martedì 2 agosto 2016

LA COPPIA CHE FA SORRIDERE MARVEL E DC


Abbiamo parlato spesso dell'intristimento del fumetto italiano, ma questa tendenza è ben presente anche in quello americano. Se ieri c'era Stan Lee, oggi non c'è nessun sceneggiatore brillante tra gli autori dei comic book. Con una eccezione... o meglio, una duplice eccezione: la coppia Keith Giffen e J.M. DeMatteis.

Keith Giffen (nato nel 1952) lo seguo dai suoi primi fumetti che ha disegnato per le riviste Marvel in bianco e nero a metà degli anni settanta, quando il suo stile era totalmente kirbesco. Poi ha avuto una stravagante sbandata munoziana, della quale abbiamo parlato nell'ultimo post (http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/07/alter-moebius.html), e infine è tornato a Kirby pur mantendo un po' dell'espressionismo di Munoz. Con il tempo è diventato anche sceneggiatore, ma le sue storie sono incomprensibili.

Di J.M. DeMatteis (1953) non mi è mai fregato niente, pur avendo seguito pure lui fin dai primi passi: è uno sceneggiatore triste anche nel suo meglio (vedi "L'ultima caccia di Kraven", una miniserie dell'Uomo Ragno).

Dio solo sa come, ma quando Keith Giffen e J.M. DeMatteis si mettono insieme, nel raro ruolo di co-sceneggiatori, scrivono storie chiarissime e divertentissime. Sì, fumetti allegri... una eresia al giorno d'oggi! (Sono anche inconsistenti, ma la perfezione non è di questo mondo).



Lo possiamo capire, per esempio, leggendo questa miniserie dei Difensori pubblicata tra il 2005 e il 2006. 

Partiamo senza indugi, tenendo presente che Giffen lavora soprattutto al soggetto e DeMatteis ai dialoghi.



Dei Difensori, il gruppo degli eroi più potenti e sfigati della Marvel, ne abbiamo già parlato brevemente nel post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/04/gli-albi-dei-non-supereroi.html.





Un giorno dedicheremo un post intero al Dottor Strange di Steve Ditko, insieme al terribile Incubo, il servizievole Wong, la fidanzata extradimensionale Clea e tutto il resto della combriccola. Del geniale Ditko abbiamo parlato soprattutto a proposito dell'Uomo Ragno, in http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/linattuale-steve-ditko-e-luomo-ragno.html).


Difficile rappresentare il caratterino di Sub-Mariner, il personaggio creato da Bill Everett (al quale abbiamo dedicato il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/03/geppo-horror-picture-show.html): alcuni autori fanno il principe Namor completamente pazzo e altri del tutto savio. La coppia Giffen-DeMatteis, però, riesce benissimo a interpretarlo come si deve.


Il personaggio centrale di questa miniserie è Umar, la sorella troia del fiammeggiante Dormammu: lei ha un nome arabeggiante, lui sumereggiante. Un peccato che Maguire non disegni la testa di Dormammu a capocchia di cerino acceso, come faceva Ditko. E, se non ricordo male, Umar aveva la testa che fumava, mentre qui è inspiegabilmente spenta.

Soprattutto, Ditko trattava Dormammu come la versione marveliana di Satana, mentre in questa storia viene sminuito parecchio, pur acquisendo alcuni tratti interessanti come la megalomania sconfinata e un impulso incestuoso represso. I due fratelli, nemici da sempre, si sono alleati una tantum per conquistare tutte le dimensioni dell'universo. 




Come ai vecchi tempi, i Difensori si incontrano nell'arcano palazzo del Dottor Strange, sito nel Greenwich Village di New York (che è come dire la zona di Brera a Milano).

Tra l'altro, al Village ci abita pure il misterioso Martin Mystère (ne avevo parlato in relazione alle sue storie che avevo scritto io: http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/souvenir-di-martin-mystere.html).

Quando sarò a capo della Marvel, darò al Dottor Strange il lavoro dell'antiquario nello stile di Mort Cinder, trasformando il suo palazzo in una grande bottega. Tutti i supereroi devono avere un lavoro, una seconda identità: Strange non li ha e ogni volta che è iniziata una sua serie, l'hanno dovuta chiudere.




Kevin Maguire viene spesso scelto come disegnatore da Giffen e DeMatteis perché bravisismo nel rappresentare le espressioni (fondamentali nelle storie brillanti, come so bene dato che raramente me ne hanno dati con questa caratteristica). Però Maguire, anche se regge l'ambientazione fantastica perché non è un fotografaro, è privo di fantasia: questi ciclopoidi, per esempio, Ditko li disegnava in maniera assai più efficace. E la dimensione in cui alberga Dormammu, che al giorno d'oggi defineremmo virtuale, neppure Salvador Dalì l'avrebbe disegnata meglio di Ditko (andate a rivedervi il post su di lui che ho citato prima). 

L'alieno Silver Surfer era pure tra i primi Difensori. Personaggio difficilissimo, creato da Jack Kirby con il contributo di Stan Lee, Silver Surfer non è mai stato delineato come si deve. In questo caso, neppure Giffen-DeMatteis, i Mogol-Battisti dei comic book contemporanei, ci riescono. Per non dire della eccessivamente stilizzata resa di Maguire.

Quello che manca pure a Silver è l'identità segreta e un lavoro che lo metta a stretto contatto con la gente normale. Quando, a breve, sarò capo della Marvel gli darò la capacità di tornare a essere Norrin Radd: pelatone pure lui, ma con la pelle rosea. Il mio Norrin lavorerà in un dipartimento speciale della Nasa che monitora le presenza degli alieni, una roba tra "X-Files" e "Men in Black". Norrin vorrebbe rimanere una persona normale ma, quando arriva il pericolo, dallo spazio scende la sua asse e lui balzandoci sopra, al contatto, si ricopre d'argento e di potenza. 














Vorrete mica leggervi tutta la miniserie gratis?
Saltiamo la scontro dei ciclopoidi con i Difensori e torniamo a Dormammu e Umar, la quale, per fare salire la tensione incestuosa, sta facendo la doccia (con un bikini probabilmente non previsto da Maguire e inserito in seguito).


Dormammu si unisce nella lotta contro i Difensori, ma noi rimaniamo con Umar che si rimira quel fustacchione di Hulk, pietrificato dal fratello.









Adesso Giffen-DeMatteis esagerano! Uccidere Eternità: l'entità più simile al dio onnipotente, sebbene non demiurgico, dell'universo ditkomarveliano!


Che poi non capisco come ci siano riusciti, dalla pagina precedente a questa.

Solo con l'occhio di Agamotto ciulato a Strange?








Umar ha cose ben più importanti da fare.



Giffen-DeMatteis ci danno per la prima volta due elementi chiave per capire la fino ad ora inesplorata sessualità di Hulk: ha un membro enorme (non piccolo come sostenevano taluni), anche se rimane da dirimire la vecchia diatriba su chi ce l'abbia più grosso tra lui e la Cosa, ed è un eiaculatore precoce. In fondo, entrambe le cose erano scontate.







Intanto, la Terra è stata dormammuzzata sino in fondo...




... come pure i suoi eroi, salvo i Difensori.




Dopo le consuete botte da orbi...





Arriviamo così al finale tutto pizza e mandolino.









Storia un po' lenta, tenuto conto che si dipana in cinque albi. Quando Keith Giffen, J.M. DeMatteis e Kevin Maguire avevano iniziato la loro carriera si usava ancora scrivere una storia per albo. E vediamo, quindi, uno dei primi comic book del trio, quando anche i colori erano stampati in maniera netta apposta per i fumetti. Torniamo nel 1987, per leggere l'intera storia autoconclusiva del numero 1 della Lega della Giustizia (nell'epoca dopo-Crisis la Dc Comics aveva azzerato diverse serie).

Dicevo che negli anni ottanta non si scriveva ancora per l'edizione nel formato libro, nata peraltro in quel decennio, ma per vendere ogni singolo comic book: come aveva saggiamente insegnato negli anni precedenti Jim Shooter alla Marvel (http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/06/i-fantastici-4-di-recchioni.html). Tra parentesi, il rilancio della Dc nel periodo dopo-Crisis è un totale omaggio alla concezione shooteriana del fumetto. Basti pensare che in breve tempo vengono disinnescati gli antishooteriani di ferro, come i pessimi sceneggiatori Roy Thomas, Len Wein, Gerry Conway e Dough Moench, oltre all'altalenante Marv Wolfman: tutti presuntuosi transfughi dalla Marvel miracolata da Shooter.

In Italia, l'episodio è stato pubblicato dalla Play Press tre anni dopo, nel 1990. Questa Lega della Giustizia era una delle serie che ero riuscito a far opzionare dall'editore, quando i diritti italiani della Dc erano ancora in mano alla Rizzoli che ormai pubblicava solo Batman.




Il personaggio cool di questa nuova versione del gruppo è senz'altro Guy Gardner, la più spettacolare incarnazione delle Lanterne Verdi terrestri. Tamarro rambista veniva definito all'epoca, mentre oggi lo si direbbe un trumpiano. Peccato che dopo Giffen-DeMatteis nessuno l'abbia valorizzato come si deve: se il Lanterna Verde del film fosse stato lui non avrebbe fatto tanto schifo.
Grande sconcerto, invece, per la versione orridamente femminista di Black Canary. Certo, una femminista è perfetta come contraltare di Guy, perché i copratogonisti devono essere sempre degli opposti. Il muscoloso Zagor e il ciccione Cico, il razionale Topolino e il pazzoide Pippo... mentre al rozzo Gambadilegno andava data come compagna una donna bella e intelligente, non l'altrettanto trucida Trudy (i personaggi disneyani ideati dagli italiani sono tutti sbagliati).

Contesto solo che il ruolo della femminista venga ricoperto proprio da Black Canary, che sin da quando è nata nel 1947 (grazie a Robert Kanigher e Carmine Infantino) aveva come unico superpotere quello di essere un puttanone in calze a rete. E Neal Adams, pur nell'inutilità del personaggio nelle storie di Denny O'Neill, l'aveva esaltata graficamente come magnifica zoccola durante la saga di Lanterna Verde & Freccia Verde. Qui, invece, è ridotta a una povera sciacquetta anni ottanta, con tanto di fascia alla testa... ma per carità! L'altezzosa Wonder Woman sarebbe stata invece perfetta, come lesbica e femminista.

Mister Miracle, del quale abbiamo letto il primo episodio nel post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/07/il-supereroe-con-i-rari-kirby-e-ditko.html, pur passando generalmente per figo è uno dei personaggi più insulsi di Jack Kirby (che invece avrebbe dovuto mettere in primo piano la sua trombabilissima moglie Big Barda). Il piccolo e inane Oberon è il suo impresario. 

Interessante la partecipazione di Capitan Marvel, che essendo un bambino trasformato in adulto parla in maniera infantile, ma sarebbe stato meglio metterlo in continuo imbarazzo con donne infoiate di lui.

Tutti i personaggi sono fortemente caratterizzati psicologicamente in modo da contrapporsi gli uni agli altri, come in ogni squadra affiatata che si rispetti.




Naturalmente anche i supercriminali sono personaggi centrali. Maxwell Lord, praticamente un clone del kirbyano Morgan Edge, è un uomo d'affari che ne combina di cotte e di crude senza mai esporsi, ma il suo ruolo non prenderà mai reale consistenza, come, alla lunga, non prenderà consistenza tutta la saga di questa Lega della Giustiza. È mancata l'elaborazione di un progetto iniziale da parte di Keith Giffen, il soggettista: come abbiamo detto altre volte, quando si improvvisa si finisce sempre in vacca.




Batman, qui in versione particolarmente tetra e torva, è l'altro personaggio chiave di questa versione della Lega. Il suo ruolo è quello di Capitan America nei Vendicatori dopo l'uscita dei fondatori: capo senza superpoteri, ma carismatico.



















Va be', la storia è tenuta su con lo squirting, ma non è che si può avere in sole 22 pagine la formazione di un nuovo gruppo e una trama della madonna. Che poi trame della madonna Giffen e DeMatteis non siano capaci di metterle insieme neppure per sbaglio, è tutto un altro discorso.

A questo punto ai più avvertiti sorge spontanea una domanda: qual è l'autore che rappresenta validamente il duo Giffen-DeMatteis in Italia, per lo stile brillante e la vivacità di contenuti delle storie?

C'è da chiederlo? Naturalmente sono io!

Per rinfrescavi la memoria vi rimando a una mia storia di "Zona X" pubblicata qui: http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/godzilla-ha-creato-la-marvel.html.

Volete di più? Allora siete proprio ingordi! Ecco un episodio intero nel mio rinomato stile "alla Kriminal": http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/lanti-bonelli.html.

E per la serie "sei senza vergogna", addirittura un mio vecchio fumetto paninaro: http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/adesso-il-responsabile-sarei-io.html.

Ehi, ricordo a tutti che il primo settembre esce il nuovo quotidiano web che piacerà a grandi e piccini!








Chi vuole collaborare con il GIORNALE POP, gratis finché non arriveranno i soldi della pubblicità (sempre se arriveranno), mi chieda di entrare in questo "gruppo segreto" di Facebook:


Se invece volete solo divertirvi con le facezie mie e di altri senza fare nessuna fatica, entrate in quest'altro gruppo di Facebook:

























Alcune immagini, come l'ultima, si muovono: qui non rendono l'idea. 

Ebbene, abbiamo veramente finito. Cosa aspettiamo a cliccare sulle piccole icone poste qui sotto a sinistra, per promuovere questo incantevole post su tutti social media del reame?

152 commenti:

  1. Da quello che ricordo di una intervista di Keith Giffen , lo stile sit-com alla Moonlightining della JLA post Crisis è nato x caso e strada facendo. Senza un progetto. Mamma DC ha continuato x qualche annetto ed autorizzato anche uno spin-off - la Justice League Europe con le matite muscolari di Bart Sears prima e quelle alandavisiane di Adam Hughes poi - ma ha imposto un brusco ritorno ad atmo super-eroistiche classiche con il numero cinquantuno. So goes life.
    Personalmente ritengo che ancora + abili del dinamico duo DeMatteis-Giffen siano stati, in quegli anni, gli scrittori Peter David ( dieci anni di Hulk, rilancio di X-Factor e Spider-man 2099) e Mark Waid ( Flash e Captain America pre-cessione x un anno alla Image ).
    PAD e Mark riescono a mixare umorismo e tensione e dialoghi brillanti e tutto quanto dovrebbe entrare e restare in un comic book con picchiatelli in costume senza arrivare per forza alla farsa. Non che ci sia qualcosa che non vada nella farsa.
    Ricordo ai pensauri + verdi che dopo la batosta dei capolavori di Miller e Moore, siamo a metà degli anni ottanta, le Big Guns Marvel e DC presero a proporre anche albi meno seriosi in cui e + bizzarri come lo Excalibur di Claremont e Davis o la She Hulk di John Byrne. La Valiant qualche anno dopo pubblicò The Secret Life of Doctor Mirage ed Archer and Armstrong di Barry Windsor Smith.
    Secondo un luogo comune è + facile far piangere di quanto sia far ridere e così entro pochi anni i comics + leggeri diradarono. Non sono mai scomparsi naturalmente.

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  2. Informazione di servizio : oggi è il nove agosto e non il due. Sorry. Ieri era il compleanno di Dustin Hoffman e scommetto che ti sei dimenticato di fargli gli auguri.

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    1. Ieri era il compleanno di Dustin Hoffman?

      E' sicuro?

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    2. Festa bellissima. Conosco Dust da decenni. Era così brillo che ha raccontato di nuovo di quando si è presentato al provino x Toro Scatenato. Ha boxato con la Goldberg e Whoopi era così brilla che pensava di essere ad un incontro di wrestling con Cindy Lauper e ha steso Dust con una doppia nelson. Almeno credo. Io sono x il fate l'amore e non la guerra.

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    3. Eri lì anche tu ? Ma guarda quanto è piccolo il mondo ! E'vero che Steve Martin non si è fatto pregare molto x cantare 'cause I am a dentist dalla Piccola Bottega degli Orrori prima di chinarsi con due bacchette di legno sul sorriso imbarazzato di Pia Zadora e cominciare, serissimo, a ripetere Is it safe ? A dirla tutta - e tu lo sai perchè evidentemente eri lì - più che al vecchio Larry dell'Old Vic faceva pensare a Victore Mature ad un provino x il ruolo di Darth Vader.

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  3. Black Canary in quegli anni - cioè dopo The Dark Knight returns e Batman: year one e Watchmen - era stata ripensata x essere in linea con le donne del decennio. Play Press in contemporanea con il mensile della JLA di Giff e DeMatt pubblicò un albo dedicato al Green Arrow di Mike Grell. I primi tre numeri contengono la miniserie I Cacciatori dal Lungo Arco in cui tra le altre cose Dinah Lance è catturata e violentata e sadicamente torturata - non proprio davanti agli occhi del lettore, of course - trauma x cui perderà il suo urlo di banshee della DC. Le storie di Grell sono hard boiled debitrici sicuramente del trend inaugurato da Miller con un tizio vestito come Robin Hood che si aggira x la città dei Nirvana ed affronta teppe e gangsters armato di arco e frecce non truccate come quelle che sfoggiava nei decenni precedenti.

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  4. Max Lord era uno strano geppo. Ricordo di aver letto proprio in un albo della Play Press che presentava la storia in cui si spiegava che era controllato da un computer che gli stessi Giff e DeMatt consideravano quello stesso albo un fill in. Una decina di anni fa Lord - che ha il potere metaumano di controllare chiunque - è stato il cattivone di una saga in cui ha ucciso Ted Kord ( il Blue Beetle delle tavole qui sopra ) e ipnotizzato Supes xchè stecchisse Wonder Woman. La amazzone ha legato Max con il suo lazo che costringe chiunque a dire la verità ed il Lord a domanda ha risposto che l'unico modo di fermarlo era ucciderlo. WW ha spezzato il collo del suo antagonista in diretta televisiva planetaria. Elemento centrale della storia era anche il fatto che Bats non si fidava degli altri picchiatelli in costume ed aveva creato un satellite orbitante da cui eventualmente lanciare un raggio che avrebbe trasformato tanti ignari terrestri in OMAC ( One Man Army Corps - concetto di King Kirby ) che avrebbero dovuto disinnescare la minaccia metaumana. Naturalmente Lord aveva scippato al paranoico Bats il controllo del satellite. Brr. Non proprio una storia come quelle di questo post.
    Dalle ceneri della saga è nata una nuova serie di Checkmate con le spie a la SHIELD della DC. Bats e Supes e WW si erano allontanati x un annetto - virtuale, of course - x riflettere sul loro ruolo.

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  5. Il Surfer di Maguire ricorda quello di Marshall Rogers - serie anni ottanta, la seconda ongoing dedicata al personaggio dopo quella brevissima di Lee/Buscema dei sixties - con quei suoi occhioni da alieno di X-files e la figura snella da Arturo Brachetti. Potrebbe essere anche un tentativo di parodia del Silverado di Moebius ( Parabola su testi di Lee ).

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    1. Ho letto tutta la storia.
      Il Surfer di Maguire sembra Casper.
      Fa cagare. A dirla tutta, credo che tutta la storia sia eccessiva.
      Eccessiva smitizzazione, eccessiva satira, eccessiva verbosità e mancanza di azione. OK una tantum, ripeto.
      Ma nella selvaggia mia ingenuità di lettore neofita vedo che il miglior Giffen nonè all'altezza del peggior Gerber (il primo esempio che mi è "venuto").

