domenica 11 settembre 2016

L’INQUIETANTE LIO


Per leggere il post occorre cliccare il link: http://www.giornalepop.it/lhorror-umoristico-lio/

142 commenti:

  1. Trovo molto interessante questo post provvisto di: titolo immagine e link.
    Lo trovo interessante innanzitutto perché ci ha un titolo breve.
    Secondariamente perché ci ha una immagine pressoché natalizia ma fuorissimo stagione.
    E poi anche perché ci ha il link.
    Che però... non so... non capisco: perché in questo blog, per leggere un post di questo blog, dovrei cliccarci sopra?

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  2. L'inquietante Lio!! Che è poi anche uno dei servizi del Pop Giornale di oggi.
    Forse è questo sdoppiamento che può a volte confondere il viaggiatore distratto.
    Il fenomeno della comic strip ad uso e consumo dei giornali quotidiani ma anche di riviste varie.
    Se vogliamo fare un esempio autoctono citiamo Jacovitti, con i suoi "Giuseppe", Giorgio Giorgio detto Giorgio ecc. Ma , CHE IO RICORDI , strisce in serie di JAC basate su bambibi mi pare MAI.

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  3. Prendo abusivamente a prestito: Skiribilla 9 agosto 2007 06:05

    Toc toc.. si può? Entro in punta di piedi e non faccio rumore, promesso..!
    Insieme a Grazia Nidasio, autrice di Valentina Melaverde sul Corriere dei Ragazzi, Jacovitti è stato uno dei primi autori di fumetti che ho conosciuto.
    Sapevo di queste strisce, in contrapposizione a quelle brulicanti di parole e personaggi che era solito fare. Uno spasso le une e le altre.
    Lei, Max, ha messo fra parentesi una riflessione che mi ha fatto pensare al numero veramente alto di blog, fra quelli che ho visitato negli ultimi mesi, in cui la maggior parte delle parole è quella fornita dai vari commenti. Ho trovato anche, rare volte, esempi di bellissima sintesi. Casi davvero sporadici.
    Dando per scontato che ovviamente ognuno nel proprio post mette quello che vuole, troppe volte ho visto proporre un filmato di YouTube, oppure una frase, più o meno sibillina e/o simil-poetica, oppure un disegno o una striscia che, senza nulla togliere all’impegno dell’autore, sembra un compitino fatto a casa durante le vacanze estive.. e per il resto farla da padrone i commenti che, con grande buona volontà, tentano di spiegare cosa avrà voluto dire il titolare del post, il messaggio nascosto e via così.
    La mia età e il mio carattere mi portano a cercare qualcosa di più. E mi piace da matti e mi da grande soddisfazione trovare in un qualsiasi tipo di blog tantissime parole non fini a se stesse o dette tanto per fare i fenomeni, ma usate per esprimere vitalità, entusiasmo, voglia di fare, di sperimentare, di OSARE!
    In questi casi è chiaro che esiste il rischio, per gli autori, di apparire fuori dal coro o sopra le righe alla maggioranza delle persone. Ma spero davvero che questo non scoraggi mai quelli che hanno testa e cuore per agire così.

    Buone cose.
    Claudia F.

    Tante grazie Claudia F. anche se con 9 annetti di ritardo!!

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  4. Carino l'itervento di questa sconosciuta Claudia F.
    Aggiungo solo per quanto riguara Jac e le strisce quotidiane, quelle apparse su "Il Giorno" giornale nel 1966/67 quelle di "Martin Padella, sconosciute ai più.Ce le ho da qualche parte e se non ricordo male l'argomento era la caccia o la pesca. Comunque ,in generale, le strisce quotidiane autoconclusive mi hanno sempre acchiappato poco o nulla: sono da questo punto di vista privo di qualcosa che non sono mai riuscito bene a classificare! Mah???

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  5. Ho visto e in parte letto il Giornale Pop di oggi 14 Settembre. non si parla tanto di fumetti, meno che meno di storia di questo medium con riferimento ad autori italiani che della storia del fumetto made in Italy sono stati artefici. prendo a caso Jacovitti e Kurt (poi Corrado ) Caesar: chi non li conosce si butti dala finestra e se abita ai piani bassi salga almeno al settimo!
    Che Italia smemorata, che appassionati di fumetto con la testa avvitata nell'universo inordinabile dei super eroi!!
    Mah?
    Io sono sconsolato: inizio a raccontarvi una "cosa" che potrebbe interessare almeno Leonardo Gori, posto che il Giornale Pop lo legga ( ma poi quella sua intervista???).

    Inutile cercare di incontrare “quei due!! “Lisca di pesce” nel corso della primavera e parte dell’ estate del 1944 era - si dice- imboscato nei meandri sotterranei di Firenze! Kurt Caesar poi abitava a Venegono ma era spesso a Verona in piena Repubblica Sociale di Mussolini, si dice perché operativo come agente dell’Abwher, tanto che ogni tanto lo si vedeva sul lago di Garda a Salò o addirittura a casa del Duce del fascismo in compagnia del maggiore Schneeweis, come quella mattina del 6 Giugno 1944 !! Quindi…… Io avevo solo sette anni e dell’estate del 1944 di preciso non ricordo proprio un bel nulla con l’eccezione di alcuni albi di Jacovitti fra i quali “ Un marinaio nella stratosfera”; poiché mio zio paterno abitava e viveva a Pistoia con moglie e figliolanza e portava giornali a fumetti per mio fratello, poiché in Toscana arrivavano e a Quartirolo di Carpi no! E Jacovitti c’era in quei giornali?? ogni tanto lo vedevo ( chi, che cosa?); le sue tre figlie, mie cugine se ne fregavano del “Vittorioso” e delle storie di “Pippo, Pertica e Palla”, personaggi amatissimi che erano scomparsi da mesi insieme al settimanale dell’AVE travolto dalla situazione creatasi a partire dal post- armistizio dell’otto Settembre. Ecco, qui potrebbe nascere l’equivoco del chi- che cosa: io vedevo Jacovitti e le sue tre figlie che erano mie cugine, indi Jacovitti era mio zio!! Va beh, chi vuol equivocare, equivochi!!

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  6. Comunque io non potevo sapere che a Roma erano riprese da Giugno 1944 le uscite del settimanale "Il Vittorioso" e che la storia di “Pippo e la pesca” si stava avviando alla conclusione . Comunque nella realtà di allora Jacovitti che combina?? Ehh, lo sanno ormai anche i sassi, si nasconde fino alla liberazione di Firenze, ultimi giorni di Agosto 1944. Poi che fa? Come si trova nella Firenze libera dalla tirannide nazi-fascista??
    Ehh, il Nostro a proposito ne ha raccontate di tutte i colori, perfino che in Settembre ogni tanto andava da Firenze a Roma con mezzi di fortuna dove nella redazione de “Il Vittorioso” c’era grande fermento fra disegnatori ,scrittori e soggettisti, anche se il direttore Gedda - si dice in tandem con l’allora cardinale X che, diciamolo inter-nos, con Il Vittorioso ufficialmente proprio nulla aveva a che fare, raccomandava piedi di piombo, perché la guerra non era finita e la situazione interna italiana era assai sdrucciola. Chi incontra Jacovitti giunto fortunosamente in redazione nella Roma retta da Charles Poletti??? ( I fatti della storia, collana diretta da Renzo de Felice. La Roma di Charles Poletti- Giugno 1944/ Aprile 1945. Autrice Fiorenza Fiorentino, edizione Bonacci, Roma 1986). Il Nostro fra le altre cose dichiarò anche che in redazione incontrò Caesar che, a parte la differenza di età ( 15 anni), aveva la sua stessa corporatura [ e questo particolare, altezza 1.85, peso in tempo di magra, 75 kg. Di piena 85/90, ebbe fondamentale importanza qualche tempo dopo nell’ “ ZETA A, Affare Alto Adige ” , (documentazione tratta da: Marino Viganò. E Mussolina ordinò: Date armi ai partigiani. Storia in reten° 54, Aprile 2010], il quale da dichiarato antinazista odiava ovviamente “quel pazzo” di Hitler . Caesar nel febbraio del 1941 viene richiamato alle armi ( quindi aveva in precedenza già ottemperato al regolare servizio di leva in Germania) e va in Africa, come interprete e disegnatore di guerra del generale Rommel, dove rimane sino al settembre del ’42. Rimpatriato fa la spola fra Berlino, Roma e Vengono con quale compito preciso non si sa bene, anche se gli incontri berlinesi con l’ Ammiraglio Canaris ( il quale. poveretto fece poi una fine atroce per mano delle SS.) qualche barlume di supposizione ce lo potrebbero suggerire; nel ’43 inizia a far parte del Comando della Wehrmacht di Verona.

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  7. Ma Caesar in questi anni disegna anche storie a fumetti?
    Pare incredibile ma devo dire di si!
    Per "Topolino", su "Il Vittorioso" e poi........di lui occorre ricordare il suo capolavoro nel campo dell'illustrazione: “Marsch und kampf des Deutschen
    Afrikakorps” (L’avanzata e la lotta delle truppe tedesche d’Africa), pubblicato nel ’43 a Monaco in edizione bilingue e contenente numerosi disegni dal vivo di momenti delle tante battaglie nel deserto al fianco di Rommel, in parte riportate su “Il Vittorioso” nel corso del 1942/43, periodo nel quale il Nostro era ormai reduce dalla campagna dell’African korps del generale Rommel che poi alla fine -si sa- andò a finire male!

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  8. Risposte
    1. Sì! Secondo me fai bene a continuare. Continua come pensi sia meglio. Cioè, come meglio credi. In sostanza continua come vuoi. Anche come vorresti che fosse. Insomma praticamente secondo me tu potresti continuare persino come ti pare.

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    2. Grazie per l'appoggio!
      Dunque a prestar fede a quanto detto da Jacovitti, il Nostro avrebbe incontrato a Roma - a guerra in corso - in redazione AVE Caesar, Giovannini, e Landolfi! Beh, Giovannini e Landolfi allora alle primissime armi, forse, ma che ci fosse Caesar ne dubito assai. Perché dubito, perché questa incredulità? Beh, Caesar era un ufficiale tedesco della Wermacht e dal 1944 fino alla fine della guerra rimase di stanza a Verona, con residenza a Vengono (Va). Su Corrado Caesar si è detto e scritto di tutto, anche che faceva parte dell’Abwher, il servizio segreto dell’esercito, e precisamente della sua branca ( una delle tante) dedita al controspionaggio. Mah, che pensare? In tale veste di controspia Caesar poteva aver avuto l’occasione di passare impunemente la linea Sigfrido e passare dall’Italia nazifascista a Roma ormai liberata dalle forze alleate per poi RITORNARE al punto di partenza a Verona?? Solo per andare in Redazione del Vittorioso a Roma?
      Ma scherziamo?? Qui qualcuno ci vuol propinare fanfaluche per verità consacrate!! Mi pare cosa impossibile e prima di tutto priva di motivazioni. Ma aldilà di questa ipotesi fantascientifica, in questo clima di attesa, sul Vittorioso si va avanti praticamente con materiale già pronto da mesi, senza prendere posizione sull’attualità e sui gravi problemi dell’Italia ed Europa tutta. In questo clima Caesar è assente e ritornerà con una storia nuova solo nel corso del 1947!! Jacovitti? aspetta: disegnerà probabilmente solo nel 1945 delle storie che appariranno solo guerra conclusa.

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  9. Va detto che, stando a quanto è stato scritto, Kurt Caesar passò gli ultimi 12 mesi di guerra come capitano dell'esercito tedesco in servizio a Verona con residenza a Venegono insieme alla moglie Elfi, che poi a guerra appena conclusa diede alla luce un bel maschietto di nome Rolf.
    Caesar passava il tempo trascorso a casa disegnando illustrazioni per un ipotetico secodo volume sulla guerra in Africa di Rommel ( in effetti penso mai uscito).
    Alla fine di Aprile del 1945 con la fine della guerra fu congedato e rimase senza stipendio e pure senza un becco di un quattrino.Ormai l'Italia era di nuovo unita e finalmente libera, quindi Caesar avrebbe potuto riprendere la collaborazione sia con "Il Vittorioso" che con il mondadoriano "Topolino", ma....... questo non avvenne!
    Nessuna delle due case editrici dei settimanali prima citati mosse un dito per aiutarlo! Perché mai??

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  10. Per cercare di capire occorre necessariamente fare un piccolo passo indietro.
    Particolarmente legato al nostro Paese, man mano che la guerra procede e le sorti dell’Asse iniziano a tingersi delle cupe note del “Crepuscolo degli Dei, Caesar per intima convinzione o per un opportuno senso della realtà, inizia la sua partecipazione attiva alla guerra partigiana. Il suo inserimento nella 121ª brigata d’assalto garibaldina “Walter Marcobi”, è una decisione sofferta e assai combattuta sia da parte sua, sia da parte dei partigiani che non sanno se fidarsi di lui o meno. Nel dicembre del ’43 un partigiano, Carlo Cattaneo, residente a Monterosso, organizza un incontro fra il commissario politico Fiorenzo, Ottavio Premazzi ( cittadino di Venegono ) , della brigata Marcobi e l’ufficiale Caesarnei Boschi della zona. L’incontro si presenta problematico in quanto si tratta di tramare contro tedeschi e fascisti, proprio con un ufficiale della Wehrmacht. L’incontro risulta oltre modo fruttuoso, poiché segnal’inizio di una collaborazione proficua tra i partigiani e l’ufficiale, il cui nome in codice è Spartaco. In questo modo si possono conoscere in anticipo gli spostamenti delle truppe tedesche e fasciste ed essere informati della cattura dei partigiani per intervenire sulla loro liberazione. A questo proposito, su esplicita richiesta del commissario Fiorenzo, sollecitato anche dal di Venegono parroco, Don Angelo Borgonovo, nel novembre del ’44 Caesar, a rischio della propria vita, preleva due giovani, (tra i quali un venegonese, Angelo Chiesa ( deceduto nel 2016), collaboratore dei partigiani) incarcerati a Varese, firmando un falso ordine di trasferimento e li nasconde, a casa propria, salvando loro la vita.
    Siamo verso la metà del 1944.

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  11. Beh, verso la fine.

    A guerra ultimata, mentre gli Americani assegnano a Caesar una medaglia al valore e i gradi di sergente, in Italia bisognerà attendere decenni prima che venga ufficialmente annoverato fra i partigiani della provincia di Varese.
    All’inizio del 1946 (?) viene arrestato – si dice dagli inglesi- e internato nel campo di concentramento di Coltano (località fra Pisa e Livorno), al fine di processarlo per appurare la sua fattiva collaborazione con i partigiani o l’eventuale doppio gioco a favore dei tedeschi.
    La moglie Elfi e solo pochissime persone iniziano l’improba fatica di rintracciare testimoni, che attestino la sua partecipazione alla guerra di liberazione: purtroppo da parte di tanti, troppi, che si affacciano in quel momento alla scena politica, si riscontra una freddezza insospettata per il timore di esporsi, anche da parte dei quadri di via della Conciliazione a Roma, legati al settimanale “Il Vittorioso in qualità di dirigenti” : su questo punto non ho però mai trovato documenti probatori.
    La moglie Elfi rimane sempre più sola, senza risorse e con un figlio, Rolf, appena nato; può contare solo sull’aiuto di pochi amici e conduce una vita di privazioni non indifferenti.

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  12. Nel marzo del ’47, Caesar viene finalmente dichiarato innocente e liberato e ritorna a Venegono, riprende il proprio lavoro al “Il Vittorioso” a partire dal n°31 del 17 Agosto con una bella storia “Il ritorno Ted” su testi di M. Giorda, personaggio disegnato all’inizio della serie da Ruggero Giovannini. Poi sull’ultimo numero dello stesso giornale del 1947, “Natalvitt”, ecco una storia western su testi di C.May, “ La valle della morte”, con protagonista addirittura il nonno di Ted: un escamotage bislacco da parte dei dirigenti Vitt che non amavano i personaggi seriali perché forieri del “mito dell’eroe “e decisero di sbarazzarsi del giovane - e dai lettori tanto amato Ted- per sostituirlo con il nonno in età giovanile. Poi finita la storia western, più nulla dddddddddddddddddi Ted e antennati vari!!
    Nel ’49 Caesar, ormai con la cittadinanza italiana e il nome trasformato in “Corrado”, si trasferisce a Roma, poi a Viterbo e Velletri, (per stabilirsi definitivamente nel ’72 a Bracciano). La carissima moglie Elfi, sposata in Germania in giovanissima età, mi pare nel 1927 ( Caesar aveva allora 19 anni ed era campione nazionale tedesco dilettante dei pesi massimi) lo segue ovunque e questo attraverso peripezie rocambolesche fin dalla fine degli anni ‘20 quando si rifugiano in Svizzera a seguito di persecuzioni non so se politiche o razziali ; a sentire Piercostante Righini, scrittore e uno dei primi redattori de “Il Vittorioso” , la coppia approda in Italia nel 1930 dove sia Elfi che Caesar praticano la professione di giornalisti ed illustratori. Da qui l’inizio di Caesar come disegnatore di fumetti, prima su “La Risata” e poi su altri settimanali fra i quali “Folgore” dalla quale nascerà l’Intrepido. Comunque su “Il Vittorioso” Caesar inizia nel 1938. Passano i decenni e arriviamo alla fine degli anni ‘60 e Elfi si ammala gravemente. Caesar preoccupatissimo le è sempre accanto e trascura il suo impegno di illustratore delle copertine dei “Romanzi di Urania”: Mondadori, o chi per lui, gli rimanda l’ultima copertina disegnata e lo licenzia sostituendolo inizialmente con Jacono. Purtoppo muore la moglie Elfi. Dopo qualche tempo Caesar si risposa diventando in un paio di anni padre di due bei bambini, notizia questa poco nota, Rotti in modo burrascoso i suoi rapporti con l’editore Mondadori , il Nostro collabora con altri editori, anche inglesi e tedeschi realizzando illustrazioni e fumetti. Muore il 12 luglio del 1974, all’età di sessantasei anni in seguito ad una banale caduta e rottura di un braccio e ad un conseguente infarto.

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  13. Va beh, ho tirato un poco via per non farvi cadere in catalessi.
    Sempre che ci siano stati altri lettori oltre a Silvina.

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    1. Ho letto tutto e in catalessi non si sono caduta affatto. Anzi, mi ha interessato molto. Io però non mi sento di escludere che Jac e Caesar si siano incontrati a Roma in redazione AVE a guerra in corso. Perché secondo me, uno che è capace di rischiare la vita per togliere di prigione due ragazzi -così come ha fatto Caesar- potrebbe anche aver oltrepassato la linea Sigfrido eccetera per incontrarsi coi suoi colleghi di fumetto.

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  14. Passiamo la domanda agli storici del periodo e anche agli esperti della vita di Corrado Caesar.
    Forza, dite la vostra!!

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    2. Sì, la vostra! Giusto.
      Però anche se qui a rispondere alle nostre domande non ci venite, è uguale. Ci guardiamo le vostre videoconferenze su You Tube e le risposte ce le immaginiamo da soli.

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  15. Va beh, procedo io per gradi: Caesar a Roma di sicuro ci andò nel maggio 1944, inviato dal controspionaggio della Wehrmacht. Il santo Pontefice Pio XII° era in pericolo!! Jacovitti che ne era venuto a conoscenza tramite Piercostante Righini ( menbro della resistenza bianca romana) aveva avvertito Caesar durante una riunione di redazione del Vittorioso che in quel mese di Maggio 1944 aveva già pronti e stampati iprimi tre numeri, ai quali erano state messe date posticipate, la prima delle quali era per il numero uno quella del 4 Giugno 1944.

