Questo non vuol dire Che Bob Hope e Bing Crosby che a cavallo della guerra fecere parecchi film insieme suggerissero agli spettatori di essere per questo omosessuali.Però, visto che la mania morbosa di speculare su quello che nei fumetti accade fra un quadretto e l'altro, cito una delle tante ipotesi aberranti riguardo Gim Toro, che aveva due partners, EL Greco r Il kid, ma pure una moglie, la redenta "Vipera bionda".Qualche metecatto ha pensato bene di scrivere che "forse" quei quattro facevano dello orge.....

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  88. a proposito di narrativa:
    ricordo che in Gulliver, l'autore, parlando in prima persona e rivolgendosi al lettore, disse:
    non capisco perché non se ne parla mai...
    e poi, mentre Gulliver era a terra legato dai lillipuziani, si mise a pisciare, paragonando l'urina ad una cascata, in rapporto alla dimensione dei lillipuziani.
    (il senso è questo: non ricordo parolaxparola)

    un tempo nei film le donne incinte avevano una silhouette perfetta,
    oggi non solo mostrano la pancia ma ce li fanno pure vedere mentre il nato stà uscendo
    e dal davanti.
    un tempo quando cominciarono a mostrare il parto, tiravano fuori un bambino lindo e impomatato
    oggi pieno di sangue
    sono cose che fanno parte della vita,
    e dobbiamo prendere atto che esiste un mondo diverso dall'apparenza
    e che lo possiamo intravedere, se non precludiamo alla nostra vista ciò che c'è sotto i nostri occhi:
    a volte guardiamo senza vedere.

    personalmente non ho mai fatto supposizioni sessuali leggendo fumetti.,
    come si può notare dai miei commenti io -guardo- le incoerenze, gli errori...
    forse perché, come ho più volte detto a proposito della televisione,
    ho considerato lo schermo una separazione tra quello e questo mondo, realtà.
    forse aiutato dal fatto che prima la TV era in bianco e nero.
    ma anche dopo, col colore, non ho mai confuso il ruolo che interpretava l'attore con la vita dell'attore:
    la vita degli attori fuori dallo schermo non mi è mai interessata;
    per me Indiana Jones era Indiana e non Harrison Ford,
    tanto più che poi, quando vidi una sua foto in "abiti civili" era irriconoscibile.
    e questo distacco, crescendo, è aumentato portandomi a notare gli errori... della gente:
    Via col Vento.
    film su una travolgente storia d'amore.
    ??????
    ma quale storia d'amore!!!
    l'unico ad essere innamorato era lui, a lei non solo lui non interessava ma addirittura usava "l'amore" come business!
    arrivando a sottrarre persino il possibile futuro marito alla SORELLA!
    ma la gente ci vede altro in quel film,
    sono io che ho bisogno di un oculista o TUTTI gli altri?
    ci sono vari tipi di "mentecatti" in giro.

    e per le (possibili) orge...
    a me mi capitò una situazione in cui un'intera famiglia, padre, madre, e figlio,
    tutti insieme,
    con le loro parole allusive, cercassero di coinvolgermi in qualcosa, ma io feci finta di non capire a cosa mirassero!
    e se dico questo e che misi insieme vari elementi di prima e dopo.

    Tomaso,
    concordo con te che molti sono fusi di testa ma non si deve neppure eliminare a priori il lato sessuale solo perché ci imbarazza.
    come ho detto altrove:
    il sesso non ha sesso!

    quando si fa sesso, si fa sesso.
    senza etichette o altro.
    l'importante è l'essere consenzienti.

    RispondiElimina
  89. Il problema di commentare prima su fb è che poi, qui, trovo mille altre argomentazioni in cui mi perdo, inevitabilmente.
    @La Rue, potrai mai perdonarmi?