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  6. Non ho ancora letto la recentissima versione del buon dottore di Aaron e Bachalo - da poco tradotta in italiano - che si accompagna al film presto nelle sale, ma Strange è sempre stato un problema x gli sceneggiatori. La versione di Giff/DeMatt è una estremizzazione di quanto ha fatto Peter David in un distico di storie di Hulk disegnate da Dale Keown in cui i tre difensori originali si riuniscono e sfatano una maledizione ( voluta proprio da un implume DeMatteis nei Defenders disegnati da Don Perlin e visti da noi nello All American Comics della Comic Art ) secondo cui Hulk, Namor e Strange dovevano stare lontani pena la fine del mondo. Sulla maledizione tornano Busiek, Larsen e Janson con la loro miniserie sui Defenders del 2001.
    Dicevo di Strange. Parte del suo fascino è nel modo in cui si esprime e cioè un inglese arcaico che dovrebbe farci percepire quanto il mago è lontano dalle cose del mondo. I tentativi di andare in altre direzioni - ricordo le didas del dottore " complice " e quasi PhilMarloveoriented nella run anni novanta di Roy e Dann Thomas e Isherwood - non portano lontano. Doc è quella roba lì. Vive in un tesseract e la sua donna aveva due girelle viola in testa e ha avuto un adepto che sembrava un ariete antropomorfo ed il suo peggior nemico è un cerino acceso dal culto del suo mondo e si spegnerebbe se la gente della sua dimensione la piantasse di credere in lui. Veste come la cover di un disco dei Beatles che sarebbe potuto uscire se Yoko non ci avesse messo lo zampino. Ha bandito tutti i vampiri dal Marvel Universe x un poco. Poi per fortuna qualcuno trova il modo di restituirli ai loro ammiratori.
    Quando la Casa delle Idee mi darà carta bianca, Doc sarà nascosto in pieno sole. Star televisiva e scettico blu, pubblicamente. Una specie di Doctor 13. Leader di una sorta di CICAP. Una volta nel suo Sancta Sanctorum viaggerà nel tempo e nello spazio x bilanciare le forze della entropìa e contenere le mire di coloro che vorrebbero riscrivere le leggi del ns universo euclideo. O forse semplicemente fuma roba strana.

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  7. Allora, Crepas, quando scrivi qualcosa per il Giornale Pop?

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  8. Presto. Scusa, ma sono stato ciapato in questi gg dopo le mie vacanze.

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  9. Il rpoblerma dei fumetti brilanti di Giffen/deMatteis è che sono delle sitcom a fumetti.
    In USA , i fumetti e i cartoni comici si rifanno alle sitcom : personaggi che dialogano all' infinito cazzeggiando con toni sarcastici e ridondanti.
    I disegni diventano pleonastici.
    Se pubblicassero solo i dialoghi , la storia si capirebbe lo stesso e farebbe "ridere" uguale.
    Nie manga e anime invece i disegni hanno la parte del leone e si ride sopratutto visivamente ( se pubblicassero solo i dialoghi farebbero ridere poco o nulla) .
    Di autori "brillanti " nei comic book ce ne sono ancora, vedi il ciclo di Waid su Daredevil.
    Gli autori Disney Usa hanno capito come Sauro che Gambadilegno ha bisogno di una moglie figa e intelligente, e infatti gli hanno dato nel 1992 Peg nella serie tv Ecco Pippo ( vatti a cercare tutte le versioni porno che infestano il web) .

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    1. Davvero la Disney mi ha copiato l'idea in anticipo? Bastardi!

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    2. Penso che Giffen e de Matteis abbiano usato personaggi minori e pure un pò scarsi come Canary o Miracle per avere maggiore libertà nello scrivere, e messo Batman come personaggio di traino nelle vendite.
      Altrimenti sarebbe stato più logico usare tutti i "big" della DC.

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    3. Grant Morrison - che ha rilanciato il titolo della JLA negli anni novanta insieme al matitista Howard Porter ed all'inchiostratore John Dell - ha detto in una intervista che Mamma DC non credeva nel suo progetto di una formazione di All Stars - la sua lega è composta inizialmente da Bats, Supes, WW, Flash, Lanterna Verde, Aquaman e Martian Manhunter - ma aveva ragione Grant che in quei gg "duellava" sui fumetti con la rinnovara Stormwatch di Warren Ellis e Tom Raney. Dal confronto tra i due team ed il modo in cui erano raccontati è nata la via 21mo secolo ai fumetti con squadre di picchiatelli in costume. Millar ed Quitely presero il posto di Ellis ed Hitch su Authority ( la evoluzione di Stormwatch attraverso la elaborazione degli archetipi alla base della JLA )e da lì il passo successivo, tutto sommato breve, è stata la serie degli Ultimates di Millar e Hitch.
      Ciao ciao atmo alla Giffen/DeMatteis.

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  10. Non posso nemmeno finire di leggere (sono circa a metà) però devo dire che "ogni tanto" mi dispiace di non leggere più fumetti non-vintage. Questo è carino. Molto.
    A patto di voler scherzare sui santi, si capisce.
    Ma loro lo fanno bene. Anche Maguire ha fatto dei progressi dai tempi di Cap, ha ancora il vizio di far arricciare il naso ai suoi characters, come se sentissero sempre una gran puzza, ma ha acquisito maggiore scioltezza e una notevole gamma espressiva.
    L'unica cosa che non mi piace è come fa Namor (mi sembra che abbia preso un po' da quello di Byrne), sembra un ragazzino e somiglia a una sardina, ma vabbé, Namor è sostanzialmente uno stronzo, quindi difficile renderlo. Il dialoghetto fra Dormammu e Umar con le vaghe implicazioni sessuali... devo ancora capire se sono cose "simpatiche" o "furbe", ma poi è questione di dosi, prese a piccole dosi, queste cose sono innocue... siamo ai confini del Not Brand Ecch.

    Sto qui a sproloquiare, e dovrei fare l'introduzione alla nuova storiellina golden age che ho tradotto per il POP... sono giorni ormai, ma sono giorni abbastanza problematici, arrivati alla sera, non ho voglia... ma stavolta ho fatto un personaggio veramente macho, come aveva chiesto Sauro.

    ...VEDI UMAR QUANT'E'BELLA...

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    1. Il Cap di Nicieza/Maguire ( 1991 : miniserie uscita x i 50 anni del personaggio ) sarebbe stata ancora + bella, se Kev non fosse stato troppo lento, così da costrigere la Casa delle Idee ad affiancargli Kevin West. Stesso nome di battesimo, ma altra mano. Il Cap di Maguire con la sua tuta combo di bandiera americana e divisa di soldato è stata poi ripresa da Cassaday x il Cap post 9/11/01 ( il mese prima del giorno come nella datazione USA ) e da Hitch x il Cap degli Ultimates e quindi, di fatto, è il modello x il Cap di Chris Evans.
      Maguire - Cap a parte - è condannato alle sit-com e farse di carta. Negli anni novanta realizzò, per le chine di Joe Rubinstein, la miniserie Strikeback/ Contrattacco per la divisione Bravura della Malibu, progetto poi terminato x la Image e tradotto da Star Comics in un volumetto anni fa.

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    2. Mi piacevano comunque i 3 nazistoni fuori di testa del Vernichstungskommando.
      Zahnmorder, Saurespritze e soprattutto Blitzkrieg, lo "scintillone".
      Sì ora che me lo ricordi, fu terminata da un quaqquaraquà, che rovinò completamente il duello tra Cap e Teschio Rosso. Anzi, Rote Schadel.

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    3. West è principalmente un fill in artist. Ha disegnato anche qualcuno dei numeri della run degli Avengers di Harras/Epting/Palmer a metà degli anni novanta e sempre in quel periodo qualche Surfer. La serie della JLA di cui parla Pensaurus nel post è terminata oltre cento numeri dopo e gli ultimi sono disegnati anche da Kevin West. Anni dopo le storie del dinamico duo DeMatt/Giff.

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  11. Ma sono l'unico ad avere una connessione così lenta che ci impiega tre ore a caricare tutte le immagini della pagina? Castelli lei che mi dice?

    Maguire non è male (tra l'altro bravo il colorista) ma come giustamente ha notato J.D. ha la tendenza a copia&incollare sui suoi vari personaggi la stessa espressioni accigliata. Pochi sono gli Urasawa nel mondo del fumetto, temo.

    Non concordo poi con il Roy Thomas noioso, io mi sarei arenato alla terza storia in un genere come la S&S.

    Soprattutto non mi è piaciuta la presa in giro del surfista d'argento. Non credo sia un personaggio poco delineato, certamente difficile, ma non poco delineato. Non lo renderei mai e poi mai un terrestre con una doppia valenza, e anche se l'idea del blogger è buona, secondo me violenterebbe l'essenza di un personaggio che deve rimanere "castrato", apolide e destinato a scrutare l'infinito.

    Purtroppo la Marvel non lo ha ancora capito e le ultime recentissime serie lo hanno ridotto nuovamente ad un hippie diminutivo e agli ordini di una ragazzina terrestre.

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    1. Tiè, le volevi? E mò t'ee bekki! Nun c'hai bisogno d'ann'à Lucca a romp'er cazz' ar papero. AH AH AH, le miniserie... "purtroppo la Marvel non lo ha ancora capito e le ultime recentissime...." ommmmadò... ma quanto ce mette 'sta Marvel a capì quanto so’ recentissime le ultime!? Le penultime ce pàreno sumèèère! Scava, Advent, scava su Facebook! Ke forse te lo riproducono lì (similbìo e confezionato artigianalmente!)il nucleo di quel linguaggio insignificante che sta a marci’ drent’ar fumetto e se sta a marciss’er fumetto pure(per contaminazione!). E tu, da ieri alle 14:50(di ¾ e co'a cresta platino scalata) costì in mutande fisso nel ciccio a presenziare. Complimenti. Ma va... me pari ‘n ovo! Ma er gallo? Aò, e ‘a gallina ‘n do’ sta? Vabbè, nun t’aa pjà, dai, nun te tocco. Castèèèèlliiiiiiiiii! Cosa gli dice? No, perché se je dicem‘e cose noi, Advent, se turba. Sà, je’e dovemo da ddì a modino, delicatucce, io mica ce posso ragionà... sinnò se rompe.

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    3. Eddai! Nun ce sparì così come sparisco io. Mica te magno! Aò, io so' una. Mica c'ho n'esercito corazzato ke me regg'er moccolo! Vaaaaaaaiiiiiiiii Advent Child!
      E cià, a te & C.
      DEFINITIVAMENTE.

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  12. Roy T. cammina avanti ed indietro per il suo studio, la nicchia tra gli uffici di due colleghi non + ampia di una cabina telefonica al netto della carta impilata intorno e finge che sia il Tardis del buon dottore che lo porti lontano dalla conseguenze di aver promesso all'agente degli eredi di Robert Erwin Howard una cifra superiore - non tanto, uno zinzino - a quella che era stato autorizzato a spendere x poter pubblicare un fumetto con il cimmero. Vorrebbe tanto essere un hippie spaziale agli ordini di una ragazzina terrestre che lo portasse a zonzo per mondi dove la gente non avesse la stessa espressione accigliata.
    Per ridurre i termini del possibile scontro con la dirigenza, accetta di scrivere i testi di roba che non conosce nemmeno troppo ripiena di maghi e draghi e ragazzine discinte e barbari dall'elmo cornuto. Le cose tutto sommato vanno bene e Conan nel decennio del Watergate e de Lo Squalo al cine vende come il Ragno.

    Roy T. è in un bar della città della Madonnina in vacanza studio e sta meditando un remake del Gruppo TNT come fosse una banda di picchiatelli metaumani ed una sitcom con Gommaflex e Superciuk come rispettivamente leader carismatico e bassista carismatico quando si imbatte in Eugenio Finardi in un bar di Porta Venezia e sonsolato confessa che teme non porterà a casa un risultato perchè il suo concept sembra una delle parodie che disegnava Marie Severin con Silverado che si passa una mano sulla pelata argentea e dice: " Forfora... io ? " e ritorna, forse x le eccessive libagioni, al sogno di perdersi nel cosmo come un ragazzino terrestre al seguito di una aliena hippie.
    Eugene se ne torna a casa nel crepuscolo e comincia a comporre Extraterrestre portami via.

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    1. "un hippie spaziale agli ordini di una ragazzina terrestre che lo portasse a zonzo per mondi dove la gente non avesse la stessa espressione accigliata"

      Zot, più che Dr. Who.

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  13. Compleanno di Ale Baggi. Credo non lo sappia e non lo festeggia, as usual. Immagino che passerà la notte di San Lorenzo ascoltando il song di Franco Simone sulla Notte di San Lorenzo e dipingendo con tempere e collage un fumetto come quelli che faceva x l'Intrepido con Finardi e Carlo Massarini che dividono una stanza ed il secondo è così strano agli occhi del primo - parla di videoart e di cose come i Talking Heads e Grace Jones - che Eugene scrive Extraterrestre portami via. Nel fumetto del Kafka di Precotto oggi nella bergamaschia bergamasca alla fine gli alieni scendono sulla Terra e si riprendono Mister Fantasy e ci lasciano Eugene così che possa scrivere I'll miss you tonight e cantarla a Sanremo e scoprire il giorno dopo parlando con la portinaia che tutti hanno capito A Messa io mai.

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    1. Bags doveva essere al compleanno di Dustin. Non ci è potuto andare e ha mandato il suo sosia Paul Giamatti.

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  14. Galactus appare davanti alla popolazione atterrita e punta la sua manona verso il solaio che è il sancta sanctorum di Mister Fantasy, mistico sciamano non privo di grazia e testa parlante nei talk-shows, e gli dice che non si papperà il suo mondo se MF accetterà di seguirlo nello spazio e di fargli da cane da punta cosmico.
    MF è tutto sommato sazio di tentare di cavare qualcosa da una intervista a Scialpi e si prende solo cinque minuti x mettere nello zaino lo spazzolino da denti ed i primi numeri di Frigidaire.
    Una volta nella casa galactica, il titano viola e kyrbico confessa che non ha mai mangiato un pianeta e che sono tutti pettegolezzi che ha scelto di non confutare xchè quando era piccolo tutti lo prendevano x il lato B per quello strano copricapo con le antennone da diapason e che tutto sommato è meglio esser temuto che deriso e che si sentiva solo senza qualcuno con cui discutere di Scialpi per esempio.

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    1. Franco purtroppo non ha fatto in tempo a intervenire perché in quella casa bianca doveva andare, il tempo si era fermato ad aspettare. Le elucubrazioni di Mr. Fantasy su Grace Jones succhiatrice quantomeno di sangue as Katrina e sulle Teste rotolanti e orrendamente parlanti come Otto (The Brain) Von Scmidster di Adventures into Terror lo hanno portato a un nuovo incubo (diligentemente registrato da Incubo), di cui fortunatamente conserviamo il video, grazie ad Ikonn:

      https://www.youtube.com/watch?v=UnBlst3T7bY

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  15. Galactus cammina avanti ed indietro nel suo sancta sanctorum nella sua casa cosmica cantando cigarettes and coffee e niente più con uno spleen che nemmeno Uatu l'Osservatore ha saputo dissipare passandosi una manona sulla pelata e commentando: " forfora...io ? " e Mister Fantasy sta seriamente pensando di entrare nella stanza delle armi e scippare il nullificatore assoluto perchè nessuno può reggere una eternità a sentire il vocione della personificazione della entropia che declama perle come ci han sepolto qui sotto la metropoli, ma poi realizza che non sa quanta benza ci sia nel serbatoio e teme di restare solo alla deriva nello spazio e quindi per motivi umanitari grazia il cosplayer viola di Scialpi.

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  16. Roy T. è curioso come un gatto ed ascolta di nascosto i suoi colleghi appiccicando un imbuto alla parete che divide la sua nicchia dagli studi degli altri sceneggiatori e sente che lo considerano un fortunello che ha imbroccato il filone giusto x caso con il suo Conan e lo chiamano Mister Fantasy per prenderlo per il lato b.
    Non la prende benissimo e quindi si chiude nella sua cabina telefonica ripiena di carta dopo il crepuscolo con una risma di carta bianca e comincia a pesticciare sui tasti della sua macchina da scrivere. Il giorno dopo presenta al Sorridente il concept di un personaggio che si chiama Bags The Bug ovvero un oscuro dipendente della compagnia dei telefoni che mentre sta riparando un pannello in corto di uno stabilimento alimentare è colpito da un fulmine dovuto ad un cortocircuito e cade a friggere in un tino di cibo precotto. Ne emerge come una combo della Matta delle carte ed il grillo parlante di Collodi. Stan The Man Lee sorride - in fondo è il Sorridente -ed accompagna Roy T. alla porta dicendogli che forse necessita di una vacanza. Mister Fantasy parte x Roma dove incontra in un bar un giovane Carlo Massarini in cerca di un nome per il suo alter ego in un prossimo show RAI.

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  17. Jimbo Shooter passeggia avanti ed indietro x il suo studio dicendo ai suoi collaboratori che è ora di finirla con storielline di diciassette pagine che rifrullano storie precedenti e che è il caso di provare nuove strade e pesca nel cestino della carta da riciclo il concept di Bags The Bug e lo legge ad alta voce spiegando che è un esempio di cosa è da evitare ovvero una storia confusa con vaghe pretese di satira come Orestolo il Papero e poi mostra la porta a Keith Giffen invitandolo a piantarla con il remake di Kirby.
    Giff non la prende benissimo. E' stufo che gli dica che copia incolla il lavoro di altri e così si presenta da Mamma DC con il concept di Ambush Bug che diventa di culto. Roy T. non ne sa nulla perchè nel frattempo è a Roma e lavora come ghost writer di Mister Fantasy e sta meditando di far ridisegnare Nightcrawler degli X-Men come il dandy Mario Luzzato Fegiz. Ne parla al telefono con Claremont e Byrne e manda loro delle foto. X-Chris è entusiasta, ma Back to the Basics Byrne cassa l'idea perchè secondo lui il critico musicale sembra Oscar Wilde ad un provino per una fiction sul Club Infernale. So goes life.

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    1. Non è un uomo... è un algoritmo.
      Un Omni-Computer statisticamente programmato per esplicare una serie di frasi contenenti tot riferimenti al pop anni 70-80-90 ogni tot parole.
      Voi non potete sentirlo, ma ognuno di questi blocchi di parole si conclude con la frase chiave standard "IL-PRIMO-MOBILE-HA-PARLATO!".
      Quando scopriremo chi lo ha programmato, e soprattutto perché, capiremo finalmente di essere soltanto pedine a forma umana di una tragica partita a scacchi (o meglio, a dama alcoolica, quella coi bicchierini sulla scacchiera).
      Intanto stiamo al gioco e prendiamo il possibile dai suoi oracoli statistici. Feed him with some input.

      Algo-Ritmo: potrebbe benissimo essere stato un titolo della discografia di Scialpi, il King italiano (non il King dei FF, quello di Alone without You).

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    2. Colgo l'occasione per ricordare i bei tempi in cui in una storia di Deathlok/Cybernus pubblicata da Play Press il comando del computer "...Running..." allora prerogativa dei computerini alla C64 e traducibile pressapoco con "... eseguo ...", venne invece tradotto con un ben più creativo "Di corsa!" da qualcuno non ricordo chi. Italians do it better!
      La segnalazione (se non ricordo male) fu di un giustamente scandalizzato Paolo Accolti Gil.

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    3. La traduzione era di quel simpa del Pensaurus. Un tentativo di umorismo alla Giffen/DeMatteis incontra il mood del bagaglino. Non potevamo dirgli nulla, perchè : 1) era il traduttore che costava meno 2) minacciava di andarsene e lasciarci con il running tra i piedi perchè diceva che Butch Guice è un fotografaro impunito e che Denys Cowan è Sergio Toppi adattato al lay out USA.

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    4. Sorry, Butch, io sono anche un tuo fan - le tue cose vecchiotte e vagamente Michael Golden come X-Men vs Micronauts ed ammetto che la tua run anni novanta su Supes non è male quando non usi foto e non citi Colan, ma la tua svolta iperrealista ( Tangent Universe: Superman, Captain America e Resurrection Man ) is more than I can bear.