    «I nazisti volevano rapire Pio XII» Il piano svelato da Famiglia Cristiana

    CITTA' DEL VATICANO.«Travestiti da agenti sionisti in combutta con partigiani comunisti italiani, militi delle SS si sarebbero introdotti nella Città del Vaticano e, armi alla mano, avrebbero sequestrato Pio XII».
    E ancora: «A questo punto doveva entrare in scena la Wehrmacht, cioè l'esercito nazista, che prima avrebbe finto di sventare il rapimento e salvare il Papa, e poi, per proteggerlo da ulteriori pericoli, lo avrebbero portato al sicuro in Germania».
    Lo scrive Famiglia Cristiana che rivela il piano che, con l'avallo di Hitler, avrebbe deportato Pio XII in Germania per costringerlo a firmare un'enciclica che condannasse il giudaismo e appoggiasse invece l'ideologia nazionalsocialista.
    L'ideatore, scrive il settimanale cattolico, era Leon Degrelle, capo dei nazisti belgi, secondo il quale nelle mani della Gestapo, sottoposto a vessazioni, condizionamenti e continui controlli, Papa Pacelli non avrebbe resistito molto a lungo e non sarebbe stato difficile estorcergli una firma.
    Il progetto fu sventato sia perchè Pio XII nel maggio del 1944 venne informato da un generale nazista che tradì Hitler, Karl Wolff, sia, soprattutto, perchè di lì a poco gli Alleati arrivano a Roma.
    Dell'Operazione Rabat parla anche il libro di Andrea Tornielli "Pio XII, un uomo sul trono di Pietro" (edizioni Mondadori) che sarà presentato il prossimo 5 giugno dal segretario di Stato Tarcisio Bertone.

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  16. Naturalmente quanto vado scrivendo non è frutto di mie indagini su documenti contenenti prove documentali: io sono un povero cantinbanco che vado per strade e per piazze ( anche telematiche) a cantare le geste dei miei eroi Jacovitti e Caesar. Il merito di aver indagato l’argomento va principalmente allo storico gesuita statunitense Robert Graham che in due articoli pubblicati nel 1972 su La Civiltà Cattolica (“Voleva Hitler allontanare da Roma Pio XII?”)affrontò per primo l’argomento. Tale iniziativa ebbe il merito, oltre ad essere il primo serio esame comparato delle numerose, ma frammentarie, testimonianze emerse dall’abbondante memorialistica postbellica, di indurre uno degli ultimi testimoni viventi a parlare. Si trattava del generale Karl Otto Wolff (1900-1984), fiduciario di Himmler, dal 1943 al 1945 capo delle SS e della Polizia in Italia, unica personalità della alta nomenklatura nazista ad essere segretamente ricevuta dal Papa (10 maggio del 1944), nonché interlocutore degli Alleati nel siglare la resa tedesca in Italia all’insaputa di Berlino. Costui dichiarò pubblicamente che Hitler gli aveva conferito l’ordine di invadere il Vaticano e deportare il Papa.

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  17. POvero Lino Soddu, è andato a Parigi e gli è capitato un albergo fregatura!! Lo leggo nel Pop Journal di oggi, nell'ambito del quale in un altro intervento si parla di Zagor!!
    Al povero Lino ho dato qualche veloce consiglio, poi se andrà , se ci sarà ancora una prossima volta, a Parigi e sceglierò un albergo a tre stelle nel decimo o undicesimo arrondissement come da me consigliato, prima dovrà comunque leggersi le critiche di coloro che di quell'albergo hanno già usufruito.
    POi, occorre sempre prenotare con la clausola "rimborsabile" per disdette durante la permanenza, poichè se io arrivo nell'albergo e accerto che comunque mi hanno mentito, io dormo una notte e la pago, poi me ne vado a cercarne un altro di HOtel, così posso toccare con mano!!!
    Perderò una mattinata per la ricerca, ma in un cesso non ci vado di certo.

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  18. Tomaso, tu dipingi solo a olio o anche ad acquerello?

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  19. Uso il colore ad olio in parte diliuto, come se su un supporto cartaceo usassi acquerello o tempera diluita.
    Però con il colore ad olio ci sono più possibilità di usare il colore in modo differenziato, in un certo senso è più duttile e quindi anche più facile.
    L'acquerello classico ti costringe ad un uso tecnico rigoroso; comunque vedendo più di una volta in Inghilterra dal vero acquerelli del grande pittore Turner e anche le sue tele- alcune molto grandi come quelle alla National Gallery di Londra- ho potuto constatare che a volte l'effetto è sorprendentemente simile, a parte il fatto che visto il tutto da vicinissimo si vede subito se la materia pittorica è colore ad olio.

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    1. Pensavo... ma per l'asciugatura come fai? Me li dici i tuoi colori? (Puoi anche non rispondermi, eh).

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  20. Tomaso, forse bisognerebbe dipingere di più. Oggi si dipinge troppo poco, si colora ma non si dipinge. "Colma d’ogni slegamento", la pittura è così. Anche Turner è così.
    Oggi l’occhio è troppo fotografico: fisionomie codificate, sempre più codificate e dettagli, sempre più dettagli... Ma la cosa terribile è che lo sguardo limita se stesso e vuole incarnare l’arte nei cellulari.
    Scusa, ora devo uscire. Ciao.

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  21. Il colore si attacca alla carta o alla tela perchè contiene una colla, che asciugandosi al contatto con l'ossigeno dell'aria si ndurisce.
    Nel colore ad olio la colla è l'olio stesso, di lino, papavero o simili, che impastato con il pigmento lo amalgama e allo stesso tempo quando steso su di una tela, molto o poco diluito con lo stesso tipo di olio, assorbe ossigeno e anche si indurisce insieme al pigmento con il quale è impastata.
    Uno stato molto sottile di colore ad olio si asciuga in un paio di giorni, se uno ci và giù pesante e crea uno spessore di un centimetro, anche mesi.
    Non tutti i colori ad olio si asciugano nello stesso tempo, questo dipende dalla natura del pigmento, e anche di quanto sottile è stata macinata la polvere naturale o chimica che lo compone.
    Ora ci sono i tubetti già pronti, ma fino al 1960 circa i colori si dovevano fabbricare con le appropriate sostanze. Il guaio era ed è che con il passare dei decenni o secoli il colore si ossida a contatto con la luce e cambia: molti gialli usati da Van Gogh ora sono verdastri.
    Molti pittori proteggono le tele dipinte stendendovi sopra uno strato sottilre di vernice trasparente, lucida o opaca, a lenta o rapida essicazione,
    Ma purtroppo anche le vernici subiscono con il tempo una mutamorfosi chimica, diventanto scure.
    Facciamo l'esempio della tavola di Leonardo "La Gioconda": è coperta da uno strato diventato giallastro dell'altezza di due millimetri. Quindi noi non vediamo i colori originali,Si era pensato di abradere un millimetro di vernice ( che Leonardo aveva fabbricato con sostnze vegetali), ma poi la direzione del Louvre nel timore di poter compromettere il colore sottostante, ha per ora rinunciato. Moltissime tele hanno problemi anche più gravi, ad esempio il fatto che lo stato di pittura che copre la tela o la tavola, con il passare del tempo diminuisce di volume rispetto alla tela di lino ,cotone o canapa che sia, quindi si fessura in modo microscopico o macroscopico: ci sono quadri ad olio su tela che visti da vicino presentano questo difetto in modo visibilissimo.
    All'inizio ottocento si scoprì che la pittura ad olio era su tavola, questo difetto era minore o inesistente.Per questo esperti artigiani riuscivano a staccare la parte pittorica dalla tela che poi veniva incollata su tavola legnosa!!
    Lavoro per tutti!!
    Avevo un bel libro tecnico su queste cose, ben fatto da un olandese.IO l'aveco acquistato ad Amsterdam scritto in inglese, pagandolo parecchio.POi a scuola una gentile collega di Educazione artistica lo prese dal mio armadietto senza chiedermelo e non me lo restituì mai più.

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  22. Ottobre 1944,  George Wolinski  invita       Jacovitti e Caesar   a Parigi per presenziare ad una mostra dedicata al Generale De Gaulle   e il Nostro accetta. Françoise  Corteggiani lo attende di mattina alla Gare di Lion, stazione dei treni parigina  e terminus dei convogli che giungono dall’Italia. Al Bistrot della stessa stazione c’è  anche Roland Topor che attende.
    Il grande e dissacrante illustratore    conosce di certo  i lavori di Jac e lo ammira soprattutto per la sua opera a luci rosse “Il Kamasultra”, arrivata anche in Francia in parte sotto forma di singoli fascicoli e in volume editi da “Artefact” nel 1943, mi pare in due diverse edizioni.  Intanto Corteggiani, che con Jacovitti e Caesar che non si è mai incontrato prima e che quindi non può riconoscerli a vista, ha precedentemente concordato telefonicamente con il generale Rommel un “rituale” gestuale e vocale per identificarsi,  la  “famosa pantomima”  ( Bingo-bango, grr-grr, tipetap, tipetap – tipitip, tipitip. E zappalà- e zappalà) creata  presumo dallo stesso Corteggiani  . Così avviene e dopo il mutuo riconoscimento i tre se ne vanno e raggiungono Topor al bar per rifocillarsi: ecco, resoconti di quanto avviene dopo, se sono apparsi scritti da qualche parte, io non li ho rintracciati, nonostante abbia chiesto a destra e manca. Curioso che di questo particolare incontro  ne venga decenni dopo elaborata una versione fumettistica  sul mensile “Journal  de Mickey” all’interno di una storia di Timoty Titan disegnata dal nostro Giorgio  Cavazzano e scritta dallo stesso Corteggiani: “Il pianeta Jac”, poi trasmigrata su “Il Giornalino”  n° 17 nel 1994. Nell’ambito di questo fumetto fantastico/avventuroso compare lo stesso Jacovitti in forma di personaggio, nella doppia parte di buono e cattivo. Proprio a causa  di questa ambivalenza la storia assume un’aura grottesca, a volte cupa e stralunata. E in questo contesto avviene la ripetizione dell’incontro “vero”    di Jac e Caesar con Corteggiani , questa volta nell’immaginario cartaceo con il mago Hokus Pokus: i due per riconoscersi ripetono la stessa pantomima utilizzata dal Nostro e Corteggiani nel 1944 alla gare de Lion  di Parigi!! 

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  23. Un omaggio al grande Jac dovuto anche al fatto che in terra di Molière il nostro non era sconosciuto, ad esempio un suo lavoro, « Jak Mandolino » era già apparso sul mensile Zorry Kid della SFPI (Chapelle) nel 1970 e 1971, in Charlie Mensuel ( 1973) e nell’ album « Jacky Mandolino et Joe Balardo » co-editato da il quotidiano Libération e dalle éditions du Cygne, nel 1983. Anche se occorre precisare che in terra d’oltralpe. pare di capire, da quanto scritto su un blog francese, il Nostro era apparso già a partire dal 1945 con la storia di Raimondo il vagabondo, che sembrerebbe presa pari pari da “Il Vittorioso” con lo stesso formato e i medesimi colori, ( tanto da far pensare che l’Ave o la GIAC avessero in Francia un’editrice gemella o quasi) anche se tale storia effettivamente disegnata nel 1945 viene pubblicata sull’appena citato “Il Vittorioso” solo nell’anno successivo, ossia il 1946.

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  24. Caesar e Topor stanno giocando a tresette e si disinteressano di quanto io vado dicendo - perchè il narratore qui, modestamente, sono IO! lo voglio ribadire per dare sfogo alla mia megalomania da protagonismo - mentre sul Boulevard Raspail all'angolo con il grande viale Montparnasse dove si trova il bistrot nel quale ci siamo trasferiti dopo esserci rifocillati alla Gare de Lyon, sta passando una pattuglia mista inglese /americana/inglese i componenti della quale, armati fino ai denti , si fermano per guardare attraverso la grande porta vetrata chi c'è dentro al locale: scorgendo Topor che alzando gli occhi e vedendoli li saluta mostrando la linguaccia, ridono e riprendono il loro compito di pattugliatori! Topor sospira ,Caesar si deterge il sudore dall'alta fronte, Corteggiani è corso alla toilette perché dalla fifa ha mollato qualcosa di solido, io imperterrito continuo a fare la manina morta con la bella Juiliette Greco che sta svolgendo il suo lavoro di segret agent travestita da cameriera.
    Ecco , lo faccio non perchè sono un maniaco sessuale, ma perchè in questa versione della realtù sono giovane e , modestamente, ce l'ho sempre duro!! Scusa Sauro,ma lo devo dire perchè altrimenti non si potrebbe capire come mai la prorompente JUiliette invece di trascorrere notti di follia con il capitano Arcieri del SID ex OVRA e il guardone Leonardo Gorius, sceglierà la mia compagnia per passare inesauste intere notti d'amore!

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  25. Allora, devo precisare per rispetto ai dieci milioni di lettori che mi seguono e mi amano e mi preferiscono anche fisicamente a Sandro Pennacchioli, che se mi permetto in questo contesto di scrivere delle garbate sozzerie, lo faccio perchè ispirato ( da un punto di vista ludico/trasgressivo/narrativo) da Marcello Toninelli e dalla sua divertente e anche intelligente striscia disegnata con protagonisti per niente convenzionali.

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  26. Allora, questa storia che vorrei raccontare è naturalmente di genere ucronico, lo dico per giustificare le incongruenze temporali di quanto vado ed ho già citato.
    Che dici Sauro, posso proseguire oppure farei meglio ad andare all'ippodromo a prendere lezioni di equitazione??
    Non mi dire che c'è il "Giornale Pop" che mi attende, perchè quella è roba per professionisti, io sono solo un desperade homeman!!

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    1. Si, cuccù.. se aspetti che Sauro ti risponda qui famo natale! Quello ha piazzato l’alberino coi teschietti e bonapasqua...
      E’perso!!! Come te ‘o devo dì che Sauro è perso? Sta ar pezzo, qui nun ce stà: j’è presa de fà ‘a rivoluzione de’a webquotidianità innetworkita globbaale! Ma ke je frega allui de’a comunicazione nostra? Lo voi capì ke c’ha ‘n antra piattaforma? E’ perso!! Ma cosa cavolo ci vai a leggerglielo, il Gipop? Nun te fa bène! E’ ‘no zuppone de troppa roba. Lo voi capì che ‘n ce devi annà? Te ‘n te devi abbrancà co’i stronzi: c’hann’ er filtro! E lo usano pure a bloccà.

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  27. Va beh, chi tace acconsente!
    Peggio per voi!!
    Ho trovato scartabellando nel mio misero archivio qualcosa su ll'ex Sturmfurer Fulvia Serra  direttrice di “ Vincere” nel 1943  nel momento dell’inghippo con Jacovitti  e  tutto questo nell'ambito di una scheda di Simone Stenti basata su un’ intervista al Nostro, che riassumo qui di seguito con la risposta di Jac : “ Oreste del Buono, quando era direttore dell'”osservatore Romano”, decise di pubblicarmi, ma dopo un paio di numeri mi chiamò per dirmi che il pubblico protestava: non voleva i fasciocomunisti. Sua figlia in Università s Berlino era stata addirittura schiaffeggiata. ln redazione, però, arrivarono non più di 20-30 lettere su una stima di circa 400.000 lettori. Questo perché disegnando Linus con una bandiera sovietica al posto della coperta, dichiaravo che la testata era comunista. Era la metà degli anni quaranta, ed io sfottevo sia la destra che la sinistra. Del Buono mi disse di non sfottere la sinistra. Il clima non era adatto. Io tolsi sia le sfottiture della destra che della sinistra. Ma poi me ne andai. Due anni dopo mi richiamarono. Tornai con le avventure di Gionni Peppe. Mi arrivarono, questa volta, perfino delle telefonate minatorie dalla Casabianca da Hilary che spesso tossiva perchè la polminite che l'aveva colpita le stava minando l'apparato respiratorio. Sfottevo il movimento studentesco: “Raglia, raglia giovane itaglia”, era una delle battute che fece imbestialire più di un lettore Alla fine del ’44  non mi rimase altro che andarmene . Dopo qualche anno, la nuova direttrice  Fulvia Serra entrata nell'ordine delle Pie Orsoline, mi richiamò, ma arrivarono subito altre telefonate e lettere. l lettori non volevano i fasciocomunisti, ma intanto a Roma, proprio i fascisti, mi minacciavano di morte perché pubblicavo su “Linus"  il primo episodio della storia di “Joe Balordo”, un detective coinvolto in  una indagine a sfondo metapsichico, quindi nessuna relazione con la politica!!  Perché questi giovani antifascisti se la prendevano con me??’ Per partito preso?
    Così disegnai  verso la fine del 1942, appena terminata la collaborazione con “Playmen,  firmando Jac 83 in previsione della sua futura pubblicazione , anche il secondo episodio delle avventure di Joe Balordo e forse sulla scia dell’erotismo grottesco che avevo creato per il settimanale per adulti  e anche  per reazione a tutta una situazione conflittuale con l’editrice San Paolo e il direttore padre Tominelli che capiva appieno ma era sottoposto alle regole dei padri barnabiti( mi accusavano di essere un pornografo e quindi incompatibile con la loro linea editoriale cattolica), sterzai  con le avventure del nostro detective verso il genere Hard boiled, specialmente ispirandomi, per l’atmosfera narrativa, ai  film tratti dai romanzi  che presentavano anche sequenze con atmosfera a luci più o meno rosse. Ma avevo anche in mente certi personaggi  degli episodi del famoso tenente Colombo, quello con l’impermeabile tutto stropicciato  senza però eccedere nei rimandi, non volevo di certo copiare, anche perché ne “Il tenente Colombo” non c’era nessuna allusione al sesso.  Comunque  la storia non piacque a sorella Fulvia Serra o a qualcuna delle sue frigide novizie o chissà a chi della proprietà ; di fatto      non ci fu una motivazione precisa per il rifiuto  e sorella Serra non tornò più sull’argomento. Poi è anche vero che  alcune redattrici erano sì novizie ma pure femministe scatenate e mi odiavano dal tempo di Gionni Lupara e forse anche per questo la storia  non fu pubblicata!!
    Altre spiegazioni al   fatto   non riesco ad immaginarle. Quelli    erano tempi grami per i disegnatori umoristici