    RispondiElimina
  90. E' chiaro che chi legge può immaginare quello che gli pare. Il fatto è che dietro alle storie a fumetti non c'è proprio nulla.Vanno presi così come sono, dei disegni fatti sulla carta, la cosa finisce così.
    Diverso è il fatto se io guardo un dipinto; se io osservo attentamente la serie delle ninfee disegnata in vari tempi dal pittore impressionista Monet e non ne conosco la storia della sua vita non posso capire che quelle ninfee sono disegnate e colorate in quel modo "anche" perchè il pittore in questione era stato operato di cataratta e a quel tempo l'intervento chirurgico consisteva nel Togliereil cristallino, la cosa finiva in quel modo.Per vederci qualcosa e non dadere dalle scale o sbattere la testa contro il muro MOnet portava un paio di occhiali MOSTRUOSI che gli permettevano di intravedereun poco le cose ma solo nel centro del campo visivo.
    Ve lo posso dire che la cosa è allucinante , lo posso fare con cognizione di causa perchè nel 1946 io dopo l'intervento di cataratta all'occhio destro ho avuto il distacco del cristallino che è andato a finire in fondo al bulbo oculare.Quindi so di che cosa si sta parlando.Questo esempio per esplicitare che dietro ad un dipinto considerato opera d'arte conclamata, chi guarda tende ad interpretare il messaggio cromatico/visivo,formale, compositivo e chi più ne ha più ne metta, e diversa sarà l'interpretazione a seconda di quanto e come l'osservatore è acculturato in quel campo.
    Guardando una storia a fumetti può anche accadere un fenomeno simile, ma diventa arbitraria qualsiasi estensione della storia immaginando che cosà accade fra i quadretti quando la storia stessa procede a salti nel tempo,Ad esempio ( ne faccio uno volgar/p0p0lare), la gentile eroina va al gabinetto? come si lava e puliscere il sedere e compagnia bella??
    Figuriamoci se poi i salti narrativi sono lunghi, di ore o di giorni.
    POi è chiaro che ognuno percepisce le immagini e le storie a seconda di come è fatto, quindi se c'è il morboso maniacale, pensa che Pecos Bill forse si scopava il cavallo, quando il disegnatore non lo ritraeva.
    Dipende dall'osservatore lettore, se uno è mezzo squilibrato non fa testo quello che immagina, credo.....

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    2. Gentile TomasoProspero, esistono anche gli squilibrati completi. Come lei ben sa, la scienza insegna che l’equilibrio dipende da entrambi gli occhi, oltre che dai sensori vertebrali e dal sistema labirintico, e che il cervelletto è una piccola centrale di calcolo che in ogni attimo elabora dati fornendo coordinate. Per cui –lei capisce- è un miracolo se i sordociechi riescono a stare in piedi! Così com’è un miracolo che siano esistiti artisti come Monet, Tolouse Lautrec, ma anche come Van Gogh, come Munch e come Bosch. (Naturalmente prima che la pedagogia s’imponesse come scienza, scindesse lo sviluppo individuale in fasi, diffondesse l’uso di chiamare i nati recenti “bambini” e divulgasse idee tipo quella che “i bambini imparano attraverso il gioco”).

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  91. personalmente quando vedo un dipinto non mi metto a fare nessuna congettura:
    qual è il messaggio e blablabla

    io quando vedo le ninfee di Monet guardo i colori, le forme, la composizione. punto.

    anch'io a volte ho pensato di fare qualche quadro,
    mai trovato il tempo...
    e quando cominciò a maturare la mia vena artistica pensai a "composizioni" di una certa mole.
    e mi pare senza conoscere le dimensioni di certe opere.
    non ricordo se allora già avessi visto le ninfee e l'altra "parete"
    ma se ai tempi della mia idea avevo già visto quelle opere non riportavano di certo le dimensioni,
    scoprii la loro grandezza solo quando vidi delle foto ambientali, quindi con delle persone con cui calcolarne le dimensioni.

    ora poi che vengo a sapere dei problemi di vista posso solo apprezzare ancora di più le sue fatiche.

    ...
    e ora una cose sul non detto delle "opere"
    non so se hai visto il film -mamma mia-
    ma cito una battuta sentita nel film:
    (ragazza giorni prima del suo matrimonio)
    voglio che sia mio padre a portarmi all'altare.