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    5. Sorry, Denys, io sono un tuo fan dai tempi di The Question - i primi numeri e le storie su Question Quarterly - perchè gli ultimi della ongoing sono piuttosto scialbi e ho anche le tue cose x la Milestone e la mini di Cap e la Pantera Nera e qualche Deathlok e mi piace la tua nevrosi e come intagli il legno che credi di avere sotto il pennino invece della carta, ma è tutta roba che hai scippato al Toppi. Più realista del re. Ricordo le tue cose anni ottantissima, come direbbe buoncompleanno Baggi , con Luke Cage e Iron Fist ed era tutta altra roba. Seguivi il solco di Greg Laroque che ti aveva preceduto. Hai spiccato il volo quando qualcuno - Simonson ? - ti ha fatto vedere le traduzioni, probabilmente in francese, de Il Collezionista ( non marvelliano, l'altro ndr ).

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    6. Sorry Pensaurus, ma ricordo le riunioni di redazioni alla Play quando volevi che Ronny Balboa cambiasse nome perchè volevi contrapporlo ad un cattivo nomato Rugans che inviava minacce in rima e scriveva all'avvocato investigatore cose come " Ronni sappi che il + bon dei Ross el gà buttà suo pader nel foss". E' stato lì che i Play Press Probiviri hanno incominciato a sospettare che fosse matto come una lepre marzolina e hanno assunto Luca Scatasta x rifare le tue traduzioni. La prima cosa che ha fatto Lucas è stato stabilire che il serial di Wolverine in coda a The Nam fosse ambientato nel 21mo secolo ( eravamo all' inizio degli anni novanta e la storia era del decennio precedente ). Ancora oggi il tizio si scusa. Un visionario. Lo abbiamo ceduto volentieri alla Marvel Italia e sostituito con Andrea Voglino. La prima volta che ho incontrato AV in redazione stava celiando con in mano un albo del Ronni e si chiedeva perchè non fosse un pel di carota...

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  18. Mister Fantasy canticchia Alone without youuu sporgendo il mento come il cantante Paul King - combo di Fiorello e Totò - tanto x non sentite rimbombare nella zucca gli immortali versi " No east no west we are the best / ognuno al mondo un posto avrà / no east no west è questa la mia terra / Io bandiere non ne ho ", ma a tutto è un limite, se non consideriamo la carriera di Gianni Morandi, ed è presto chiaro che MF non è solo e non lo sarà mai a meno che davvero Galactus si pappi un pianeta che gli vada di traverso.
    Esiste solo una opzione che non passi per la cicuta ed un biglietto di addio ovvero la ibernazione. Difficile leggere quella lingua aliena - Massarini parla un discreto italiano ed un ottimo inglese pre MTV generation- e così MF erra nel tradurre ed entra nella serra dove i vapori delle piante aliena hanno ragione dei suoi sensi snervati. Dorme il terrestre e sogna Wanda Marktwain, la dimenticata sposa del Collezionista marvelliano, nella sua serra cosmica davanti ai cotati marvelliani che danzano con i loro viticci all'algo-ritmo della divina Wanda. Quando si sveglia, Mf ripudia la sua dieta vegana , consapevole ora che anche una foglia di songino ha una anima e piange e ride e danza , e si nutre solo di musica ed amore. Poi realizza che anche l'amore è una forma di cannibalismo - difficile non diventare mistici dopo eoni di Scialpi - e si alimenta solo con la prosa ottimista vagamente Giffen/DeMatteis oriented del song loredanicobertonico " Sono sola a casa mia / Che mi faccio compagnia
    Io che gioco con la mente / Che non sono intelligente
    Me la prendo con la gente / Io amici non ne ho "

    Amici non ne hai ? E Galactus ? pfui.

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    1. Che scenario allucinante e carico di atroci doppi sensi pensauriani... "entrare nella Serra" ... che poi ti vengono in mente le traduzioni su Corto Maltese. roba da film dell'orrore alla Mario Bava.

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  19. Non era intenzionale. Chiedo scusa alla signora Serra. So che per esempio Watchmen era tradotto dall'ex prof di inglese di un mio compagno di liceo. Non Pensaurus, quindi. Immagino che la redaz di CM fosse impreparata, forse persino sgomenta, di fronte a robe aliene come il Supes di Byrne, il Bats vs Predator di Dave Gibbons e Andy Kubert e naturalmente il Watchmen di Moore e Gibbons ( questa volta ai disegni ).

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  20. Gibbo Bava aveva scaricato bastimenti x decenni nei docks di Nuova York di giorno e dopo il crepuscolo si ritirava nella sua cameretta ricavata in un solaio di una pensione da poco e scolpiva la carta come fosse legno con le sue storie di sauri mutanti e dei spaziali alla deriva e serre aliene di piante carnivore. Era sicuro che qualcuno a la Max Brod avrebbe un giorno scoperto e pubblicato la sua roba x i posteri. Dalia Byrne , la padrona della pensione, era una vedova con il fascino di un bastmento arrugginito innamorata senza speranza di Gibbo che le preferiva una stenodattilografa equina e che aveva fugaci rapporti con uno scopritore di talenti di una rivista simil Black Mask. Dalia risolse il suo tormento avvelenando il Bava. La polizia non sospettò nulla: la cucina non era comunque un granchè in quella bettola. Gene Finardi - un folk singer senza palanche - fu il nuovo inquilino di quell'angusto solaio. Trovò i manoscritti del Bava e prese ispirazione per il suo Extraterrestre Portami Via.

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  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  22. Miniserie... boh, sarà il digitale ma s’appiccicano alla cornea e lì di spalmano: oltre non ci vanno. Quell’inconsistenza forzata, dilatata, tipo marcescenza provocata a microonde, è un qualcosa che t’assoda l’umor vitreo, manda in pappa coni, bastoncelli... immagini che non entrano, restano in sospensione, gonfie. Anche insipide. Può essere che per supportare tutto quel lavorìo di posizionamento, abbiano dovuto semplificare i personaggi, certo Silver Surfer sembra un C-3PO... Boh, c’è poco da dire: quello fanno. Se son riusciti a venderle... Secondo me però per venderle si son dovuti dar daffare parecchio anche in pubblicità: non la digerisci neanche virtualmente una pacchianitudine così polposa, se non sei affamato a bestia.

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    1. La colorazione al Computer non la sopporto neanch'io, mi sembra una roba fatta troppo Di Corsa. Anche i buoni vecchi pallini di colore della seconda storia però non è che siano quel gran che.

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  23. Mi sovviene solo ora dopo una giornata particolarmente triste, squallida e stressante, che tutto l'ambaradan di Giffen-DM su Strange è in realtà la rimasticatura in chiave geek di un vecchio ciclo di storie del Magone disegnate da Colan in cui Umar sembra effettivamente aiutare Dormammu ad acquisire potere mentre in realtà glielo frega (il potere).
    Non ricordo bene perché-percome ma il concetto è quello, quindi pollice verso, perché da questi autori ci si aspetterebbe almeno dell'originalità, che non significa voler "fare gli originali" riscrivendo le vecchie storie Marvel in chiave comica, sennò avresti voglia a scrivere!

    Jean Marc, te lo ricordi Cybernus? Facciamo una storia di Cybernus in chiave comica. Non ci serve neanche l'azione, si fa tutta di dialoghi fra Luther e il Computer, in stile Strana Coppia...

    Associazione di idee, una simile impostazione del lavoro mi fa venire in mente il citazionismo post dilandoghiano, quando all'interno di un fumetto (per contratto?) dovevi citare tre film, due libri e la faccia di almeno un personaggio famoso, se no non te lo pubblicavano (sto esagerando eh!).

    Giudizio sulla storia drasticamente ridimensionato quindi.
    L'inizio mi era piaciuto moltissimo per il tono inusuale e perché Incubo è sempre stato un bel personaggio (un Sandman cattivo), ma poi leggendo leggendo mi sono progressivamente rotto le palle, che all'ultima scena col Surfer e i Beach Boys hanno finito per cadere e rotolare velocissime come le sferette con Bitossi e Baronchelli sulla pista della spiaggia. E' tutto "troppo", Troppo satirico, troppo scemo Dormammu...
    G e D-M non sanno limitarsi. Meglio quella storia in cui tutti volevano essere Difensori. La sana, vecchia imbecillità di una volta.

    E poi lo sanno tutti che il Limbo non esiste più. Fu chiuso da Ratzinger perché lì la gente si divertiva troppo.

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    1. Sì, J_D, le anime dei giusti... le anime degli innocenti... non hanno, non hanno mai avuto e non avranno mai bisogno di un posto dove stare.

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  24. Prima della mia settimanale lobotomia volevo chiedere a Crepascolo (siccome non seguo la DC) se la serie Tangent Universe è ambientata a Milano nel 1992 o a Roma nel 2015.
    Poi mi sembra che Maguire (non so se lo ha già scritto qualcuno) si sia letto un casino di vecchi Excalibur di Alan Davis prima di disegnare le faccette di Umar. Basta.

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    1. Il "nuovo" Tangent Universe è una estensione dei concetti espressi nel tormentone di questa estate Andiamo a Comandare di Fabio Rovazzi negli immortali versi " Col trattore in tangenziale / Andiamo a comandare / Scatto foto col mio cane / Andiamo a comandare " In ciabatte nel locale / Andiamo a comandare / Spaccio acqua minerale ".
      Il mio amico ed ex allievo Dan Jurgens era in vacanza a Riccione un mese fa e mentre si titillava con l'idea di un mostro di mucilla che minacciava Aquaman è rimasto stregato dal song che arrivava a tutto volume dagli altoparlanti dello stabilimento balneare.
      E' tornato negli States con l'idea di riesumare la salma del suo vecchio universo distopico in cui metaumani che hanno il nome di icone DC come Supes e Bats e con loro qualche punto di contatto si muovevano in uno scenario in cui la guerra fredda ed altro ancora erano stati pesantemente influenzati dalla esistenza di metaumani. Dan sta cercando il colpaccio. Qualcosa che abbia lo stesso impatto della Morte di Superman di oltre vent'anni fa.
      Il nuovo TA ha un contesto steampunk con macchine calcolatrici in legno in campagne abitate da latifondisti che hanno tutto l'interesse a rallentare i progressi tecnologici per evitare rivoluzioni. Non esiste nemmeno il motore a scoppio. I trattori, lentissimi, viaggiano a vapore come i primi treni. Sarà una aliena precipitato da un pianeta morente ed allevata da una posse di carbonare che si comportano come amazzoni a guidare la riscossa quando le sue genitrici saranno uccise da un rapinatore all'uscita da un museo in cui erano esposti alcuni dagherrotipi. Disegni di Tony Millionaire, Covers di Collen Doran e Jill Thompson. Potrebbe uscire x la Vertigo. Non vedo l'ora di leggerlo.

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  25. Da quando ho scoperto che Malvina è, senza saperlo, un'androide, l’ orda dei miserabili metaumani aspiranti assassini ( travestiti da super eroi marvelliani) che mi stava braccando per arrostirmi a fuoco lento e divorare le poche carni che ho sulle ossa, vacilla, arretra, si ferma ed è presto messa in fuga lasciando sul terreno un migliaio di cadaveri crivellati da proiettili o sbranati senza misericordia. Alien si è schierato dalla mia parte perchè fortemente deluso che Malvina essendo una replicante non possiede sesso, ha sete di vendetta. Mah, vallo a capire!
    Imperturbabile Crepascolo il simbionte mi guarda: Thomas, di nuovo nei pasticci, come al solito. Volge gli occhi al cielo e con un cenno al fedele De La Rue dà l’ordine di fare partire la batteria di missili terra –aria.
    Alto nel cielo il dirigibile del truce Ming colpito e in preda alle fiamme si allontana verso oriente, in direzione del 13°, un arrondissement della capitale parigina, ricco di quartieri popolati da figli del celeste Impero. Un boato lontano, un bagliore improvviso : la fine della miserabile canaglia??
    Saurokan con gli occhi iniettati di sangue si spoglia completamente e nudo - Silvina chiudi gli occhi!! - con il serpeggiante kriss stretto fra i denti si butta nelle turbinose acque della Senna; lo vedo nuotare velocemente verso la riva sinistra.
    Ha giurato di tagliare la testa a Moriarty alias Ming alias Renziciang, di certo manterrà la sua promessa: l'uomo amato dalle pulzelle non perdona!!
    Io sospiro di sollievo: Crepascolo, sempre presente al punto giusto, ma come fai??
    I cento mastini del Nostro ( o sono di della Rue?) uggiolando mi sono attorno, li accarezzo uno per uno, li conosco benissimo per essere stato il loro padrino tanti anni fa a Lucca .
    Volete che vi racconti come ebbi modo e maniera di salvarli dalle grinfie di Castelli che li voleva spellare vivi e con le loro pelli opportunamente conciate rivestire i suoi divani Frau??
    Noo, ma, ma, me la caverei con poco, al massimo una decina di paginette scritte…..
    “Dai Thomas”, mi bisbiglia Alien, vieni con me, ho prenotato un intero treno- the tunnel train- che fra un’ora partirà per Famagosta e in men che si dica arriverà a destinazione: laggiù, nel bistrò chez Rasputin ti aspetta Lady Malvina dopo l'intervento a Casablanca, pronta a donarti il suo fiore!
    Vedo che Alien ha intuito qualcosa, non mi rimane che saltare sul deltaplano e involarmi sulla corrente ascensionale della catena montuosa del gran Atlante.

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  26. La cima del grande Atlante più alta è il Jbel Toubkal (4165 m); sulle sue pendici sorge il monastero delle mille vergini vestali che vegliano sulla virtà della donna eterna, che da diecimila anni attende un prode e virile eroe che la rapisca ; dai Sauro, fai vedere chi sei!!

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  27. Beh, "La donna eterna"( la serie del buon Haggard) quelli sì che erano romanzi!! poi tradotti anche in veste di fumetti: ricordo Buzzelli alle prese con il primo di tali tomi; ma poi in tanti scrittori e disegnatori riciclarono ìl mito di questa povera donna condannata all'immortalità. a meno che...
    Anche Attilio Micheluzzi in un episodio di J,Focus la ritirò in ballo, come albo allegato al "Corriere dei ragazzi", mi pare nel 1974 .
    Ma anche queste cose, che pur non sono dell'età della pietra, non sono in sintonia con i gusti e le conoscenze dei lettori di oggi che frequentano il blog.
    Che dire, che pensare??

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  28. Rispondo anche qui ad Advent che nel post precedente interagisce con quanto in quel loco ormai remoto ho dissertato (su questo e quello): In quella che mi pare l'ultima edizione italiana del famoso romanzo di Philip K. Dick ( 2002. Fanucci ,Roma), " Ma gli androidi sognano pecore elettriche". risalente al lontano 1968, sia nella corposa prefazione che nella postfazione, vengono sviscerati storia della genesi e dell'evoluzione del romanzo. Quindi tutto o quasi è stato detto.
    Però ancor più si approfondisce il tema nell'ambito di un altro volume dovuto sempre al Nostro, ossia " Rapporto di minoranza e altri racconti" Fanucci ed.2002: a pag. 203 ecco l'intervista tratta da "What if Our World is Their Heaven?"con tanto di titolo " The final conversation of Philip K, Dick", fatta all'autore da Lee e Elaine a proposito del film "Blade runner" e dintorni.
    Insomma, la lista bibliografica sul Nostro è assai nutrita e consta di interviste , articoli e saggi apparsi nei più vari contenitori, quasi tutto in inglese e penso di arduo reperimento.
    Se qualcuno volesse erudirsi a proposito, dovrebbe sudare le proverbiali sette camicie!
    Comunque con il fatto che l'anno scorso, 2015, è uscita negli States e forse(?) in Gran Bretagna la prima serie di episodi televisivi di " The man in the high castle" tradotto da noi, paese di santi , poeti , navigatori ecc, anche come " La svastica sul sole", la critica si è scatenata e Dick sta godendo di rifulgente gloria postuma.
    Ora è in lavorazione la seconda serie di episodi.
    Ho cercato di informarmi se e quando la prima serie arriverà anche in Italia, ma non ho cavato un ragnetto dal buco.
    Chissà, se è uscita o uscirà su qualche canale televisivo a pagamento, io non potrò guardarla, poichè non ho intenzione di pagare nulla aldilà del canone, che già è un fatto che mi rompe le scatole.
    Qualcuno ha notizie di questo intrigante affare???

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  29. Ciao Tomaso,

    spero non ti abbia infastidito la mia presa in giro precedente. Il riferimento semiserio era a questo: https://www.youtube.com/watch?v=L_3P6hzfwhc
    e se lo dice lui io gli credo!

    per quanto riguarda "do androids" temo siano state pubblicate delle edizioni più recenti sotto il titolo "Blade Runner" con tanto di Deckard in copertina.

    Nemmeno io ho notizie di una trasposizione futura in italiano della serie tv.

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  30. Qualcuno sa che fine ha fatto La Rue?

    E'sparito!

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  31. Advent, per carità, bisogna pur scherzare, direi anzi che è necessario!
    Io poi per primo mi diverto nel giocare con le parole, quindi....
    In biblioteca le edizioni recenti di questo o quel romanzo non arrivano proprio, in quanto se il libro è già presento anche con una edizione vecchissima ed è in buono stato, si tiene quella( mi pare giusto).
    Comunque proverò a guardare nella libreria "la Feltrinelli" dove logicamente ci si basa sulle nuove edizioni.
    Anche se siamo in pieno periodo ferragostano e molti negozi sono chiusi.

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    1. Tomaso guardando su ibs questa del 2015 mi risulta come la versione più recente, se però sia semplicemente una ristampa identica alle vecchie non so dirti, magari tu conosci curatori e traduttore:

      http://www.ibs.it/code/9788834728949/dick-philip-k-zzz99/ma-gli-androidi-sognano.html

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  32. Casa editrice è sempre Fanetti e il traduttore non cambia, Riccardo Duranti.
    Resta da vedere se la postfazione che nella mia versione è di Gabriele Frasca è stata rifatta. Frasca scrive difficile, almeno io avrei usato un lessico meno ricercato.Mah?? Comunque il nostro Dick aveva forti motivazioni personali legate al suo tribolato vivere per scrivere i suoi romanzi, il che a volte li rende problematici in tutti i sensi: almeno, io li percepisco in tale maniera.
    Devo anche ammettere che non ho letto tutti i suoi numerosissimi lavori e che quanto ho letto decenni or sono me lo sono praticamente dimenticato.Resta il fatto che alcune sue opere le ho lette e rilette, cosa che faccio anche con altri numerosi autori e che mi permette di constatare che con il passare degli anni la mia , come dire, sensibilità? è cambiata parecchio.
    Io non sono più il Tomaso Prospero degli anni ottanta, ad esempio.
    A volte penso che se potessi ritornare indietro nel tempo e dialogare con me stesso del passato, beh, ne salterebbero fuori delle belle!
    Penso che sia una cosa che in modo più o meno evidente, capiti a tutti.

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  33. Si, eccoci in pieno Ferragosto, alle ore 12.00 del 15!!
    Io e mia moglie più la gatta siamo a casa: dei tre la più felice è il bianco felino che non pensa di certo a questa festa di mezza estate, o di fine estate a seconda della latitudine dove vivi!!
    Comunque il tempo passa, e anche per voi anime dannate che state folleggiando a Capocabana domani sarà un altro giorno e all'inizio di Settembre le vacanze saranno un ricordo. Chissà, che io e mia moglie verso il dieci di Settembre non si possa partire per qualche posto ameno, per festeggiare a champagne le nozze d'oro che appunto hanno il giorno fatale a metà del mese settembrino.
    Certo, ci dovremo portare dietro la gatta....
    Mah, chissà mai che cosa ci aspetta!
    BUON FERRAGOSTOOOOO!!!!!!!!