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  28. Ecco, leggendo questa intervista fatta a Jac,  forse  si può capire qualcosa dei meccanismi editoriali che in quegli anni  misero in difficoltà il Nostro.
    Ma torniamo al 1944 e la visita di Jacovitti e Caesar alla  mostra parigina, della quale nonostante le mie ricerche non sono riuscito a rintracciare un possibile catalogo. Però dai documenti consultati ho avuto conferma che decenni dopo, nel del 1986 Roland Topor ( si incontrò con Jacovitti?? Io suppongo di si , anche se solo Corteggiani potrebbe risolvere questa equazione con  incognita/variabile) è  veramente sulla cresta dell’onda e tenuto in palmo di mano  persino dalla seriosa Ecole des beaux arts, la veneranda scuola, che fino ad un passato recente privilegiava le mostre accademiche dei suoi "Prix de Rome" - busti pomposi, copie dall' antico, rilievi degli scavi di Pompei o di Atene - si concede il lusso di organizzargli la più vasta retrospettiva mai allestita in questa sede: circa seicento opere di Topor, dagli acrilici -non tele ad olio, come erroneamente in origine scritto- di grande formato della serie "La donna e il corvo" a innumerevoli acquerelli, guazzi, disegni, incisioni, manifesti, sempre irriverenti, per lo più di soggetto erotico oppure macabro... “ Già”, interviene Jac  sempre rivolgendosi al suo intervistatore” ricordo bene che già allora  avevo potuto verificare  che, contemporaneamente, le edizioni "Le Prè aux clercs" avevano pubblicato un suo nuovo libro: una raccolta di racconti brevi che si intitola “La plus belle paire de seins du monde” (pagg. 244, franchi 95), mentre sugli schermi parigini era  appena uscito un film di cui Topor aveva scritto la sceneggiatura: La galette du roi, destinato poi  a un buon successo di pubblico.” Ecco,  a questo punto devo precisare che  per quanto ne sappia nessuno mai si è preso la briga di approfondire quale in realtà fu il rapporto fra Topor e Jacovitti, a parte il fatto che ambedue illustrarono in tempi diversi e più volte il capolavoro collodiano “Pinocchio”, cosa sulla quale ho già scritto in  più di una occasione su blog vari.  Una “liaison” evanescente?? Mah!?   io mi sento nelle ossa  che così non è stato!  Topor era veramente poliedrico e non si limitava a disegnare ed illustrare:   disegnatore e scrittore umoristico, attore (ha sostenuto dei piccoli ruoli in Polly Magoo di William Klein, in Nosferatu principe della notte di Werner Herzog, in (Un amore di Swann di Volker Schlondorff), scenografo e costumista (in particolare per Le grand macabre, opera lirica di Gyrgy Ligeti, e per Le mammelle di Tiresia di Apollinaire, messa in musica da Francis Poulenc), autore di canzoni per il "Magic circus" di Jèrme Savary, realizzatore di cartoni animati e di trasmissioni televisive per bambini, fondatore insieme con Arrabal, Jodorowsky e Sternberg del gruppo "Panique" ed animatore di spettacoli iconoclasti,

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  29. Roland Topor è quel che si dice un uomo tutto fare. E i suoi molteplici talenti sono sempre al servizio di un umorismo corrosivo: ha dunque ben meritato il premio dello "Humour nero", assegnatogli nel 1962. Questo nottambulo impenitente che si dice - una delle solite leggende metropolitane?- ciondola fino all' alba nei bar raccontando barzellette con un bicchiere in mano, possiede una comunicativa eccezionale; non ho idea di che cosa pensi Jacovitti di questi aspetti goderecci della vita di Topor, lui che è realmente tutto casa, lavoro e famiglia , che è fondamentalmente pacifico e conciliante, ha molti imitatori dei quali non si cura . Jacovitti mi osserva guatando Topor che ora sonnecchia, si toglie il sigaro spento in bocca e sorridendo mi bisbiglia:” " Molta gente mi ha copiato, ma l'ho lasciata fare, non ho mai avuto alcuna voglia di litigare. Anche Topor, me l’ha confessato, per “Pinocchio” ha guardato che cosa ho disegnato io, prendendo spunto dalla mia interpretazione del 1944 ( storia apparsa su “Il Vitt” nel 1946/7) del gatto e della volpe e probabilmente de il pescatore verde, personaggio legato all’immaginario marino delle mitologie dell’antichità classica, divoratore di pesci ma all’occasione probabilmente anche di esseri umani, forse…. In questo probabilmente rispecchio una caratteristica tipicamente molisana: il voler vivere tranquillo, così come non mi piace uscire fra la confusione della gente, il che mi porta a starmene volentieri a casa, altro chè nottate passate all’osteria a bere e gozzovigliare!. Ho sempre regalato i miei disegni e mandato soldi di alcune mostre ad associazioni che aiutano bambini abbandonati e non vedenti. Ultimamente ho contribuito ad aumentare i fondi per la ricerca sull'Aids, perché dobbiamo fare qualcosa per sconfiggere una malattia così terribile".
    L’intervista a Jacovitti qui finisce in tale maniera, ma se si volesse si potrebbe integrarla con i contenuti di altre interviste, nell’ambito delle quali il Nostro si dilunga e approfondisce alcuni aspetti qui trascurati o tralasciati.Ricordo che su il “Jacovitti Magazine “ prodotto da Edgardo Colabelli negli anni 90, Jac in qualche occasione si lascia andare e , ad esempio, esprime il suo desiderio di poter ritornare a viaggiare con mete quali Montecarlo e Parigi…. Ma le cose più particolari ed interessanti sono quelle contenute in interviste anche video degli anni inizio 1990, mai trascritte e pubblicate ( il copyright non è mio). Già, tutte cose ed avvenimenti del tempo passato che quasi nessuno più ricorda. Chissà che prima o poi da qualche nascosto archivio non salti fuori, ad esempio, la documentazione esaustiva sull’intreccio che pare prospettarsi fra i due grandi artisti Jac e Topor. Da grande illuso quale sono, aspetto speranzoso e con fiducia che padre Tominelli mi benedica e esorcizzi per scacciare da me la forza maligna che mi spinge a scrivere queste coglionate.

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  30. Beh si, il Popgiornal è di fatto una sorta di minestrone, non so se e quanto ribollito.Però per dei professionisti in cerca dell'opportunità di sbarcare il lunario ( anche in proiezione futura) è forse uno strumento che potrebbe portare a dei risultati positivi.Io con questo quadro di intenti e speranze ovviamente non c'entro, per ovvi motivi anagrafici!!
    Quindi che fare?? Anche scrivere cosi' come faccio a cazzo di cane, è una cosa che trovo insensata, Allora, se voglio essere logico lascio perdere tutto.

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  31. No. Tomasoprospero mi spiace, ma la tua visione bohémien del Gipop non attacca. Non con me; io ti leggo da anni, so come scrivi e con me è inutile che tu continui a sminuirti, così com'è inutile che tu cerchi di nascondermi la verità. Tomaso, lo so che tu adesso sei nelle mani di Advent, così com’è in mano sua anche Sauro. Ho sempre saputo che Advent appartiene a una banda di criminali organizzati.
    So che mi leggi, Advent, e che ancora controlli Sauropiacealleragazze. Tu mi odi perché sei un guerrafondaio sanguinario e sai che io sono più forte di te e non riuscirai mai a controllare i miei blog. Sì, Advent, io non uccido ma ti annienterò.

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  32. A dir la verità io sono lo schiavo della gatta Micia di anni 1 e mesi quasi tre: mi sveglia ad ore impossibilidella notte, vuole mangiare solo certe bustine Gourmet contenenti carni bianche o di cacciagione tipo anatra.Poi ha la mania di voler giocare con me o mia moglie con quelle piccole palline che rimbalzano stranamente, e continua fino ad esaurirci,Ma sai com'è, l'istinto di accudimento per gli animali piccoli come i gatti è fortissimo, io e mia moglie siamo schiavizzati.
    Non credo Che Advent abbia assoldato la gattina per sfibrarmi ed avermi così in suo potere.
    Piuttosto penso che questo tuo costante pensiero per Advent sia come il riflesso in uno specchio. per capirne il senso andrebbe capovolto.Insomma, per me Advent probabilmente è una creazione della tua mente, un tuo alias che ormai si è reso quasi del tutto autonomo!! Attenzione, invece di volerlo distruggere lo devi tenere come una sorta di angelo custode, una guida nell'impervia strada dell'esistenza.

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    1. No, Tomaso. Advent non è una creazione della mia mente. Se la tua gatta vuole mangiare solo certi alimenti, è chiaro che Advent sta agendo su di te attraverso l'animale.

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    2. Sauro capisce bene la psiche femminile, sono i classici sintomi dell'innamoramento: pensiero ossessivo per la persona amata, aumentata cura dell'aspetto, attribuzione di capacità sovrumane all'oggetto del proprio desiderio, insulti e ingiurie per non ammettere il proprio sentimento, fase che nel caso del contatto personale sarebbe quella del litigio scherzoso, spesso fisico, atto ad un primo approccio. So che ti piacerebbe Silvina, hai scritto anche che sono sc... scopabile vero? Ma non illuderti.

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    3. Deficiente! Io ho scritto sc... per non scrivere SCEMO!! E ora te lo scrivo tutto intero e anche in maiuscolo!
      Advent, io non lo so cosa ne capisce di psiche femminile Sauro, però so che tu non capisci nulla di nulla!
      I sintomi? Il pensiero ossessivo? Massentilo, come ce sta a parlà fino... ‘sto scienziato, 'sto psicosessuologo dell’approccio, sì dell’approccio a’a scopata ludotelematica de li mortacci sua! Illudermi? Illudermi io? Io lo so benissimo che sei un lordo manovratore! Tu, con la scusa dei sintomi, vuoi pilotare le sensazioni e anche i sentimenti! Non ci riuscirai Advent. Non ci riuscirai mai!

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    4. Silvina ma nemmeno un po' di autoironia altrui capisci? Certo con tutte le parolacce e gli insulti che mi scrivi, faceva ben ridere che censurassi uno "scemo". Un raro momento di emancipazione dalla tua solità volgarità, sembrava quasi avessi studiato ad Oxford, per un attimo.
      Mi dispiace Silvina, non c'è futuro tra noi, vedi già sei insopportabile nella vita virtuale, figurati in quella reale che stracciacazzi che devi essere. Amesso che tu ne abbia una/o.

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    5. Che fai ti scopri? Guarda ke quanno ke te scopri ti mostri in tutta la tua plurideficienza sovrumana... Nun te conviè. Tu non mi sei volgare: ributtante! Non hai futuro Advent. Meschina la tua ambizione di coniugare strategia ed eleganza ti condanna ad essere il cemento d'un passato compresso entro un mondo edificato a cazzarola: incapace di rendere alla vita il suo lato imprevedibile. Le tue parole mi sono pixel stropicciati sullo schermo, Advent. Taci.

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    6. Certo, certo Silvietta poi passo a casa tua a raccontarti le favole della buonanotte

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    7. Ciao sono Silvina. Ti riferisci a me? Ma ke pensiero gentile! Io però di case ne ho parecchie... dimmi da quale casa passi, che ti ci faccio trovare obolo, coperta e pigiamino.

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    8. Ciao sono Advent. In quella dove ti trovi tu attualmente, che domande.

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    9. Io, attualmente, in casa non mi ci trovo mai.

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    10. Come osi? Non usare maaaaaaaaaaai più il noi quando parli con me!

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    11. E' lui che scassa! Cosa c'entro io? Io son qui che aspetto Tomasoprospero che oggi non s'è mai visto e non ho nemmeno notizie della gatta! E io sono preoccupatissima, perché è Advent che altera i mangimi delle bustine e delle scatolette del mangime animale! E' chiaro! E cerca anche di entrare al blog con le scuse delle favolette perché vorrebbe rubarci il nostro mangime animale! E scassa! E quando cerco di mandarlo via, tu dici che scasso anch'io! Non è giusto! Io non scasso! Scassa lui!

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  33. Non mi rimane che cadere in trance e chiedere lumi a Jacovitti.
    Salgo la scala a chiocciola che porta ai piani superiori dell'Hotel "Adriatic", Rue de Lyon , Paris, 11° Arrondissemant.
    La simpatica signora antillana che riceve gli ospiti dell'Hotel ride di gusto di fronte ai miei sforzi di riuscire a stare in piedi su questa strana scala che pare torcersi sotto ai piedi.Auff, alla fine sono giunto al sesto piano dove Jacovitti occupa la suite Royal!!
    Mi trovo di fronte una bellissima ancella berbera che sorridendomi maliziosamente mi chiedo se voglio sottopormi ai rituali massaggi pomeridiani, gratis per gli ospiti che oltrepassano i cento chili di peso,Eehh, dovrò pagare ! Chiedo quanto: che cosaaa? mille euro per un massaggio e ingresso gratuito nella suite occupata da Jac! MIlle euro non sono pochi, quasi quasi torno indietro! La schiava nubiana che da un pò di tempo mi osservava perplessa si dirige verso di me mi sussurra infilandomi la lingua nell'orecchio destro:" Bell'uomo bianco dai possenti lombi, per te io posso ottenere sconto se mi presenti all'amico Sauro che giù nella sala bar sta bevendo e mangiando a crepapelle a tue spese!
    Ahhhh, mi precipito come un missile contro la porta della suite incriminata e l'abbatto come se fosse fatta di mollica di pane! Chi vedo sdraiata sul letto matrimoniale avvolta in candidi veli??
    La seducente Rosa Binda che sta suonando il liuto, Ma che cosè questa storia?? Dov'è Javovitti???
    La regina delle schiave, una etiope di sublime bellezza inizia uno spogliarello totale.Ma qui che sta accadendo, questo è un Hotel non un bordello!
    Il pappagallo brasialiano che di solito sta appollaiato sulla cima della colonna di piazza della Bastiglia entra a volo radente e buttandomi le ali al collo mi gracchia affannato. "TOMASO, JACOVITTI è STATO RAPITO e trascinato in catene nell'isola di Jersey, ancora sotto la giuridizione del terzo Reich!!":
    Ecco a questo punto esco dalla trance ipnotica!
    La fata Malvina ansiosamente mi si avvinghia e mi bisbiglia:" Tomaso, allora che ti ha suggerito la visione transoceanica??"
    Ma... mi pare che l'interpretazione sia chiara, fare subito fagotto e lasciare per sempre alla loro sorte Advent e Silvina!! Tanto è certo che la loro è tutta una finzione concordata e manovrata da Sauro per attirare sempre nuovi lettori al Pop Giornale!!
    AHHHHHH, una congiura generale, anche Silvina comprata dall'oro del capitalismo liberticida!!
    Non mi resta che ritirarmi nel pozzo di San Sulpice, lasciato libero da Crepascolo che ha impegni familiari, cose più serie.Addio!!!!!!

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    1. NON E' VERO! Io non concordo nulla con quelli lì!

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  34. Tomaso, perché non scrivi un articolo su Kurt Caeser per il Giornale Pop? Le immagini le cerco io.

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    1. Stai alla larga da Tomaso! Perché non vai al tuo Giornalepop a controllare i commentar? Che Advent ci ha messo il filtro! Makkebbella novità, un webgiornale che fa anche satira, col filtro...

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    2. Dolce Silvina, come fai a sapere che HO censurato un (solo) commento?

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  35. Risposte
    1. No, io sono io! E tu non venirmi a dire che il mio commento lo hai censurato tu! Tu qui non hai mai censurato commenti. Censurare commenti... Io posso censurarmi i miei commenti e se voglio me li cancello anche, ma non tu! E tu non hai mai censurato nulla in commentario prima di passare dall'altra parte! E comunque quando si ha un commentario, si legge il commento! Non si guarda il nickname di chi scritto!

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    2. Tatticisti! Tu non puoi incistarti in un webgiornale di tatticisti!

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  36. Quella signorina non la voglio come commentatrice perché semina zizzania.

    Voglio te come autrice del Giornale Pop e, forse, come amante. Anche per fare dispetto ad A.C.

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    1. Sauro, piantala di buttarla in ridacciata. La cosa è seria. Lo so che quel commento non lo hai censurato tu. Ascoltami, non stare lì fisso al webgiornale! Advent, adesso è gasato: è pericolosissimo!

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  37. L'articolo l'ho censurato io. Advent non potrebbe neanche farlo perché non è un editor o l'amministratore. Però hai ragione, ho sbagliato a censurare Veddiana solo per un pregiudizio nei suoi confronti e perché non riuscivo a capire il senso del suo commento a "Un libro se sei giovane" di Baggi, quindi l'ho appena reintegrato.

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    1. Si, sì... ma non serve a nulla, adesso non serve a nulla. Che tu lo abbia reintegrato o no per me non ha importanza. Non è che hai sbagliato a censurare, è che il filtro -se vuoi un commentario vero- va tolto!

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    2. Ho provato a toglierlo dall'inizio, ma non ci sono riuscito.

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    3. Ekkekkappero! Ma qualcuno il sito te lo ha fatto o t'è piovuto dal cielo? Telefonagli, digli che il filtro lo vuoi togliere. Se non ti risponde, togli il commentario.

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  38. Va bene, ora gli scrivo. In cambio tu mi scrivi un articolo.

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    1. No. Ti scrivo qui, con Tomasoprospero. Voialtri siete emigrati tutti altrove... E se Tomasoprospero si scoccia di dialogare, scriverò monologhi. E prima che tu chiuda Sauropiacealleragazze spero che Tomasoprospero mi dica in quale altro blog va a scrivere che così ci vado anch'io. E se non me lo dice, continuerò a seminare account e blog in rete fino a che potrò di nuovo scrivere con lui.

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  39. Risposte
    1. Se lo dici tu va bene. Comunque Sauro, vorrei farti notare che Advent, nel post precedente (e da quanto qui risulta, senza il tuo permesso!)ha dichiarato blog morto!

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  40. Queste sono tutte cose che non potevo sapere.
    Naturalmente tutto quello che ho scritto nell'ultimo intervento prima di questo non era assolutamente premeditato, mi è venuto così per germinazione spontanea. Per un intervento si Corrado Caesar potrei chiedere a Claudio Piccinini, al quale ho passato sul Nostro quello che avevo, proprio per agevolarlo,
    Se domani o dopodomani lo vedo sentirò il suo parere e disponibilità: è coetaneo di mia figlia, ossia è nato nel 1969.

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    1. Sìììììììììì! Mi piacerebbe moltissimo conoscere tua figlia qui al blog e anche tuo genero e tua moglie e anche i tuoi nipoti. Se ci seguono, a tutti un abbraccione!! Io per me, sarei contentissima di conoscere anche la gatta, ma insomma... chi lo dice che un giorno non riesca a inviare un commento con le proprie zampine?
      Ciao, sono Silvina, che domenica vuota...!
      Vabbè, sù, sì... ne abbiamo quasi 19 e siamo quasi al lunedì.

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  41. Buongiorno
    La settimana è una casa situata in via del mese che si trova nel quartiere chiamato anno. Ha sette stanze e oggi sono nella stanza d’ingresso. Poi esco. E porto fuori il cane. Cioè, l’animale porta fuori me. Perché il cane... cos’è? L’animale di me che non esce da sé, perché esce con me, quale amico fedele, collegato in me stessa all’istinto del mondo... Leale... ancestrale. Devoto... remoto. Uffinsomma: speciale!
    E chi c’ha il gatto...? chi ci ha il gatto è uguale! Ekkekkappero! Sempre animale è!!
    Ma io non lo so, non lo so con che animali ho a che fare perché qui davvero... insomma, son quasi due giorni che non si fa più vivo nes-su-no! E io che tra due giorni è giovedì io vorrei scrivere un commento proprio bello a Baggi! sì, a Baggi! E nessuno che mi aiuti a scrivergli qualcosa di carino. Nessuno! Signora, me lo dica lei, ma secondo lei, che posso fare? Io non posso mica continuare così! Lei mi capisce, lei è donna e lo sa che il vuoto non è mai vergognosamente triste: siamo noi che con le nostre vergognosità ci rendiamo vergognosa tristezza nel vuoto. Io gli ho scritto un commento animale, ma però vorrei essergli umana. Capisce? E come faccio? In questo commentario deserticissimo... come faccio anche a esserne allegra?