    (amica della futura sposa)
    ci vorrà una navata larga.


    se non ai visto il film non capirai la battuta,
    potrai solo ipotizzare;
    a un mio amico che vide il DVD con me, la dovetti spiegare!

    ma altre cose mi "sfuggirono", e le venni a sapere visionando gli extra
    come quella scena in cui c'era una sorta di citazione delle divinità locali, o qualcosa del genere, ma rappresentati da persone comuni dei tempi andati.

    e sul significato delle opere d'Arte...
    alla gente hanno tanto riempito la testa su questi,
    quando spesso solo sole opere su commissione, che li "pretende"
    ..
    uno vide lo schizzo di un "ritratto" fatto da me e mi chiese:
    qual è il messaggio?

    è un ritratto.

    non ricordo cosa pensai ma oggi li mandarei... dove "immagini"

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  92. Io mi riferivo solo all'impressione che la percezione di un'opera d'arte produce in chi la guarda.Il meccanismo percettivo cognitivo.

    Io non sono esperto in patologie legate allo squilibrio mentale, ma so che l'uomo è estremamente complesso e che le variabili in fatto di "normalità" sono numerosissime e che il concetto stesso di normalità deriva da una valutazione e dalla media di molti fattori.Esistono milioni di persone normali che sono assai diverse fra di loro , lo sappiamo tutti.Non c'è alcuna rigidezza anche nell'ambito della definizione "equilibrio mentale", anzi il concetto è oscillante ; naturalmente esistono dei limiti, valicati i quali una persona si può definire anormale o squilibrata.Lo squilibrato furioso che nuoce al prossimo è un pericolo per la società, e gli uomini che la compongono automaticamente si difendono cercando di mettere il pazzo criminale in grado di non nuocere.Ho letto che la faccenda nel suo complesso non è cosa semplice.
    Prendiamo le persone che cariche di esplosivo si fanno esplodere in luoghi affollati per uccidere più persone possibili: per me sono pazzi o fanatici criminali che vanno irrimediabilmente condannati.In altri luoghi della terra sono considerati dei martiri.... come fare per capirsi e mettersi d'accordo??

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    1. non sono pazzi sono -pecore-
      pecore-fanatiche
      che hanno bisogno a tutti i costi di un capo-branco che li comandi a bacchetta!

      li ingannano dicendogli che diventando martiri avranno un compenso di Là.

      non solo "lo squilibrato furioso . nuoce al prossimo"
      ma tante persone "normali"
      ma... ignoranti.
      questo è il problema:
      l'ignorante a cui piace essere ignorante...
      per nuocere al prossimo.

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  93. Mah ?? ignorante per chi "ignora"?? la faccenda mi sembra che deve essere molto più complicata.
    Certo la gente può essere manipolata, ma non è semplicemente per il fatto che non è acculturata. Io penso entri in ballo l'intelligenza in senso più generaleInsomma, non si puà semplificare così , come fai tu.
    Domani ci penserò.

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    1. Eh, ho consultato un semplice vocabolario per vedere che cosa significa "intelligenza": certo, la conoscenza ne fa parte, però essere ignorante in certi campi non vuol dire essere poco intelligente, cioè stupido.Mah, certo che essere sottoposti fin dalla nascita ad una propaganda -religiosa o meno- mirata a farti diventare un fanatico e quindi uno strumeno nelle mani di persone senza scrupoli, è una situazione estrema,
      Di solito si sentono molte campane, è possibile quindi fare confronti e quindi delle sucessive scelte.A meno che uno non sia un idiota totale.
      Mi viene in mente il clima ideologico presente in Europa fra le due guerre. In Germania, in Italia: la propaganda di Goebbels
      , quella del più grossolano Starace, la paura dei nazisti e dei fascisti, la maggioranza delle persone che decisero di non prendere partito, la famosa "zona grigia", il pensiero di nuocere ai propri cari assumendo posizioni di critica o opposizione.
      Che dire, meglio morire da eroi o vivere da pecore???

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