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  34. Tutto quel che posso dire è che la versione televisiva dell'Uomo nell'Alto castello rischia di essere una ciofeca se si limiterà alla spettacolo dell'iconografia Nazialternativa e non terrà conto delle implicazioni del messaggio Dickiano (messaggio dickiano, bello... messaggio der cazzo...) secondo cui gli universi cambiano, ma niente cambia in realtà. Hitler ha vinto, ma il nostro mondo in cui il nazismo NON ha vinto è/sarebbe ugualmente schifoso, se il giapponese ci rimane/rimanesse catapultato dentro. O se la Cavalletta ci opprime/sse (la Cavalletta/the Grasshopper, se non ricordo male nella "Svastica" è un riferimento a Churchill e al Commonwealth).

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  35. "La cavalletta non si rialzerà più" è il titolo del libro che circola nell'universo alternativo di "The man in the high castle" del nostro adorato quanto compianto Dick".
    Già, e in questo libro che circola clandestinamente negli Stati uniti d'America ( a parte la zona centrale che in ricordo di Vichy risulta libera a modo di cuscinetto fra l'est occupato dai tedeschi e l'ovest della costa del Pacifico sotto il talline nipponico) si narra che in un universo parallelo la 2° guerra mondiale è stata vinta dagli Stati uniti ed alleati europei e che il nazismo e l'imperialismo giapponese sono scomparsi sostituiti da regimi democratici.
    Insomma, Philip K. Dick ribalta la nostra realtà e crea una sorta di equilibrio narrativo basato su una visione speculare del reale e dell'immaginario: aldilà dello specchio questa volta ci siamo noi di questa ,penso unica , realtà.
    Ora che dopo l'episodio pilota negli States sono apparsi dieci episodi della prima serie ( inediti in Italia) accolti dal favore del pubblico: quindi il produttore, Amazon, ha dato il via alla seconda serie che sta per debuttare in America.
    http://movieplayer.it/serietv/the-man-in-the-high-castle_4016/

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  36. Se qualche piratesco avventuriero informatico è riuscito a registrare gli episodi della prima serie in inglese, sarei disposto a baciargli mani e piedi per sapere come fare per potere averli, poiché temo che qui in Italia -se mai li vedremo -saranno a pagamento .

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  37. La Rue: non so che significa "ciofeca", ma sospetto fortemente sia un termine negativo.
    Io ho visionato varie presentazioni della serie televisiva Amazon "L'uomo nell'alto castello", e ho l'impressione che come tale ( lavoro televisivo) sia buona.
    Certo, non ci si può aspettare che sia fedele copia del romanzo omonimo di Dick.
    Si può anche intuire il perchè.
    D'altra parte lo stesso Dick all'inizio del 1982, poco prima di morire quindi, si dichiarò entusiasta del film tratto dal suo romanzo "Gli androidi sognano pecore elettriche"? da lui visionato ancora in parti non montate. Il film, "Blade runner" ( come tradurlo? "Chi corre sul filo del rasoio"??) assomiglia poco al romanzo, ne seleziona un filone narrativo ( disse Dick che i filoni narrativi del romanzo erano ben sedici, quindi era indispensabile effettuare una scelta selettiva) e ne stravolge il finale, anzi nei due finali , dove comunque il cacciatore di taglie Harrison Ford e la bella attrice (Young ?) che impersona l'androide femmina Rachel ( non a caso nome tipicamente ebreo, per ricordarci che chissà quante Rachel nella realtà perirono nei campi di sterminio nazisti che, voglio ribadire, nel 1942/45 furono fra grandi e piccoli più di 1500: dove non si fece in tempo a costruire le camere a gas, cosa che richiedeva una complessa organizzazione logistica che stava in piedi perché erano decine di migliaia le persone e le organizzazioni coinvolte, dalla produzione e trasporto del gas mortale, al sistema ferroviario che trasportava le future vittime, alla gestione dei campi di sterminio ecc, ebbene in questo caso i poveri ebrei venivano subito fucilati all'arrivo e sepolti in fosse comuni!!), dicevo che la bella Androide Rachel è angelicata e l'amore trionfa, nel senso che lei il cacciatore di taglia sembrano scamparla.
    Nel romanzo rachel se la cava, ma non è per nulla un angelo, anzi rivela essere "donna2 calcolatrice che prima seduce il cacciatore e poi si vendiva uccidendogli la preziosa capra ( la faccenda degli animali veri estinti quasi del tutto sulla terra e sostituite da copie androidi, è un filone narrativo tagliato nel film). Va beh, ce ne sarebbe da dire, ma non voglio ulteriormente romprvi le scatole1

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  38. https://www.google.it/search?q=you+tube++the+man+in+the+high+castle+trailer&ie=utf-8&oe=utf-8&client=firefox-b&gfe_rd=cr&ei=8NOyV_f

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  39. Terrificante la visione dei trailers!!
    Parlassero almeno in inglese oxfordiano e non americano della costa del pacifico.
    Va beh, La rue e Advent, se ce la fate ditemi che impressioni avete riportato.Poi io le copio e a mio nome le mando a Sauro per il Pop Journal!!

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    1. I trailers non li ho visti tutti, solo due o tre. Non dico che debba necessariamente essere brutto, anzi visivamente mi sembra interessante e meritevole di attenzione, ma dico che la storia soprattutto perché si sviluppa in molti episodi, deve necessariamente essere solo "basata" sul libro.
      Insomma qui si soffre del problema inverso a quello che di solito ha l'adattamento in film: nell'adattamento in film di solito non si riesce a presentare TUTTO quel che c'è nel libro. Qui immagino che si vada ben oltre il libro. Difficile dire di più senza vedere la serie. Su IMDB si trova un breve riassunto degli episodi

      http://www.imdb.com/title/tt1740299/episodes?season=1&ref_=ttep_ep_sn_pv

      Quello che sottolineavo nella mia osservazione iniziale è che Dick in tutti i suoi libri teorizzava un rimescolamento delle carte e una messa in discussione delle "certezze". E' davvero migliore il mondo in cui gli alleati hanno vinto? Non è un falso problema domandarsi se il mondo possa essere "migliore"? Sono più umani gli umani o gli androidi (nel film: i replicanti)? O non sono piuttosto la stessa "cosa"? In "Total Recall" io sono veramente io o sono quello che dicono i miei falsi ricordi (la vera natura del protagonista è quella di un farabutto, ma i ricordi impiantati fanno emergere l'eroe)?

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    2. Questo (la messa in dubbio della "realtà") mi sembra di ricordare fosse il punto nella prefazione al libro di Editrice Nord. Non è necessariamente detto che un film/serie che "tradisce" il libro da cui è tratto sia peggiore del libro.
      Le esigenze di una serie televisiva sono di mostrare un buon spettacolo e questo vuol dire (oltre a belle scenografie) una storia in cui si mostrino suspense ed eroismo, dato il genere trattato. Come si svilupperà la serie non lo so, ma mi pare che non sia la solita storia di resistenza a un regime totalitario come se ne facevano un tempo (che so, "V-Visitors") Sospetto che sia più matura e incentrata sulla possibile esistenza dell'universo-Grasshopper, che nel testo scritto poi non era esattamente "il NOSTRO mondo".
      Nel "nostro" mondo si ritrova brevemente Tagomi, che deve subire il razzismo degli Americani.
      Il libro, per quanto degno nella sua tesi e nell'impianto narrativo, non era molto "spettacolare". Due cose diverse quindi.
      Onestamente non sono un fan sfegatato di Dick. La Svastica mi piacque più che altro per l'argomento.
      Son tanti anni che non lo leggo, ma mi sembra di vedere alcuni elementi di differenza: Tagomi non era "trade minister", "The Grasshopper lies Heavy" era un libro e non una pizza di film (ma per la spettacolarità va meglio il film), il tedesco altolocato che cercava di impedire la guerra col Giappone veniva ucciso (forse) e c'era un personaggio italiano, un cialtrone, amico di questa Juliana ma che in realtà faceva il doppio gioco. Ora che ci penso non ricordo se c'era una "resistenza".

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    3. Ultimissime considerazioni:

      1)Nell'edizione Nord mi pare che il libro fosse tradotto con "La cavalletta ci opprime", ma forse me lo sono sognato. "Lies Heavy" è interessante. "non si rialzerà più" mi sembra logico, ma che significa? "Ci opprime" può avere una giustificazione se si ritiene che la citazione derivi dal libro dell'Ecclesiaste, come ipotizzato qui:

      http://www.shmoop.com/man-in-the-high-castle/grasshopper-lies-heavy-symbol.html

      Ma io sono un creativo, e potrei anche tradurre "La Cavalletta MENTE DI BRUTTO" (anche se sarebbe meglio "heavily"). Bello, eh?

      2): Sauro ha scritto un fumetto ambientato in quest'universo. Ci dica la sua opinione al riguardo. Lo pretendiamo.

      3): Ma perché Tomaso (se posso permettermi) sul giornale POP non scrivi qualcosa del fumetto italiano, tu "che sai"?

      5): "Ciofeca" lo diceva Totò, vuol dire "schifezza" ("E' buono il caffè?" "E' una ciofeca!").

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    4. Merci J D La Rue!!
      Io lessi il romanzo in questione nell'edizione "Cosmo oro" della Nord. credo di avere ancora tale volume, ma dire dove è cosa ardua.
      Incredibilmente con tutte le edizioni che ne sono state fatte, ultime quelle "Fanucci", fra tutte le biblioteche modenesi ne esiste una sola copia che ora è fuori in prestito, quindi anche se l'ho bloccata chissà quanto dovrò aspettare!
      Beh, ad essere sincero se scrivo a ruota libera senza pensarci tanto mi piace e anche mi rilasso, ma se diventa una sorta di "compito" tendo a fare tutto il più in fretta possibile perchè la faccenda mi induce ansia e me ne devo sbarazzare per poter essere di nuovo "libero".
      E' sempre stato così, anche andando alle prime cose della mia memoria, ricordi delle scuole elementari, pochi e confusi ma tutti pervasi da una sorta di paura.
      Mah, l'autoanalisi non ha mai portato soluzioni o spiegazioni, la paura non ha matrici inquadrabili e comunque probabilmente funziona da difesa nei confronti dell'ignoto in modo automatico.
      Siamo esseri assai complicati, non per niente per arrivare all'uomo sapiens ci sono voluti alcuni milioni di anni di evoluzione e selezione e di estinzioni di quelli che io considero primati nostri cugini.
      Va beh, questo è quanto!!

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  40. Qui sulla cima della montagna il vento fischia forte e io, che sono in tenuta estiva tipo caldo tropicale, sono percorso da brividi di quasi gelo; ma chi me l'ha fatto fare di salire l'erto pendio al seguito di un essere vagamente diavolesco? MI precede e ogni volta che si gira per cercare di incrociare il mio sguardo mi accorgo che il suo voltomuso è sempre diverso. Alla fine, sull'orlo del dirupo che costituisce il lato a strapiombo di questa cima ai limiti del mondo, stanco di sentire il continuo bisbigliare di questo essere metamorfico e subdolamente ingannevole con le sue offerte assurde ma tentatrici, con un calcio nel sedere l'ho scagliato nell'abisso.Mentre miagolando precipitava nell'orrido, quel subdolo essere mi ha guardatto con gli occhi e il muso pietoso della mia gattina, per farmi soffrire e per ricordarmi che lui è o vorrebbe essere il più forte.
    Sono tornato a passo veloce verso la mia umile casa in Galilea: ohh, che sollievo, la mia gattina è in casa che mi attende, per questa volta ancora il demonio l'ha presa in quel posto!!

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  41. Con il fatto che la gattina è qui che mi guarda e con questo si conferma il fatto che il pavimento che ho sotto ai piedi è reale come tutto il resto, concreto, materiale e vero, riprendo forze e per dimostrarvelo provo a propinarvi una pillola narcotizzante , eccola qua di seguito: poiché con questo post e con gli interventi dei followers siamo nel campo letterario, filmico e fumettistico della narrazione che genericamente si può definire di fantascienza (e i super eroi penso ne facciano parte ), mi prendo arbitrariamente licenza di fare una riflessione scritta partendo da un punto lontano del tempo passato, e inizio con una domanda retorica ma non del tutto: ” Jacovitti fu un precursore della fantascienza? Beh non esageriamo, però nel 1941 disegnò la storia “Un marinaio nella stratosfera” che di un viaggio nello spazio parla: quindi almeno l’intenzione c’era. “Il Vittorioso” dedicò inizialmente- a partire dal n°1 del 1937 - la prima pagina disegnata in stile “ventennio” da Paola Bologna, che con il “Mistero di Saturno” cercava di tener testa ai fumetti di fantascienza, A dire il vero il “cineromanzo” fantastico non fu particolarmente coltivato sul “Vittorioso”: qualche eccezione però esiste, penso alla storia “Il dominio di Xuma” di Bonelli /Cozzi risalente al 1940, ambientata nell’Africa nera con una strana “contaminazione” avveniristica, rappresentata da questa sorta di scienziato pazzo, Xuma, che inventa armi futuribili e persino un gigantesco robot definito mecantropo!! Il disegnatore Cozzi che era bravo ma a prestar fede quanto è stato scritto credeva di essere un fenomeno, nel 1945 emigrò in Spagna, dove continuò a disegnare fumetti in un clima politico verosimilmente a lui congeniale: fra le altre cose portò avanti abusivamente le avventure- ovviamente apocrife- di Dick Fulmine, mentre in Italia lo stesso personaggio continuava le sue avventure senza soluzione di continuità fra la fine della guerra e la nascita dell’Italia democratica, giungendo alla metà degli anni ’50. Alla fine su una serie di albetti disegnati da Carlo Cossio, prese moglie e da quel momento di lui e della sua vita divenuta borghese, non si seppe più nulla!!
    I fumetti di fantascienza italiani dal 1945 all’inizio anni ’50 , come personaggi seriali, sono rappresentati da Raff, pugno d’acciaio, nato sulle pagine del romano “Giramondo “ edito a partire dal 1945da Capriotti, passato su “”L’Avventura” e supplementi: disegnato in successione inizialmente solo da Vittorio Cossio, poi con l’aiuto degli allievi Grassetti, Polese(?) e il già esperto Mario Guerri che continuò da solo con storie scritte dal fratello Alberto che prese il posto dello scrittore Martini (?) che l’aveva preceduto, si estinse con la crisi dei settimanali a fumetti formato giornale che dovettero soccombere sotto la pressione degli albi formato libretto inaugurati da “Topolino” e seguita da molti altre testate, compreso “L’Intrepido” di buona memoria e dalle mille vite.

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  42. Tomaso, a dire il vero, per quel poco che ho letto, non ho trovato recensioni molto entusiastiche per la serie tratta dal racconto di Dick. La puoi trovare sicuramente in streaming sottotitolata in italiano ma per queste cose credo che tuo nipote sia certamente più ferrato di me.

    Non sono un vero appassionato di science-fiction. Ne ho letta diversa ma non è il mio genere preferito. Attualmente sto leggendo i racconti di Bradbury, quei racconti che gravitano come le falene accanto alla fiamma, riguardanti Fahrenheit 451.

    La mia idea, che chissà ? In qualche lontana realtà parallela sarà realizzata, era quella di fare un fumetto tratto da Fahrenheit 451. Una versione ufficiale esiste già, ma nella mia illusoria presunzione pensavo di poter fare di meglio. Nella realtà sono una pippa a disegnare e l'opera necessita di copyright quindi credo che il tutto rimarrà solo nel dossier preparatorio che avevo iniziato a scrivere.

    Ho due pensieri da proporvi. Il primo è che la science-fiction sia rimasta indietro nel presentare la realtà odierna. Il futuro (ovvero l'attuale tempo) è in buona parte diverso da come se lo immaginavano scrittori e registi di qualche decennio fa. L'orrore è pulito, user-friendly e con tante faccine simpatiche, lustrato come la plastica di un Mac o di un Ipad. In questo c'è una divergenza tra significante e significato.
    Diciamo anche tra forma e sostanza: la pecora è pecora o basta fare un androide con i cotton fioc usati al posto del pelo e si ottiene ugualmente una pecora? O la gente crede che sia una pecora?

    In secondo luogo pensavo che in molti di questi capolavori della sci-fi ci siano ancora moltissime connessioni col romanzo (in senso letterale), il che li rende in parte favole lontane dalla "science".
    In Blade Runner, Fahrenheit 451, Brazil, l'Esercito delle 12 scimmie l'amore salvifico è al centro. L'eroe si innamora di una donna e i due rifondano il tempo come due novelli Adamo ed Eva. Creano un personale eden separato dalle brutture del quotidiano.

    Non sempre la cosa va a buon fine, ma è certo che le lacrime di Rachel la rendono più umana degli altri, le uniche lacrime che non si confondono con la pioggia.
    Ti amo Rachel.

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    1. Giusto, aggiungerei che anche Roy Batty è più "umano" di tanta altre gente. Advent fa due osservazioni meritevoli di accurate riflessioni.
      Prometto di rifletterci. Ora non ho tempo per pensare seriamente, ma l'osservazione di Tomaso sulla umile casetta in Galilea mi stimola a ricordare un altro universo alternativo, in cui muore qualcuno che in realtà, non dovrebbe essere lì...
      Siccome muore lui e non "quell'altro", la storia del mondo cambierà irrimediabilmente, tuttavia prima di morire Egli ci regala una perla di saggezza:

      https://www.youtube.com/watch?v=CiLdkI0WQXg

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  43. Nel romanzo di Dick l'androide Roy Batty è un vero mascalzone, un pluriassassino che su Marte ha ucciso molti esseri umani per poi fuggire insieme ad altri sette androidi (compresa una copia di Rachel) verso la terra, incapace di empatia verso il prossimo, anche se è sposato con una androide, quindi la ama "con sensuale ed incontrollabile passione". Alla fine verrà ucciso dal cacciatore insieme a tutti gli altri, compresa la copia di Rachel.Quindi il finale del libro è tristemente pessimista, non c'è una possibile via di salvazione per gli uomini destinati a morire tutti a causa dell'nquinamento causato dalla guerra atomica. Un finale che non lascia speranza.Invece il film, "Blade runner" è come detto da Advent e La Rue: l'androide Roy Batty salva il suo persecutore e muore perché la sua come androide è una vita di soli pochi anni, mentre il cacciatore impersonato da Harrison Ford, attraversa il metaforico "guado" e scappa con la bella androide Rachel. E questo in ambedue i diversi finali del film.
    Se non ricordo male all'epoco dell'uscita del film, 1982, il romanzo di Dick non era ancora uscito in veste di libro autonomo, ma solo pubblicato nell'ambito di una rivista di S.F. A Dick era stato proposto di far uscire in contemporanea al film anche il romanzo riscritto sulla falsariga del film stesso, ma Il Nostro rifiutò, preferendo la sua stesura del romanzo, meno romantica e con il cacciatore fondamentalmente piuttosto stupido, sedotto e mandato a quel paese dall'androide Rachel, che era fin allora rimasta in vita perchè astutamente aveva sedotto tutti i cacciatori di taglie che dovevano eliminarla e che dopo l'avvenuto rapporto sentimental/sessuale innamorati o in preda a rimorsi non avevano avuto la carognaggine sufficiente per ucciderla.Abbiamo quindi un androide femminile che usa con grande finezza le ari seduttrici del suo sesso, dimostrandorsi in questa molto cinicamente umana.