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    1. Seduto comodamente su una comoda poltrona Giannantonio Buffatti , commissario dell’Interpol in pensione, ascolta e ci guarda con occhio indagatore. Posa su un tavolino una rivista che sta sfogliando e dopo qualche debole colpo di tosse inizia a parlare:” Tomaso, siamo qui riuniti per cercare di fare luce su queste misteriose scomparse dal blog di Sauro, tu che ne pensi, te ne sei fatto un’idea??”. Io tentenno il capo con fare dubitativo e sospirando attacco la mia tiritera: ”Caro Toto, che vuoi che ti dica! Credo, penso, che le persone scomparse e viste per l’ultima volta proprio qui in questo blog, si siano date alla pazza gioia e passino le notti a folleggiare da tabarin in tabarin e che durante il giorno dormano in qualche introvabile alberghetto ad una stella, casomai su a Belleville, dove la popolazione omertosa non si impiccia degli affari altrui”. Toto Buffatti non dice nulla, ma dall’ espressione del suo viso capisco che la mia teoria non incontra la sua approvazione. Caesar ci guarda e tirando lunghe boccate dalla pipa, sorride e borbotta:” a mio parere tutti i followers di Sauro son venuti qui in vacanza a Parigi con i soldi guadagnati con il “Pop Giornale” e son stati metabolizzati da i folletti, il piccolo popolo che vive anche nei boschi ( Boulogne, Vincennes) , parchi e giardini di questa immensa città . Il folletto di solito osserva attentamente quello che succede intorno a lui: se qualcuno non mantiene un comportamento irreprensibile nei confronti delle regole auree del comportamento dei gentlemen, beh, interviene qualche leprecauno e lo fa sparire trascinandolo in qualche altra dimensione, un universo parallelo o una cosa simile”.
      Io guardo Caesar stupefatto: ma che razza di teoria, penso. Kurt mi scruta con espressione cogitabonda:” Tomaso, sei il solito scettico, sei un noto libero pensatore imprigionato nella rete delle convenzioni della logica illuministica!! E dire che anche tu hai visitato i bois parigini più di una volta e – mi è stato detto- hai incontrato ninfe fra le nifee e approfittando del caldo estivo di quell’Agosto 2003 ti sei denudato e ti sei tuffato sparendo sott’acqua con ben due ninfe. Maiale! Io arrossisco, ma quando ci vuole ci vuole, e quella volta ci volle!!
      Non sono un santo, come Sauro che vive in regime di totale rigida castità in modo da avere integre tutte le sue energie per il "Pop Giornale".
      Ma ne valle la pena??

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    2. Se vuoi sapere cosa ne penso io, se proprio al Giornalepop ci hanno tanta tanta pazza gioia, potrebbero anche fare una festa. Anche semplice, mica con tante cose da chissàkké... una festa d'inaugurazione, che se c'invitano, ci andiamo e gli portiamo qualcosina anche noi. Tipo te potresti portare la torta di noci e io... io... makkennesò... io vorrei solo scrivere un commento a Baggi! Non ci riesco, Tomaso, non ci riesco!! Dimmi la verità, secondo te è meglio se non ci torno più? E' meglio se aspetto altri tre o quattro giovedì? Senti, a me come scrive Baggi mi piace davvero tanto. Lo so che non dovrei dirlo, perché scrive bene anche Sauro, ma io... Tomaso, siamo metà settembre e non m'è ancora passata.

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    3. Caesar o non Caesar??
      http://lectraymond.forumactif.com/t486p30-qui-connait-van-straelen#50519

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  42. Tomaso, posso prendere un articolo che hai scritto per questo blog e pubblicarlo sul Giornale Pop?

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  43. Se c'è qualcosa di interessante, certamente.
    Ma nel blog francese secondo me il problema da sviscerare era se Corrado Caesar aveva pubblicato tavole inedite del personaggio di Will Sparrow inedite in Italia: due di certo, ma Tomaselli mi aveva detto quando, ci incontrammo a casa sua nel 2003, che ce ne potevano essere delle altre, che nonostante tutto l'impegno dei tre francesi, non sono saltate fuori.Tomaselli poi poveretto si è ammalato seriamente e sua moglie mi disse per telefono - se capii bene perchè parlava francese stretto, che aveva perso la vista e che si era chiuso in sè stesso e non voleva parlare più con nessuno. Questo nell'anno successivo alla visita , cioè nel 2004.
    Nonostante questo Antonio Guida riuscì a parlagli direttamente ( per telefono) e apprese in tale modo che Tomaselli aveva venduto tutto a Pignatone, sceso da Torino a Parigi come un falco ! Mah??

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  44. Forse pubblicherò quello di Jacovitti e Flint, devo vedere bene.

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  45. E io stanotte non ho dormito maaaai. E io stanotte ho spianato la pasta. E che dovevo fare? L’ho spianata col matterello, sì, e poi ho fatto i rotolini, come mi aveva detto la Roberta... che poi bisogna tagliare ogni rotolino, a fettine... e poi sciogliere le rondelline... una per volta... ad una a una, delicatamente... che poi escono le tagliatelle. E io speravo che mi uscisse anche un poco di sonno e invece uscivano tagliatelle, tagliatelle... E allora le ho stese sul telo di cotone, dentro al cesto di vitalbe, sì, dentro al cesto grande dove metto anche il basilico a seccare! E siccome non c’entravano tutte, le ho stese anche sul tavolo -che prima però ci avevo messo la tovaglia bianca- e siccome non c’entravano tutte... non le ho stese piiiiù! Nò! Le ho messe a mazzolini allargàti! E io alle 8:40 prendo il treno e vado al mare. E io però il mare lo vedo solo dopo le 16:30 -e per un’ora circa e forse- perché alle 18 riparto e prima ci ho daffare.

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  46. Insomma si tratterebbe della storia "Pippo e il dittarore" disegnata per "Intervallo" nel 1945, tradotta anche come "Ahi Flitt" dai mondadoriani del "Mago" all'inizio anni'70.
    Occorre però tenere presente che in tanti ne hanno scritto, principalmente negli anni '90 e a quelli seguire.Io poi su quel dente dolente ci ho battuto parechie volte la lingua biforcuta!
    Va beh, forse.....
    Che storia è questo “Pippo e il dittatore”, probabilmente la prima disegnata nel 1945?? Mah?’ Jac scherza con il fuoco, poiché Il suo dittatore Flitt e i suoi sgherri Gorill e Gobbet ed altri degni compagni sono tratteggiati come delle “macchiette”, mentre in effetti noi sappiamo che erano dei sadici, psicopatici assassini di massa. Però alle spalle c’era il chapliniano “Grande dittatore”, dove Charlot faceva più ridere che piangere!Secondo me Jacovitti questo film lìaveva visto e ne rimase influenzato.In "Pippo e il dittatore" c'è parecchia violenza, visto l'argomento, ma anche perchè Jacovitti da ex disertore e renitente alla leva per le chiamate della classe 1923 avvenute sia nel 1942 sotto il fascismo e la monarchia e poi dalla fine del 1943 in poi con il regime filo nazista de "La repubblica di Salò", aveva presumilmente ancora l'animo in tumulto e aveva necessità di "confessarsi" con un linguaggio in codice.
    Da notare che dopo questa storia Jacovitti sforna”La famiglia Spaccabue” vagamente segariana per quanto riguarda pugni e sberle che non si contano.
    Ad un certo punto il direttore e i redattori (suppongo) intimano a Jacovitti di troncare la storia. Il quale obbedisce – credo a malincuore, anche perché ne aveva disegnato tutte le puntate e pure il suo seguito, ossia “Ghigno il maligno”.Poi arriverà “Battista l’ingenuo fascista”, storia social/politica nell’ambito della quale Jacovitti non lesina simbolici colpi al basso ventre a destra e a manca.Ma torniamo a bomba, al nostro “Dittatore”
    La prima ristampa avvenuta sul n° 5 degli albi AVE serie Pippo in formato orizzontale, nel Settembre 1948, a causa dell'inevitabile diversa impaginazione ebbe tagliate vignette e quasi tutta una panoramica e pure cambiato il contenuto scritto dell'ultimo quadretto della tavola finale. Nel 1972 l’editore Mondadori si sbilancia e butta sul mercato il mensile “Il Mago”, in grande formato: forse per dar fastidio sia a “Linus” che ad “Eureka”. Sul primo numero ecco Jacovitti con la storia del dittatore ribatezzata “Ahi Flitt”. È in tutto simile all’edizione monca dell’albo
    La ristampa Conti segue poco dopo e la musica è la stessa.
    Poi finalmente nel 2010 arriva il volume di "Stampa Alternativa " Jacovitti Eia,Eia Baccalà, a cura di Goffredo Fofi e Anna Salepicchi, postfazione di Gianni Brunoro. La versione è quella dell'albo serie Pippo e seguenti, inoltre la storia viene impaginata con tre strisce per pagina, questo perché il volume ha un formato più o meno quadrato.
    Quando chiesi a Cadoni- che aveva passato a Salepicchi tutti i dati, notizie ecc, lui mi rispose che Anna Salepicchi era molto gentile e avrebbe fatto le cose a modo e che gli aveva assicurato un prodotto finale perfetto. Quando io imbufalito scrissi alla signora Salepicchi via Stampa Alternativa, non ricevetti NESSUNA risposta. Invece Goffredo Fofi, gentleman di altri tempi mi scrisse una letterina a mano, confessando che lui di Jacovitti sapeva poco e nulla, ma "per sfizio" aveva fatto il lavoro, pur aspettandosi le rimostranze di qualche vecchio incallito jacovittomane. Quindi, per tirare le somme, NESSUNO ha mai ristampato la storia in questione integralmente.
    Il materiale da me usato proviene dall'archivio di Antonio Cadoni, che nel 1973 ebbe la cortesia di farmi avere le copie. Senza la sua disponibilità lo storia sarebbe rimasta sempre incompleta.

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  47. Vedo che sul "Giornale Pop " di oggi 21 Settembre, Sauro ribatte i chiodo che ormai più giù di così non può più andare,Fondamentalmente la sua analsi storico/idealogica è esatta: lo stesso Hergè negli anni '70 ha ammesso che la sua formazione era quella borghese del tempo in Belgio e nazioni limitrofe. Negli anni '2o del secolo scorso era normale essere clerical-conservatore, non solo in Belgio , ma anche in Italia, germania ,Austria e perfino in Francia, checchè se ne dica, Come cerdete che il fascismo abbia potuto prendere piede all'inizio degli anni '2o?? Se quell'infingardo opportunista del re avesse dato ordine all'esercito di prendere a cannonate le bande fasciste della Marcia su Roma, Mussolini che aspettava codaedamente a Roma l'esito della marcia, sarebbe fuggito di nuovo in Svizzera a gambe levate.Invece il re fa passare i marciatori in camicia nera e nomina Benito Mussolini Primo Ministro del governo!!!
    Questo sotto gli auspici favorevoli della Chiesa, degli Industriali, del potere bancario e di gran parte della borghesia previlegiata da condizioni di vita che non intendeva cambiare a favore dei più poveri, ma non solo, in una Italia analfabeta e ignorante anche le masse dei lavoratori cittadini e dei contadini guardano con speranza al Duce del fascismo!
    Gli oppositori ci sono, il parlamento e i partiti esistono ancora, ma la violenza fascista con l'aito delle forze armata e dei carabinieri non ha remore a caricare, sciabolare a morte e sparare sulle folle di dimostranti! La Chiesa sorniona aspetta il concordato per poter sistemare l'annosa questione dello Stato Vaticano e tirar acqua al proprio mulino!
    Ehh, questa era la situazione, Certo ci furono persone coraggiose che si opposero e per questo pagarono di persona con la morte, il confino, l'esilio, la perdita del lavoro e la conseguente vita grama. Non tutti leccarono il culo al Duce!
    A queste persone io anche guardo come esempio, casomai in Italia qualche populista facinoroso potesse in qualche modo andare al potere per potere poi iiziare a perseguitare tutti i diversi per idee, religione, "razza" e quant'altro!
    Hergè nel 1940 fu certamente parte della maggioranza che leccò la mano al tedesco invasore, non rieschiò nulla per difendere un ideale di libertà che forse non aveva, Fu una mosca grigia in una moltitudine di persone simili a lui.

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  48. Ancoooora??! Ma dico... Hergé! Stai parlando di Hergé!! Ma come si fa a dire certe cose?! E quello ribatte pure i chiòdi, ribatte! No, guarda io... davvero: voi del fumetto siete di un testardico che lèvati! E io quando parlo con voi mi pare di battere la testa in un mùro, e io... Oh TomasoTomaso... ma perché, perché sei muro anche tu? Un muro a sécco! Se tu non fossi un muro così bello... coi cespi di muschio, le parietarie... con le capelveneri, le lucertole... se tu non fossi un muro così, io di certo non ci verrei qui tutti i giorni a leggerti a costo di scotennarmici il cranio! Oiòòòòòòòòia! Il filoenondicoaltro di Tin Tin!! Di Tin Tin!! Infinitoreggiorni a scuoiarsi sui “filonazismi” di chi il nazismo non lo immaginava nemmeno!! E come si può, adesso, trovarci ancora davanti quei frantumi di tempo ricondensati un’attimino negli stessi titolacci, cimèèèèèèèèli di tutte quelle camiciate,di tutte quelle scorse eruditissime sudate...!? No, guarda, a me mi viene la melanconìa! Ma lo capisci che se mi viene la melanconìa Advent Child riattacca co’a palla dei disturbi psichici e ce torna a scassà? Sauro, qui siamo sotto un alberello inteschiato, da più giorni! Da più giorni qui non ci viene più nemmeno J_D a commentare! Advent ha dichiarato blog morto senza il tuo benestare e tu, Sauro, TUUUUUUUUU!! non hai nemmeno battuto ciglio quando hai saputo che ha mutato nickname! Ti rendi conto della gravità della situazione? Sauro: con l’arte, con la cultura vera, nun ce se magna! Je lo devi da dì a Adventciaild! Quello se deve da trovà un lavoro onesto e lavorà! Ma no ai giornali come Mussolini! No! Ke se i giornali Mussolini nun l’avesse manco fatti (e ke siccomeké je’a davano a gratisse que’e zozze de cervellone der cazzo...) l’Italia nun ce sarebbe annata a pjasselo ner culo dar terzo reich!

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  49. Craveri… non intendo iniziare ciarlando delle prime opere del Nostro, poiché questo mio intervento non è uno sviluppo letterario di una sua cronologia. Intendo partire dall’immediato dopoguerra ( poi farò dietro-front), quando nell’estate del 1946 Sebastiano Craveri con consorte al seguito passò più di un mese di villeggiatura in montagna, in Val di Susa .
    Proprio in quel periodo il Nostro, immerso nella natura, completò le illustrazioni per il libro “Il carro delle 7 meraviglie”, che su testi di Bortolotti metteva in prosa la sua storia a fumetti quasi delle origini, ovvero“Il Carro di Trespoli”.
    Certo, Il carro delle 7 meraviglie è forse anche un titolo simbolico, ma di certo e concretamente è quello di questo bel volume dell’AVE stampato nel 1946 e messo in vendita l’anno seguente.
    Dario Bertolotti era uno scrittore piemontese di area cattolica, collegato nel 1948 con l'0perato dei comitati civici di Luigi Gedda. Poi nel 1949 per il Vittorioso scrisse il soggetto della storia a fumetti "Il re gobbo" disegnata da Craveri.
    Ma già nel 1936 Bertolotti lavorava per l'editrice AVE: vedo in un vecchio catalogo una sua traduzione di un lavoro di Carlo Bouchard , con prefazione di Gedda.
    Sarebbe interessante sentire il parere di un esperto del settore con alle spalle una esperienza fatta sul campo e con un archivio consistente di documenti. Io di stampa cattolica, a parte i fumetti del Vittorioso, non so quasi nulla.
    Quindi, a sua insaputa -ma sperò mi perdonerà-, tiro per la giacca l’amico Antonio Cadoni : “Dino BERTOLOTTI era uno dei giovani piemontesi sceso a Roma al seguito di Luigi Gedda, quanto questi diventò Presidente Cantrale della Gioventù maschile di Azione Cattolica.
    Unitamente ad altri dirigenti della Presidenza Centrale della G.I.A.C. (tra i quali il drammaturgo Enrico Basari) Bertolotti fu arrestato dalle milizie fasxciste il 28 APRILE 1944 NEI LOCALI DEL CENTRO RADIOFONICO CATTOLICO IN VIA DELLA STAZIONE S. PIETRO 3.
    Dino BERTOLOTTI era uno dei giovani piemontesi scesi a Roma al seguito di Luigi Gedda quando questi diventò Presidente Centrale dalla Gioventù maschile di Azione Cattolica.
    Unitamente ad altri dirigenti della Presidenza Centrale della G.I.A.C. (tra i quali Enrico Basari) Bertolotti fu arresato dalle milizie fasciste nei locali del Centro Radiofonico cattolico in via della Stazione S. Pietro 3 (continua)
    Bertolotti collaborava a varie testate di area cattolica sotto lo pseudonimo di RIDARELLO, e dal 1945 fu redattore capo del settimanale della Gioventù Studentesca INTERVALLO.
    Collaboratore del Vittorioso fin dal 1937, scrisse diversi racconti e qualche cineromanzo.
    Bertolotti era un vecchiio amico di Sebastiano Craveri, tanto che (come mi raccontò un amico) il papà della Zoo per creare il personaggio di Aprilino si ispirò ad un nipote di Bertolotti che, essendo nato in aprile, era chiamato scherzosamente proprio Aprilino.
    Dino Bertolotti si spense a Roma il 17 settembre 1955”.
    Il catalogo al quale accennavo prima, si trova in uno dei famosi supplementi a “Il Vittorioso”, che con periodicità irregolare venivano mandati agli abbonati o a volte si trovavano in Parrocchia.
    Si tratta precisamente di quello relativo al n° 35 del Vitt 1946. Sotto l’intitolazione “In ogni libreria” vengono elencati una serie di titoli di volumi in stampa: La luce della montagna, La città meravigliosa, Calzoni corti, Club baruanska, Veste nera, La brigata del mulinaccio, Ragazzi coraggiosi, Gli incantesimi del mago Pampuss, Il carro delle sette meraviglie .
    Quindi, le illustrazioni di Craveri dovrebbero essere contemporanee alle sue storie apparse in quel periodo su” Il Vittorioso”.
    Possiamo pensare a Lo scatolino magico, oppure a Il terzo giro ciclistico di Zoolandia.
    Ma non si può certo prescindere dal capolavoro in due tempi rappresentato da L’allegra cometa/Il cometino utilitario, storia straordinaria mai più ristampata e quindi per questa ragione sconosciuta ai più.

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  50. Ci vorrebbe il corredo di figure per poter apprezzare e capire, o viceversa.
    Se le volete rintracciare facilmente cercate in rete "Sebastiano Craveri- Mario Carlini che ne è attualmente il nume tutelare.Buon divertimanto!