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    1. Il romanzo non l'ho letto. Fece bene Dick a restare fedele alla sua stesura, ma mi domando (alla luce di quanto dicevo sopra)se a volte non sia quasi inevitabile "tradire" il libro facendo il film.
      Non dico che Blade Runner sia riuscito "migliore" del libro ma di certo essendo aperto alla speranza è più appetibile per uno spettatore "medio". Probabilmente fu cambiato per questo.
      Puoi anche avere voglia di comprare un libro improntato al più totale pessimismo (e realismo), ma se devi scrivere un film che sperabilmente faccia buoni incassi devi tenere conto di alcune cose.
      Se io (nel 1982) chiedo a mio cugino che ha visto Blade Runner se il film merita e lui risponde che sì, è bello, ma alla fine perdono tutti/muoiono tutti, io vado a vedere Tron. :)

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  44. Mah, che dire?? Di certo Philip K. Dick mi piace pensarlo come persona che ama il suo lavoro di scrittore e che rifiuta certi compromessi per integrità morale.
    Mi piace pensarlo perché questo dell'integrità morale è un valore a cui tengo molto, mi piacerebbe essere dotato di questa forza che ti mantiene integro in un mondo dove viceversa il valore principale è quello del profitto/potere da conquistare a tutti i costi e l'immoralità diviene cosa superflua se ti conduce ad essere ricco e potente. Poi , a dir il vero, nella realtà quotidiana io non mi sono mai trovato in situazioni nella quali la mia morale è stata messa alla prova da tentazioni concrete.
    Però io sento questo pericolo come concreto e quasi incombente, e la parabola della montagna sulla cima della quale il demonio ti porta per tentarti con l'offerta di diventare padrone di tutto quello che dalla alta cima si vede tutt'intorno, è anche una metafora che rispecchia bene la situazione di noi poveri esseri umani. Ecco, ripeto che mi piace pensare che lo scrittore Dick abbia resistito alla tentazione di vendere l'anima alla casa di produzione cinematografica produttrice di "Blade runner" e per integrità morale abbia rifiutato di trasformare la sceneggiatura del film in forma narrativa e farne un libro.Libro poi fatto da altri, uscito in quel lontano 1968 sotto forma di romanzo con corredo di più di sessanta fotografie tratte dal film omonimo.
    Purtroppo io non ho mai letto questo romanzo e neppure so se è stato tradotto in italiano e pubblicato qui da noi.Che esiste ne sono certo, poichè ho visto la riproduzione della copertina che mostra in primo piano Harrison Ford dall'espressione arcigna con tanto di rivoltellone in mano, immagine che suggerisce bene la sua attività di cinico cacciatore di taglie, uccisore senza remore di androidi.Va beh, si tratta sempre e solo di finction, ma comunque sono contento che Rachael- io preferirei che fosse Rachele, il suono mi piace di più- la donna androide di ineguagliabile fascino e bellezza, alla fine se la cavi.
    Ha ragione De la Rue nel dire che lo spettatore o lettore preferisce il lieto fine, quindi ......

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    1. Quindi Tomaso ci hai fatto uno spoilerone senza nemmeno averlo letto? :) che dire? Siamo in tre a non averlo letto, ma spero di farlo prima o poi. Alla libreria Ubik ,non a caso, li avevano tutti i romanzi di Dick.

      Non vedo necessariamente le due forme dell'opera come contrapposte l'una con l'altra, si possono apprezzare entrambe nella loro diversità. Certo è che in un libro di nicchia ti puoi permettere di essere più visionario e "realista", forse meno in una produzione come il film di Scott che comunque ebbe i suoi travagli. Esistono -credo- sei versioni di BR. Ho apprezzato quella in Blu Ray recentemente, uno spettacolo per gli occhi con la colomba che vola non più verso il cielo terso, ma verso i palazzi oscurati dalla pioggia. Più prosaico e meno visionario ma più coerente (che poi il motivo fu banale: la colomba si rifiutava di volare con la pioggia).

      Una suggestione del film è che anche Deckard sia un replicante. L'idea proviene dalla scena in cui lui sogna l'unicorno e alla fine trova l'origami dell'unicorno fuori dalla porta.

      In realtà molti autori si sono rifiutati di voler far trasporre le proprie opere in film (o si sono detti schifati del risultato). Ricordo il dialogo fra Robert Redford (che ieri ha compiuto 80 anni) e Robert Pirsig per la trasposizione de "Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta", ma riportato in "Lila", il secondo libro di Pirsig.

      Ti capisco Tomaso, le brave persone sono sempre più rigide con se stesse che con gli altri. Se anche non ti trovi di fronte a situazioni di dilemma morale da "dominazione ti mondo" spesso, nel quotidiano, ci sono volte di cui non sono soddisfatto di come mi sono comportato.

      Leggevo recentemente del "Gawain e il cavaliere verde" un poema del XIV secolo che fondamentalmente ha a che fare con conflitti tra forme diverse di moralità. Incredibile pensare come al giorno d'oggi la maggior parte delle persone nemmeno sappia cosa sia la moralità.



      Sto prendendo visione delle scene tagliate. Davvero interessanti per un appassionato come me. Ce ne è anche una con un breve dialogo mentre i due sono in fuga in macchina nel verde.

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  45. Beh, ovviamente ho letto la versione originale " Sognano gli androidi pecore elettriche?!, ma non ho mai trovato in forma narrativa la sceneggiatura del film "Blade Runner", pubblicata nello stesso 1982 dalla stessa casa cinematografica e scritta da ,mi pare, un certo Mills.
    Sarebbe interessante leggerla per vedere se si avvicina all'originale oppure rimane specchio del film.
    Deckart il cacciatore di taglie nel romanzo di Dick non può essere un androide perchè è stato controllato attraverso il metodo consueto che si presume non possa errare.
    Poi i replicanti o androidi hanno la caratteristica di mancare di capacità empatica, cosa questa che non può passare inosservata.
    Poi nella versione cinematografica,prodotta anni dopo la pubblicazione del libro che risale al 1968, naturalmente fu necessario tener conto in quele maniera e in quali direzione( la città del futuro, il o i governi della terra, la tecnologia , ecc) si era evoluto il genere dal 1968 al 1982, con film come "Guerre stellari", ad esempio.
    Quindi per forza il film doveva approfondire questi punti visivamente, infilandosi in quella sorta di tunnel espressivo che presenta la terra come un insieme di megalopoli multiculturali e multirazziali, che nell'ambito filmico ha una valenza di preminente valore scenografico.
    Se guardiamo la realtà delle megalopoli terrestri in questo momento.Rio de Janeiro ad esempio che abbiamo tutti sotto agli occhi a causa delle Olimpiadi: la realtà ci mostra non una accozzaglia inestricabile multirazziale ma una società rigidamente divisa in vere e proprie caste che si differenziano per la ricchezza di pochi e la miseria nerissima di molti.
    Insomma, la fiction cinematografica sembra essere al servizio delle potenze economiche che la governano che non hanno nessun interesse a riprodurre la nostra realtà sociale, fatta di favelas e di quartieri residenziali super protetti dove vivono i ricchi.
    Ma forse sto andando fuori tema.

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  46. Copio pari pari da" venti cose che forse non sapete su Blade Runner.
    L'idea per Il cacciatore di androidi/Ma gli androidi sognano pecore elettriche? venne a Dick nel 1962, mentre cercava del materiale per La svastica sul sole/L'uomo nell'alto castello. Scavando tra dei documenti della Gestapo conservati all'università di Berkley, Dick lesse i racconti disumani delle SS di stanza in alcuni campi di concentramento. Lo scrittore si chiese come potessero degli uomini all'apparenza come gli altri essere talmente spietati, sembrare esseri umani solo esteriormente. Prima dell'uscita del film, fu proposto a Dick un contratto da 400mila dollari per realizzarne la novelization. L'autore rifiutò, le case editrici che detenevano i diritti del suo romanzo si fregarono le mani, e presero a ripubblicarlo come Blade Runner e con la locandina del film in copertina. E tante grazie!!
    Sarà vero?? mah, come verificare??

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    1. Tocca farsi un giro in Internet. Sarebbe bello se i blogger, specialmente quelli che anche alle 5 di mattina hanno comunque almeno una ventina di lettori, avessero (o sentissero) l'obbligo di mettere una sorta di bibliografia in fondo ai loro articoli, ma comunque questo è un caso abbastanza facile. Basta guardare Wikipedia (che un minimo di biblio la mette):

      "Philip K. Dick refused a $400,000 offer to write a Blade Runner novelization, saying: "[I was] told the cheapo novelization would have to appeal to the twelve-year-old audience" and "[it] would have probably been disastrous to me artistically." He added, "That insistence on my part of bringing out the original novel and not doing the novelization – they were just furious. They finally recognized that there was a legitimate reason for reissuing the novel, even though it cost them money. It was a victory not just of contractual obligations but of theoretical principles."[55] Do Androids Dream of Electric Sheep? was eventually reprinted as a tie-in, with the film poster as a cover and the original title in parentheses below the Blade Runner title."...

      PQR le SS, ora non ho voglia di controllare ma senz'altro sarà così. Qui si parla della ricerca del materiale per la Svastica:

      http://1999pkdweb.philipkdickfans.com/The%20Mainstream%20that%20through%20the%20ghetto%20flows.htm

      Cito: "I did seven years of research for The Man in the High Castle. Seven years of research: it took me seven years to amass the material on the Nazis and the Japanese. Especially on the Nazis. And that's probably the reason why it's a better novel than most of my novels: I knew what I was talking about. I had prime-source material at the Berkeley-Cal library right from the gestapo's mouth--stuff that had been seized after World War II. Stuff that was marked for the eyes of "the higher police" only. I had to read what those guys wrote in their private journals in order to write The Man in the High Castle. That's also why I've never written a sequel to it: it's too horrible, too awful."

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    2. Poco più sotto, Dick definisce la fantascienza. Non sorprende vedere che è tra quelli per cui Star Wars NON è fantascienza:

      "Dick: I really don't know. I have a great anxiety about the future of science fiction. When I wrote to Publisher's Weekly, I took a very negative view of the future of science fiction. I contrasted the hopes and dreams that we'd had for it with what's happening now, with people writing about sword fights and little fellows with fuzzy turned-up feet. You can't parody science fiction any more because it's becoming a parody of itself. People are starting to think that science fiction consists of guys whacking each other over the head with swords. That's not science fiction. Science fiction is stuff like 1984."

      E ancora, Dick parla di un progetto di film per "Do Androida" che non gli è affatto piaciuto (siamo nel 1976):

      "A producer by the name of Herb Jaffe has an option on Do Androids Dream of Electric Sheep? I don't dare bad-mouth his silly movies, but if you're listening, Herb Jaffe, I love your money, but you sure write busy scripts. You're a Neanderthal man. You're back with George Pal, and I don't want you to make a movie out of my book. The screenplay that they wrote for Androids was a combination of Steve Reeves and Maxwell Smart. Robert Jaffe, Herb Jaffe's son, flew down to Fullerton to talk with me about it because I didn't think it was a final shooting script; I thought it was just a rough draft. I told him, "I'm going to beat you up right here in the airport, because you're going to drag me down with you guys and ruin my career if you make a movie out of my book." He said, "You mean it's that bad?" and I said, "Yeah." Finally, he said, "You mean you wrote that book seriously? You science-fiction writers take your writing seriously?" I said, "Seriously enough to throw you right out of this moving car." I said, "I'm going to buy it back from you and give you the two-thousand-dollar option money back." Then we had a four-hour rap session which was very productive: they didn't make the movie. They just continued to hold the option, and I'm hoping they don't make the movie unless they write a decent script."

      La cosa è riportata anche qui:

      http://www.warpedfactor.com/2016/07/10-things-you-might-not-know-about.html

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  47. Well, I think it's all right!
    Insomma Dick come scrittore era una persona seria che credeva nella dignità delle cose da lui scritte. e questo fatto lasciava increduli gli uomini d'affari.Già, gli affari.... c'erano già al tempo dei Sumeri, la cività fra i due fiumi.
    Quando l'uomo iniziò a coltivare non per la pura sopravvivenza ma per vendere o barattare il prodotto per guadagnarci e diventare in tale modo probabilmente ricco in confronto a chi lavorava solo per campare. ecco, in quel momento si gettarono i semi di quello che fece dell'uomo una creatura potenzialmente malvagia.
    Di mattina piego molto verso questo aspetto dell'esistenza. Meglio staccare per ora.

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  48. Ho letto tutto quanto della ricerca che De La Rue ha postata nell'originale inglese: ehh, ci vuole anche chi sia capace di fare ricerca in internet in modo sistematico.
    Ho appreso ,fra le altre cose, che Dick rinunciò a dare un seguito al suo romanzo "L'uomo nell'alto castello" perchè troppo coinvolto emotivamente nelle sue ricerche sui crimini commessi dai nazisti colpevoli di sterminio di massa con la realizzazione dei campi di sterminio e nell'eccidio di sei milioni di ebrei più tre milioni di altre persone innocenti.
    In effetti la lettura dei resoconti storici di come i nazisti fino all'ultimo continuarono ad assassinare tutti questi innocenti sconvolge l'anima: se io fossi credente pregherei e verserei lacrime per carnefici e vittime.Ricordo che anche nel romanzo di genere ucronico di Robert Harris "Fatherland", alla fine sono riportati documenti sulle modalità di sterminio di ebrei appena giunti in treno speciale al campo di raduno nazista. E' agghiacciante la assoluta mancanza di umanità, l'indifferenza e anche la gioia palesata da questi criminali assassini di fronte allo spettacolo dei morti gasati, uomini, donne e bambini.Orrore e incredulità di fronte a questo aspetto demoniaco della natura dell'uomo.

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    1. Vorrei scrivere io tutto di un fiato quello che mi bolle nel cervello, ma non posso: perché mai??
      Ehh. devo portare la Micia dal veterenario a causa di uno scontro avvenuto fra le mura domestiche fra lei -padrona di casa- e il gatto vampiro che abusivamente riesce ad entrare senza che io lo veda.Risultato è che il gatto vampiro che ad occhio e croce peserà come minimo sei chili sovrasta Micia che di chili ne pesa 2,8! Nonostante il mio intervento armato di pesanti pantofole Micia le ha prese e ha un graffi dalle parti dell'occhio sinistro.Allora non ho tempo, però per non lasciarvi a bocca asciutta passo la parola a Sara che vi vuole parlare di "Ubik".

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  49. Ehh, Sara recalcitra, sta spaccando a colpi di becco una noce di cocco: mi guarda serafica, è l'unico grande pappagallo tutto bianco che ha gli occhi frontali, fra l'altro di uno straordibario colore viola; poi parla ed argomenta molto meglio di me e forse anche di Crepascolo, anche se il buon Krepas chissà dov'è in questo tempo di fine estate.Va beh, Sara su sta incazzando di brurro perchè non le lascio la parola, così eccola: " Dick, che io ho conosciuto di persona tanti anni or sono in quel di Sacramento ( California) mentre in un museo di quella amena città insieme a Paparino e nipotiniDick, dicevo, stavo studiando il mistero delle uova quadre di provenienza andina, da Eye in the sky (1957) e The man in the high castle attraverso The three stigmata of Palmer Eldritch (1964) e A Maze of Death (1970), Ubik è centrato sul "problema della realtà" - sugli sforzi di un gruppo di persone di catturare una realtà elusiva, cangiante, a volte allucinatoria e spesso ostile"
    Sara ora dorme, ehh, questa pappagalla gigante ( 1 metro e 07 al garrese), si addormenta di schianto e sognando spesso continua a parlare
    Che cosa dice? beh, eccovene un esempio nel prossimo post..

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  50. “Eh, cari miei! qui si va sul difficile. Non perché il libro sia una pizza – è un capolavoro ed è tradotto da Gianni Montanari – bensì perché in questo bel libercolo c’è tanta di quella roba da sfamare un esercito. Fosse pure di lavori in pelle, che qui però non troviamo. In Ubik ci sono invece i semi-vivi. O semi-morti, come vi riesce più semplice. Ma in Ubik niente è semplice, nemmeno il titolo”. Sara tentenna e sta chiudendo gli occhi!! Con il mio stradivari attacco un pezzo di Racmanicoff(?) originariamente per solo pianoforte”
    Sara riapre gli occhi, mi osserva maliziosa e mi bisbiglia lasciva: “Porko!!” , poi riparte a parlare con accento di Lucca zona fuori mura. ”Non avete capito una ramazza? Tutto normale, a me sono servite trenta pagine per entrare nel tunnel psichedelico. Più difficile è stato uscirne. Ho sudato sette camicie e mi son cadute sette piume e due penne!!.
    Allora, vediamo di rendere le cose più semplici: in un lontano futuro immaginario – per Dick è il 1992, in quell’anno Barbarossa vinse a Sanremo… dalle nostre parti eravamo ancora al melodico spinto –, immaginifico e tremendamente a pagamento – la porta di casa si apre solo se la paghi, il frigo idem, insomma un “tempo da EAP” – il mondo è una partita a biliardino.
    Da una parte giocano quelli coi poteri psi – calciatori dotati di poteri paranormali – e dall’altra stanno gli anti-talenti. Anti cosa? Anti qualunque talento abbiano i cattivi.
    A sacramentare alle manopole ecco il bene e il male; gli esseri umani in semi-vita – al fresco dei moratorium – stanno in panchina e possono suggerire ai giocatori in campo.
    Tutto chiaro? Bene, perfetto, perché le partite a biliardino sono due, in due epoche differenti e con gli stessi giocatori. Così a metà partita l’allenatore dei buoni non sa più se i suoi giocatori sono vivi o morti e i giocatori non sanno se l’allenatore gode di buona salute. Non bastasse, i giocatori della squadra del bene non hanno nemmeno ben chiaro se giocano da titolari o sono in panchina. Ci siete? Non credo proprio, ma è il bello del libro.
    Regressioni temporali, buoni e cattivi, un ritorno al passato che mi ha ricordato 22/11/’63 di Stephen King arrivato molto tempo dopo e pure la faccenda dei Langoliers, sempre di King e pure questa saltata fuori in drammatico ritardo. Mica è colpa sua, eh? Semplicemente arrivare prima di Dick era impossibile, e non solo per questioni d’anagrafe.
    Ma il libro è carino? No, di più, il libro è così fuori scala che a pagina 154 dell’edizione tascabile della Fanucci ci trovi Platone, il Libro Tibetano dei Morti e Winnie The Pooh. Epperò… però l’editing zoppica come un millepiedi con le scarpe strette. Non posso elencarvi tutte le sviste, gli svarioni e le (s)battiture coi gomiti. Però posso dirvi che un «nessun’altro» a pagina 75 mi ha fatto male. Sì, lo so, sto sempre qui a fare storie.
    Ah, dimenticavo! Che accidenti sarà mai Ubik? Non ve lo dico, sennò non vi godete il libro. E bisogna, eh? Bisogna proprio leggerlo”.
    Che tipo questa Sara!!

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  51. In effetti non è che Sara sia alla lettera un volatile tutto bianco con grandi e seduttori occhi viola: non vi rivelo il suo cognome, ma se proprio lo volete scopreire lo troverete in un blog nel quale si parla di "Ubik" ! Poi voglio dire che di nascita Dick è californiano, anche se non di Sacramento, per questo Sara "sacramenta" all'indirizzo di chi o che cosa non ricordo più!
    Anche micia viole dire la sua, anche se l'ho già chiusa nella sua speciale gabbietta, cosa necessari perchè per andare dalla signora veterenaria devo percorrere un paio di chilometri a piedi, non fidandomi di trasportare la gatta nella gabbietta in bici, poichè la devo tenere stretta con la mano destra mentre con la sinistra manovro il manubrio! Mah?
    Comunque ecco che lascio la parola alla gatta Micia, premettendo che questa graziosa signorina ha il vizietto di copiare pari pari cose sentite da Sara:" Glen Runciter comunica con la moglie defunta per avere i suoi consigli dall’aldilà. Joe Chip scompare dal mondo del 1992 e si ritrova nell’America degli anni Trenta, mentre riceve misteriosi e cupi messaggi. Una trappola mortale sembra aver annientato i migliori precognitivi del sistema solare. È in corso una lotta per scrutare il futuro nel corso di un’impossibile dissoluzione del presente; mondi e tempi diversi vivono e fluiscono contemporaneamente, la vita si scambia con la morte. In Ubik Philip Dick affronta con grande ispirazione alcuni dei suoi temi piú profondi: l’illusione che chiamiamo realtà, la mancanza di un tessuto connettivo e di un principio unificatore al di sotto dell’apparenza delle cose, il mistero di un Dio che tiene i dadi della vita e della morte. Scritto nel 1966 e pubblicato nel 1969, Ubik è una delle opere più sconcertanti e riuscite di Philip K. Dick. per il suo dirompente surrealismo, per l’ironia e la passione con cui analizza la società umana, Ubik è davvero un classico di quella letteratura che sempre si spinge a esplorare i paradossi dell’esistenza con le armi della visione e della fantasia, di uno sguardo anarchico, insaziabile e curioso."Io sono vivo, voi siete morti", scrisse Philip K. Dick in Ubik".
    Sono stupefatto!! questa non è certamente farina del suo sacco!!
    Chiedo scusa all'autore!!

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  52. Siete increduli sul fatto che possa esistere un uccello come Sara- in questo caso "forse" un pappagallo- con tali caratteristiche, cioè quelle prima descrittè?? Qualche milione di anni fa, i cieli della zona lagunare ove ora si estende Milano e dintorni, erano solcati da un animale enorme, una creatura dotata di un'apertura alare di circa 6 metri appartenente alla famiglia dei pelagornitidi e simile ad un enorme pellicano, denominato Pelagornis padanensis.
    Il Pelagornis era un uccello del peso di circa 30 chilogrammi, caratterizzato da un becco dotato di aculei simili a denti aguzzi. Se inizialmente l'apertura alare era stimata a circa sette metri, è stata ora ridotta ad una misurazione più realistica, circa sei metri per gli esemplari più grandi.
    "Molto probabilmente, l'evoluzione verso dimensioni così grandi avvenne per evitare la competizione con altri uccelli" spiega l'autore della ricerca Fritz von Krepascol. "Gli uccelli così grandi possono volare per lunghe distanze e trovare più facilmente le loro prede nelle lagune di ampie dimenzione come quelle del Pliocene. Ma ci sono degli svantaggi nell'essere così grande".
    I piccoli di Pelagornis infatti richiedevano molto tempo per diventare adulti, rendendoli più vulnerabili all'attacco di predatori come il terribile Saurus sciabolarum. "Inoltre" aggiunge Von Krepascol, "le piume erano molto pesanti, per cui uccelli molto grandi furono parecchio pesanti".
    Il Pelagornis è vissuto tra 5 e 10 milioni di anni fa, e la ricostruzione del suo aspetto è avvenuto grazie ad un fossile completo al 70% ritrovato in durante gli scavi di fine ottocento avvenuti per rinforzare le fondamenta del duomo di Milano. Altri uccelli simili a questo sono stati trovati in altri continenti, cosa che fa pensare ad una vasta diffusione di animali di questo tipo.

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  53. Orazio Orazi mi guarda stupefatto:"Hai letto ? " mi chiede con espressione trasognata e mi mette sotto al naso quanto segue: Deadline Hollywood riporta la notizia che l'attore candidato all'Oscar per Trumbo non si limiterà a produrre la serie TV Electric Dreams: The World Of Philip K. Dick, ma vi prenderà parte in prima persona!
    I fan dell'attore speravano in un annuncio simile sin da quando il nome dell'attore è comparso tra quello dei produttori esecutivi della serie TV che omaggerà il genio della letteratura fantascientifica statunitense Philip K. Dick. Lo stesso interprete ha commentato con grande entusiasmo questa nuova avventura:
    Questo è un sogno elettrico che diventa realtà. Siamo così eccitati dalla possibilità di esplorare ed espandere i temi sempre attuali delle opere di questo maestro della letteratura.
    Sony Pictures e BBC4 stanno già lavorando alla produzione della serie che omaggerà le più visionarie e riuscite opere fantascientifiche dello scrittore statunitense. Electric Dreams sarà composta da 10 episodi autoconclusivi e indipendenti tra loro, ognuno dei quali dovrebbe rielaborare uno degli scritti più rappresentativi di Philip K. Dick.
    Di certo il materiale a cui attingere non è limitato: nella sua carriera l'autore statunitense ha scritto 44 romanzi e oltre 120 racconti, tra cui spicca il celebre Ma Gli Androdi Sognano Pecore Elettriche?, il canovaccio da cui Ridley Scott creò il suo capolavoro Blade Runner (il cui sequel dovrebbe arrivare nelle sale nel 2018).
    GettyImages
    Bryan Cranston
    Questo omaggio postumo è solo uno dei tanti riconoscimenti che l'autore non avrà modo di apprezzare, beffato da un destino che l'ha voluto autore di letteratura di consumo negli anni in cui scriveva alcuni grandi titoli di fantascienza. Purtroppo allora questo genere di narrazione era considerata marginale, non letteraria e era poco considerata dalla critica. Dopo la sua morte e soprattutto dopo l'uscita di Blade Runner la sua opera è stata enormemente rivalutata, rendendolo una delle grandi firme del Novecento letterario statunitense, con titoli noti a livello globale come La Svastica Sul Sole.
    Al fianco di Cranston, appassionato di lungo corso dell'opera di Dick, ci saranno altri due produttori e showrunner di pregio: Ronald D. Moore (che tra i suoi trascorsi annovera anche Battlestar Galactica) e Micheal Dinner di Justified e Masters of Sex. A scrivere i 10 episodi sarà invece un team di scrittori statunitensi e internazionali più o meno noti, impegnati a far rivivere su schermo riflessioni e visioni di un dei grandi nomi della fantascienza letteraria.

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  54. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  55. L'ho eliminato perchè era il doppione di quello precedente, pubblicato per mia distrazione.
    Ora una cosa seria: qui di seguito pubblico una parte di un intervento risalente a qualche anno fa e dovuto alla arguta ed ironica penna di Sara Orazi, della quale ho già approfittato per dare vita ad un uccellaccio parlante, certamente colto ed arguto quanto la vera ed unica Sara.Ho cercato di rintracciarla in internet entrando in alcuni blog, ma non ne ho trovato traccia aldilà dell'intervento già citato.
    Di Sara Orazi ce n'è più di una, ma son tutte omonimie, credo.Comunque leggete di suo quanto prima annunciato: 28 giugno 2011 di Sara Orazi


    Non mancano mai occasioni per parlare ancora di Philip Kindred Dick. A trentaquattro anni dalla morte l’autore di Ma gli androidi sognano pecore elettriche? e La svastica sul sole continua a essere conosciuto e amato da schiere numerose ed eterogenee di lettori (certamente molto più di quanto sia stato conosciuto e amato in vita) e il cinema continua a subire il fascino della sua opera, al punto da rendere un impiego a tempo pieno per la figlia Isolde l’attività della Electric Shepherd L’indiscutibile attualità delle opere di Philip K. Dick – o, in un certo senso, la crescente attualità – porta facilmente, e un po’ banalmente, a identificarlo come un profeta, come il più acuto messaggero dell’avverarsi dei peggiori incubi orwelliani. Ed è una tentazione più che legittima, nei riguardi di un autore che ha anticipato e rivelato la dittatura delle merci, o la possibilità per la mente umana di concepire la sparizione del mondo reale, o ancora l’evoluzione delle democrazie in sistemi iperprotettivi di se stessi, che pretenderebbero di garantirsi da ogni pericolo annullando il libero arbitrio. Il rischio, naturalmente, è di forzare il suo pensiero verso letture non sempre pertinenti, o peggio, di farne il depositario di qualche conoscenza assoluta, cosa di cui, da spirito scettico e tormentato qual era, avrebbe probabilmente sorriso: “La fantascienza è una forma d’arte ribelle, che ha bisogno di scrittori con cattive inclinazioni, come per esempio quella di chiedere sempre perché? O come mai? O chi l’ha detto?”, afferma Dick nella breve rievocazione della propria vita scritta nel 1980, a introduzione di una raccolta di racconti (Non saremo noi, Urania Mondadori, 1981); il mondo rimase sempre per lui il paradosso dell’inconoscibile, e la scrittura l’unico modo per ricercare instancabilmente, dando fondo alla propria visionarietà, l’ignoto che attende appena oltre le fragili certezze dell’apparente, del normale, del quotidiano. Ciò che è straordinario in Dick non è, o non è solo, la sua capacità di interrogare e denudare il presente proiettandovi le ombre angoscianti del futuro, ma è l’urgenza e la radicalità di quella domanda, e la preoccupazione etica, prima ancora che gnoseologica, che ne è alla base. Forse è per questo che oggi, più che mai, sentiamo di averne bisogno.
    Questo sarebbe solo l'inizio, fra l'altro decurtato di notizie ormai fuori tempo.

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  56. Sara Orazi

    La porta rifiutò di aprirsi. Disse invece: “Cinque centesimi, prego”.

    Siamo tutti fantasmi. La merce non ci domina, ci è sopravvissuta, ci ha annullato da un pezzo. È la gratificazione dei sensi, il sostituto del sesso, è ubiqua come la manifestazione del divino. Ubik (1966) è il romanzo più pessimista di Philip K. Dick; una metafora potentissima del legame malato tra gli uomini e gli oggetti – della reificazione umana nella sua forma più estrema – e insieme la messa in discussione dell’adeguatezza del nostro sistema di pensiero meccanicistico e lineare a decifrare la realtà che ci circonda. Joe Chip vive in una casa dove tutto è a pagamento e precipita in una regressione temporale che ha nella mutazione degli oggetti – una cucina a gas cambia in una a carbone, un’auto moderna diventa una Ford del 1929 – la sua rivelazione primaria. I personaggi di Ubik dispongono di una propria teoria della realtà che nel corso della trama viene falsificata, sostituita da una nuova teoria in grado di spiegare l’avvenimento falsificante, ma che è a sua volta insidiata da una diversa consapevolezza che non conduce a un’unica spiegazione ma a una pluralità di soluzioni possibili. Essi sperano sempre, fino all’ultimo, che la loro percezione della realtà sia quella vera. Ecco allora che Ubik, lo spray miracoloso, l’estrema apparenza vendibile, offre loro la verità d’emergenza, perché parla l’unico linguaggio comprensibile nella (non)esistenza di persone il cui apparato percettivo/cognitivo è incapace di liberarsi dalla presenza degli oggetti. Ubik si rivela nel prologo del capitolo finale come il principio creatore dell’Universo, il Logos, il Verbo, parodisticamente incarnato nel logo di un banale prodotto commerciale.

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  57. Sara, se ci sei, please, batti un colpettino.

    Thank you

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  58. Ehhh, il silenzio degli innocenti?? Sara sbatte violentemente le sue ampie ali albine da condor andino. La sua trasformazione è stata repentina, un flash non misurabile sul metro della nostra percezione visiva. Mi osserva con i suoi grandi occhi viola indaco resi cupi dalla loro particolare forma, che la rendono perennemente accigliata. La sua voce è cambiata, è più rauca con un sibilo finale che eccheggia come un eco lontano. Io sono pesantemente corazzato , indosso questa antica armatura samurai e brandisco una spada dalla lama tagliente.Il grande condor ha tagliato e divelto le sbarre della sua gabbia usando rostri, artigli e becco e ora passeggia apparentemente pensoso nel grande giardino che circonda questo zoo parigino del bois de Vincennes. La luna a sottile falce riluce in modo intermittente nel cielo limpido ma privo di stelle. Il condor andino ora sta fumando rabbiosamente una piccola pipa a cannello dritto, sbuffa fumo leggermente aromatizzato alla papaia. Alle sue spalle la forma irregolare di un robot umanoide, copia conforme di me stesso, si muove leggermente e sospirando parla in perfetto francese di Orleans, che io traduco istantaneamente per voi lettori di insaziate curiosità:” Con le sue non risposte talvolta enigmatiche e le sue molteplici domande, Dick ribadisce che la verità è oggetto di fede, non di dimostrazione. È un gioco che potrebbe essere considerato ambiguo, dove si rischia di girare all’infinito nel labirinto delle incertezze”. Il grande condor albino rabbiosamente scaglia la pipa di terracotta quasi incandescente per il calore del tabacco e cozza contro la base della colonna micenea spezzandosi in mille frammenti. Poi sbotta con voce stridula: ” l'uscita dal Labirinto di Cnosso non è solo un esempio mitizzato della vittoria dell'intelligenza, il filo di Silvina che guida l'eroe fuori dall'enigma del mondo trappola nel labirinto, ma soprattutto una sfida nei confronti della morte che incombe. Dick cerca la verità attraverso l’enigma di un labirinto senza uscita. Le dissonanze chiaroscurali della sua visione del mondo fanno pensare agli oracoli ai profeti e ai crocefissi ( aggettivo). Gesù in croce piange lacrime di sangue per l’umanità che comunque non cambierà”.
    Io sono allibito e mi rendo solo ora conto che l’androide è solamente l’ombra di me stesso. Dick sarà contento di questa presa di coscienza??
    Io sono finalmente stanco e dopo questo scritto da mentecatto mi dileguo da questo post.

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  59. Da notare che Bradbury considera come suo unico romanzo di fantascienza solo "Fahrenheit 451", il resto credo appartenga alla fiction nell'accezione più ampia del termine.

    Quella di Dick la vedo lontana dalla sci-fi classica, è dystopian fiction. La svastica poi è ucronia. Di Ubik curiosamente uscì anche un videogioco, un'avventura grafica punta e clicca, negli anni '90.

    Mi chiedo quale autore oggi, se ce n'è uno, possa essere considerato erede di questi grandi. Chi prevede altrettanto bene?

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  60. Ehhh, se Sauro lascia per tutto Agosto il blog fermo a questo post, chi ha voglia di scrivere non può fare altro che inserirsi qui.
    Quindi io mi sento un fuscello in balia di una forte corrente marina o fluviale, la mia unica scelta è scrivere in questo contesto.
    Quindi esprimo un'altra mia considerazione: gli androidi, prima definiti robots, uomini meccanici di ascendenza ottocentesca e forse anche più antichi, regolati da leggi come quelle definite da Asimov nei suoi racconti e romanzi.Però anche di Asimov ricordo robotd/androidi praticamente umani: un investigatore inviato in un altro pianeta ad indagare su di un omicidio, poi ancora un'indagine condotta da umani sull'assassinio di un robot umanoide in un contesto a luci rosse, in quanto questo androide era l'amante di una bella ed insaziata signora che dell'androide faceva il suo instancabile stallone. Non mi ricordo se Asimov giunga in qualche caso a porsi il problema dell'umanità del robot umanoide, di un replicante dell'essere umano in toto, compresa la sfera della coscienza etica e spirituale, problema che abbiamo visto si pone Dick spingendo la cosa per farla diventare parte di un vero problema mistico religioso, tirando in ballo Cristo in croce e il suo sacrificio per amore e per la salvezza futura dell'umanità. Io a questi aspetti ho fatto il verso, un poco a disagio e consapevole che il povero Dick era pur sempre un ammalato di paranoia, curato in cliniche specializzate ma mai riuscito a rientrare completamente nella normalità, fino alla sua improvvisa morte avvenuta nel marzo 1982 per infarto: poveretto, amen per lui.
    Ma ritornando all'androide tanto umano da possedere la sfera della sessualità e dell'amore in senso completo, non posso non tirare in ballo Sydney Jordan e la sua androide Fortuna che appare con il passaggio da Hawke a Lance Mc Lane e nella seguente mistificazione di trasformare Mc Lane in Hawke ma solo per la diffusione all'estero della striscia.
    Comunque, Fortuna si innamora di Mc Lane/ Hawke corrisposta, con logici e conseguenti amplessi ben in vista nelle strisce disegnate.
    Ricordo una avventura nella quale Hope è avanti nel futuro, Hawke è già morto da un secolo o giù di lì. La storia è intrigante perché per una serie di circostanze Hawke ancora giovane viene sbalzato nel futuro corrispondente all'inizio della storia, con Fortuna vedova in gramaglie alle prese con una società formata da donne guerriere evolute tecnologicamente che la vogliono eliminare.
    Strano e un poco sconcertante l'ncontro Hawke con la Fortuna del futuro che di fatto da più di un secolo vive senza nessuno a fianco.
    Leggetevi la storia se ce l'avete o se la potete trovare, ne vale la pena.
    Allora, io dico - ma forse ciancio a vanvera- che la visione immaginifico letteraria di Dick ha seminato su ampi territori,con conseguente prolifica crescita di figli e figliocci.

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  61. Ecco qua: la storia in questione è anche contenuta nel volume cartonato Milano libri Edizioni, strisce 7697-8060. Novembre 1985. Certamente sarà poi anche uscita in anni successivi, ma se si non saprei dire dove.Si intitola semplicemente 2082 A.D strisce 7882/7955.
    Rileggendo il tutto che devo dire ora, a distanza di anni dal mio primo approccio con tale storia? Primo) la storia iniza in quella precedente intitolata"Time -out". Secondo) è disegnata da cani. Terzo) Qui il personaggio è proprio lance Mc Lane, con tanto di barbone, quindi nel 1985 gli esperti della Milano libri probabilmente non avevano ancora sciolto i nodi della vicenda editoriale Jeff Hawke/ Lance Mc Lane, oppure non si curavano di precisare i fatti per sciogliere gliinghippi di tutta la vicenda editoriale che era alla base di queste strisce di Sydney Jordan. Terzo) ora , a distanza di decenni, questa storia mi appare più banale di quanto la ricordassi: a parte tutti i culi e tette che vengono piazzati in primo piano nei quadretti delle strisce, il meccanismo narrativo si ferma all'apparenza delle cose, forse in sintonia con le attese dei lettori di allora che trovavano queste strisce disegnate solo su alcuni giornali scozzesi e forse anche in qualcuno dell'Inghilterra ( qui ci vorrebbe un esperto del settore). Certo che con la tormentata visione della vita che aveva il nostro Dick, queste storie mi pare non abbiano nulla in comune. Con il senno di poi, questo ora mi sento di dire. Amen!

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    1. Advent: beh, si Bradbury. Fahreneheit 451 lo lessi in un volume edito da Aldo Martello ( che ho ancora) del 1954 con il titolo di "Gli anni della Fenice". Allora, avevo 17 anni, mi parve una cosa complicatissima....
      In precedenza di Bradbury avevo letto racconti e nell'edizione "Medusa " inizio anni '50 "Cronache marziane", che mi piacque moltissimo e mi sembrò commovente: ho riletto alcune sue parti molte volte, con predilezione per "Agosto 2002 Incontro di notte". La faccenda di questo incontro fra il vecchio colono terrestre e il marziano appartenenti a due tempi lontanissim fra di loro che avviene così per caso senza che se ne possa capire la causa è rimasto molto impresso nella parte sentimentale della mia mente.Ognuno dei due viaggiatori che si incontrano è di fatto reale e la loro sorpresa è genuina. Bradbury ha un grande senso poetico e molti suoi scritti grandi capacità evocative.Più tardi poi lessi che questi racconti che formano "Cronache marziane" erano stati pubblicati (molto) tempo prima su riviste varie di Sciencefiction negli USA
      Io comunque non mi scervello più di tanto per cercare di catalogare romanzi e racconti detti genericamente di fantascienza in questa o quella sottocorrente del genere.
      Comunque è chiaro che Dick non affronta le problematiche dallo stesso angolo visuale di Bradbury, ma nemmeno di Asimov o di altri.Ma secondo me la varietà e palpabile differenza anche di intenti di questi nostri scrittori è un pregio
      Persini Richard Harris che scrive entrando in generi diversi lo apprezzo, anche quando con "Fhaterland" in pratica svolge una trama poliziesca, anche se ambientata in una ipotetica Germania nazista del 1964 .
      Insomma, mi piace quasi tutto, e di tutto leggo .

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  63. Però, anch'io ho le mie prese di posizione emotivo/visceral/ sclerotiche: se penso al romanzo ucronico"Occidente(2001) di Farneti, che ho letto almeno due o tre volte a distanza di tempo sempre non credendo ai miei occhi e sempre chiedendomi se Farneti ci ha vuto prendere per i fondelli e se la ride ancora, oppure se nelle sue intenzione c'era anche quella di manifestare apprezzamento per la figura del "patriota" fascista che per la patria muor ma nonostante questo, vissuto è assai. Mah?? Siamo in democrazia , chi scrive un romanzo è libero di esprimersi come meglio gli aggrada, anche in modo ambiguo.