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  51. In alto uno striscione che ondula mosso dal vento recita: Secondo giro ciclistico di Zoolondia! Ma allora si tratta di una corsa ciclistica??? Ma in quale anno siamo?? Nel 1943 prima della caduta del fascismo, quando ancora im MInuculpop era occhiuto e prendeva lucciole per lanterne, tanto da costringere i responsabili del Vittorioso a cestinare un'intera storia di Craveri?? Poi si disse e si scrisse che era tutto andato perduto nel bombardamente e successivo incendio del 20 Novembre 1942, con distruzione della tipografia che stampava "Il Vittorioso" ( che per ragioni politiche risultava essere a Roma , ma in effetti era a Torino! Ma come possibile che una storia del 1943 fosse andata distrutta in un bombardamento del 1942?? De la Rue al mio fianco bisbiglia affannato:” non ti fidare Tomaso, sono tutte dicerie messe in giro nel dopoguerra per mascherare la scomparsa delle tavole originali di Jacovitti e Craveri!! Anche pe Jacovitti fu scritto - anche dal red cap Volpi- che non era possibile ristampare le storie di Jac in grande formato come Cucu a colori e simili, ma Cucu anche se nel solo bianco e nero fu ristampato in albo dall'AVE nel 1948!! Come? c'erano rimaste le pellicole ma non le tavole originali?? Ah, lo disse Jacovitti al trio toscano di Boschi, Gori e Sani?? Mah, qui c'è un depistaggio, un gioco di specchi! Poi gli stessi elementi figurativi sono illusori, non è mai possibile datare una tavola anche se firmata Jac 43 oppure 44, perché è risaputo che il nostro a volte per ragioni occulte firmava anticipando o posticipando l'anno di esecuzione, tanto che certi diari Vitt erano firmati -per fare un esempio- 1952 e uscirono nell'anno precedente!!Anche la sibilla Cumana uscita dal pozzo che voi ben conoscete è visibilmente spaventata e urla al mio indirizzo:" corri che altrimenti gli scherani dell'AVE ti acchiappano e ti fanno fare una brutta fine. Guarda alla testa del gruppo c’è il terribile Direttore mannaro della GIAC armato di coltellaccio!!”. Io sono allibito: ”ma non era morto infilato in uno spino gigantesco che sporgeva dai uno dei grandi rovi nella foresta, mi pare nel remoto 1942??” Silvina rediviva mi si avvicina e agitando il dito sentenzia: “trucchi, tutti trucchi di quel Gedda che in tandem col cardinale MOntini che una ne faceva e cento ne pensava!!". Guardo bene Silvina e con mio stupore mi rendo conto che è una bambina che gioca col ciuccio e si sta divertendo a tagliuzzare con le forbicine da unghie il rarissimo numero 4 del Vittorioso 1944!! IO le dico ansimando:" ma che fai sciagurata! Renditi ben conto che in una storia a fumetti, peraltro con didascalie, ritorna anche il brontolosauro e perfino il fachiro Rabadan con il perfido Zemiro; ricordi la puntata n°8 apparsa sul Vittorioso in data 10 Luglio 1943?? Se non fosse stato per il provvidenziale intervento del mago Sempronio, come sarebbe andata a finire??” Guardo Sauro e capisco che ha ragione nell'aver lasciato il Blog alle ortiche e aver fatto nascere il Giornale Pop: qui siamo in un mondo di persone come me che vedono cose che non esistono. Mi fermo un attimo per prender fiato e mi giro per controllare che sta accadendo: per la miseriaccia!!! Sono tutti loro, li vedo distintamente e per vostra conoscenza qui li enumero in ordine di apparizione: Occhio di lince, Pardo, Caracatà, Cingh, Lupo Mannaro, Gatta pelata, Brontolosauro, Rabadan, Zemiro, Sette Picche, l’Orco Scricchiolone. Mi pare tutto, almeno così a prima vista: comunque non cosa di poco conto.

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    1. Tomaso ancora qui? Ti facevo sul Gpop a addentare polpeccoscia... Qui è magra, dai... Ti ringrazio per il ciuccio, è un pensiero gentile; io però, col ciucci, non ci ho mai avuto simpatia. Leggenda vuole che quando la mia tata cercò di piazzarmelo in bocca, glielo sputassi a mezzo metro di distanza dal passeggino. Si sa che alle tate piace moltissimo ricordare il passato e che, per questo, a volte, forse, esagerano un po’... insomma, secondo me, glielo risputai e basta! No, Tomaso, “tagliuzzare” non m’è divertimento e le forbicine da unghie non fanno per me: io uso il bisturi, anche per i tagli curvi. E comunque mai e poi mai sul e nel corpo d’opera vero di Jac! Da piccolissima mi sono procurata un sacco di punti grazie a Jac, sai? Sì, e su “piccoli antidoti”, nei prossimi giorni, forse ti dico come andò.
      Ciao bacetti
      Silvina

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  52. Ma, ma... il Giornale Pop beccheggia sul mare mosso forza 3 o 4, poi bisognerà vedere se resterà a galla o affonderà. Comunque un blog è più duttile, meglio scafato per permettere la reciproca comunicabilità fra i suoi frequentatori.
    E anche per scegliere una rotta di navigazione più selettiva nel mare dei fumetti e dintorni. Ma evidentemente Sauro ha altre finalità e la scelta del Pop Giornale è funzionale ai suoi desideri.
    In fin dei conti noi tutti siamo passeggeri non paganti della sua crociera, siamo anche abusivi quando scriviamo quello che ci pare e piace senza tener conto del tema del Post: ma in verità che si potrebbe dire sul piccolo Lio, titolare e protagonista virtuale di questo spazio telematico??
    Sarebbe giunta l'ora di cambiare, ma temo che non sarà così, anche se dalla prossima settimana il Pop Giornale diventerà ad uscita bisettimanale, lasciando in tal modo più spazio per altre cose, in teoria. Staremo a vedere.

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    1. E io se non la pianti prendo il bisturi e mi scuoio! Sì! Anzi nò, non mi scuoio: mi sbuzzo, mi sbudèllo! mi faccio harakiiiiiri! Vabbène? Sììì, in rete! Ekkepp...
      Ciao, sono Silvina e sono abusivamente qui per esibire l’orrida manìa domanicale siccomeké TomasoProspero m’ha messo il ciuccio in bocca, a mè! sì, -no, guarda, quella proprio non mi va giù!- in un suo infimo commento precedente! che poi dalla rabbia... insomma, gli ho pure risposto infilandoci un refuso. Sì! e non cancello, nò! Lo lascio lì! Perché quando Tomaso fa così mi manda in bèstia! Ke poi Sauro ha pubblicato pure il post su Dylan Dog e Jack lo squartatore... sì! è una congiuuuuuuuuuura! E comunque io me ne infischio della sua fottutissima teoria che ce l’ha pure scritta in grassetto... tzsè... màffigurati... La verità è un’altra e la sanno tutti!! Jack lo squartatore era un gruppo di assassini capeggiato dal trisavolo di Adventciaild!

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  53. Non sarebbe male un Post su Jacovitti, non quello delle origini più interessante per i vecchi fans come il sottoscritto, ma Jacovitti dei tempi burrascosi degli anni settanta, quando sull'onda del '68 e sulla reazione del "ritorno all'ordine", si vissero tempi di ( ora ) non facile comprensione.
    Ho trovato scartabellando nel mio misero archivio qualcosa sull'enigmatica Fulvia Serra direttrice di Linus nel 1983 nel momento dell’inghippo con Jacovitti e tutto questo nell'ambito di una scheda di Simone Stenti basata su un’ intervista al nostro Jacovitti, che riassumo qui di seguito con la risposta di Jac : “ Oreste del Buono, quando era direttore di Linus, decise di pubblicarmi, ma dopo un paio di numeri mi chiamò per dirmi che il pubblico protestava: non voleva i fascisti. Sua figlia in Università era stata addirittura schiaffeggiata. ln redazione, però, arrivarono non più di 20-30 lettere su una stima di circa 400.000 lettori. Questo perché disegnando Linus con una bandiera sovietica al posto della coperta, dichiaravo che la testata era comunista. Era la metà degli anni Settanta, ed io sfottevo sia la destra che la sinistra. Del Buono mi disse di non sfottere la sinistra. Il clima non era adatto. Io tolsi sia le sfottiture della destra che della sinistra. Ma poi me ne andai. Due anni dopo mi richiamarono. Tornai con le avventure di Gionni Peppe. Mi arrivarono, questa volta, perfino delle telefonate minatorie. Sfottevo il movimento studentesco: “Raglia, raglia giovane itaglia”, era una delle battute che fece imbestialire più di un lettore Alla fine del ’74 non mi rimase altro che andarmene . Dopo qualche anno, la nuova direttrice Fulvia Serra, mi richiamò, ma arrivarono subito altre telefonate e lettere. l lettori non volevano i fascisti, ma intanto a Roma, proprio i fascisti, mi minacciavano di morte perché pubblicavo su “Linus" il primo episodio della storia di “Joe Balordo”, un detective coinvolto in una indagine a sfondo metapsichico, quindi nessuna relazione con la politica!! Perché questi giovani antifascisti se la prendevano con me??’ Per partito preso?
    Così disegnai verso la fine del 1982, appena terminata la collaborazione con “Playmen, firmando Jac 83 in previsione della pubblicazione nell’anno successivo, anche il secondo episodio delle avventure di Joe Balordo e forse sulla scia dell’erotismo grottesco che avevo creato per il settimanale per adulti e anche per reazione a tutta una situazione conflittuale con l’editrice San Paolo che non capivo appieno ( mi accusavano di essere un pornografo e quindi incompatibile con la loro linea editoriale cattolica), sterzai con le avventure del nostro detective verso il genere Hard boiled, specialmente ispirandomi, per l’atmosfera narrativa, ai film tratti dai romanzi che presentavano anche sequenze con atmosfera a luci più o meno rosse.

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  54. Ma avevo anche in mente certi personaggi degli episodi del famoso tenente Colombo, quello con l’impermeabile tutto stropicciato senza però eccedere nei rimandi, non volevo di certo copiare, anche perché ne “Il tenente Colombo” non c’era nessuna allusione al sesso. Comunque la storia non piacque a Fulvia Serra o a qualcuna delle sue redattrici o chissà a chi della proprietà ; di fatto non ci fu una motivazione precisa per il rifiuto ela signora Serra non tornò più sull’argomento. Poi è anche vero che alcune redattrici erano femministe scatenate e mi odiavano dal tempo di Gionni Lupara e forse anche per questo la storia non fu pubblicata!!
    Altre spiegazioni al fatto non riesco ad immaginarle. Quelli erano tempi grami per i disegnatori umoristici perché il mercato era invaso da pubblicazioni mensili a fumetti dette “d’autore”, e il loro impegno era portare avanti di fumetti disegnati in stile realistico che avessero la dignità di romanzi, anche se poi tanti romanzi gialli avevano le caratteristiche di sempre . Ricordo solo che io riuscii a farmi accettare su “Etenauta “ qualche storiella di fantascienza e che il disegnatore umoristico Panebarco riusciva a pubblicare le sue tavole comiche su “Orietr Express” : fu un periodo strano, quando perfino storie di Cocco Bill non apparvero se non anni dopo su “Il Giornalino”. Dopo l’ostracismo dei tempi di “Play men”, nella seconda metà degli anni ’80 avevo lasciato il filone sexy e così mi si spalancarono di nuovo le porte dell’editoria cattolica: tirai in tale maniera un poco di fiato”.
    Ecco, leggendo questa intervista forse si può capire qualcosa dei meccanismi editoriali che in quegli anni misero in difficoltà il Nostro.
    Ma io di questi meccanismi non conosco un bel nulla, poiché non sono e non sono mai stato "un addetto ai lavori" come Sauro oppure altri. Che mi ricordo degli anni'80?? Beh, fu un decennio all'insegna della nascita e poi focoso sviluppo della rivista amatoriale "Exploit Comics" del GAF fiorentino, che portò ad uno sviluppo della "critica del fumetto" con connotazioni non solo più colte, ma basata su una sistematica consultazioni delle fonti e prove documentali che sono sempre all'origine di ogni ricerca seria.
    Fra alti e bassi e mutazioni di contenuto, "Exploit Comics" è ancora sulla cresta dell'onda, anche se al giorno di oggi inaspettatamente ha scelto la via della ristampa di fumetti di antiquariato, corredati ovviamente da adeguate presentazioni critiche.
    L'unica nota che io ho sempre trovato irritante è questa caratteristica elitaria che io riscontro nella gestione del GAF, una sorta di massoneria del fumetto. Ma forse sono io a vedere lenterne dove svolazzano solo lucciole, una sorta di paranoia che mi annebbia le capacità di giudizio.Comunque ricordo che fin dall'inizio ,quando il direttore era Strazzulla, che su "Exploit Comics" era ben in vista la scritta ( ripetuta su ogni numero), "Si collabora solo su invito del direttivo GAF".
    Non so che vento tiri al giorno d'oggi, ma ho l'impressione che non sia cambiata nè la direzione e neppure l'intensità del vento.
    Va beh, ognuno è libero di scegliere in quale modo gestire il prodotto che produce: siamo o no in clima di democrazia e liberalismo?

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  55. “Guardare le figure” di Antonio Faeti. Ristampa

    Donzelli editore, via Mentana 2/B
    00185 ROMA. Prezzo 32 euro.

    Il Collodi disegnato da Mazzanti e da Chiostri, il De Amicis illustrato da Ferraguti e da Sartorio, il Salgari di Vamba o di Zanetti; e ancora Yambo, Canevari, Pinochi, Tofano…Tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, gli illustratori italiani dei libri per bambini hanno fatto ben di più che aggiungere le «figure» ai testi che dovevano corredare. Hanno dato forma e colore al mondo del nostro immaginario. Hanno raccontato, con quella schietta determinazione che è indispensabile per conquistare i bambini, le nostre emozioni più profonde, le nostre sensazioni più vere: i dubbi e le paure, le gioie e le allegrie. Messe in fila una dopo l’altra, le illustrazioni di quei «figurinai» compongono, meglio forse di ogni altro materiale, i tratti del nostro carattere nazionale, i contorni della nostra formazione identitaria. Antonio Faeti può a buon diritto essere definito l’insuperato scopritore di questo mondo. Quando, nel 1972, vide la luce la prima edizione del suo libro, nessuno aveva ancora avviato una riflessione del genere. E a ben vedere, a distanza di quarant’anni, pochi l’hanno saputa davvero proseguire. Questa edizione, che l’autore ha voluto corredare di una nuova, densissima introduzione, è l’occasione per riaprire il ragionamento, per rifare il punto. Nelle parole dell’autore questo libro non è «né una storia della letteratura per l’infanzia, né una storia delle illustrazioni dei libri per bambini», è molto di più. È uno straordinario viaggio nell’immaginario italiano, che prende a pretesto i libri per bambini, ma guarda ai sogni collettivi delle generazioni che ci hanno preceduto.
All’indomani dell’uscita della prima edizione, Italo Calvino, che ne aveva con forza patrocinato la pubblicazione presso Einaudi, scriveva a Faeti: «Ho letto Guardare le figure con grande passione. Nella definizione critica dei figurinai sei bravissimo. Hai quella dote critica, mai abbastanza lodata, di saper valorizzare i minori e i minimi – e la letteratura vive della minuta verità dei minori e dei minimi».


    Antonio FAETI
    Antonio Faeti, nato a Bologna nel 1939, ha insegnato per alcuni anni nelle scuole elementari, prima di assumere la cattedra di Letteratura per l’infanzia all’Università di Bologna. Ora, da quanto ne so, insegna all’Accademia di Belle Arti, sempre di BOlogna Dopo l’uscita di Guardare le figure (1972) la sua fama si è estesa a livello internazionale ...




    Postfazione critica.

    Naturalmente il testo di questo indimenticabile volume, inteso in senso stretto, non è stato modificato.
    Arricchito di una lunghissima presentazione autobiografica e da molte altre illustrazione, rimane ancorato alla visione anni ’70 che Faeti aveva sulla nascita ed evoluzione degli illustratori italiani che nel corso del primo novecento diedero lustro alla narrativa per l’infanzia con le loro multicolori creazioni.
    Fra questi grandi del passato figura anche il nome di Sebastiano Craveri, non mi pare quello di Jacovitti, che pure è stato illustratore straordinario di libri per ragazzi, primo fra tutti il collodiano “Pinocchio”, ma anche del quasi dimenticato “Alice nel paese delle meraviglie” , capolavoro vittoriano del pastore di anime Lewis Carrol, volume quest’ultimo edito a più riprese dalla “Scuola” di Brescia.
    Pinocchio, Alice, lo zoo di Craveriana memoria…..
    Posso a questo proposito inventarmi qualche cosa pure io??
    Sii??: la voce di incoraggiamento mi giunge chiara e forte.
    Vado ad iniziare?? Il coro di voci fatto di urla ,schiamazzi vari e perfino ruggiti e pernacchie, mi giunge forte e chiaro!!
    Va beh, ho capito che ho rotto a sufficienza, mi ritiro nel pozzo lasciato libero dall’invisibile Crepascolo.

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  56. Ecco qua scannerizzata tutta la raccolta de "L"Aventureux" con La storia inedita in Italia di Kurt caesar, di solito in prima pagin del succitato giornale a fumetti-
    http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k164777z/f1.image

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    1. Scusa per la tardiva domanda, ma sei sicuro che si tratti di una raccolta completa de "L'Aventureux"?
      A me sembra parecchio lacunosa: dal n.1 al n.30 ci sono solo 16 riviste (oltre non ho controllato).

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  57. Sauro, se hai pazienza e fede nella santa causa del fumetto anteguerra, puoi riprendere tutte le tavole de "Les Conquerants de l'Avenir" ,testo e disegni di Caesar 1936 (!!), una quindi delle sue prime storie, di certo la più originale e soprattutto inedita in questa italia di poeti, santi ecc. Con una prefazione scritta elementare, poichè prima del 1936 Caesar aveva disegnato poco e nulla in fatto di fumetti, potresti continuare il blog, oppure infilare il tutto nel Pop Giornale!!
    Ci vuole solo la pazienza di scannerizzare tutte le puntate scorrendo uno a uno i numeri successivi del settimanale francese: hai l'occasione di passare alla storia, e di mostrare una storia a fumetti nemmeno citata nel ponderoso volume dedicato a Caesar e Jacono dalla fondazione Rosellini (2010), ancora in catalogo.Dai dacci sotto, la gloria è a portata di mano!!!

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    1. Tomaso, perché non mi rispondi? Non hai linea o proprio non hai letto il mio commento al tuo commento dopo il mio commento in risposta al tuo commento dove dicevi cose inaccettabilissime di me? Guarda che io ora... insomma, volevo dirti che ora non ce l'ho mica più tantissimo come prima con te, no, solo un pochino. Senti ma... chi sarebbe codesta Gloria?

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    2. ...a portata di mano... 'sta gloria. Che poi quello, siccome ci ha l'occasione, passa pure alla storia! E noi qui, soooli! matematicamente esclusi, in questa geografia desolata, scientificamente bollati... a far ginnastica... con poche lettere, senza nemmeno un po' di musica, senza disegno... Tomaso, ma proprio... non c'è più religione!

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  58. Il fatto è che i commenti non appaiono in ordine di esecuzione: a me il tuo commento è apparso dopo la mia risposta all'altro commento.Insomma manca la consecutività giusta.Quindi è tutto sfasato, una cosa demenzial/grottesca!!
    Gloria, Gloria... non mi ricordo chi sia.Ho scritto Gloria? Dovrò rileggere tutti i commnti, ma non ora che ormai sono intontito dal sonno incombente.Poi alla notte faccio brutti sogni, mi trovo sempre chissà dove e devo andare a rinnovare la patente che ormai non ho più e mi perdo in luoghi sconosciuto; poi mi sveglio alle 0500, mi alzo per andare a bere e subito la gatta inizia a farne di tutti i colori, così chiudo la porta della camera da letto per lasciare dormire in pace mia moglie e vado in cucina a preparare la pappa alla gatta, prima però devo effettuare il lungo rituale dell'accarezzamento, altrimenti il felino non mangia!!
    Quindi arrivo a quest'ora di sera che sono completamente suonato.Poi ora ho l'assillo di scoprire chi è questa Gloria: Swanson?? la vecchia attrice del cinema muto famosa per la sua love story con il suo toy boy Sauro??? Proprio non ricordo, chissà che ncubi questa notte.Buona notte Silvina, nice night to you!!

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    1. Ciao, anche io mi alzo alle cinque, però solo certe mattine (e qualche volta anche alle quattro e qualcosa) e -credimi- a me dormire piace tantissimo! Però è così: ci sono gli orari e via correndo... Insomma, volevo solo dirti che oggi pomeriggio ho fatto una marmellata di cotogne buòòòònìssima e che la dedico a te! Sìììì! Buona notte Tomaso, con tutta la dolcezza del mondo!

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  59. Allora non era chiuso questo Blog? Che fo, leggo di là e commento di qua? Quella macchina là, devi metterla qua?

    Tomaso, devi scrivere sul Pop.

    Ma Lio non era quella di "Amoreux Solitaire"?

    Ciao, Silvina.

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    1. J_D, dimmi che mi ami
      anche se hai qualche dubbio, anche se non è certo
      la vita... così triste? No, dai, dimmi che mi ami
      un pochino, tutti i giorni...
      non lasciare che il tempo ti tolga il sentimento...
      Ma che ce ne facciamo della bellezza standard!?
      Mi piacciono le tue rughe, anche i capelli mancanti!
      Eddai, lascia che le nostre vite siano come un bel film...
      J_D, dimmi che mi ami
      anche se menti, mi piaci, lo sai? Non è una bugia
      la vita... così triste? No, dai, dimmi che mi ami
      non startene lì a pensare tutti i santi minuti al papero
      che insomma... anche nell’iconcina... makkeè?
      J_D, dimmi che mi ami
      anche se non ne sei sicuro, dimmelo lo stesso
      E' bello immaginarsi in amore, e basta,
      senza l’obbligo de scopà, senza ‘a scopata cronica e puntuale come ‘na bolletta, come ‘na sfida noir de’a bonelli,
      come ‘n horror gotico prima de natale, come ‘n refuso a pirla ne’a rampicata d’Adventciaild qua e...
      la la la

      Eddìììmméloo... io ci sto solo altri tre giorni qui al blog! Al Giornalepop non ci vado! Non mi piace scrivere quella roba lì! J_D, lo capisci che se non me lo dici ora, finisce che qui, io, oltre a strombazzare tipo groupie svaporata per un anno circa, ho anche tradotto (liberamente, vabbé) una canzoncina francese per nulla?!

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    2. Questo temo sarà l'ultimo episodio del blog fantasma!! Sul Pop?? Ma è una cosa fatta per giovani e giovanissimi ( vedi come strilla Silvina quando si scrive di Hergè o Jacovitti, dinosauri ormai fossili??) ,in tal loco bisogna scrivere su argomenti che siano in sintonia con la stragrande maggioranza del lettori, che sono in genere giovani e di solito non si interessano al perchè e percome Corrado Caesar dopo aver disegnato il primo episodio Will Sparrow,( Il "Pirata del cielo" apparso diviso in tre parti che ne formano un unico corpus pubblicato nel 1938 ( io avevo pochi mesi) sul disneiano settimanale "Paperino per un totale di 25 tavole [ tutto ristampato anni fa da "Comic Art " in sei volumi, ora rintracciabili a circa 20 euro cadauno su EBAY] nel corso del 1938, per l'episodio successivo. "Il lago dorato" sia passato nel 1939 sull'"Audace" di Lotario Vecchi, settimanale ceduto a Mondadori nel 1940, ritornato a Vecchi alla fine di quello stesso anno, poi nel 1941 acquistato da Sergio Bonelli che ne farà un "Albogiornale" che resiterà fino al 1944!!
      La complicazione ulteriore consistè nel fatto Che Corrado caesar disegnò dopo l'episodio del "Lago dorato" alcune tavole dl suo seguito naturale ( Le perle del mare di Oman") senza soluzione di continuità ; ma questo avvenne solo nell'edizione francese su Spirou"belga nel 1940.Questo finale con seguito(!!!) rimase inedito in Italia.Fu isegnato poi da Aurelio Galeppini per "Topolino" nel 1941, e ridisegnato da Van Straelen per la Francia e utilizzato da Mondadori nel dopoguerra su ben cinque "Albi d'oro".Ma di tutta questa peripezia da me ed altri amici oggetto di decennale studio e con la sua formalizzazione in una serie di articoli scritti da Ange Tomaselli per la Francia, un paio dal sottoscritto per "InformaVitt" e da uno studio labirintico da parte di Raymond ed Alex per fanzines francesi ,svizzere e mi pare pure lussemburghesi!!!

      Il bello è che di tutto questo non si accenna minimamente negli studi italiani su Corrado Caesar dovuti a storici e critici del fumetto.

      Ma tutto questo sarebbe arabo per i lettori del Pop Giornale, per questo io ho lasciato perdere. Perchè affaticarmi per comunicare contenuti che non attirerebbero praticamnte nessuno'
      Io sono fuori tempo, sto bene nella mia cripta in compagnia di altre mummie.

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    3. Te a me non mi leggi, Tomaso, non mi lèèèèggi! Io non strillo perché Hergé è fossile, io dico che guardare ad autori come Hergé o Jacovitti col paraocchi dell'etichettature sociopoliticistiche, psicostoricistiche e quant'altro d'otticacce cispicistiche nei loro edottamenti li mortacci ciaccioni ficcònno e s'inventònno, siccomeké volénno cianciar d’arte e d’artisti, è INDECENTE! E tu non puoi continuare a dire che sei una mummia! Non puoooooi!!!! Non puoi, perché NON E’ VERO! Tu non sei una mummia: tu ti sei reso conto che il territorio è infestato di zombi e stai facendo la mummia per comodità! Piantala!! Cosa ci vai a fare al Popgiornale? Lasciali cuocere la loro zuppa! Finché Sauro non dà il nullaosta, Advent non può chiudere il blog!

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  60. Io spero di essere un uomo libero, quindi con la possibilità di scegliere questo o quello.Anche di scrivere che a 80 anni non si è più giovani, checchè ne dica il prode Berluska.
    Credo di , se sono libero, poter scegliere di scrivere qualsiasi cosa su Jacovitti e compagnia bella.Poi, se non interessa a nessuno, pazienza, tanto si vive lo stesso.
    Se mi piace pensare di essere una mummia, perchè mai non scriverlo??

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    1. Vogliamo parlare di Sebastiano Craveri di mare e di costa??
      Odo in risposta un vago brusio generale, sono i centomila moschettieri di Sauro che si preparano a sfoderare il gladio per ridurmi in un colabrodo, un avvertimento a non insistere nella mia assurda lotta contro i mulini a vento che con le loro pale in eterno movimento fanno garrire al vento la bandiera del Pop Giornale!!
      " Ma che hai contro il PG, mi dice miagolando il gatto mammone, mio eterno compagno mentale di giochi?"
      "Un bel nulla", rispondo agitandogli sotto le vibrisse un filetto di aringa del mar dell'Alaska, pescata surgelata dal brigantino di capitan Cormorant e subito infilata nel freezer, tanto che il suo letargo marino non ha subito nessuna interruzione.Il gatto mammone l'annusa e scuote la testa, raspa con le zampone ( è molto grosso), chiude gli occhi e con un flebile miagolio si addormenta.Piano , piano, ne approfitto per continuare il mio iniziale esordio in merito a Craveri marinaio.
      "La chiave del tesoro", storia in dieci puntata apparsa nel corso del 1938 su “Il Vittorioso” fa parte della primissima produzione craveriana, nell’ambito della quale i personaggi zoolandini a volte non compaiono neppure, o, come in questo caso, solo nelle ultime due puntate, quando ormai l’inizio della storia di genere marinaresco preso un altro indirizzo tematico di sfondo e di mare, di capitani, nostromi e ciurma varia non c’è più alcuna traccia.
      Se si volesse ritrovare nell’epopea craveriana un tema narrativo con anche nave ed equipaggio relativo, occorrerebbe fare un salto in avanti di almeno tre o quattro anni: ecco, hop! il salto l'ho fatto ed eccomi convolto in un’altra “favola avventurosa” del Nostro !
      Va beh, ma che dire nello specifico dello “Zoo e il fatto interessante?? Poiché a ben guardare Giraffone, Bull e compagnia bella stanno uscendo- o entrando?- in o da una lontana storia di incantesimi e feroci pirati, lavoro che iniziato nel 1941 prosegue nel successivo 1942 mentre i bagliori di guerra incombono e la povera Italia lentamente soccombe travolta da forze immani. Mah, Craveri continua a coniugare diversi aspetti della favola e del mito, inventando avventure che hanno anche un lieve sentore di meravigliosa magia. Nel “Fatto interessante” ci sono pesci incantati, un arzillo e servizievole centauro: in quello stesso periodo la pedagogia di regime ( ma esisteva una pedagogia oppositiva') non guardava di buon occhio l’evasione letteraria fiabesca dedicata ai bimbi e ai fanciulli che cavalcava universi lontani dal reale. Meglio sarebbe stato, secondo i pedagoghi di allora, presentare ai fanciulli storie di sacrifici e di piccoli martiri offerti all’amor di patria e alla fede nella chiesa di Cristo. Ricordo su "l'Intrepido" più o meno coeva"L'Orfanella di Cadice" dove la poveretta protagonista della storia sventurata, ne pativa di tutti i colori: Oppure a malapena tollerate erano le storie “meravigliose” se alla fine si rivelavano semplici e banali sogni. Ma Craveri e anche il nascente astro Jacovitti erano abili manipolatori di avventure favolose o fantastiche e riuscivano a passare quasi indenni attraverso le pur strette maglie della rete della censura autarchica.
      Trovatevi l'annata de "Il Vittorioso" del 1943, composta solo di 26 numeri, c'è in giro la ristampa anastatica, ve la caverete con poco. Potrete constatare che quello che ho qui scritto non è una fanfaluca!
      Va beh,non ne avete voglia, preferite restare nell'ovattato mondo della non conoscenza.
      Ognuno ha diritto a fare le proprie scelte !

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    2. Tomaso, scusa se arrivo solo adesso ma oggi sono uscita verso le 11, sono rientrata solo poco fa e ora vorrei riferirmi solo al tuo commento delle 12:57 perché... sì, secondo me tu sei davvero un uomo libero, puoi scegliere e ci hai la tua maturità. E secondo me puoi scrivere quello che vuoi anche su Jacovitti, perché tu, Jacovitti lo conosci bene. Ma io non penso che le cose che scrivi non interessino a nessuno. Sempre riferendomi a quel tuo commento, per quanto riguarda la tua domanda invece, non so... vorrei poterti rispondere ma... Tomaso, io... io sono circa 15 minuti che provo a immaginarti come mummia e non ci riesco! Per me è un pensiero difficile, è impegnativo, richiede uno sforzo d’immaginazione che va oltre le mie capacità. Mi spiego, prima di tutto non riesco a collocarti nel sarcofago: o è troppo lungo o è troppo corto... insomma non mi ci stai. E poi non mi stai fermo! Le bende non tengono... quando spunta una mano, quando una gamba, insomma...‘sta fasciatura... manco con spillatrice... spilli da balia, sparapunti... nulla! non c’è verso! Altra cosa: hai presente il canopico? E’ vuoto!! Non c’è nulla dentro! Tomaso, a te, quando ti hanno mummificato, le viscere non te le hanno tolte! Dev’essere stata una mummificazione frettolosa, sì, che non ti hanno neanche cotto bene... perché quando dalla bendatura ti sgusciano fuori braccia o gambe o mani, si vede benissimo che sono crude! Sono colorate del colore della pelle! E anche piuttosto chiara: non sono scure marronicce! No! E non sono affatto incartapecorite. Io senti, al massimo posso pensare che tu sia una mummia giovane, magari non egizia, magari non azteca, magari una mummia di una civiltà sconosciuta che quando i mummificatori mummificavano la gente la cuocevano poco e gli lasciavano le interiora e tutto al proprio posto; forse la mummificavano da viva, su esplicita richiesta del cliente... Boh! Chissà... forse era una civiltà molto più evoluta della nostra, forse... Insomma, te pensa pure di essere una mummia, ma per me è impossibile immaginarti come mummia normale.

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  61. Ma certo che ti amo Silvina, come puoi dubitarne?

    Anzi mi sei pure mancata quando son stato senza leggere, mi mancavano le tue frasi pungenti come le Fire Ants che gli Apaches ti rovesciano sulla schiena dopo averti legato ad un cactus.

    Bellezza standard? Io ne sono pieno. Non c'entra il capello, io sono bello dentro, me l'ha detto il radiologo.
    Però non puoi chiedermi di abbandonare il Papero, il Papero è una fede. Il Papero non si discute, si ama.

    Anzi, adesso devo occuparmi anche di una famiglia di Nutrie, pensa te.
    Sono cinque, un adulto e quattro cuccioli, e se non sto attento vengono a rubare il cibo al Papero. Così, sfamo anche loro.

    L'adulto non so, sarà la madre, ma io ne ho fatto una figura paterna e l'ho chiamato Spazzolone.
    E' una bestia ENORME, e non ha paura di me, anzi si alza sulle zampe posteriori con aria di sfida e fa un verso simile a quello del maiale, che cosa strana.
    I bimbi invece sono 4, e di solito si mettono in fila uno accanto all'altro e sgranocchiano in sincrono la pasta scotta che porto loro tenendola con entrambe le "mani" (le Nutrie fanno così).
    Siccome sono assolutamente identiche mentre mangiano, le ho chiamate Tim, Tom, Tumb e Bob Rock. Il che torna bene, perché Bob che evidentemente è il più "onesto", spesso si fa rubare la pasta dai fratelli malandrini. L'adulto poi per avere un pezzo di pasta in più non esita a picchiare sonoramente i suoi figli.
    Sono molto buffe queste Nutrie, quasi disneyane mentre si abboffano, inducono al riso ma è tutta apparenza, in realtà la loro vita (come quella di tutti del resto) non è che una tragica lotta per la sopravvivenza. Come diceva Werner Herzog, "The birds in the sky: they don't sing, you know. They just screech in pain".
    Quindi cosa mai saremmo senza amore?

    Poi c'è un bellissimo Airone grigio che sta sempre lì vicino a guardare la scena e che senza nessun motivo al mondo ho chiamato Mandela.
    La prima volta che l'ho visto in cima a un albero ho detto: "Toh! Ecco Mandela!" e ho pensato alla canzone Asimbonanga di Johnny Clegg, che quando ero giovane era famoso e oggi, chi se lo ricorda?

    Ma ho parlato fin troppo. Se sul Pop ci scrivo io, penso che ci puoi scrivere anche tu. Cosa vuol dire che stai sul blog solo tre giorni (anzi, due ormai)? Dopo tre giorni cosa succede?

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    1. J_D, sul nostro... diciamo... insomma riguardo alla questione sentimentale forse ti scrivo meglio dopo, perché ora io vorrei... J_D, quando hai detto di Herzog, ho pensato subito al pinguino. Quel documentario lì... J_D, io... io ce l'ho impresso sempre davanti come una ferita aperta. Ma perché? Perché?! Com'è possibile che anche Herzog stesso se ne stia lì immobile a guardare? J_D, dimmi, ma per te com'è?

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    2. Ah! Il Pinguino l'avevo rimosso. Non saprei che dire.
      Cosa deve fare Herzog, scendere a prendere il Pinguino depresso e girarlo dall'altra parte? Io forse l'avrei fatto.

      Devi sapere che il Papero fino a qualche mese fa viveva in una comoda e tranquilla casetta di legno sulla sponda di un canale cittadino dentro l'anello delle Mura urbane, dove faceva il bagno come tutti i Paperi rispettabili del regno.
      Siccome per vari motivi il livello e la velocità dell'acqua sono molto aumentati negli ultimi due anni (c'entra un progetto farlocco di energia creata con turbine idriche o qualcosa del genere, tutta fuffa politica), il povero animale finiva regolarmente "risucchiato" in un canale sotterraneo che poi lo "risputava" in un prato AL DI FUORI della cerchia delle mura.
      Ora, siccome con me il Papero è sempre stato molto amichevole (mi trotterella incontro se mi vede da lontano, mi da le beccatine ecc.), non era un problema prenderlo in braccio e riportarlo nella sua casetta.
      10 minuti di strada a piedi con un'anatra muta in braccio e gli americani che mi fotografano.
      A una signora inglese ho persino detto "Every day, at 5 PM, I walk the Duck"!
      L'ho riportato a casa per 4 volte, e 4 volte è finito di nuovo nel prato.
      La quinta volta non mi ha più permesso di prenderlo.
      Ora se ci provo scappa, perciò lo lascio lì, anche se è leggermente meno sicuro, non è riparato dalla pioggia, ci sono molti cani, poi fa lunghe passeggiate e può sempre decidere di attraversare la circonvallazione, il che sarebbe la sua fine. Ma lui vuole stare lì e io lo lascio lì. Certo se vedo un cane che lo rincorre, cerco di aiutarlo, ma deve vivere la sua vita da Papero libero.
      Magari Herzog ha fatto quello che sente di dovere e saper fare meglio, ha filmato il Pinguino.
      Comunque preferisco ricordarmi di quell'altro documentario con Klaus Kinski che gioca con la farfalla, la farfalla che vola fra le sue dita...
      Avendo in mente Nosferatu, ero convinto che l'avrebbe mangiata! Haha! Ehm ...

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    3. Sì, credo proprio che quel papero voglia starsene in pace col suo destino di papero risucchiato in canale e risputato fuori dalle mura. Senti ma... le nutrie... a Lucca? Io credevo che nei fossi di città ci fossero soltanto pantegane. Con tutto quello zoo, però, mi sa che devi avere un bel daffare a scolargli le pastasciutte... E comunque sì, J_D io... cioè, io per te, davvero... quando al blog ci sei tu, io non lo so, ma... perché è da quando ho scritto quella cosa sai... su quello che disegnava tutti quei malleoli strani e quei muscoli, ricordi? Sì, che tu, nel tuo commento, mi hai risposto a botta: “Black Jack!” e io ho subito pensato: "Ommadonna!" che poi però dicevi anche che ti piaceva la lettura che davo, ma lo dicevi nella riga dopo e comunque lì ho ripreso fiato perché davvero, nella riga di Black Jack, l’emoticoncina ridente non l’avevo proprio vista! Sì, è da allora che io per te... cioè che tu per me... insomma... sei molto più di un amico! Sì, perché vedi io... credevo che alla fine dell’estate mi passasse, ma invece siamo al 28 di settembre e sono ancora un pochino innamorata di Baggi, ma però poco: molto, molto meno che d’agosto! Anche perché... ma insomma, ma secondo te perché, quando t’innamori di uno che non conosci ma che ti sembra di conoscere da più vite, quello è sempre innamorato di un'altra?! Ke poi, dico una supplente! E coi lacci sugli zatteròni...che skkifo! Ma il provveditorato... ma cosa cappero ce le mandava a fare le panterone proprio in quella scuola lì? Dal centr’ Italia... su... su... fino a Milano... tutti quei kilometri... con le zeppe sotto le scarpe (eppoveraaaaccia!) ke poi arriva lì e gli strappa pure il giornalino! Ma si può? E io mi domando: ma il preside... quando quella panterona lì gli è arrivata in istituto... ma non poteva deviarsela in segreteria? Ore e ore... tutti quei poveri ragazzi e ragazze... tappati dentro l’aula, pigiacchiati nei banchi a sorbirsi l’ambulante issata sul bipodio a spanterare! Ma cosa vuoi che imparassero? A farsi male imparavano, e basta!! E infatti, come gli ha strappato il giornalino, quello... sdennnng: fulminato a vita! Uffff! E poi J_D senti, di là, tra filtro e varie a quello non gli puoi manco dire “bausette”. No, no, dai: è meglio il primo amore! E qui il mio primo amore sei tu e io ti amo. Sì, e sempre più! (E io ti ho anche scritto al mio blog).