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  64. Dick Harris non ha mai avuto un editor - immaginate cosa sarebbe stato Ronni Balboa, se a Pensaurus avessi lasciato carta bianca - e si fidava solo del parere del suo compagno di bisbocce Dick Burton e così è intervenuto pesantemente sul concetto iniziale del suo Fatherland che , in origine, era la storia di un cavallo antropomorfo che si innamorava di una oca selvaggia e la seguiva fino alla casa di mamma oca dove si schiantava contro il due di picche del mancato suocero. Una fiaba che il nostro scrisse nella sua roulotte nel crepuscolo per conciliarsi il sonno ed alzarsi all'alba e riprendere a recitare il ruolo di un Uomo chiamato Cavallo.

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  65. Considerato che ormai il gatto è fuori dal sacco - mea culpa - aggiungo che Ronni Balboa , per Pensaurus, doveva essere la storia di un personaggio dei fumetti con il muso di cavallo ( per evitare guai con la Disney non si citava espressamente Orazio ndr ) che sghignazzava come un cavallo di fronte alla sua bella quando realizzava che aveva il muso di una mucca, senza sapere che si trattava di una strega. La simil Clarabella maledisse il succedaneo di Orazio traslandolo nel playpressuniverse dove sarebbe diventato un avvocato investigatore che indaga sui vuoti di memoria - ogni tanto nella sua zucca di ex quadrupede emergeva un topo in guanti gialli ed un cane con il berretto che portava al guinzaglio il fratello nudo - registrando i progressi in un diario nomato Smemorandom. Avreste dovuto vedere le facce dei Play Press Probiviri. Senza falsa modestia, mi sono messo al lavoro e ho salvato il salvabile. Ronni è rimasto nelle edicole per anni. Ogni tanto mi chiedo quanta strada avrebbe fatto, se avessimo lasciato libero Pensaurus di seguire il suo sentiero...

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  66. Credo che la JLA di Giffen/DeMatteis/Maguire avrebbe funzionato anche di più, se Kev avesse disegnato Bats con il muso depresso del Dick Burton ne Il Tocco della Medusa, Guy Gardner con il volto cesellato del Pete O'Toole di Larry d'Arabia e Blue Beetle con la scucchia simpatica di Dick Harris.

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  67. Dick Harris se ne sta tutto raggomitolato sulla panchina nella sala d'aspetto davanti alla porta dove si riuniscono i probiviri della DC ( nel senso di comics, non di partito politico mai davvero scomparso ndr ). Recitare gli piace, ma nei film finisce sempre che sobilli gli ammutinati o finisca crivellato da pallottole mentre 007 e la Medusa decollano indenni. Si sente come un vecchio cavallo da tiro. Ha letto le memorie di uno sceneggiatore di fumetti italiano e ne ha ricavato l'impressione che sia un mestiere di tutto riposo ( " ... propongo la mia idea, ma è il mio editor che fa tutto il lavoro sporco ..." ) e così ha ridotto una sua vecchia ricetta per cucinare l'oca selvaggia in un fumetto distopico su di una setta di papere che prendono per i fondelli la retorica fascista del morire assai per la patria. Piacerà a gente così lungimirante dal produrre la sit-com sulla JLA di Giffen e De Matteis ?

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  68. Crepascolo, sei veramente diabolicus! Ma pure io sono indemoniato, perché persevero invece di limitarmi all'errore e dopo aver così toccato,non mi resta che la fuga. Quest'ultima frase mi suggerisce automaticamente cose sporcaccione, ma sto zitto per ottemperare al mio voto di castità per raggiunti limiti di età.
    Adesso, cioè ora, dopo questa faccenda che il mio acquisto su EBay- come si sa, prima si paga e poi si dovrebbe ricevere- è scivolato in qualche universo parallelo, poichè il venditore mi avverte con una Email alla quale non riesco a rispondere, che-sorry- il romanzo di Dighton " La grande spia" l'ha già venduto: ma allora perchè era ancora in vendita? altrimenti come avrei potuto rovinarmi pagandolo non a rate ma tutto in un colpo con la carta di credito a EBay??
    Ma cosè 'sto casino??.
    Mah: Quatermain , ma che ti devo fare???
    Non mi rimane che ricomprare da qualcun altro sempre su E Bay, tanto con due euro più spese di spedizione me la cavo, sempre che non ci sia un'altro slittamento nell'universo parallelo e crepuscolare, con il sole perennemente al tramonto a causa della rotazione planetaria che avviene in diecimila anni. Ma che roba!!

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  69. Ma chi se ne fotte di EBay, tanto io che vivo su questo pianeta che orbita intorno alla stella Betelgeuse, ho purtroppo i millenni contati!!

    BETELGEUSE LA STELLA CHE STA MORENDO - YouTube

    Sempre queste menate!! riprovo a copiare il post relativo a Betelgeuse,

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  70. https://www.google.it/search?q=Betelgeuse+la+stella+morente%3F&ie=utf-8&oe=utf-8&client=firefox-b&gfe_rd=cr&ei=Zma8V9CODdCs8wfls4z4BA

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  71. Di certo si sa solo che Crepascolo e Tomaso Prospero sono probabilmente inconsapevoli Androidi dell'ottavo livello, il più evoluto per bellezza e intelligenza. Sauro Pennacchioli purtroppo risulterebbe appartenere al ramo Pitecantropo androids di Giava, cioè al sesto livello. La sua eterna fidanzata Beth Shapiro e il prof Cuorcontento, esperti di paleogenetica degli androidi presso l'Università della California a Sacramento, sono su una posizione più radicale ancora: gli androidi sono fra noi da centinaia di migliaia di anni. Ne sono prova quei resti di androidi ritrovati a Sima de Los Huesos che è stato dimostrato appartenere ad un altro ramo dell'evoluzione robotica, di quella specie detta Androide Erectus, sviluppatasi circa 1.8 milioni di anni fa e mai scomparsa ma ibridatasi nel corso dei millenni con il ramo europeo dell'Android neardentalensis. "Più sappiamo dal DNA estratto da queste ossa di androide, più il quadro si facomplesso", hanno detto i due a Sacramento Cuorcontento, California , Beth shapiro ha anche aggiunto mentre gli occhi le brillavano di incontenibile lussuria:" Vi posso assicurare che le prestazioni amatorie di Sauro nulla hanno di umano".

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  72. Grande delusione per Lauren Bacal quando nel 1944 all'età di 20 anni incontra il sottoscritto a Macao.Siamo sulla giunca di La Rue che gentilmente ce l'ha prestata per questo incontro di lavoro.
    Lauren è sconsolatamente afflitta dal fatto che non fumo e nemmeno bevo alcolici e inoltre non sono manesco e non sono capace di strappare ,per denudarle, di dosso un qualsiasi tipo di indumento ad una donna; non parliamo poi di pugni e schiaffi che il vero uomo ogni tanto -anche senza motivo alcuno- rifila alla sia compagna.

    Quindi il provino che abbiamo girato per il seguito di "Blade Runner", lei nella parte di Beth Shatiro ( con l'accento finale) e io in quella del prof. Cuorcontento Sacramento California che si improvvisa investicatore in una storia copiata pari pari da "Frantic", regia di Polansky, di fatto è stato un fiasco.
    Poi la faccenda di Betelgeuse, laggiù nella cintura di Orione, dove in verità secondo me non c'era nulla da vedere.Un pulviscolo fitto,fitto, la luce di Betelgeuse rosso cupo.....
    Il fatto che poi il regista di questo film allo stato progettuale sia Alfredo Castelli, ha scombinato molto le carte. Anche Crepascolo, che doveva recitare la parte dell'androide che già fu di Geraurer(?), insomma, quello là, resuscitato per virtù del grande Bonzo, ha scosso il capo.
    Mah, che dire, aldilà del fatto che Lauren Becall ventenne è veramente una bella ragazza,Io poi in pratica nella parte del fratello gemello di Harrison Ford, cacciatore di Androidi, faccio schifo.
    Va beh, tanto io non ci tengo poi tanto a questo seguito di "Blade Runner"!

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  73. Ecco qua il bigliettino che Castelli mi ha consegnato prima di girare uno spezzone del film. Sarebbe la sceneggiatura. Voi che ne dite?? "Soffia forte la tramontana, qui sul lungosenna della capitale del pianeta che orbita intorno a Betelgeuse, all’altezza del museo Branly, dal quale proprio in questo momento Beth Satiro ( Lauren Bacal ventenne, 1,73, occhi verdi, chioma fluttuante) emerge da un’uscita laterale e scorgendomi si immobilizza impallidendo. Io alzo le mani aperte per far vedere che non sono armato .”Signorina Shatiro” inizio parlando con voce morbida, “un tema comune alla vostra ricerca è che tende a coinvolgere qualche aspetto del tempo ucronico. Il segnale temporale viene da informazioni storiche, le date al radiocarbonio, tempi di campionamento (per i virus in rapida evoluzione), o le informazioni da ambienti di depositi alluvionali”. Shatiro sospira e improvvisamente mi colpisce all’avambraccio sinistro con un colpo proibito di karate, lanciando subito dopo un grido di dolore!
    Io le dico senza alzare nemmeno un poco la voce :” Noi provenienti da Betelgeuse di solito per queste ricerche sulla preistoria degli androidi uniamo i dati temporali e quelli genetici per identificare i periodi di crescita, il declino, la dispersione, e la sostituzione nelle popolazioni. Quando possibile, integriamo questi dati con registrazioni climatiche e ambientali per cercare di identificare i fattori causali che possono celarsi dietro cambiamenti della diversità genetica”.
    Beth ha capito che non può competere con il sottoscritto e prendendo fiato inizia a parlare: “ Noi di Sacramento Cuorcontento, California, tentiamo sia un approccio multi-locus, in cui arricchire i nostri campioni antichi per particolari aree di interesse: ad esempio la raccolta del genoma completo anche per i nostri campioni più antichi! Abbiamo un forte interesse per il collegamento dei dati genomici dal passato con quelli delle popolazioni attualmente viventi".
    Ma io che posso fare??? POi, come andrà a finire il film?? Sauro che parte reciterà?? Quella del grande Bonzo, l'amante segreto di Beth, il ricercatore genetico che trovato un osso di androide preistorico fuggirà su Betelgeuse per venderlo e rifarsi una vita con Silvina??
    Non si sa nulla, Castelli ha scritto l'inizio della trama del film poi se la spassa qui a Parigi con le cavallone del Crazy Horse!! Alla sua età!!
    Poi, possibile che sul pianeta che orbita intorno a questo Betelgeus del cavolo ci possa essere una città doppione di Parigi??
    Ma io me ne torno a casa!!

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  74. Makao Bacardi era seduto nella sua Ford Betelgeuse nel crepuscolo e naturalmente non sapeva che presto sarebbe tornato da dove era partito. Da dove erano partiti tutti a sentire il suo amico Sacramento Di Sauro che aveva la filosofia nella zucca e sulla lingua e non perdeva occasione per ricordare a chiunque che la ns vita è un doppione di quella Parigi da cui siamo stati scagliati nella vacanza chiamata vita ed alla quale torneremo prima o poi. Una sagomaccia Sacramento. Nessuno lo invitava da nessuna parte, cosa che il filosofo addebitava al suo masticare dall'alba al crepuscolo radici di betel che annerivano i denti come capitava ad un cattivo derviscio con cui si scontrava Batman in una storia di tanto tempo prima.
    Makao si passava la manina sulla scucchia ispida di barba e guardava la bay davanti al muso della macchina e pensava che avrebbe preferito reincarnarsi in un pesce o in un vigilante vestito da topo alato piuttosto che atterrare nella ville lumiere e mangiare per l'eternità zuppa di cipolle e pane che gli angeli avevano rollato sotto le loro ascelle mentre alati danzavano lieti intorno alla celestiale torre Eiffel. Reincarnarsi o andarsene altrove. Ecco perchè aveva dimenticato per mesi di consegnare al big boss Tommy " Blade " Prosperous le somme che i bottegai pagavamo per avere una protezione civile nel senso che Mak diceva sempre grazie e sorrideva. Ora aveva i dindi sufficienti per imbarcarsi e raggiungere la terra dei supereroi e dei topo alati e di quelli in guanti gialli e con pantaloncini rossi . Blade non si era accorto di nulla. Nonono.

    Non vide nemmeno la pistola puntata contro il suo cuore. Prima di raggiungere Parigi notò che il suo traghettatore aveva i denti neri.

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  75. Paris di Toma aveva il muso di un carlino il momento dopo che lo hai fatto scendere dalla tua Ford Betelgeuse con un sorriso - un minuto solo, cucciolo, che devo fare un goccio di acqua e così intanto sgranchisci le zampette - e sei ripartito sgommando sicuro che mai troverà la strada per tornare nel crepuscolo alla sua cuccia come ogni tanto ti capita di leggere sul giornale e pensi che sia davvero un miracolo che un cane si faccia correndo un fuso orario e si consumi le zampette per tornare da un padrone che probabilmente aveva deciso che era il caso la bestiola diventasse un problema di altri.
    Era sempre stato gradevole come un sanitario incrostato. Da bimbo - un ricordo che gli faceva male anche dopo otto lustri - in classe la sua maestra di lettere e di tutto il resto aveva tirato in ballo il Paride del mito e i suoi compagni di classe, all'idea che il Di Toma potesse un giorno scegliere una donna bellissima come sposa e provocare una guerra, si sganasciarono come i cavalli dei fumetti.
    Dopo il conflitto termonucleare , Paris aveva scelto di vivere là dove prima era Sacramento. Un posto vale l'altro. A parte Parigi dove non sarebbe mai andato. Mai. Nemmeno se lì ci fosse stato cibo diverso dalle radici di betel che erano l'unica pietanza in dispensa a Sacramento e altrove. Gli alieni ostili scesi sul pianeta per terraformarlo a bocce ferme trovavano indigesto e velenoso il betel e stavano comunque meditando di andarsene da quella palla di fango radioattiva.
    Era difficile imbattersi in quelle strane creature che sembravano danzare come dervisci nel crepuscolo continuo che era sceso sul pianeta. A Sacramento era un loro avamposto. Paris non se ne era accorto e dormiva tra i ruderi di quello che in altri tempi era stato un albergo con vista sulla baia. Due alieni che chiamereno Bacallo e Loreno - tanto per dire - stavano litigando per decidere chi avrebbe avuto il diritto di impollinare una aliena che chiameremo Bogalia - tanto per dire - e che non ne voleva sapere di Bac e Lor e desiderava una carriera di terraformante altrove dove il suolo non fosse fosforescente ed il cielo perennemente grigio. Anche al di là delle stelle la femmina della specie è + sveglia del maschio e Bogey, nel momento in cui si accorse di Paris addormentato, alzo il tentacolo e disse che si sarebbe sottomessa alla impollinazione di quello tra i due pretendenti che fosse stato in grado di superare una prova decisa dall'indigeno. I due accettarono naturalmente. Paris ci pensò un tempo sufficiente a cuocere un topo alato sulla griglia e chiese ai due di consegnarli un paio di mele aliene. Le prese e le nascose e poi tornò dal trio e disse loro che il primo che avesse trovato la mela e l'avesse assunta in un sol boccone avrebbe impalmato la signora. I due partirono e bararono perchè avevano un accricchio che segnalava le mele aliene e le trovarono nello stesso momento e le divorarono nello stesso momento e caddero al suolo nello stesso momento perchè non avevano notato che il nucleo del frutto era stato condito con il betel. Bogey grata e commossa prese Paris come animaletto di compagnia e lo portò nello spazio a terraformare pianeti e mai pensò di trovare una scusa per farlo scendere dalla nave da qualche parte e ripartire sgommando.

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  76. - Le cavallone del Crazy Horse sono nervose - notà Bonzo Beth mentre addentava la sua bistecca alta tre dita ed che affiorava da sotto una montagna di patatine. Mangiare tutto prima che il grasso si rapprenda, diceva la zia Tomasa anni prima e BB non faceva raffreddare mai la pietanza nel piatto. Faceva freddo nella locanda ed il grasso di BB si stava davvero rapprendendo. Prima o po avrebbe dovuto iniziare una dieta. E decidere - ora che poteva contare otto lustri - in quale sesso atterrare anche se ogni tanto era tentato di darsi fuoco come un bonzo e sciogliere quel grasso che isolava il suo cuore di Beth. Una pira purificatrice. Un sacramento. Crisi che erano già rientrate nel momento in cui era servito il caffè e che erano state dimenticate mentre masticava betel con i suoi amici alieni. In fondo il lavoro di marshall per conto dei simpatici invasori era di tutto riposo. Un piede corazzato sul muso ti spinge a terra e ti evita di inciampare in una radice o di alzare lo sguardo al cielo e chiederti se prima o poi qualcuno arriverà per liberarti o stamparti una altra impronta sulla guancia.
    Quella sera le cavallone del Crazy Horse non ne volevano sapere di calmarsi. Lo spettacolo fu mediocre e solo uno dei puledri riuscì a mangiare le patatine al volo saltando nel cerchio di fuoco. Le bestie sentivano qualcosa che stava arrivando nel crepuscolo da oltre le stelle.

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  77. Crepascolo e gli altri: il Giornale Pop esce dal primo settembre, chi vuole collaborare?

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    1. Io. Stasera o domani sera sarò in facebook. Mai stato. Mi sento come quel tale che disse ai suoi compagni fatti non foste a viver come bruti eccetera. Non so nemmeno che ambiente sia. Spero che non provochi macchie rosse sulla epidermide esposta allo sguardo.

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    2. Sono meglio i blog, ma in ogni caso è meno doloroso delle punture da acari dei tarli che sto sperimentando da una settimana. Invisibili, difficilissimi da scacciare e dolorosissimi. Se ti piace il dolore, se sei un fan di Hellraiser o roba del genere ti consiglio lo Scleroderma. Anzi, te ne spedisco qualcuno.
      Naturalmente ti consiglio anche di non dare trope informazioni a FB che te le chiederà. S'intende anche che avrai creato un indirizzo email ad hoc (non il tuo solito)dove ti arriveranno tutte quelle cazzo di notifiche.

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    3. Ah, plego licoldale: su Facebook NON SI PUO' ANDARE A CAPO. Quando posti un testo, se vai a capo ti parte il pezzo del testo che hai scritto finora. Scherzone! Una delle realtà più sconcertanti del nuovo secolo.

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  78. La chioma verde e fluttuante di Beth Shapiro atterrò sul volto cesellato di Karlino lo Zarro che lo allontanò con un gesto elegante come di derviscio danzante nel crepuscolo. Crazy Orso aveva sempre sospettato che Beth portasse una parrucca, ma rimase di sasso constatando che sulla sommità della testa calva, la Shapiro si era fatta tatuare un alieno tentacolato che mangia radici di betel. Esattamente lo stesso disegno che Crazy Orso si era fatto fare sulla panza. Un segno del destino. Ed una magagna. Beth aveva omesso di consegnare allo Zarro il denaro che lei ricavava vendendo carne di cavallo pompata di acqua ghiacciata a certi alieni di bocca buona ed ora andava punita simbolicamente con l'assunzione di un ordigno termonucleare. No kiddin. Crazy Orso era tanto ingenuo da aver creduto sempre e ciecamente alla profezia secondo cui prima o poi avrebbe incontrato il suuo amore che sarebbe stato pittato come la sua panza. Aveva aspettato otto lustri. Non aveva mai disobbbedito allo Zarro. Prima di quel momento almeno. Prese il coraggio a due mani ed implorò la grazia, dichiarando che porta male contravvenire alla prescrizione di un veggente. Karlino sorrise e scoprì il suo elegante lato b sul quale era lo stesso disegno dell'alieno e del betel. Beth se ne andò uno zinzino + serena perchè aveva avuto una prova che tutto è scritto da qualche parte da sempre anche sul lato b.