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    4. Mi spiace creare una cesura nel dialogo molto carino,intimo e delicato instauratosi fra Silvina e De la Rue, ma visto che ormai credo che il blog stia sprofondando verticalmente nella fossa delle Marianne e fuori dall'acqua è rimasta solo la prua alla quale io sono abbarbicato, con l'ultimo fiato che mi rimane vorrei ricordare un argomento a me molto caro e al quale ho dedicato in verità molto impegno, anche se frazionato nel tempo passato.Chi ha orecchi per udire oda, anche se realisticamente penso che forse solo qualche solitario albatros che veleggia lassù in alto nel cielo potrebbe percepire qualcosa. Passo al post successivo perchè altrimenti lo scritto diventando troppo lungo verrebbe respinto

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    5. @Silvina. Su Baggi e la panterona ho capito assai poco.
      Non che me ne freghi molto.
      Credo di aver individuato la faccenda di Black Jack, ma il commento a cui risposi è cancellato, giusto?

      E' carino il tuo blog. Los sonidos de los instrumentos è molto, molto carino.
      Ho visto il messaggio, ma è possibile commentare?
      Cercando un modo di rispondere, clic-clic, ti ho fatto arrivare a visualizzazioni 3100... merito una fetta di torta virtuale :D
      Sai che forse hai ragione sul comportamento "tedesco" di Herzog?
      Questo sempre ammettendo che esista un "carattere nazionale", cosa di cui però non sono affatto sicuro.

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    6. C’è poco da capire guarda... quello tutte le settimane ne cambia una. E la Gabriella... e la Fabiana... (che a quella le va pure in negozio a invitarla per uscire!) sì sì... gli elementi di valutazione... Sempre al Gpop sta: qui maaaaaaaaa! Ma che io posso stare innamorata di uno così!?
      No guarda, io me la faccio passare TO-TAL-MEN-TE! Entro... entro quanto non so, ma so che ci riuscirò! Sì!! E tu dimmi che mi ami, diiimmelo! Anche se non ne sei sicuro, te dimmelo, io ci credo lo stesso.
      Sì, sai... quel commento poi l’ho tolto... ho fatto bene vero? Oh, J_D J_D, oggi è l’ultimo giorno che sto qui al blog, sai? E domani... io domani lo so che ci avrò un’immensissimo bisogno d’amore.... ma però te domani ci vai al mio blog, vero? Che oggi ci ho messo il cuoricino battente sooooooolo per te! (E anche un post scriptum, però in italiano!). Eh? Ci vai? Dimmi che ci vai, diiiiiiiiiimmelo! Anche se poi non ci vai... te dimmelo, io ci credo lo stesso.

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    7. Per andare ci sono andato, ho anche lasciato un commento per ringraziarti del tortino virtuale, il dolce-archetipo.
      Un bel pensiero, molto dolce, ma anche una raffinatissima tortura psicologica, far vedere tutti quei bei dolci purtroppo inafferrabili.
      Laddove si dimostra che ogni esperienza umana è sempre una medaglia a due facce ( e certo, avete mai visto una medaglia a tre facce?
      Mi piace, complimenti! Comunque il mio commento sul tuo blog non appare. C'è qualcosa di sbagliato oppure ho sbagliato io, o chissà che. Come di fa a dialogare così?

      Certo che... se in TV dovessero fare un quiz sulla vita di Baggi... :D

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  62. Inizio dalla fine, perchè in tale maniera scoraggio chi non ha fede in me: Roland Topor morì a Parigi nel 1997; già, aveva solo 59 anni. Di lui non si possono dimenticare moltissime cose, fra le tante le sue illustrazioni per il collodiano Pinocchio. A Pinocchio Topor giunge nei primi anni '70, con l'aiuto di Giorgio Soavi che gli commissiona la strenna Olivetti per il 1972. Tra Pinocchio e Roland si instaura immediatamente un rapporto particolare: "Io l'adoro questo burattino", dice Topor guardando con espressione assente la coppietta che passeggia mano nella mano sulle mura turrite della toscana città di Lucca ( beati loro). È l'unico personaggio letterario moderno, attuale, vero, con le sue curiosità, le sue viltà. E poi quel naso mi sembra un pene, il simbolo della crisi del maschio? Lo guardi quel Pinocchio con quell'aria dimessa e arresa e quel gran naso floscio, in ammirazione della Fatina".
    Beh, io che come un'ombra vago per turriti manieri gemendo e strisciando catene, ma questo solo nelle notti di luna piena, beh, dicevo, il naso di Pinocchio non mi pare assolutamente floscio caro Roland!" Ma Topor è perso nelle sue elucubrazioni mentali.Io giro e rigiro fra le mani il secondo volume di una collana dedicata al Nostro,"Topor, voyageur du livre" , Les cahiers dessines,Paris ,Dicembre 2015, rue des Canettes 75006, Paris, pagine 400, prezzo euro 42. Già ,, una meraviglia, illustratissimo e comprendente la produzione 1960-1980.Il volume succesivo, il terzo, dovrebbe uscire in Dicembre di quest'anno. Ma con il fatto che l'acquisto su Amazon France è brigoso e dai risultati imprevedibili ( si paga in anticipo, il che mi mette in condizioni di inferiorità, se poi come già avvenuto al sottoscritto, Amazon France passa tutto ad Amazon Germany che ha sede in un paesino dell'est della Germania in un edificio /magazzino che non costa quasi nulla di affitto e dove i malcapitati impiegati, forse sottopagati, fanno le cose con comodo, beh, in quel caso ci si deve armare di pazienza ed adattarsi ai tempi delle calende greche.) "Io ieri sera, con la complicità della governante tuttofare ho fatto scivolare sotto il cuscino di Topor il Pinocchio Di Jacoviit del 1943 ( del 1944 dolo i frontespizi) e questa mattina sono qui nel suo studio e l’ho costretto a guardare con attenzione una sorta di seguito del libro illustrato testé citato, ossia il secondo Pinocchio di Jacovitti, disegnato nel 1944 ma poi pubblicato a puntate a partire dall’ultimo numero de “Il Vittorioso” 1946. Topor ha fatto buon viso a cattivo gioco e alla fine della lettura accompagnate da innumerevoli levi risate, ha sospirato dicendo: Jacovitti lo conoscevo e anche queste due trasposizioni di Pinocchio mi erano note, tanto che nel disegnare il mio di Pinocchio la maia mente andava spesso al Maestro Jac, detto lisca di pesce. Quindi qualcosa fra me e lui è passato, ma questo è un fenomeno consueto e naturale, poiché nulla nasce dal nulla, IL suo gatto e la volpe li ho tenuti presente, e anche una certa atmosfera claustrofobia che vi ho rilevato, fra la gran cagnara del Gran Circo dei burattini, il mostruoso paese dei balocchi e il ventre dello smisurato pescecane. Di me e di questa opera ottocentesca è stato scritto che da essa traspare anche troppo evidentemente un Pinocchio in chiave violentemente simbolico/freudiana e che il povero burattino si carica di significati che probabilmente Collodi nemmeno immaginava. In filigrana emergono complessi forse edipici ( io sono a proposito assai scettico). Pinocchio sì abbraccia le ginocchia della Fatina , ma la cosa finisce lì , e ambiguità sottilmente non dichiarate (il Pescatore Verde con la sua natura ripulsiva ma oscenamente ambigua) sono invenzioni delle mente di chi guarda e legge il libro di Collodi, non dell’autore del testo scritto e nel mio caso non certamente di chi l’ ha disegnato.

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  63. Va beh, mi fermo qui.Ho scritto parecchio su Roland Topor, anche sul blog di Sauro e in interventi su suoi altri argomenti.Nessuno ha profferito sillaba, ma che volete, l'opera di Roland Topor è csa seria, di ardua interpretazione, dissertare su di lui è un previligio che spetta a pochi, persone interessate e preparate sull'argomento.
    Oheeee, la prua di questa nave-blog ormai è tutta sommersa e le onde dell'Atlantico si son fatte alte, il mare è agitato e nuvoloni neri forieri di tempesta coprono il pallido disco di Selene.Mah, ce la farò ad arrivare a nuoto fino alle coste del sud della verde Irlanda, dove folletti e fate mi aspettano per sentirmi narrare storie meravigliose? MI tuffo, arrivederci, spero.

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  64. Una splendida medusa immortalata a circa 3.700 metri di profondità che voi anime dannate non potete vedere qui, ma se cercate sul web, forse .... Io attualmente ho accettato il passaggio offertomi da una balenottera azzurra, che subito mi ha chiesto notizie del Pop Giornale di Sauro e di questo blog che sì, lui, è realmente mummificato!!
    Avete presente dove mi trovo?? e dove devo arrivare, cioè nell'estrema punta sud dell'Irlanda?
    Sono fortunato e baciato in fronte dalla dea bendata, perché amo gli animali, non li mangio, non approvo il falso amore esternato sugli spot televisivi che mostrano galline felici che vivono in libertà su verdi prati, agnellini che si strusciano alla belanti madri e vitellini e maialini taaaantooo curati dai loro padroni che poi subito dopo in TV vi reclamizzano pasticci di carne e salamini taaantooo nutrienti e genuini.
    Amo gli animali e loro lo percepiscono, per questo mi aiuteranno ad arrivare a Tralee, dove Rosamunde o' Brooks mi attende per Natale! Si, Natale, io son qui nel Pacifico e devo percorrere migliaia e migliaia di miglia per giungere fino in Irlanda.

    "Ogni volta che una spedizione scientifica scende negli abissi della fossa delle Marianne, la zona più profonda di tutti i mari, ci si aspetta di vedere e scoprire nuove specie di animali e piante sottomarine. Questo perché, a causa delle condizioni estreme per pressione e temperatura, rimane forse la parte del nostro pianeta più sconosciuta e misteriosa. Il Noaa (National oceanic and atmospheric administration) ha intrapreso una spedizione proprio in questa depressione semi-inesplorata del Pacifico. Iniziata il 20 aprile (si concluderà il 10 luglio) la Deepwater exploration of the Marianas ha già riportato splendide immagini delle strane creature che popolano questi fondali. Accendendo dei fari dove la luce non arriva mai, sono emerse dal buio alcune specie sconosciute di animali marini, strani 'sodalizi' tra specie diverse. Purtroppo è spuntata, anche a 5mila metri di profontità, anche della spazzatura".

    Credits - NOAA Office of Ocean Exploration and Research, 2016 Deepwater Exploration of the Marianas
    a cura di Matteo Marini

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    1. Dov'è che sei? Ma... Tomaso, ma... a che velocità vai? In 10 minuti hai già oltrepassato Gibilterra?! Ciao, sono Silvinasirena e sono capitata oròr quì, su questa bellissima spiaggia, che però non lo so di preciso da che parte sono perché mi ci ha portato la corrente. E insomma... scusa Tomasoprospero, ci hai per caso una mappa, una guida, un qualcosina, una cartina ... che vorrei capire dov'è che si va per andare al blogmummia? Siccome son qui e ne sento tanto parlare... ci ho il giorno libero... lo vorrei visitare!

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  65. Lo chiedo al delfino che fa da guida alla balenottera che non è di queste parti: " Ma dove ci troviamo esattamente in questo momento??"
    Il delfino che è un mammifero molto intelligente e colto , sosspira rassegnato e mi dice:" Siamo ancora a sud ovest della fossa oceanica più profonda del mondo, la Fossa delle Marianne, che si trova nell'Oceano Pacifico, localizzata a nord-ovest dello stesso e delle Isole Marianne, dalle quali essa prende il nome.

    Il punto più profondo toccato dalla Fossa delle Marianne raggiunge i 10.994 metri sotto il livello del mare.

    Tale profondità è dovuta al fatto che tale fossa si trova nel punto di congiunzione di due placche tettoniche, ovvero in una zona di subduzione. In particolare, si tratta del punto in cui la placca del Pacifico va al di sotto della placca delle Filippine".
    Ehh, io son ancora qua, perché pare che la Balenottera, volonterosa ma ancor giovane , abbia girato in tondo.
    Non so se per Natale arriverò da Rosemunde, nata Pilcher, scrittrice che si è sposata otto o nove volte, l'ultimo marito è irlandese e commercia in torba.Rosemunde mi ha detto in un inglese con forte accento scandinavo " Tomas come at once, I've to looking for the comic albun "Il lago dorato", and I don't to find nothing about it!".
    Però io son qui in missione per gli arditi incursori della marina militare delle isole Marianne, per un affare di comunicazione con i cetacei, che solo io posso portare avanti. Va beh, ora cìè il delfino che si sta incavolando con la balena che gira sempre in tondo"
    Ci sentiamo dopo poiché io devo dirimere la disputa fra questi due mammiferi acquatici. So long!!

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  66. Comunque Tomaso, Onda su onda, come cantava Bruno, a volte un naufragio può anche trasformarsi in un nuovo inizio.
    Così, all'impronta,la tua menzione di navi, delfini, oceani e disastri mi ha fatto venire in mente Bruno che incontrai per caso all'incirca a metà degli anni 90, in una stradina a Sestri Levante.
    Non fu un incontro folgorante, ebbi solo la presenza di spirito di dirgli "buonasera", perché sono stato sempre intimorito dai personaggi famosi, anche se mi stanno più bassi di tutta la testa! Haha!
    Ero in compagnia di una mia amica che poi ho perso di vista per diversi anni e quando ho provato a rintracciarla, niente, sparita nel nulla. Persino dall'elenco telefonico. E' proprio vero che a volte ci accorgiamo del valore, dell'enorme valore di qualcosa, solo quando è irrimediabilmente perduta.
    In quel periodo prendevamo il treno "a caso", cioè si andava alla stazione e si sceglieva la destinazione lì per lì... a volte anche in macchina, si faceva il pieno e si partiva...
    Chissà se questo blog è proprio "morto" come pensi tu, magari l'anfitrione deve solo ridimensionare il suo entusiasmo Pop, e rendersi conto che anche questa forma di espressione ha ancora la sua utilità... perderemo definitivamente una bella cosa? Mah!

    Poi, scusa se mi permetto, non devi pensare che le cose che scrivi non interessino a nessuno solo perché nessuno risponde. Io in realtà le leggo sempre perché ad esempio, come ti dissi già, sono legato al Vittorioso da un annetto circa di letture (infruttuose ma piacevoli) alla Nazionale di Firenze. Le annate del Vitt sono conservate (almeno lo erano un tempo) alla Fortezza Belvedere, tranne le copie "alluvionate", cioè irrimediabilmente perdute.

    Ciao Tomaso, buona immersione nel Natron :D



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  67. Mah, chi può dire quello che accadrà in futuro?
    Comunque io auguro buona fortuna a Sauro.

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  68. Nella notte tenebrosa qui la spiaggia si riposa.
    Si riposano i granchietti le conchiglie anche i legnetti...
    Mentre l’onda viene e va, si ritira e tornerà.
    Sulla sabbia alla battigia me ne sto sola soletta
    Guardo il cielo e vedo il mare: sìììììì, laggiù c’è una barchetta!
    Luna luna bella bianca... ora dormo, sono stanca
    ho vagato tutto il giorno... io, che sono metà pesce...
    a cercare ‘sto blogmummia che trovare non mi riesce.
    Eppazienza!
    Ciao stelline mie dorate, domattina... mi svegliate?

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  69. Beh, il "Mummia blog", oppure se si vuole tradurre l'assonanza di Mummia in inglese, "Il blog della mammina", che è un, per me, gioioso nonsense, è questo qui nel quale ci troviamo!!!
    Starà così per sempre il blog "Sauro piace alle ninfette?? Lo traduco in tale maniera dopo aver visionato l'articolo sul GP dedicato a Manara, che di ninfette se ne intende. Se starà in tale stato di animazione sospesa per sempre il blog di fatto sarà mummificato. In tal caso sarebbe meglio porvi rimedio in qualche maniera, che so, continuandolo semplicemente con l'uso di articoli presi con accortezza dal passato o da chissà dove, per esempio dal POP G. stesso, come di fatto è poi accaduto .
    Ecco, la poetica Silvinsirena può prendere coscienza di essere parte del Mummia Blog: che accadrà ora??? Il Dio Nettuno osserva e sorride.
    Perchè volenti o nolenti il blogmummia vive(?) in simbiosi con il Pop Giornale. Un paradosso, una sorta di universo parallelo dove sono i commenti a dare vita al tutto: ma si può continuare in eterno??
    Io me la batto, spezzo la penna e prendo commiato aspettando gli eventi.

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    1. Caro Tomasopropero, La ringrazio molto per codesto Suo preziosissimo intervento e ben compendo lo stato profusionale in cui al presente si trova essendosi da più giorni incaponito duro a parlare di mummie, a ripetere di mummie, a insistere di mummie... emmamminamiiiiiiiiiiia!! Ma proprio non c'è verso! A te, 'sta manìa de'a mummia nun te se lèva!! Aò, mò pure 'a penna te stai a spezzà? Tomaaaaaaaaaso! Ma quale simbioooosi? Ma quale coscièèènza?! ... 'e ninfe... er Dio Nettuno...?!... ma t'aa tojesse co'na forchettata ne'e mele, codesta fissa de'a mummia... er dionettuno...!

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  70. Beh, le mummie non sono tutte uguali: in "Virus, il mago della foresta morta" di Pedrocchi /Molino, lo scienziato pazzoide Virus riporta alla vita una mummia di principessa egiziana di bellezza inaudita, di fronte alla quale anche un eunuco dell'Harem di sauro avrebbe una erezione.
    Quindi, in un caso come questo, benedetta sia la mummia( rediviva).
    Ma anche il disegnatore/scrittore Jacques Tardi inserisce una mummia rediviva nell'epopea del romanzo d'appendice di Adele Blanc Sec, ancora in corso dopo decenni e una decina di albi.
    Per tuo sollazzo, sirena Silvina, intervisto una mummia mia amica che vive e dorme a mie spese nel garage di casa, nutrendosi delle erbe che crescono nel mio giardino aromatico, per -dice lei - tonificarsi l'apparato digerente.Mah? Comunque visto che detta mummia è estremamente colta, le chiedo come tradurrebbe lei il famoso e sibillino titolo del romanzo nel romanzo di Dick intitolato "The Grasshopper Lies Heavy". Mummy si gratta il teschio e sorridendo appena inizia a ciarlare:" beh, il vero "lie" ha molteplici significati, da "mentire" a "Giacere " e anche a volte di "saltare", qundi fate voi, avete ampia scelta, anche se non essendo chiaro chi è Grasshopper, la cavalletta soggetto della frase, tutte le interpretazioni sono possibili.Non solo, datosi che questa cavalletta che balza, mente oppure giace occupa una posizione centrale ricorrente in tutto il romanzo numero uno, ossia "L'uomo nell'alto castello" o se volete "La svastica sul sole" ( sole inteso come bandiera giapponese) e incarna il vero motore degli avvenimenti. Inoltre, si crea un effetto a scatole cinesi in cui il lettore è costretto a rispecchiarsi: perché oltre al romanzo 1 e quello 2, c'è pure il romanzo zero, ossia il mondo reale nel quale vive Dick nel 1962 e nel quale entra ad un certo punto un personaggio del romanzo uno".
    Dorme ora la Mummy, dopo aver masticato erba salvia e rosmarino. Sssssssm Sivina non fare chiasso, parla con parole sdrucciole, con molte esse e cocali aperte, sii gentile con questa povera Mummy che vivacchia nel mio garage di casa!! Ecco, vedi, anche la gattina bianca fa segno di assenso. Ssssss.

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  71. Te lo dico pianissimo: è carina, la mummiettina che vive, cioè che abita cioè insomma che sta, nel tuo garage. Lo sai Tomaso che anche io ci ho una mummietta che abita con me? E' una mummia di geco. E sta sopra lo scaffale piccolo (che devo ancora appendere) dietro alla porta della sala da pranzo, proprio accanto alla grande brocca di rame che mi ha regalato l'amico trapassato di un mio parente scomparso, quando -da vivo- faceva l'antiquario. Lì ce l'ho messa io, l'ho trovata per strada, un pomeriggio che ero andata in città e l'ho vista che stava sul marciapiede e allora l'ho raccolta con un pezzettino di carta strappata perché a me fa senso prendere i gechi in mano, da morti e da vivi. Io siccome qui abito da sola, ho sempre un po' timore che i gechi mi entrino in casa, perché tengo sempre le finestre aperte, e però quest'estate non ne è entrato nessuno. Sai perché? Perché io alla mummietta le ho chiesto se può dire ai suoi compagni e compagne vivi se per cortesia non entrano, che altrimenti io non so come fare, perché qui l’unica che non li ammazza è la Daria e a togliermeli di casa ci viene, ma usa il mocho! Li accoppa con la nappa e li stordisce perché dice che così non corrono via più tanto veloce ed è facile dirigerli verso l’uscita. Devo dire che non ne ha mai ucciso nessuno, ma comunque con quel sistema il rischio c’è. La mummietta di geco non è proprio bellissima e neanche tutta intera perché le manca un pezzetto di coda, ma io le voglio bene. Solo che tempo fa, quando i muratori rifacevano un tetto e Biagio mi svegliava alle quattro di mattina perché gli era presa la fissa di sistemare il ponteggio (siccome ha sempre fatto il contadino ma a 80 anni s’è scoperto carpentiere) scatanacciava coi bandoni, con la rete di plastica... e io dovevo alzarmi a controllare che non fosse un’arrampicata di ladri e lui a bassissima voce mi dava il buongiorno... einsomma in una di quelle alzatacce lì, dopo il buongiorno di Biagio, sono andata in cucina a farmi una spremuta. Tra il sonno, ho visto dei fogli sparsi sullo scaffalino in sala, li ho presi per rimetterli a posto e lei è caduta perché l’avevo messa su uno di quei fogli: iiiio... io ho fatto un urlo immane, mi ero completamente dimenticata di lei, quello mi pareva che un geco vivo! E Biagio è arrivato di corsa e dopo poco anche sua moglie e insomma... poi ci siamo fatti il caffè.

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  72. Lo strano caso del dottor Jeko e del signor Hyde (Strange Case of Dr Jekyo and Mr Hyde, 1886) è un celebre romanzo dello scrittore scozzese Robert Louis Stevenson. Considerata la più importante opera di Stevenson, è uno dei più grandi classici della letteratura fantastica di tutti i tempi.
    È stato tradotto in italiano (a partire almeno dal 1905) anche con altri titoli.
    Ma, ma non spevo che il dottor Geco fosse stato miniaturizzato e mummificato. Qui c'è lo zampino di Rasco Capac, la mummia peruviana che tutte le sere viene a raspare alla mia porta spaventando il gatto!
    Forse ne sa qualcosa il noto tintinologo Philippe Goddin ( un seccatore, sempre a chiedermi consigli!), autore recentemente di un accurato studio in due tomi di questo racconto in immagini- edito come al solito da Casterman- originariamento interrotto nel settembre 1944 per l'arrivo degli americani a Bruxelles.
    Beh, non sarebbe male ricavarne un mixage fantastico letterario fumettistico,il dottor Geco lo meriterebbe, Hide permettendo.
    Mi bevo una cuccuma di caffè e questa notte provo a vedere che cosa ne posso ricavare. Non mi interessano i soldi, vorrei solo fame e gloria imperiture. In pratica quello che va cercando Sauro, anche se poi perde molto tempo nel suo gineceo a giocare al dottore, mentre l'eunuco che di solito gli guarda l'Harem, può andare finalmente giù al bar a farsi una bevutina e .... ve lo posso dire?? ahh, ehm..... sghignazzando a mostrar le palle!!
    Povero Sauro, se lo vedete risparmiategli l'atroce verità.

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  73. Un albo inedito di Tintin arriva nelle librerie dei paesi francofoni 30 anni dopo la morte di Hergé (1907-1983), il disegnatore belga creatore del celeberrimo reporter ragazzino.

    Si tratta delle strisce a fumetti in bianco e nero di una prima versione di un episodio spettacolare di ''Le Avventure di Tintin'', pubblicato dal quotidiano belga ''Le Soir'' tra il 1943 e il '44, poi proposta a colori nel 1948 con numerose varianti.

    L'inedito, pubblicato da Casterman/Moulinsart, si intitola ''La maledizione di Rascar Capac'' e propone l'intera storia originale di ''Le sette sfere di cristallo'' apparsa durante la seconda guerra mondiale. Il volume e' arricchito da abbozzi, schizzi e documenti d'epoca che mettono anche in luce le minuziose ricerche storico-archeologiche compiute da Herge', all'anagrafe Georges Prosper Remi, soprattutto per tratteggiare la civiltà degli Incas. Il libro è arricchito dai contributi di Philippe Goddin, ex segretario generale della Fondazione Hergé, con l'aiuto fondamentale di Tomas le Prosperio, chiamato dagli intimi "Le Momie". Un secondo tomo di ''La maledizione di Rascar Capac'' è apparso' nel passato autunno, in occasione dell'ottantunesimo anniversario della prima edizione di ''Le Avventure di Tintin'', dal titolo ''I sigari del faraone''. L'albo inedito è il frutto della collaborazione tra Casterman (gruppo Gallimard), storico editore belga di Tintin, e Moulinsart, la societa' che gestisce i diritti commerciali di Herge'. Il prezzo dell'opera è di 20 euro. Se vi fate raccomandare da Prosperio, euro 19!!

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  74. 33, non 30. Colpa della micia che salta sempre sulla tastiera!!

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    1. Non si da' la colpa al gatto.

      Per punizione sarai impiccato, indi poscia appodipoi imprigionato a vita nel QUADRILATERO.

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  75. Il fatto è che il post su il saggio relativo a Rasco Capac da me scannerizzto è vecchio di tre anni, tutte le date andavano riconsiderate, cosa della quale mi sono accorto dopo.
    Io i due volumi di Goddin non li ho acquistati, perchè la storia in questione, quella delle sette sfere di cristallo apparsa in strisce quotidiane in bianco e nero su "Le Soir nel 1943/44, io ce l'ho in una vecchia edizione pirata.

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    1. Non ha avuto la buona grazia di farteli avere in omaggio?

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  76. Philippe Goddin è un vero gentleman, non rischierebbe mai di urtare la mia suscettibilità insistendo con Casterman per favorirmi in alcun modo.
    Io stesso rifiuto a priori regalie di ogni genere. Quando Jacovitti, inizio anni '90 a Bologna partecipò ad una manifestazione gastronomica e un poco allegro mi voleva donare un pacco di suoi originali ( fra l'invidia di tutti gli altri commensali) io mi schermii e gli ribattei il mio solito concetto che l'amicizia e l'ammirazione che provavo per lui, erano già sufficienti a rendermi contento.
    Però questo mio atteggiamento ,ricerca della purezza nei rapporti umani? era la classica zappata sui piedi, perché nemmeno Jacovitti comprese che io che lo leggevo fin dal 1942 ( lo guardavo in realtà, poichè avevo solo 5 anni) da lui non volevo scroccare originali, ma solo esternargli la mia gratitudine.
    Ma non ci fu verso, Jac aveva la grande debolezza di voler dare comunque, anche a costo di diventare consapevole preda di gentaglia che di rapinarlo non vedeva l'ora. In effetti le cose per lui andarono in quella direzione, ci fu veramente chi fino alla fine gli succhiò sangue e tavole originali.
    Ehhh, questa è la vita.

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    1. Forse farei anch'io così, per mio temperamento ma c'è anche il rischio di offendere chi ti vuol dare un segno tangibile del suo apprezzamento.
      Seconda considerazione: accettando il paccone di originali, avresti salvato dai vampiri un paccone di originali, da poter magari donare a tempo debito alla biblioteca di Modena o a qualche archivio serio.

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  77. Ma erano quasi tutte strisce dei diari Vitt. Poi non ho riflettuto molto.Comunque poi Jac ha distribuito tutto ai presenti firmando ogni pezzo.
    Altro sistema invece era quello usato da Hergè: il suo studio, specie quando c'era a capo Bob de Moor, produceva copie solo disegnate a matita più o meno veloce di tavole giù esistenti e pubblicate, introducendo lievi o grosse variabili.
    Così quando arrivavano visitatori o accadevano incontri con personaggi legati al mondo dei Comics, erano questi "crayonnes" che venivano donati.Ricordo che il compianto Piero Zanotto ricevette da Hergè con dedica a penna, una di queste tavole abbozzata a matita tratta dalla storia "Coke in stock", tavola poi pubblicata da Zanotto nel suo saggio del 1988 "Il grande libro del fumetto", Edizioni Paoline, con accanto la riproduzione della tavola originale colorata e stampata nell'albo: è a pagina 60, ed è curioso vedere come questo abbozzo è stato disegnato.
    Comunque anche queste tavole a matita solo abbozzate, hanno sul mercato franco/ belga un valore enorme....
    Anche il mondo dei fumetti alla fine è parte del tutto,in un mondo che ormai viaggia su valori fatti di profitto, soldi e relativo potere: un aspetto questo della brama di potere, avere la possibilità di far ballare gli altri come burattini, che io ho sempre trovato demoniaco.
    Non per niente fra le tentazioni alle quali nei vangeli si racconta Gesù fu sottoposto dal Demonio, c'è anche l'offerta fatta dall'alto della montagna, rifiutata da Gesù. Mah, se non altro questi racconti degli Apostoli anche se frutto di invenzione e scritti come strumento per evangelizzare i popoli di allora, hanno spesso una profondità che mette ben in luce le debolezze e le brame dell'uomo.

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    1. Veramente interessante.
      Quindi non tavole originali ma tavole "varianti" create ad hoc. Soluzione davvero elegante. E le vere tavole originali, di sicuro saranno state tesaurizzate al massimo grado. Non come qua da noi.
      Mi ricordo ancora di quando lessi su Fumo di China la storia raccapricciante del materiale originale Disney contenuto negli archivi Mondadori di un magazzino, che fu solo in parte salvato e ricomparve in modo più o meno misterioso sul mercato... a fine anni 80, nel momento in cui Berlusconi acquisì la Mondadori e, pare per un equivoco, la Disney non fu interpellata al riguardo e molte tavole finirono al macero.
      Altre, come si è detto, furono "salvate" (arraffate) da personaggi "misteriosi"che poi cominciarono a centellinarle alle manifestazioni tipo Lucca.
      L'articolo si intitola "Volete comprare uno Scarpa? Misteriosa (e tragica) storia di un pezzetto di cultura italiana". Su FDC 2/29, luglio 1987.
      C'è anche, a onor del vero, la versione ufficiale Mondadori che afferma (per bocca di Gaudenzio Capelli) trattarsi di pochi esemplari degli anni 50 finiti per sbaglio in un magazzino di documenti amministrativi da distruggere e non, come si ventilava, di "50/60000 originali italiani mandati al macero di cui ne sarebbero stati salvati 20/30000" mentre, cito sempre dall'articolo "i salvatori minimizzano e ammettono il recupero di 3/4000 originali. Considerando quindi una prudenza commerciale volta a far quotare il più possibile il recuperato, la logica consente di spingersi al massimo fino a una cifra di 8/10000". Comunque l'autore dell'articolo (Franco Spiritelli) asserisce di aver visto sul mercato materiale dagli anni trenta ai settanta e riferisce di testimoni orripilati che hanno visto "le tagliatelle ancora riconoscibili di Saturno contro la Terra" (!).
      Quale che sia la realtà di questa vicenda (errore, menefreghismo, affarismo?), mi ha sempre molto colpito. Mi sa che in Francia sarebbe stata molto meno possibile.

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    2. Lo studio Hergè a partire dagli anni 50' produceva le storie di "Tintin" come "Il Tempio del sole" e "L'affare Tournesol" eccetera in grando tavole orizzontali che poi sul giornale apparivano su doppia pagina centrale; ma quelle stesse tavole erano concepite per essere smontate come un puzzle e ricomposte per il formato verticale degli albi sulla lunghezza di 62 tavole. Credo che alla base di tutte quelle tavole disegnate ci fosse questo lavoro di preparazione/progettazione, che di fatto creava molte tavole schizzate a matita.Comunque ancora negli anni '80 chi andava a Bruxelles a trovare Hergè previo appuntamento, riceveva poi in omaggio una o più tavole schizzate a matita, in genere molto pasticciate, con disegni e quadretti piazzati in disordine, il disegno effettuato con segno grosso, come se il disegnatore avesse usato una matita molto tenera, con molteplici cancellature e scritte laterali a modo di appunto. Manfredo Gittardi in quegli anni ( primi anni '90) era in stretto rapporto con il sottoscritto sia per scambi di informazioni su Jacovitti ( Gittardi fu il primo estensore di una cronologia su Jacovitti, questo andrebbe ricordato) e anche su Hergè la produzione del quale presentava allora dei punti irrisolti per noi poveri italici privi di documentazione di tipo storico/critico: comunque mi disse che Hergè da lui visitato nello studio di Bruxelles non so in quale anno del decennio 1980, gli regalò autenticate dalla sua firma, due belle tavole disegnate: ebbene, quando io prendevo come stipendio più o meno un milione di lire al mese, le due tavole fatte stimare da Gittardi da un esperto, valevano sul mercato belga l'equivalente di ben 25 milioni cadauna, in totale quattro anni del mio stipendio!!
      Io mi chiesi perchè mai questa prodigalità da parte di Hergè, e dato che queste tavole disegnate venivano regalate con facilità, che cosa c'era dietro. Pensai quindi che in parte venissero fabbricate ad hoc per creare anche poi un certo volume di vendite.Mah?
      IO ho un catalogo di una mostra di vendita all'asta ufficiale di materiale Hergeiano , tenutasi a Parigi ( il catalogo me lo mandò Gittardi reduce dall'asta) dove i prezzi di quese strisce, pagine, albi ecc, fa impallidire di certo l'esoso Pigatone ( in arte, nell'invenzione letteraria del sottoscritto, Pignatiarty, da me fatto morire diverse volte in maniera atroce) il re dei venditori italiani di originali!
      Ora che In Belgio e in Francia continua ancora la ristampa condita in tutte le salse delle avventure di Tintin, compresa la loro versione in un'ottica super critica, nel senso filologico del termine: un esempio ne è di fatto la versione in due volumi ( li bramo ma resisto e non li acquisto) della storia "Le sette sfere di cristallo/Il tempio del sole" corredata da pagine e pagine scritte da Goddin che suppongo illuminanti, ma da molti critici definite "per soli esperti del settore".
      Anche qui ci sono in ballo tirature da capogiro, con conseguente giro di una montagna di soldi.Casterman gongola, i mercanti si fregano le mani, i collezionisti sbavano e aprono i cordoni della borsa, i semplici appassionati come me suppongo che anche loro sbavino un pochettino, ma ci vuole pure un adeguato atocontrollo per non cadere in questa sorta di trappola, Altrimenti si rimane in braghe di tela!!

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    3. Io capisco i maneggi più o meno schifosi degli operatori del settore, capisco i Pigatone o Pignatone o come si chiama (sono nato in una città di bottegai), ma quello che non mi torna è il fatto che secondo me e al netto di sbagli, in Francia/Belgio, chi fa questi commerci, almeno si sente un po' come un vero e proprio "gallerista" (anche magari di quelli che in TV vendono i quadri di Alviani e Vasarely, non so se hai presente), mentre qui da noi si sente come quello che ti vende i tappeti, o i gioielli.
      Non sente cioè di venderti un qualcosa che ha la dignità dell'ARTE, ma qualcosa che attiene semmai all'"antiquariato" (come i mobili antichi), o al collezionismo come le figurine Liebig o del feroce Saladino.
      Ma da cosa deriva questa supponenza, questa spocchia che ci fa (non a me, a noi italiani) vedere come prodotti deteriori e risibili i fumetti (ma perché poi? Perchè li leggono i bambini) mentre in Francia i grandi autori si beccano la legion d'onore; che induce i critici cinematografici a deridere Mario Bava mentre in America Hitchcock si becca gli Oscar?
      Persino gli americani hanno riconosciuto al fumetto (dopo aspre battaglie, certo) la dignità di una grande forma di arte popolare (e industriale, non dimentichiamolo).
      Siamo "meglio", ma meglio di che? E' colpa di Dante, di Benedetto Croce, di Gramsci, o quei tipi degli anni 60 per cui il fumetto erano Feiffer e Schulz, ma non Jacovitti?
      Basta, se no mi accaloro troppo e poi io sono sempre stato solo un umile lettore, non addentro al "giro".
      Mi pare che abbiamo fatto in tempo a veder nascere e morire una forma d'arte senza possederla interamente, quando avevamo i mezzi e gli uomini per dominarla. Lo stesso si potrebbe dire, ad esempio, per la fantascienza in letteratura e al cinema.
      Basta davvero. Scusate lo sfogo. Bella discussione comunque, per un blog "naufragato"...




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  78. Beh, il pregiudizio di una supposta superiorità della letteratura classica in confronto a tutto l'insieme delle altre materie di studio è duro a morire.
    IO che sono stato insegnante di una materia artistica per quasi 40 anni e sono stato costretto ad andare dove c'era la cattedra in un vagabondaggio durato più di 20 anni che mi ha portato anche fuori regione ( in Lombardia), ho avuto però la possibilità di venire a contatto con una multiforme legione di insegnanti e di ambienti: se l'insegnante di lettere era persona intelligente ed equilibrata tutto bene, altrimenti si assisteva e a volte si subiva la prepotenza culturale di chi formatosi in ambiente scolastico dove greco e latino erano totalizzanti, cercava di prevaricare i colleghi per mandarli nell'angolo dei somari in quanto privi della "loro" cultura classica.
    Questa mentalità è ancora diffusa nella classe intellettuale formata da tante categorie di diverse persone come formazione e come genere di lavoro svolto. Questa situazione crea areee culturali snobbate perchè considerate prive di radici culturali classiche.
    Forse in altri paesi le cose non stanno in questo modo, e nelle librerie casalinghe di qualsiasi persona sono presenti i fumetti di Hergé, di Tardi, di Jacovitti e di Hugo Pratt accanto a Voltaire e Montpassant, Melville e Stevenson e chi più ne ha più ne metta.
    Categorie di prodotti letterari quali la Fantascienza, quando io agli inizi degli anni '50 leggevo regolarmante "I Romanzi di Urania", erano in ambiente scolastico , ma non solo, considerate non solo diseducative perchè secondo la pedagogia di allora, fuorvianti nei confronti del "giusto" modo di imparare leggendo.
    Io che ero un poco una mosca bianca in quanto a letture, poiché essendo in materia onnivoro, ero guardato con stupore da compagni ed insegnanti, anche nell'ambiente dell'Istituto d'Arte dove si proclamava l'importanza della non unicità della cultura,e si credeva quindi nel valore dell'arte non in contrapposizione con l'Ego letterario classico, ma come parte con uguale dignità di tutto quel mondo.
    Ehh, va beh, son passati da allora sessant' anni e più, ma remore pregiudiziali ce ne sono ancora.
    Tanto che i fumetti a scuola vengono usati casomai alle elementari, ma difficilmente se non mai al Liceo.La società è cambiata, ma non sempre in fatto di elasticità mentale sulla cultura e e l'apprendimento.
    Discorso questo ostico, complesso e di certo bisognoso di un coro di molte voci, anche dissonanti fra loro.
    Ma, sinceamente, portarlo avanti qui ,in questo blog fermo da un mese e con l'aspettativa di vederlo rimanere bloccato per sempre, non mi pare cosa sensata.

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