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  79. Crepascolo, su Facebook ci sentiamo domani, tu intanto chiedimi l'amicizia.

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    1. Siamo amici allora. Gli amici mi chiamano Pietro, ma considerato che mi piace la faccenda del nickname che fa tanto Pessoa e Ian Fleming fai conto che per ora non ti ho detto come mi chiamo e che sono ancora e solo Crepascolo. Ciao.

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    2. Ci siamo anche io e il mio amico Sonny!

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  80. IL crepuscolo incombe, pane e ciccia ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca!
    Già da quando ho letto questa faccenda della corrente letteraria mainstream americana, credo contemporanea all'inizio della prima presidenza Kennedy, indi alla nascita di un periodo definito con un motto famoso che ora mi sfugge ma che forse si riferisce ad una sorta di nuova frontiera, penso allo scrittore Dick con l'occhio espressivo della triglia in attesa di essere cucinata. Inoltre ho scoperto che nel romanzo di Didk "L'uomo nell'alto castello", non sono solo due gli universi ucronici tirati in ballo, bensì 4 o forse 5. Devo questa rivelazione a Carlo Pagetti , prefattore dell'opera in questione che si è cimentato in questa impresa più di una volta e con modalità e contenuti non in copia carbone.
    Poi Pagetti afferma che molti hanno scopiazzato a partire dal 1977 le sue prefazioni nei riguardi di questa opera del nostro Philip k. Dick . Ma chi fa la pre o postfazione di un romanzo, è di fatto un mediatore culturale fra il contenuto e significato del romanzo e i lettori tutti, compresi altri prefattori, che volenti o nolenti pur essendo dei copioni diventeranno a loro volta mediatori di conoscenze? Io che devo fare ora che mi scopro anche mediatore fra questo romanzo ed i lettori di questo blog??
    Non so, chiedo a Crepascolo se ha mai mediato??
    Che problema, è come avere una tagliola da lupi ben addentata al piede destro ( o, a piacere, sinistro).

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  81. Oppure avere infilato per sbaglio, distrazione o ingenuità la testa nella tagliola facebook. Perchè mai sono tanto diffidente con facebook? Che vi devo dire, secondo me è una mice trap, dove se non stai estremamente in guadia, qulcuno prima o poi ti taglierà i tuoi due belli zibellini!!

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  82. Cita mi sgrida e vivacemente mi rimbrotta:" Mainstream (in italiano corrente principale) è un termine che significa "una corrente conosciuta dalle masse", di "tendenza". È usato in genere nelle arti, come la musica, nel cinema, nella letteratura e in molti altri campi culturali.

    Nella letteratura, mainstream indica solitamente la narrativa "non di genere" (per vari motivi, la narrativa di genere è spesso considerata "di bassa qualità", in contrapposizione "all'alta qualità" della narrativa letteraria).

    Spesso il termine è usato anche in senso spregiativo, per indicare degli artisti che si legano a generi tipicamente di "tendenza", (es. film d'azione, musica pop) o ad un particolare target (es. adolescenti), per motivi puramente commerciali; in contrapposizione ad underground, subcultura, controcultura". Va bene, Cita si becca la banana come premio,

    Non risulta chiarissimo...

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  83. Tomaso, ma tu hai letto "SS-GB" di Len Deighton? (1978).
    La faccenda di Dick mi ci ha fatto ripensare, e oggi ho visto che curiosamente la BBC ha dedicato a questo titolo una miniserie televisiva come gli americani hanno fatto per la Svastica.
    Ottimo libro di fantaspionaggio ambientato nella Londra occupata dai nazi, senza la pretesa di offrire "messaggi" alla Dick, ma molto superiore a "Fatherland" che francamente mi deluse parecchio.

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    1. Lo lessi decenni or sono e sinceramente non mi ricordo che ne pensai: era un'indagine su un delitto, in Inghilterra occupata dai nazi.Il romanzo ,come al solito, fu poi preso in prestito da qualcuno dei miei fratelli o cugini e svanì per sempre.Ora è fuori catalogo quindi due settimane fa circa l'ho acquistato su internet E Bay da Quatermain con il metodo solo ed unico; prima paghi con la carta di credito poi il venditore ti scrive attraverso EBay quando ti arriverà.Questa volta qualche cosa è andata storta . Dopo un pò Quatermain mi ha comunicato via EBay che quel romanzo non ce l'aveva più, quindi : vuole essere rimborsato o vuole un altro romanzo??
      Io ho provato a seguire le modalità propostemi , ma la E Mail arrivava a me stesso , non a Quatermain, che certamente per la somma di due euro ( questo il prezzo del romanzo) non ha certo organizzato tutto questo casino.Allora , sempre su EBay ho acquistato il romanzo da un altro rivenditore, che dovrebbe arrivare fra il 26 e il 31!
      Fatherland di Harris l'ho letto anche poco tempo fa e me lo ricordo: è un giallo ambientato in questo futuro alternativo dove la Germania ha vinto.L'ambientazione e le atmosfere ricordano la Germania comunista dell'est, fino al 1989. Solo verso la fine l'autore ha ingranato la marcia e ha puntato il dito accusatore in modo implacabile sui crimini nazisti, l'Olocausto con i suoi milioni di innocenti trucidati.

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    2. Esatto, bravo. Ho sempre pensato che Fatherland poteva anche avere la Russia di Stalin al posto della germania di Hitler e funzionare (male, perché è una storia banale) anche nel nostro universo, mentre SS-GB è migliore perché Deighton costruisce un intreccio che funziona solo in quel mondo alternativo.
      Ma chi è sto Quatermain che ti vende la roba, Allan Quatermain o Clay "sorriso" Quartermain?

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  84. Caro Sauro, credo di averti inviato una richiesta di amicizia via facebook. Credo. Spero. Ciao. Pietro

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  85. Non mi risulta: io mio profilo di Facebook lo riconosci perché farcito dei post sul fumetto.

    Altrimenti, se mi dai il link del tuo profilo di Facebook domani pomeriggio te la chiedo io.

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  86. Beh, Quatermain è in nickname di Giulia, una gentile venditrice di libri usati.
    Ora mo ha chiesto i miei dati bancari per rimandarmi l'enorme somma di 2 euro (il libro) + 3 ,la spedizione. Insomma tanto clamore per nulla.
    Ora mia moglie, onnovora lettrice, sta leggendo "Fatherland" perchè gli ho garantito che è sostanzialmento un giallo di indagine: è circa a metà, ma non pare molto convinta.
    Nono oso proporle qualcosa di Dick, anche se "L'uomo dell'alto castello" è praticamente un "romance"con la struttura delle scatole cinesi, inoltre quasi certamente l'autore lo scrisse come esempio di opera che trascende i generi letterari, insomma un classico romanzo e basta.
    Però , Dick era purtroppo un poco paranoico e non vedeva le cose inserendole poi negli scomparti, considerati dai "normali", giusti. Poveretto,

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    1. Nella mia ignoranza vedo solo ora che "La grande spia" è proprio "SS-GB"! Non lo sapevo perché lo lessi in originale 4 o 5 anni fa, preso da una biblioteca.
      Ma come si fa a mettere questi titoli italiani ridicoli, indecenti e fuorvianti? Quale grande spia? Se ricordo bene, il protagonista è un povero cristo ispettore di Scotland Yard a cui i "padroni" nazisti, che hanno occupato l'Inghilterra dopo aver dato vittorioso corso al piano d'invasione "Leone Marino", chiedono di indagare su un omicidio collegato agli esperimenti sull'energia nucleare, e c'è di mezzo una giornalista americana (gli USA non sono in guerra con la Germania). Si scatena inoltre la lotta personale tra il capo di Scotland Yard (un generale delle SS) e uno Stardantenfuhrer inviato dall'SD di Heydrich.
      Il titolo "SS-GB" ti fa subito capire alcune cose importanti del libro, "La grande spia" cosa ti fa capire? Una bella cippa! Io sarò un cretino, ma mi vengono in mente almeno 3 o 4 titoli italiani migliori. Ma poi, perché cambiarlo? :D

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  87. Mah, probabilmente per attirare i lettori appassionati di spies stories: ricordo bene i film tratti dai romanzi spionistici di Len Dighton come Ipcress o gli altri della serie con interprete l'investigatore Palmer portato sullo schermo da Michael Caine. Forse....

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  88. Ahhh, apro la bocca ma non urlo.Il fatto è che questa estate sta passando così come se niente fosse: invece le mie riletture di Philip. K. Dick stanno lasciando il segno.
    Sarà che per la prima volta da qui a 40 anni alla mattina ho la pressione bassa ( tanto che ho autosospeso il Ramipril, pillola che assumo per la pressione alta da quando avevo 39 anni). ma la mia testa e i pensieri che ne sono contenuti, sta lentamente scivolando con tutto il resto di schiena con inesorabile lentezza giù per il declivio erboso. Faccio veramente fatica a puntare metaforicamente i piedi spingendo i tacchi dei miei sandali estivi ne terreno morbido per la guazza notturna (credo). Come reagire in questi frangenti, nel caso di un povero miscredende che per onestà intellettuale non vuole rivolgere il pensiero a un Dio nel quale non crede?? Voi riderete se vi dico che mi faccio un caffè vero, arabica, con la mia "napoletana" con studiata lentezza. per non fare casini rovesciando caffè in polvere o latte dal cartone tolto dal frigo, una tazza di cappuccino.
    Va beh, comunque ho riletto restando in apnea "L'uomo nell'alto castello" del nostro grande e sfortunato Dick: eeeh, ne aveva di sale in zucca il Nostro!!! A parte un capitolo centrale che appesantisce la narrazione, a mio parere questo romanzo ha avuto gli onori che si merita, anche se con lentezza, prima con una serie di consensi avuti da critici e studiosi vari e poi da lettori di ogni genere. Negli stati uniti poi ora che il tutto è stato macinato e riproposto con gli inevitabili gratuiti adattamenti e allungamenti in una produzione televisiva giunta alla seconda serie, beh, non ho idea di che cosa accadrà.Perchè poi ho questa idea interrogativa in testa: per il fatto che questo "uomo nell'alto castello ( titolo simbolico con origini storiche) presenta ,fra le altre cose, l'uomo americano fortemente condizionato da pregiudizzi razziali, tanto che Dick arrivò a scrivere che americani e tdeschi sono molto simili, e questo nel 1962 quando la nuova frontiera kennediana si stava solo lentamente aprendo ad un futuro che ancor oggi a distanza di più o meno 55 anni vede le orde della più reazionaria America cavalcare quasi vittoriosa le praterie , le strade e le piazze degli Stati Uniti d'America!!

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  89. Beh, Dick nella sua intervista del 1964 che appare alla fine del romanzo qui, nel post, citato e che ha pure un titolo " Il nazismo e l'uomo nell'alto castelloW cita il primo prefattore di tale opera : Poul Anderson. Chissà perchè Dick lo definisce "l'uomo bianco".
    Incuriosito provo ad indagare, poi , può darsi, che daccia rapporto al boss dei boss!.

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  90. mah? Comunque Poul Anderson, di origini danesi, fu per me speciale.Perché mai? perchè autore del romanzo , non molto lungo , "Tre cuori e tre leoni" che apparve a puntate nella collana Garzanti " Fantascienza" a partire dal numero 6 dell'Aprile 1955. La collana terminò con il numero sette, almeno a me così risulta al sottoscritto.
    Un furbastro, a me sconosciuto ,riuscì a fregarmi non so come il numero 5 di questa collana.Siamo in un mondo fatto così.Comunque, perchè "uomo bianco" ( fra virgolette).

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  91. Senza ombrello mentre dal cielo color tartaruga cade una pioggia insistente ed innaturalmente calda.
    Qui sulla collina delle "cailles" mi rifugio in un piccolo parco e mi accovaccio sotto il tetto di una sorta di monumento dedicato a non saprei chi, Ursula non si è vista: penso abbia investigato sul sottoscritto e appreso che di anni ne ho 79 non ha indossato il suo intimo puttanesco e mi ha dato buca.
    Avrei potuto mandare in avanscoperta qualche giovinotto del futuro "Giornale Pop", chissà, forse allora Ursula sarebbe venuta all'appuntamento.La volevo solamente intervistare, invece lei probabilmente si era messa in testa che io volessi scoparla complice il clima erotico /romantico della "Collina delle quaglie".
    Le avrei chiesto ragguagli su questa faccenda di Pol Anderson "uomo bianco"e perchè mai Dick dopo aver scritto nel 1974due capitoli del seguito del romanzo "L'uomo dell'alto castello" ha lasciato perdere. Beh si, Dick ebbe a dire che di nazismo e nazisti ne aveva abbastanza perchè i loro crimini lo nauseavano.... Va bene così.
    Però come piove qua su questa collina dei miei coglioni. Oh, oh, che intravedo fra la cortina formata dall'incessante cadere di questa incomprensibile pioggia calda? Un'ombra furtiva che con tanto di ombrellone a due piazze e un enorme mazzo di fiori -rose rosse in boccio- si avvicina al punto nel quale la butte aux cailles scollina: in alto luce ad intermittenza la scritta "Hotel ad ore"!! Ecco che una muliebre figura velata si getta fra le braccia del galante gigolò e dopo un rapido quanto intenso avvinghiamento i due amanti si dirigono verso l'ingresso del piccolo e riservato Hotel.
    Ursula , non so come, è riuscita ad intortare qualcuno del "giro" di queso blog. Povero disgraziato, forse non è a conoscenza della fama di Ursula quale sciupamaschi. E io ora che faccio??, POtrei andare a cercare Numa sadaul e chiere a lui se conosce il modo per leggere questa benedetta prefazione di Pol Anderson al romanzo ormai citatissimo di "L'uomo nell'alto castello". Però piove in modo furioso..... Ecco, vedo passare un ciclista trafelato il cui volto non mi è nuovo! Cavolini!!! ma è La Rue!! Sono salvo, di certo mi darà un passaggio, tanto ormai la strada è tutta in discesa. Rendo grazio a Giove pluvio e a tutti gli altri dei di questa erta collina parigina!

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  92. Il direttore Sauro le Beaux vi attende nel cuore di Parigi, nei pressi del quartiere Butte aux Cailles e del Quartiere Gobelins, nel suo ( è anche proprietario di maggioranza) hotel Mercure 4 stelle Paris Place d'Italie offre servizi personalizzati per le vostre riunioni e l'accesso diretto in metropolitana alle stazioni Gare Montparnasse e Gare d'Austerlitz. Le sue camere sono confortevoli e offrono la vista del Panthéon ( con l'uso del telescopio posto sulla terrazza dell'ultimo piano) e della Torre Eiffel. In famiglia, con gli amici o dopo una riunione, entrate nel bar accogliente aperto 24 ore su 24. Offerta speciale per i collaboratori del " Journal Pop" con "accompagnatrice" ventenne birmana esperta contorsionista. Colazione a buffet gratuita per gli estimatori dello scrittore americano Dick, famoso per i suoi numerosi romanzi ucronici/fatalisti.Sarete accolti da Ursola le Guin e Tomaso Prospero Turchi, quest'ultimo accompagnato dal suo figo e inseparabile felino Micia, gelosa custode della sua integrità fisica e morale.Ci scusiamo in anticipo per la menomazione di Ursola che mette in mostra una vistosa benda nera e dorata per coprire la mancanca dell'occhio cavatole da Micia in in attimo di felina gelosia. Eh, pazienza.

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  93. AHHHHH!! "coosaa, Sauro le Beaux è scomparso??" Sospira, anzi sbuffa il commissario Du Moulins. "Stai scherzando??". Siamo qui in gattabuia io e La Rue nel commissariato di polizia del quartire Las Gobelins; siamo stati beccati da due flics mentre scendevamo a tutta birra giù per la discesa di rue Barrault, il proseguimento du rue butte aux cailles!! Il fatto è che pioveva a dirotto e La Rue mi aveva dato un passaggio sulla bici, però essendo il velocioede da donna, io stavo in piedi dietro sul piccolo portabagagli. Quindi arrivati a circa 90 all'ora in fondo alla discesa all'incrocio con il trafficatissimo boulevard A. Blanqui, La Rue ha frenato ma a causa della pioggia la bici non si è fermata sia per l'asfalto bagnato sia per il fatto che i piccoli pattini dei freni erano proprio consumati. Ma a scusante del guidatore sta il fatto che la bici lui l'aveva presa in prestito da Advent, che qui a Parigi traffica in mezzi di locomozione usati o anche rubacchiati. Nel caso specifico queta bici da donna marca Bianchi proviene dal cortile interno di un palazzo di Rue d'Italie dove attualmente a piano terra c'è un negozi di fiori finti di seta , prodotto esclusivo ed artistico creato e gestito da Silvina, proprietaria della bici della quale si ciancia .
    Alla fine siamo tutti qui nella gendarmerie del commissariato di Gobelins per risolvere questa storia.
    Meno male che Ursola, benché di fatto orba, ha con il suo fascino istrionico imbambolato il commissario del distretto di polizia prima citato che ci ha condonato la multa per reato ciclistico. Però ora vuole sapere che fine ha fatto il direttore Sauro le Beau!
    IO intervengo spacciandomi per esule zarista e parlando con l'accento di Pietroburgo gli dico" Mon Comissaire, il telepate Sauro è stato visto insieme ad altri due inerziali dirigersi verso il MOtel chiamato" Legami dell'esperienza erotica polimorfa", una struttura situata all'ultimo piano della tour Montparnasse, dove gli uomini d'affari che non vogliono avere grane si incontrano con le loro discinte concubine". Ursula sbuffa ed accende con lo zip il suo cigarillo cubano!! " Ma quali concubine e concubine!!, Sauro le Beaux deve incontrare in gran segreto il telepate Melipone, prima che la ruota del destino non giri malevolmente e lo faccia scomparire da questo universo creato da quel forsennato di Philip K. Dick!!!"
    Restiamo tutti a bocca aperta, sapendo che l'universo ucronico al quale si riferisce Ursola è composto solo di due capitoli e che il seguito è nelle mani di chiunque abbia volontà di proseguirne la narrazione. Un brutto affare, una situazione confusa, nella quale hanno preminenza, secondo me, i fiori di seta confezionati nel suo laboratori di Place d'Italy, da Silvina. Spero solo che Silvina non sia una replicante androide della maga Malvina, poichè in questo caso non saprei che fare per tentare di uscire dall'inghippo narrativo. Può darsi che Crepascolo ci dia una mano e che intervenga tralasciando i suoi enigmi lessicali e ci trascini fuori da questa realtà scombinata.

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  94. Macheroba!!!! Qui nel bistrot d'angolo mentre mi scolo un boccale di Hubik alla menta piperita, scorgo attraverso le ampie portefinestre che danno su Rue Bobillot Sauro le Magicien che abbracciato a Sara Orazi camminano velocemente in direzione delle manifatture Gobelins, produttrici di arazzi virtuali e scatole cinesi per il gioco del Tao.
    Va beh, io a queste fesserie delle predizioni del futuro non credo. MI siedo ad un tavolo ed ordino un piatto ben cotto di lombo di Ubik con contorno di patate al forno.
    So che Goering e tutta la sua cricca cercano il passaggio, la porta verso l'altro futuro contiguo, ma modestamente io solo ne conosco l'ubicazione esatta che mi fu rivelatà anni or sono dall'ammiraglio Canaris.
    Staremo a vedere.

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  95. La mattina del 5 Agosto 1956 il Reichsmarshal Herman Goring ebbe la sensazione di essere un morto vivente. Fu una impressione passeggera che come tale passò in un millesimo di secondo.
    Ma prima che passasse "il Grassone" si immobilizzò e di fatto diventò un mezzo morto, oppure se lo preferite, un un mezzo vivo.
    Mah, che dire di questa storia senza principio e neppure fine?

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